Confronti # L'esportazione Usa della democrazia
Il presidente Bush ha più volte sostenuto che gli Usa si sono assunti il gravoso onere di essere i gendarmi del mondo con l'incarico di esportare e vigilare (con le armi) sulla democrazia e lo sviluppo dei paesi, specie quelli più arretrati.
Per gli Usa l'intervento armato non è solo un impegno ideologico ma una necessità economica: il predominio del Paese sul mondo deriva proprio dalla capacità industriale di produzione militare ed espansione. Basterebbe dare uno sguardo alla storia: gli Usa in tempo di pace conoscono la recessione, questo è avvenuto sin dal 1911 quando alla rivolta del Messico e Caraibi il presidente Wilson inviò, nel 1914, due interventi punitivi militari a Veracruz e Riogrande, ma i messicani si rivolsero ai buoni uffici della diplomazia tedesca; l'entrata in guerra degli Usa contro la germania nel 1917 fu anche una risposta all'ingerenza di quest'ultima nella disputa con il Messico.
Precedentemente, nel 1893, le Hawaii divennero da monarchia alleata commercialmente a repubblica con una insurrezione appoggiata da agenti americani e uomini d'affari Usa; nel 1903 fu la volta di Cuba trasformata in protettorato. La base ideologica della dottrina americana di espansione risale a Monroe e fu enunciata nel 1823: essa indicava l'America Latina come sfera egemone d'influenza Usa; il concetto fu ribadito ed allargato negli anni '60.
Dalla grande crisi economica del 1929-39 ne uscirono con un fortissimo impegno di riarmo, dando vita e lavoro ad imprese industriali trainanti, così come fu alto l'impulso economico-militare nel 1917-18 quando gli Usa crearono in brevissimo tempo un gigantesco arsenale militare che fu l'avvio della ripresa economica e dell'egemonia mondiale.
Con la seconda guerra mondiale, nel 1943, l'industria crebbe più del doppio rispetto al 1929 e il tasso di disoccupazione scese dal 17,2% al 1,9%; dal '50 al '70 il reddito pro-capite crebbe quasi del 65%. I periodi di recessione del '49/49, '53/54, '57/58 e '60/61 furono preminentemente superati in virtù del potenziamento dell'arsenale militare e delle collegate ricerche scientifiche sull'uranio e la missilistica, accompagnati dai conflitti armati in Corea del Nord (50-53) ed Indocina (57-73). Basterebbe guardare e mettere a confronto la produzione bellica e le spese governative militari nei vari anni per avere la conferma di quanto sopra: gli Usa risolvono le loro crisi economiche con "interventi di pace" armati, coinvolgendo i paesi alleati.
Per gli Usa l'intervento armato non è solo un impegno ideologico ma una necessità economica: il predominio del Paese sul mondo deriva proprio dalla capacità industriale di produzione militare ed espansione. Basterebbe dare uno sguardo alla storia: gli Usa in tempo di pace conoscono la recessione, questo è avvenuto sin dal 1911 quando alla rivolta del Messico e Caraibi il presidente Wilson inviò, nel 1914, due interventi punitivi militari a Veracruz e Riogrande, ma i messicani si rivolsero ai buoni uffici della diplomazia tedesca; l'entrata in guerra degli Usa contro la germania nel 1917 fu anche una risposta all'ingerenza di quest'ultima nella disputa con il Messico.
Precedentemente, nel 1893, le Hawaii divennero da monarchia alleata commercialmente a repubblica con una insurrezione appoggiata da agenti americani e uomini d'affari Usa; nel 1903 fu la volta di Cuba trasformata in protettorato. La base ideologica della dottrina americana di espansione risale a Monroe e fu enunciata nel 1823: essa indicava l'America Latina come sfera egemone d'influenza Usa; il concetto fu ribadito ed allargato negli anni '60.
Dalla grande crisi economica del 1929-39 ne uscirono con un fortissimo impegno di riarmo, dando vita e lavoro ad imprese industriali trainanti, così come fu alto l'impulso economico-militare nel 1917-18 quando gli Usa crearono in brevissimo tempo un gigantesco arsenale militare che fu l'avvio della ripresa economica e dell'egemonia mondiale.
Con la seconda guerra mondiale, nel 1943, l'industria crebbe più del doppio rispetto al 1929 e il tasso di disoccupazione scese dal 17,2% al 1,9%; dal '50 al '70 il reddito pro-capite crebbe quasi del 65%. I periodi di recessione del '49/49, '53/54, '57/58 e '60/61 furono preminentemente superati in virtù del potenziamento dell'arsenale militare e delle collegate ricerche scientifiche sull'uranio e la missilistica, accompagnati dai conflitti armati in Corea del Nord (50-53) ed Indocina (57-73). Basterebbe guardare e mettere a confronto la produzione bellica e le spese governative militari nei vari anni per avere la conferma di quanto sopra: gli Usa risolvono le loro crisi economiche con "interventi di pace" armati, coinvolgendo i paesi alleati.