dEop > aRCHIVI mENSILI
15 marzo 2005
Il Dipartimento Lazio dell'Associazione Nazionale Sociologi, presieduto da Anna Maria Coramusi, presidente della cooperativa "Maggio '82", ha indetto per il pomeriggio del 4 maggio all'Istituto Luigi Sturzo a palazzo Baldassini in via delle Coppelle n. 35 a Roma, un convegno di studi sul tema: "I sociologi e la famiglia: nuovi bisogni, nuove risposte". Guiderà i lavori la stessa presidente del Dipartimento Lazio mentre le conclusioni saranno affidate all'emerito professore Michele Marotta, presidente onorario dell'associazione e vicepresidente dell'istituto Sturzo. Il convegno, intervallato da un coffee break, avrà una prima parte con gli interventi di Sandro Bernardini, docente di istituzioni di sociologia a La Sapienza di Roma; Augusto Battaglia, parlamentare; Maurizio Bartolucci, consigliere comunale a Roma; Mario Dany De Luca, presidente Auser; Claudio Mercadante, direttore generale del Coreco del Lazio; Luigi Guccione della Fondazione Vittime della Strada. Nella seconda parte interverranno: Antonietta Censi, docente di sociologia della famiglia a La Sapienza di Roma; Antonio Marziale, presidente del Dipartimento Lombardia dell'Ans; Giulio D'Orazio, presidente onorario della Sidd; Andrea Rocca, dirigente nazionale dell'Ans; Irene Ranaldi, in rappresentanza della Capdarco; Valeria Fabbretti, collaboratrice della prof. Censi; Francesco Maria Piccari, ricercatore del Cnr.
Incontri # Che genere di moda?
Il Centro per lo studio della moda e della produzione culturale dell'Università Cattolica di Milano organizza il suo annuale convegno, sul tema "Che genere di moda?", il 6 maggio 2005 nell'aula Pio XI, articolato in due sessioni. La prima affidata a Laura Bovone del Centro indagherà su "Vestire l'identità", la seconda affidata a Justin O'Connor della Manchester Metropolitan University affronterà come "Incorporare la moda". Il convegno che vedrà la partecipazione di molti studiosi stranieri affronterà il ruolo che gli abiti svolgono nella vita delle donne e degli uomini e il modo in cui attraverso le immagini vengono oggi rappresentati i corpi femminili e maschili. Informazioni centr.modacult@unicatt.it
12 marzo 2005
Effemeridi # Anarco-insurrezionalisti
Dalla nomina dell'onorevole Giuseppe Pisanu a ministro degli Affari Interni ogni bomba o bombetta che scoppia viene accompagnata da un volantino di rivendicazione degli anarchici; un "pericoloso" gruppo con tanto di associazione pubblica, cioè con sede, statuto, organi direttivi e soci. Ma qui sorge la prima domanda: gli anarco-insurrezionalisti che preparano gli attentati sono così imbecilli da avere tanto di sede sociale ed elenco dei soci? Il secondo quesito è: ma quanti saranno in tutta Italia codesti attentatori insurrezionalisti, persone cioè che vorrebbero fare un colpo di stato (insurrezione)? Non c'è riuscito neppure il comandante della X Mas Julio Valerio Borghese che aveva appoggi altolocati dentro lo Stato, potranno immaginare anche lontanamente di riuscirci quattro gatti di anarchici? Terzo quesito: com'è noto gli anarchici sono pacifisti e sognatori e se colpiscono vanno di persona contro i simboli del potere, corrotti o tiranni, (re, ministri, capi, ecc.) senza mettere in pericolo il popolo e i dipendenti pubblici (Corpo delle FF.AA., impiegati, ecc.). Il ministero dell'Interno divulga inoltre la versione (non confermata da alcuna prova) che gli anarchici italiani hanno trovato coperture e collegamenti internazionali col terrorismo di matrice islamica. Non sarà invece che Pisanu nell'intento di mettere una pietra sopra ad un periodo storico che ha visto la contrapposizione tra Brigate Rosse e destra eversiva (quale retaggio gli uni della lotta partigiana e gli altri dell'anticomunismo alla Gladio ed altre organizzazioni) viene così incontro sia ai partiti di destra che di sinistra creando un pericolo ed un nemico inesistente, gettando inutili allarmismi ed eventuali possibili imitatori?
09 marzo 2005
Pubblicazioni # La cultura demodossalogica
Essere demodossalogo vuol dire anzitutto acquisire una filosofia di interpretazione delle cose del mondo e degli avvenimenti che rasenta l'irriverenza: un approccio dissacrante e polemico teso a vedere il rovescio della medaglia o, meglio, le quattro facce della moneta citate nella nota di Antonella Liberati. La tecnica demodossalogica è una conseguenza, qualcosa che si può facilmente apprendere anche con la pratica professionale ma la cultura di fondo o la si ha o la si acquisisce con delle letture specifiche (in mancanza di regolari corsi di studio demodossalogici). Tra gli autori che "formano" culturalmente il demodossalogo citiamo Voltaire, Toddi e Pitigrilli. Di quest'ultimo riportiamo due spunti tratti dalla prefazione di "Mammiferi di lusso", tascabili Bompiani ed. 2000, e "Lezioni d'amore", editrice Sonsogno Milano 1949.
[...] Non capisco niente di politica. Qualche volta leggo l'articolo di fondo del mio giornale per sapere come la pensa il mio direttore, e quindi quale dev'essere la mia sincera e spontanea convinzione politica [...]
[...] Per pagarmi le tasse universitarie aveva accettato un posto in un collegio maschile. Mi chiamavano prefetto, professore, censore, assistente. Che cosa fossi non so. [...] Il secondo anno fui riconfermato. Gli alunni avevano dato risultati imponenti agli esami di stato [...] Davanti all'eloquenza delle cifre, come diceva elegantemente il direttore, "un solo bocciato su ottanta, la matematica non è un'opinione, ha ragione lui". Lui ero io. Il mio segreto? Non mi sento di esporlo in qualche pagina. Esso richiedeva l'assistenza continua e il consiglio quotidiano. Seguendo il suggerimento di Barbey d'Aurevilly, il Barbey del periodo giornalistico, insegnavo ai ragazzi "le style simple et large, le style des affaires, et non d'un écrivain". E tanto meno stile degli studenti. La mia fatica principale consisteva appunto nello sdradicare, ma non del tutto, la menzogna della prosa scolastica, lasciandovi cioè quelle barbicelle che bastano a mantenere ai componimenti il carattere impostore ed idiota, che salva l'esaminando dall'essere scambiato per un iconoclasta o un sovversivo. [...] Ho indicato con le semplici iniziali i cinque studenti, perchè essi sono divenuti qualcuno. Quello che descrisse le sofferenze morali della povera mosca, mettendosi così bene nella pelle del suo sfortunato personaggio, è divenuto un grande scrittore di romanzi psicologici. [...] Quello che spiegato perchè similia similibus curantur è divenuto un eccelso giurista, in perfetta armonia con tutti i partiti che vanno al potere. Commentò e lodò certe leggi, con la stessa convinzione con cui doveva illustrare ed esaltare qualche anno dopo il decreto che le abrogò. Un altro di nazionalità incerta, tornò in uno dei suoi paesi d'origine, dove fece una brillante carriera militare, e divenne celebre per aver lanciato con formidabili argomenti le sue divisioni in un'impresa che sapeva destinata al più vergognoso insuccesso. Uno fu bocciato in matematica, ma il banchiere lo prese nella sua banca, in qualche anno ne fece il suo procuratore e non è pentito della scelta. Pare che nessuno sia più abile di lui, lapis alla mano, nel convincere i clienti a sottoscrivere azioni di miniere inesistenti e prestiti a nazioni sull'orlo della bancarotta. Tutti gli altri se l'erano cavata, nello svolgimento, su per giù come quei cinque. Ora sono sparsi decentemente per il mondo. Uno fa l'antiquario, l'altro il giornalista, l'altro il sociologo: falsificano rispettivamente il passato, il presente e il futuro. Uno fabbrica medicinali, un altro li vende, un terzo li prescrive e tutti e tre senza crederci [...] Ce n'è uno che non fa nulla di determinato ma vive in armonia col suo prossimo pensando che tutto può essere vero, e che nessuno ha interamente torto e che nessuno ha interamente ragione. Il figlio del banchiere è il solo che dalla scuola non abbia saputo trarre alcun utile insegnamento. Fa il professore.
08 marzo 2005
Documenti # Effemerocritica
Nelle Facoltà di Scienze della Comunicazione si è affermato l'uso del termine effemerocritica. Tale vocabolo risale agli anni '30 e fu coniato dai maestri della demodossalogia secondo la seguente dicitura: "valutazione comparata delle effemeridi secondo i criteri della demodossalogia"; ove per effemeridi si intendono "le attestazioni di tutto quanto si trova o è destinato ad essere presente nell'opinione pubblica". Quindi l'effemerocritica è l'analisi comparata dell'attualità, ciò di cui si parla o si scrive in quel dato periodo. Da "Appunti di Demodossalogia generale e principi di effemeroritica sistematica" , la dispensa per l'anno accademico 1949-50 della Facoltà di Giornalismo dell'Universà internazionale Pro Deo (ora Luiss), riportiamo alcuni stralci relativi all'effemerocritica.
Il fine che ogni effemeride ovviamente si propone può essere palese o nascosto; se palese può essere dichiarato o no; se nascosto può essere mascherato o no. Esempi: "L'Unità" (organo del Pci: palese dichiarato); un film di propaganda politica (palese non dichiarato); un foglio volante che figura redatto da operai ed invece sia stato elaborato dai datori di lavoro (nascosto mascherato); una rivista teatrale che si riprometta di lanciare certi prodotti, certe canzoni, certe mode (nascosto non mascherato).
Il mezzo migliore per accertarsi del vero obbiettivo è di ricercare l'origine dell'effemeride, chi l'ha ideata e con quali mezzi è stata attuata, in quali mani è poi eventualmente passata e chi l'ha finanziata, quali fonti di guadagno abbia attualmente e come faccia fronte ad eventuali deficit, dove sia orientata ed agevolata la diffusione, in quali rapporti si trovi il responsabile dell'effemeride con la pubblica autorità, che regime giuridico-politico (spesse volte la prassi politica sovrasta e snatura il diritto positivo vigente in materia) regoli quel determinato settore pubblicistico, ecc. Un modo semplificato per ottenere approssimativamente e con un'indagine più rapida con un risultato simile è quello di conoscere il più a fondo possibile, nel loro passato e nel presente, proprietario e consigliere delegato, direttore e responsabile, direttore amministrativo e capo ufficio personale se trattasi di aziende o case o imprese; accertare i criteri di scelta del personale; nel caso di un film conoscere il regista; nel caso di fogli volanti anche la tipografia che li ha stampati, ecc. Ciò fatto occorre assodare se chi ha promosso l'effemeride rappresenta una debole o una forte opinione pubblica.
Assolto questo primo compito, che non è sempre semplice e facile, si entra veramente nel vivo dell'effemerocritica. In linea di massima si deve allora rispondere alle seguenti domande: quella corrente di opinione pubblica o quell'ente che ha promosso l'effemeride di quali mezzi economici, intellettuali, politici, ecc. disponeva? Con quei mezzi e per l'obbiettivo prefissosi l'effemeride è riuscita in quanto di più efficace si poteva attuare?
A questo punto bisogna esaminare quanti e quali tipi di effemeridi siano stati usati per quel dato obbiettivo, se e come siasi coordinato il piano generale informativo o formativo, se tutto ciò cui si è ricorso per raggiungere l'obbiettivo finale faccia parte di un complesso armonico oppure lasci dei vuoti o presenti qualche contraddizione. Esempi: se consideriamo il giornale "XY" o il film "WZ" non dobbiamo fermarci a considerare un dato articolo o una data inquadratura, i quali considerati separatamente potrebbero sembrare riusciti per l'obbiettivo da raggiungere, ma la vicinanza di particolari altri articoli, notizie, illustrazioni, titoli ovvero quadri, scene, musiche, parole, come pure l'impaginazione ovvero il montaggio, potrebbero far rilevare discordanze o poca verosimiglianza od attirare eccessivamente l'attenzione su dettagli secondari in confronto ad altri o viceversa, in maniera che l'articolo o l'inquadratura inizialmente e singolarmente soddisfacenti si dimostrano dopo una critica comparata manchevoli per motivi ben precisi. E l'esempio potrebbe essere capovolto. Analogamente potremmo dire per altre espressioni pubblicistiche. Non basta, ché un giornale fa parte di una serie, di una collezione e così pure in un certo senso anche un film, un cartellone pubblicistico, una canzone di repertorio; e tutti insieme rientrano spesso in una intera campagna a sfondo ideologico o economico: dove e perchè essa presenta dei punti deboli?
Da come premesso si desume chiaramente come sia ben diverso il compito dell'effemerocritica da quello proprio delle varie tecniche del giornale, del cinematografo, del teatro, della radio, ecc; in queste i singoli "pezzi", "quadri", "scene", "trasmissioni", ecc. sono studiati tecnicamente e singolarmente, l'effemerocritica invece li considera e studia nel loro insieme e sotto l'aspetto demodossalogico. Tutte le notizie di una radiocronaca, per esempio, potrebbero essere compilate in modo tecnicamente perfetto: rispondere nelle prime righe alle quattro domande di prammatica "chi?", dove?, come?, quando?", per soddisfare ad un "perchè?" , - possedere tutte insomma dei perfetti "leads" -, potrebbero essere concise, espressive senza frasi "piene di vuoto", e via discorrendo; potrebbero essere ordinate nella successione più logica, dette al microfono con voce limpida, rispondere cioè alle regole dell'arte, ma demodossologicamente riuscire carenti, a causa di altre radiocronache, notiziari, radioconversazioni, ecc. non "in fase" con la primitiva radiocronaca, oppure a causa di trasmissioni antecedenti o successive capaci di suscitare strani contrasti d'impressioni od ancora, se la radiocronaca è trasmessa per conto di un ente "Y" a causa di sconcordanze rilevabili tra essa ed altre espressioni grafiche, orali, ecc. del medesimo ente. Inoltre l'effemerocritica, a differenza delle varie tecniche, si cura di ciò che un mezzo pubblicistico afferma tacendo, di ciò che non dice o non mostra volutamente.
05 marzo 2005
Effemeridi # L'addetto stampa
Punto di vista demodossalogico sulla figura dell'addetto spampa.
Molti sono portati a credere che un vero addetto stampa sia bravo solo quando scrive molti comunicati stampa. Nulla di più sbagliato. Il comunicato stampa va scritto solo quando non si può fare altrimenti. Se questo sistema di comunicazione diventasse la norma, significherebbe il fallimento dell'addetto stampa. Un vero addetto stampa è professionalmente efficace ed efficiente solo quando riesce a sistemare le cose prima che la notizia arrivi ai giornali e scrive il comunicato solo quando non può correggere il tiro. Oppure scrive il comunicato quando vuole dare il massimo risalto positivo alla notizia. L'addetto stampa serve per mediare la comunicazione verso gli organi di stampa e anche verso i lettori.
Il vero addetto stampa legge molto e scrive pochissimo. L'addetto stampa legge tutto quello che gli è vicino professionalmente: giornali, depliant, opuscoli e tanto altro ancora. Dalla lettura ricava tutte le informazioni utili per fare il punto della situazione e poter, così, applicare una contromossa che sia efficace ed efficiente. Il massimo è l'azione di lobbing, in altre parole contatti personali con le persone giuste. Questo sistema, se fatto bene, può creare una vera rete di protezione attorno al datore di lavoro dell'addetto stampa.
Molti sono portati a credere che un vero addetto stampa sia bravo solo quando scrive molti comunicati stampa. Nulla di più sbagliato. Il comunicato stampa va scritto solo quando non si può fare altrimenti. Se questo sistema di comunicazione diventasse la norma, significherebbe il fallimento dell'addetto stampa. Un vero addetto stampa è professionalmente efficace ed efficiente solo quando riesce a sistemare le cose prima che la notizia arrivi ai giornali e scrive il comunicato solo quando non può correggere il tiro. Oppure scrive il comunicato quando vuole dare il massimo risalto positivo alla notizia. L'addetto stampa serve per mediare la comunicazione verso gli organi di stampa e anche verso i lettori.
Il vero addetto stampa legge molto e scrive pochissimo. L'addetto stampa legge tutto quello che gli è vicino professionalmente: giornali, depliant, opuscoli e tanto altro ancora. Dalla lettura ricava tutte le informazioni utili per fare il punto della situazione e poter, così, applicare una contromossa che sia efficace ed efficiente. Il massimo è l'azione di lobbing, in altre parole contatti personali con le persone giuste. Questo sistema, se fatto bene, può creare una vera rete di protezione attorno al datore di lavoro dell'addetto stampa.
Effemeridi # Stragi di Stato
Nella trasmissione mattutina "Omnibus" di La7, del 04/03/05, con Sandro Provvisionato (Mediaset), Alfredo Biondi (vicepresidente della Camera dei Deputati), Giuliano Pisapia (Rifondazione Comunista) ed altri, è stato ammesso e non smentito che dietro le varie stragi che per trent'anni hanno insanguinato l'Italia c'è stato sicuramente un comportamento omissivo e/o depistante dei servizi segreti e probabilmente anche un aiuto materiale, come citato in un libro dell'ex ministro degli Affari Interni Paolo Emilio Taviani a proposito di agenti deviati e poi espulsi. Nella stessa trasmissione è stato sottolineato come gli avvenimenti, dal '45 sino al '70, relativi alle Brigate Rosse e alla contrapposizione delle cellule eversive di destra sono stati il retaggio della guerra partigiana e del clima di guerra fredda tra la Nato e l'Urss; oggi sessant'anni dopo la fine della seconda guerra mondiale una giustificazione culturale degli attentati non ha più motivo di esistere per cui una revisione storica e una sanatoria giudiziale sarebbe opportuna, anche per consentire agli ultrasettantenni che furono protagonisti degli avvenimenti di raccontare i fatti come sono andati, senza incorrere nel pericolo di essere incriminati per strage di Stato, un reato attualmente imprescrivibile forse proprio per non permettere ai protagonisti e loro vassalli di raccontare le verità di quegli anni in cui i servizi segreti erano manovrati da misteriose entità.
Effemeridi # L'Apocalisse
Dal punto di vista demodossalogico la lettura del libro "L'Apocalisse" di Oriana Fallaci oltre a denotare il timore, di una signora ormai non più giovane e in buona salute, nei confronti del futuro lascia passare nel subcosciente dei lettori la paura nei confronti di un pericolo globalizzante ideologico e militare musulmano che in contrasto con i valori dell'Occidente sia in grado di conquistarlo e soggiocarlo, lasciando così (il vero messaggio del libro) la convinzione che per fronteggiare tale pericolo sia necessaria e quindi giustificata una guerra preventiva nei confronti dei paesi musulmani non allineati agli Usa, che è quello che il Pentagono vuole.
03 marzo 2005
Bacheca # Primo indice del decano
Per orientare la lettura su quanto proposto dal decano, pubblichiamo un primo indice dettagliato per argomenti, titoli e data.
Informazione:
12/01/05 La vera obiettività;
16/01/05 Dall'uomo all'immagine;
27/02/05 Perché esiste la disinformazione?;
01/03/05 La vittoria dell'apparire sull'essere;
02/03/05 Quale informazione?.
Ambiente:
09/01/05 I demodossaloghi e l'ambiente;
Demodossalogia:
21/10/04 La scienza dell'opinione pubblica;
22/10/04 Introduzione alla demodossalogia applicata;
06/01/05 L'approccio demodossalogico.
Inde:
07/11/04 Sondaggi elettorali.
Informazione:
12/01/05 La vera obiettività;
16/01/05 Dall'uomo all'immagine;
27/02/05 Perché esiste la disinformazione?;
01/03/05 La vittoria dell'apparire sull'essere;
02/03/05 Quale informazione?.
Ambiente:
09/01/05 I demodossaloghi e l'ambiente;
Demodossalogia:
21/10/04 La scienza dell'opinione pubblica;
22/10/04 Introduzione alla demodossalogia applicata;
06/01/05 L'approccio demodossalogico.
Inde:
07/11/04 Sondaggi elettorali.
02 marzo 2005
Confronti # La moneta a tre facce, più una
La quarta- demodossalogicamente ragionando- è alla base e motivo delle altre tre.
Si tratta della lega che compone il corpo della moneta, quello che in elettrotecnica è il rho, che condiziona tanto la resistività quanto la conducibilità di un materiale.
Il rho è assimilabile alla composizione dell'umanità sociologicamente valutabile e quindi condizionata dalle altre facce o dimensioni, se si vuole. Una- verso o recto- non importa, è il modo in cui quella umanità forma opinione pubblica e al contempo viene condizionata dai fabbricanti di opinione pubblica attraverso i locali mezzi di comunicazione. L'altra è costituita dalla qualità dell'opinione pubblica, tanto nel suo formarsi che nell'essere formata. La terza "faccia" o spessore della moneta, è determinata dal rapporto virtuoso o vizioso fra le altre componenti.
La scelta della moneta non è casuale: la moneta è una promessa di pagamento, una possibilità di acquisto sulla fiducia, il sancire un patto, il riconoscere la reciproca credibilità.
Qualora la moneta risultasse adulterata anche in uno solo dei suoi componnenti o parametri, diventerebbe "falsa", non della pattuita qualità, con effetti a breve, medio, lungo e lunghissimo termine. La moneta presenta precise e misurabili caratteristiche di riferimento, che ne rendono decifrabile l'età, l'ambiente dove ebbe od ha un determinato valore, il grado di deterioramento fisico, il corso legale o il suo prevalere come documento ove il corso legale non fosse più attuale. A seconda della qualità intrinseca (es. oro), potrebbe offrire un parametro ancora diverso, utile alla semplice, oggettiva tesaurizzazione, che vale per "fossilizzazione" di un fenomeno sociale o di un sistema produttivo.
Demodossalogia, qualità, comunicazione ambientale e tipo di vita sociale: una moneta a tre facce, più una.
Si tratta della lega che compone il corpo della moneta, quello che in elettrotecnica è il rho, che condiziona tanto la resistività quanto la conducibilità di un materiale.
Il rho è assimilabile alla composizione dell'umanità sociologicamente valutabile e quindi condizionata dalle altre facce o dimensioni, se si vuole. Una- verso o recto- non importa, è il modo in cui quella umanità forma opinione pubblica e al contempo viene condizionata dai fabbricanti di opinione pubblica attraverso i locali mezzi di comunicazione. L'altra è costituita dalla qualità dell'opinione pubblica, tanto nel suo formarsi che nell'essere formata. La terza "faccia" o spessore della moneta, è determinata dal rapporto virtuoso o vizioso fra le altre componenti.
La scelta della moneta non è casuale: la moneta è una promessa di pagamento, una possibilità di acquisto sulla fiducia, il sancire un patto, il riconoscere la reciproca credibilità.
Qualora la moneta risultasse adulterata anche in uno solo dei suoi componnenti o parametri, diventerebbe "falsa", non della pattuita qualità, con effetti a breve, medio, lungo e lunghissimo termine. La moneta presenta precise e misurabili caratteristiche di riferimento, che ne rendono decifrabile l'età, l'ambiente dove ebbe od ha un determinato valore, il grado di deterioramento fisico, il corso legale o il suo prevalere come documento ove il corso legale non fosse più attuale. A seconda della qualità intrinseca (es. oro), potrebbe offrire un parametro ancora diverso, utile alla semplice, oggettiva tesaurizzazione, che vale per "fossilizzazione" di un fenomeno sociale o di un sistema produttivo.
Demodossalogia, qualità, comunicazione ambientale e tipo di vita sociale: una moneta a tre facce, più una.
Documenti # Quale informazione?
A completamento di alcune problematiche sollevate a proposito dell'informazione data dai massmedia all'opinione pubblica, di cui alle precedenti "Documentazioni", riportiamo brevi parti di quanto pubblicato sulla dispensa n. 1 di "Storia e tecnica del giornalismo", edita dalla Università a distanza di Milano, a cura del prof. Domenico Fiordelisi incaricato alla Facoltà di Giornalismo L. und P. Sersi Università di Herisau (Svizzera):
Il segnale di un semaforo al crocevia di una strada ci trasmette un'informazione che non può essere discussa così come i primi giornali pubblicavano notizie stringate, senza commenti, e perlopiù su fiere, arrivi di navi e simili. Oggi si parla di "comunicazione" con tanto di Facoltà universitaria; la comunicazione presuppone l'abbellimento della notizia, la presentazione suadente, l'eventuale editoriale o commento e il "servizio" per coinvolgere il ricevente (lettore di giornali o utente della tv). Trattasi di una vera e propria strategia di "informazione per formare l'opinione" altrui. Informare tacendo alcuni particolari, esaltandone altri o travisandoli. [...]
La prima cosa che bisognerebbe leggere in un quotidiano è la gerenza: un riquadro riportante, tra le altre cose, la proprietà del giornale e la tiratura delle copie. Scopriremmo che la Fiat, la Confindustria, vari costruttori edili, sindacati dei lavoratori, industriali, banche ed imprese commerciali risultano proprietare di società editrici che gestiscono quotidiani che ricevono sovvenzioni governative. Che esistono quotidiani minori intestati a movimenti politici fantasma o cooperative finanziate da contributi statali, così come avviene per i giornali di partito. A quale scopo questo intreccio di aiuti dello Stato ad imprenditori ben avviati in altri campi o a testate che non vendono più di mille copie? Non certo per favorire la libertà di pensiero, altrimenti ognuno avrebbe un suo giornale finanziato dallo Stato.
Essendo bombardati da una massa di comunicazioni rischiamo di essere frastornati dalle notizie appariscenti per trascurare quelle più aderenti alla realtà dei fatti. Su un giornale di un imprenditore edile non verrà mai la verità nella sua interezza rispetto ad un piano regolatore di interesse dell'imprenditore o al crollo di un suo edificio, così come altri proprietari oscureranno notizie a loro non gradite.
Quando si comunica ognuno recita la sua parte (nei giornali, in tv, nelle assemblee societarie o di partito, eccetera); il ruolo (Papa, primo ministro, leader d'opposizione, insegnante, parroco, sindacalista, ecc.) obbliga a dire certe cose che sono scontate (chi, cosa) a danno della chiarificazione o della stessa verità.
Invece una frase sfuggita durante un ricevimento privato o una telegrafica notizia in un telegionale della notte, quando i controlli del direttore o caporedattore sono evanescenti, e poi negata, minimizzata o non più ripetuta è più indicativa di un qualsiasi altro comunicato. In certi momenti e luoghi c'è "chi" ha un suo preciso ruolo nel dire "cose" ovvie: di fronte ad una tragedia, ad una assemblea di azionisti, in un comizio. Dove e quando: delle frasi fuori dal solito contesto saranno più veritiere: un generale Usa confida ad un giornalista che la guerra in Iraq è stata un errore, un sindacalista concorda con Cimoli sull'eccesso di personale all'Alitalia. [...]
Durante la seconda guerra mondiale non era infrequente vedere nei quotidiani degli spazi bianchi in seno agli articoli: erano le parti tagliate dalla censura che il giornale non aveva avuto il tempo o voluto aggiustare. Nel dopoguerra la rubrica degli spettacoli cinematografici o teatrali comportava anche la segnalazione delle competenti autorità ecclesiastiche sulla liceità o meno della visione. Ogni direttore o caporedattore di organo d'informazione ha dal suo superiore consigli o veti sul modo di presentare le notizie. [...]
Ma ci sono altri condizionamenti a monte: le sovvenzioni pubbliche, la pubblicità, gli abbonamenti, gli omaggi. Per comprendere occorre osservare: cercare la stessa notizia (effemeride) su più fonti possibili (effemerocritica) accantonando i nostri pregiudizi e le propensioni morali, politiche o scientifiche. [...]
Un vecchio esercizio che si assegnava ai corsi di demodossalogia era di scrivere un articolo secondo l'ottica di destra o di sinistra in merito all'investimento in strada di una vecchia: per esempio, la sinistra dava la colpa alla strada dissestata se il sindaco era di destra o viceversa, oppure i conservatori se la prendevano con l'aumentato traffico e le patenti facili, e così via. [...]
01 marzo 2005
Documenti # La vittoria dell'apparire sull'essere
Proseguendo nella esplicitazione dell'influenza della televisione sui comportamenti umani (vedasi "Dall'uomo all'immagine" ove si sostiene che i massmedia hanno sostituito la presenza umana sul luogo degli eventi creando un'opinione pubblica ove l'uomo da protagonista è diventato strumento dell'immagine di se stesso poichè non comunica più direttamente ma attraverso gli strumenti del comunicare) riportiamo un articolo apparso sulla rivista Tempo Libero, diretta dal demodossalogo Fulvio Roccatano, anno xxv n.1/8 gennaio-giugno 2004, e-mail: info@fenalc.it.
L'ambiente veniva prima delle persone trent'anni orsono, nel senso che concorreva in modo determinante ad influenzare la vita di coloro che vivevano in quel circoscritto ambito territoriale. Non c'è bisogno di scomodare Publio Cornelio Tacito con i suoi "Historiae", "Annales" e soprattutto in "De Germania" con il riferimento ai barbari, o Montesquieu che nello "Spirito delle leggi" sosteneva l'ovvietà del dispotismo nei climi torridi. Gli altri parametri che tuttora concorrono a plasmare il comportamento sono l'educazione (appresa dalla famiglia, dalla scuola e dalla società) e il carattere psicologico e biologico dell'individuo.
La vita di un giovane pescatore stanziato in un villaggio sul mare era, e in parte è ancora, diversa da quella di un coetaneo abitante in un caseggiato al centro di una grande città. Diversi erano i condizionamenti, i comportamenti e le aspettative ma tutto era improntato ad una consapevole adesione alle credenze locali. Così era sino all'avvento della televisione di massa e alla proiezione dei reality show. Oggi "il grande fratello", come Welles e McLuhan chiamavano la tv, modifica aspettative, bisogni e valori rendendoci, poco a poco, uniformi e globalizzati nel pensare e nell'agire. Stiamo andando verso una unica civiltà la cui caratteristica sarà imperniata sull'"apparire". Mostrarsi agli altri non per quello che si è o si sente (l'essere) ma in base agli schemi che vengono dai comportamenti di massa, a loro volta suggeriti dai cosiddetti massmedia.
In tempi moderni Gabriel Tarde aveva ampiamente dimostrato che è l'ambiente che influenza la soria e non i grandi uomini, questi realizzano delle opere che in quel momento sono percepite dall'opinione pubblica; percepite ma non bene identificate e definite. Gustave Le Bon nel suo "Psicologia delle folle" ha messo in luce il fattore imitativo che spinge ad uniformare i nostri comportamenti a quelli della maggioranza. Max Nordau nell'esaminare "Le menzogne convenzionali della nostra civiltà" ha indicato il disagio dovuto al contrasto tra quello che si è e si pensa (l'essere) e il modo di agire (l'apparire); come se si vivessero due vite una esterna e l'altra interna, le quali sono in perpetua contesa. [...] Applichiamo il concetto agli ultimi cinquant'anni della storia economica italiana. Negli anni '50 gli annunci economici dei giornali contenevano una stragrande richiesta di camere in affitto, rara la richiesta di appartamenti e quasi sconosciuto l'acquisto. Oggi solo gli estracomunitari e gli studenti cercano camere in affito. Nelle camere in affitto l'inquilino aveva delle parti in comune (cucina, ingresso, bagno) con la famiglia del proprietario incontrandola più volte al giorno, quindi la socializzazione avveniva all'interno dell'appartamento con l'altra famiglia. In tale modo bisogni, comportamenti e valori si uniformavano gradualmente attraverso lo scambio quotidiano di opinioni. Oggi la coppia, anche quella non sposata, vuole l'appartamento, magari piccolo ma tutto per se, e vi si rinchiude. Il contatto con il mondo esterno (non lavorativo, amicale o famigliare) è dato dalla tv che "mostra" ciò che avviene. Il possesso della casa è abbinato alla sicurezza economica per cui è imperativo seguire i capricci della moda per essere alla pari, consentendo al soggetto di "apparire" confrontandosi con i modelli televisivi: dalla scollatura all'orologio, dalla borsa ai nuovi idoli, ecc.
Dato che essere alla moda ed apparire costa il denaro diventa un valore preminente in quanto permette di avere tutto e subito. [...]
L'insieme di questi comportamenti genera una psicologia collettiva che in quel dato ambiente si consolida, prende forma e diviene cultura sociale permanente. Nel passato le diversità culturali delle etnie regionali o localistiche si sono formate in questo modo. La tv sta ora subdolamente e speriamo inconsapevolmente ricompattando le varie culture del mondo industrializzato mutando valori religiosi, politici e sociali in conseguenza dell'insorgenza di nuovi bisogni, o meglio di risposte diverse e più complesse agli eterni bisogni dell'umanità: di sopravvivenza (cibo e riproduzione), di sicurezza (casa, assistenza e difesa), di conoscenza (sapere, inventare e viaggiare).
Nel bene e nel male la tv ha sostituito la cultura sociale determinata dall'ambiente e parzialmente dallo stesso fattore educativo, una volta prerogativa della famiglia, della scuola e della società.