Pubblicazioni # L'Informatore Economico Sociale
E' uscito il secondo numero dell'anno 43° dell'agenzia di stampa Informatore Economico Sociale. Tra l'altro: una nota sulla vicenda dei giornalisti di la Repubblica e Corriere della Sera espulsi da Cuba per aver partecipato ad una riunione di oppositori di Fidel Castro nella villa del capo dell'opposizione, che ha presentato un filmato inviato dal presidente degli Usa G. Bush; il testo integrale dell'intervento al convegno su "I sociologi e la comunicazione".
A tale convegno il decano della demodossalogia nel presentare la comunicazione "Giornalisti, creativi e sociologi: tre pericoli per l'informazione" ha sostenuto che se lo scopo principale degli spot pubblicitari è quello di stimolare la vendita del prodotto reclamizzato non possiamo dire che che sia pura e semplice informazione ma una "comunicazione", cioè informazione abbellita, edulcorata, che vuole essere convincete, quindi un pericolo in quanto non ha alcuna garanzia a tutela dell'informatore. E che tale comunicazione raggiunga il suo scopo lo si ha nella riprova che perfino la Chiesa cattolica se ne avvale per richiedere la sua parte di 8 per mille. Ed anche i giornalisti in quanto dipendenti da un capo che risponde al proprietario della testata o della rete non possono dare l'informazione nella giusta dimensione ma "comunicare" omettendo o esagerando. Persino la Sociologia della Comunicazione sforna manipolatori dell'informazione capaci di usare le tecniche di convincimento e acquisizione di consensi a senso unico: questi invece di rilevare asetticamente lo status quo della società si propongono come comunicatori trasformando l'informazione basata sul 50% di ascolto in vera e propria disinformazione. Distruggendo quindi il feedback positivo che arricchiva sia il destinatario che l'emittente del messaggio.
A tale convegno il decano della demodossalogia nel presentare la comunicazione "Giornalisti, creativi e sociologi: tre pericoli per l'informazione" ha sostenuto che se lo scopo principale degli spot pubblicitari è quello di stimolare la vendita del prodotto reclamizzato non possiamo dire che che sia pura e semplice informazione ma una "comunicazione", cioè informazione abbellita, edulcorata, che vuole essere convincete, quindi un pericolo in quanto non ha alcuna garanzia a tutela dell'informatore. E che tale comunicazione raggiunga il suo scopo lo si ha nella riprova che perfino la Chiesa cattolica se ne avvale per richiedere la sua parte di 8 per mille. Ed anche i giornalisti in quanto dipendenti da un capo che risponde al proprietario della testata o della rete non possono dare l'informazione nella giusta dimensione ma "comunicare" omettendo o esagerando. Persino la Sociologia della Comunicazione sforna manipolatori dell'informazione capaci di usare le tecniche di convincimento e acquisizione di consensi a senso unico: questi invece di rilevare asetticamente lo status quo della società si propongono come comunicatori trasformando l'informazione basata sul 50% di ascolto in vera e propria disinformazione. Distruggendo quindi il feedback positivo che arricchiva sia il destinatario che l'emittente del messaggio.