dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

22 maggio 2005

Confronti # L'esportazione Usa della democrazia

Il presidente Bush ha più volte sostenuto che gli Usa si sono assunti il gravoso onere di essere i gendarmi del mondo con l'incarico di esportare e vigilare (con le armi) sulla democrazia e lo sviluppo dei paesi, specie quelli più arretrati.
Per gli Usa l'intervento armato non è solo un impegno ideologico ma una necessità economica: il predominio del Paese sul mondo deriva proprio dalla capacità industriale di produzione militare ed espansione. Basterebbe dare uno sguardo alla storia: gli Usa in tempo di pace conoscono la recessione, questo è avvenuto sin dal 1911 quando alla rivolta del Messico e Caraibi il presidente Wilson inviò, nel 1914, due interventi punitivi militari a Veracruz e Riogrande, ma i messicani si rivolsero ai buoni uffici della diplomazia tedesca; l'entrata in guerra degli Usa contro la germania nel 1917 fu anche una risposta all'ingerenza di quest'ultima nella disputa con il Messico.
Precedentemente, nel 1893, le Hawaii divennero da monarchia alleata commercialmente a repubblica con una insurrezione appoggiata da agenti americani e uomini d'affari Usa; nel 1903 fu la volta di Cuba trasformata in protettorato. La base ideologica della dottrina americana di espansione risale a Monroe e fu enunciata nel 1823: essa indicava l'America Latina come sfera egemone d'influenza Usa; il concetto fu ribadito ed allargato negli anni '60.
Dalla grande crisi economica del 1929-39 ne uscirono con un fortissimo impegno di riarmo, dando vita e lavoro ad imprese industriali trainanti, così come fu alto l'impulso economico-militare nel 1917-18 quando gli Usa crearono in brevissimo tempo un gigantesco arsenale militare che fu l'avvio della ripresa economica e dell'egemonia mondiale.
Con la seconda guerra mondiale, nel 1943, l'industria crebbe più del doppio rispetto al 1929 e il tasso di disoccupazione scese dal 17,2% al 1,9%; dal '50 al '70 il reddito pro-capite crebbe quasi del 65%. I periodi di recessione del '49/49, '53/54, '57/58 e '60/61 furono preminentemente superati in virtù del potenziamento dell'arsenale militare e delle collegate ricerche scientifiche sull'uranio e la missilistica, accompagnati dai conflitti armati in Corea del Nord (50-53) ed Indocina (57-73). Basterebbe guardare e mettere a confronto la produzione bellica e le spese governative militari nei vari anni per avere la conferma di quanto sopra: gli Usa risolvono le loro crisi economiche con "interventi di pace" armati, coinvolgendo i paesi alleati.

Pubblicazioni # L'Informatore Economico

Il 25 maggio riprenderanno le pubblicazioni dell'agenzia di stampa Informatore Economico, fondata nel 1963 e poi mutata in Informatore Economico-Sociale e organo della Sidd-Società Italiana Di Demodossalogia.
Nel primo nuovo numero il neodirettore responsabile Francesco Bergamo, giornalista e demodossalogo residente a Venezia (città ove è nato e deceduto il maestro della demodossalogia Federico Augusto Perini-Bembo), traccia una breve storia dell'agenzia di stampa ricordando maestri e demodossaloghi illustri dichiarando che manterrà fede alla missione della testata: diffondere gli studi sulla demodossalogia e sull'opinione pubblica.
Sul primo numero segnaliamo: la lettera di presentazione del direttore dal categorico titolo "La continuità"; "Una lunga storia" dell'agenzia di stampa; "Demodossalogia e giornalismo" lo storico campo d'indagine dei demodossaloghi. La pubblicazione può essere visionata sul sito www.demodossalogia.it

Confronti # Pater familias

Dal convegno promosso dal dipartimento Lazio dell'Associazione Nazionale Sociologi, lo scorso 4 maggio a Roma, segnaliamo due interventi che, se anche da versanti diversi, integrano le provocazioni demodossalogiche ("Quale famiglia?").
L'ing. Francesco Maria Piccari, scienziato spaziale del Cnr e dell'ecosistema, ha percepito nel significato originale di famiglia il luogo ove i membri della comunià si sfamavano (fami-glia, da fame; in sanscrito famiglia si dice Kula = cucina, luogo ove ci si sfama).
Per il sociologo Ivano Billi "Famiglia, consumo e lavoro" si intersecano contribuendo a definire, anche se in modo parziale, il concetto di famiglia nelle società complesse ove l'evolversi del mondo del lavoro, dell'attività associativa e relazionale contribuisce alla continua mutazione della realtà sociale. Infatti la nuova famiglia moderna, dal punto di vista economico, perde completamente le funzioni di unità produttiva e di autoconsumo. Da qui il sorgere di nuove forme di socialità dovute a nuove forme di consumo, pertanto il rischio è che il prodotto darà valore al gruppo, alla famiglia e alla comunità. Ma chi non avrà un reddito sufficiente? Secondo uno studio di Bancafinanza si rischierà la "bancarotta familiare". La classica moderna famiglia si avvia ad essere un modello di transizione poichè diventa sempre più difficoloso per i giovani pianificare la propria vita a causa dei costi (dall'abitazione ai vari beni). Dato che i tradizionali modelli economici non sono più adatti a sostenere l'odierna situazione il sociologo, secondo il dirigente dell'Ans Ivano Billi, interpreta ed investiga per fornire indicazioni a chi deve o dovrebbe fornire risposte.
Ecco allora il tema del convegno "I sociologi e la famiglia: nuovi bisogni, nuove risposte".

15 maggio 2005

Confronti # Previsioni sociali

E' scoppiato il caso della recessione dell'economia italiana, quasi d'incanto, eppure gli studiosi più avvertiti lo avevano anticipato; i sociologi fra questi.
Nella dispensa n. 12, al capitolo 15 (l'Ambiente) pag. 71, avevamo scritto
...questo non è il solo indice preoccupante che, nonostante i conclamati trionfalismi istituzionali nel considerarci tra i paesi industrializzati, potrebbe far cadere il nostro Paese (ai primi sintomi di una improvvisa crisi economica europea) a livelli inferiori, così come accaduto ed accade in quei paesi del Centro e Sud America che avevano avuto - negli scorsi decenni - dei sintomi di ripresa economica e sociale. Gli altri indici, rispetto ai primi 15 posti della nostra classifica, sono ...

La dispensa citata è stata pubblicata e diffusa dalla Sidd in data settembre 2002, ma scritta nei primi mesi dell'anno. Nella dispensa si presentava il concetto demodossalogico di ambiente e come questo influisce anche sullo sviluppo economico in quanto i parametri ambientali non possono essere modificati tutti insieme poichè
A incide su B e questo su C, e così via. Ed ovviamente tutta questa concatenazione di causalita richiede del tempo.

Nelle elaborazioni della Sidd avevamo esaminato da cosa era prodotta la ricchezza di un paese o frattale in rapporto al territorio e alla popolazione, evidenziando - tra le cause - la densità ottimale della popolazione (300-400 mila abitanti per Km quadrato), il tasso di analfabetismo scolastico o di ritorno (in Italia doppio rispetto ai primi 15 paesi industrializzati), il tasso di popolazione attiva, l'estensione della superficie utile, lo sviluppo del terziario e il peso dell'agricoltura. Sarebbe bastato, seguendo le nostre indicazioni, confrontare i dati statistici con il discostamento delle proiezioni ricavate dai grafici mutuati dai teoremi di Pitagora ed Euclide per monitorare gli indici necessari ad un equilibrato ecosistema ambientale, sociale ed economico.
...Il discostamento dei rettangoli posti sul quadrato dell'ipotenusa, rappresentativi delle forze occupate nei settori dell'industria, agricoltura e terziario, rispetto alla metà del quadrato dell'ipotensa stessa, daranno visivamente conto dell'andamento dell'economia nazionale. [...] Le proiezioni dell'ordinata dell'ipotenusa indicheranno, di volta in volta, le risorse prodotte mentre le proiezioni sul quadrato dell'ascissa x (l'altro cateto) ci daranno le necessità reali. ...

Pur con le modestissime risorse a disposizione dei demodossaloghi della Sidd, che si autofinanziano le ricerche, e con un procedimento certamente ancora da sperimentare ed affinare è stato possibile, ancora una volta, precedere enti e personaggi dotati di strumentazioni maggiori delle nostre.

14 maggio 2005

Incontri # Quale famiglia?

Lo scorso 4 maggio si è svolto a palazzo Baldassini, storica sede dell'Istituto Luigi Sturzo, un convegno su "I sociologi e la famiglia: nuovi bisogni, nuove risposte" organizzato dal dipartimento Lazio dell’Associazione Nazionale Sociologi, guidato dalla presidente della cooperativa Maggio 82 Anna Maria Coramusi. Le conclusioni sono state tratte dall'emerito professore Michele Marotta vicepresidente dell'istituto Sturzo. Di seguito riportiamo l'intervento del presidente onorario della Società Italiana Di Demodossalogia (Sidd):
La generazione di mio padre, nella maggioranza dei casi, si rivolgeva verso i genitori dandogli del Voi, la mia generazione ha usato il Tu mentre la gioventù di oggi si avvia a chiamare confidenzialmente i genitori con il nome di battesimo. L'evoluzione dell'appellativo non rappresenta solo una moda culturale ma denota anche un diverso rapporto famigliare tra i membri. Al tempo di mio padre il pater familias era il padrone assoluto che imponeva la sua volontà all'intero clan famigliare, decidendo e combinando il marito per la figlia e il tipo di avviamento al lavoro per i figli maschi; tale potere gli derivava dal fatto di essere l'unico proprietario dei beni e del sostentamento economico. Il Tu ha rappresentato una parità giuridica ed economica, la libertà per le figlie di uscire, lavorare e scegliersi il compagno e la collaborazione dei figli maschi alla conduzione degli affari di famiglia. Oggi il potere, in seno alla famiglia, sta andando dalla parte dei ragazzi; un genitore troppo severo può essere denunciato al "Telefono azzurro" e molti genitori, presi dal lavoro e dal vortice della vita quotidiana, ignorano la reale vita e necessità dei figli compensando il distacco con beni materiali; inoltre l'uso del nome pone sullo stesso piano i vari componenti della famiglia non facendo distinzione tra genitori, genitori adottivi, coppia separata, divorziata o convivente.
Per oltre un secolo la società italiana si è retta sui valori di "Dio, Patria e famiglia". Nonostante i viaggi pastorali di Papa Woityla e la rappresentazione mediatica della sua morte e del Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice le vocazioni sono scarse e le chiese non più affollate come cinquant'anni orsono. Lo stesso concetto di Patria è cambiato, qual è la mia Patria: la Padania, l'Italia, l'Europa o il Mondo? Sono disposto ad andare a combattere ed uccidere i croati o gli iracheni per difendere dei principi religiosi o politici? Una volta la famiglia era individuata dalla presenza di nonni, zii, cugini, fratelli, sorelle, ecc., tant'è che il codice civile prevedeva, tra l'altro, precise norme in fatto di eredità (collaterali, ascendenti, discendenti, ecc.); ma oggi con le unioni di fatto (convivenze), con coppie formate da elementi dello stesso sesso, con la facilità di unione e scioglimento della vita in comune o del matrimonio legalizzato, con l'affidamento dei figli ad un solo genitore, ha ancora un significato semantico e giuridico la famiglia? Il concetto di famiglia presupponeva una unione tra individui fondata su legami di sangue; vincolo reciproco di matrimonio o di parentela o di affinità recita il Devoto nel suo dizionario, oltre al generico appellativo di famiglia in presenza di clan artistici o ideologici.
Quale tipo di famiglia avremo tra venti o trent'anni? Come saranno regolati i rapporti tra i membri e con il resto della società? Ogni rapporto sociale evolve in funzione del periodo storico in cui si colloca, è una conseguenza della Civiltà, il riflesso di un'era. Ma mentre nel passato l'evoluzione si è sviluppata lentamente dando tempo all'umanità di adeguarsi ai tempi, alle nuove tecnologie, ideologie e costumi, attualmente ci stiamo avviando verso uno sviluppo sempre più veloce, pervasivo e globalizzato che supera la capacità di adeguamento del vulnus giuridico e della risposta sociale.
All’inizio l'umanità risolveva i problemi esistenziali chinandosi verso la terra da cui traeva il necessario per la sopravvivenza; di riflesso cercava nel cielo la risposta alle sue ansie, timori e speranze. Con l'industrializzazione l'umanità si è potuta guardare in faccia, grazie alla catena di montaggio, ed avendo risolto attraverso la produzione industriale il sostentamento economico ha cercato sulla terra e nella società - e non più nel trascendentale - la soluzione delle nevrosi e delle istanze di catarsi, col conseguente sorgere delle ideologie politiche e della questione sociale. Ora che siamo padroni dell'universo, pronti ai viaggi turistici planetari, quello che cercavamo prima nel trascendentale e poi nel sociale lo andremo a cercare entro di noi, valorizzando il nostro corpo e la nostra mente; quindi avremo l'espansione di una società edonistica ove le leggi, i valori religiosi o sociali, le espressioni culturali e artistiche, e di conseguenza i rapporti tra "persone momentaneamente unite tra loro" saranno espressione del singolo essere "monade" in un mondo di monadi conviventi nello stesso Spazio e Tempo.


Incontri # Valori e appartenenze

Mercoledì 8 giugno all'Istituto Luigi Sturzo a Roma in via delle Coppelle, 35 il direttore del Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica di Milano, Vincenzo Cesareo, presenterà il libro di Renzo Gubert "Valori ed appartenenze sociali". Ne discuteranno il sen. Giulio Andreotti e Roberto Cipriani presidente dell'Associazione Italiana di Sociologia.