Le vicende delle intercettazioni telefoniche al governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e le connesse scalate bancarie alla
casa editrice Rcs hanno fatto affiorare quello che tutti sapevano (politici, giornalisti, industriali, banchieri, imprenditori, ecc.) ma che in perfetta sintonia d'omertà nascondevano ai cittadini: dal dopoguerra il gruppo dirigente d'Italia (quello che ha governato il Paese e che si è spartito gli aiuti dello Stato e gli appalti) è stato pilotato da un manipolo di personaggi che, per la maggior parte, si ritrovavano nella proprietà del
Corriere della Sera (specie dopo la sua cessione da parte della famiglia Crespi) e intorno al banchiere Enrico Cuccia della
Mediobanca che, quale armadio degli scheletri, ricomponeva le spaccature, emetteva giudizi di lodo, interveniva nei casi necessari e presiedeva alle rare cooptazioni nel cartello della Congregazione.
Con il decesso di Cuccia il meccanismo si è rotto e vari personaggi hanno cercato di subentrare nella sua funzione, uno di questi (con maggiore successo) è stato proprio Fazio; e sono aumentati anche i candidati al santa santorum dei ristretti padroni d'Italia (emuli e vassalli di
Silvio Berlusconi). Come prevedibile il dopo Cuccia, ancora non terminato, ha riaperto lotte sopite e nuovi protagonismi.
Intese tra imprenditori, favoritismi di banche, programmata scarsa vigilanza degli organi preposti sono sempre stati all'ordine del giorno. Finchè è stato vivo Cuccia tutto è filato liscio ma, negli ultimi tempi, già si delineava una spaccatura tra gli industriali veri e propri riuniti nel
Corriere della Sera e i finanzieri privati che erano subentrati a quelli pubblici nel CdA della Banca d'Italia al posto delle cessate partecipazioni statali.
Le vicende di questi giorni non sono altro che la conclusione della lotta di cartelli di potenti per l'egemonia del potere. Lo smisurato numero delle intercettazioni telefoniche "ufficiali" (300 mila l'anno), senza contare quelle degli apparati segreti e dei detective privati, rendono evidente la ferocia lotta di ricatti, denuncie e tangenti che si nascondono dietro l'apparente perbenismo di buona parte di presidenti, amministratori delegati e consiglieri delle SpA più conosciute.
Quella parte del mondo politico-economico che realmente detiene il potere è alla ricerca di un assestamento e di nuovi equilibri.
Una persona o ente che assolva alle funzioni che svolgeva Cuccia è necessaria in quanto le lotte tra potentati economici alla fine non fanno che nuocere all'intero Paese e poco giova poter dire che si è salvata qualche banca o industria.
Sinora i politici hanno volutamente evitato di disciplinare la vita economica (nonostante proposte di legge presentate sin dagli anni' 60 e reiterate) - evidentemente per pressione dei padrini - incuranti dei disastri aziendali e della retrocessione industriale del Paese, ma sino a quando può reggere tale situazione? Prestare senza garanzie i sudati risparmi dei cittadini agli imprenditori d'assalto per favorirli in acquisizioni e manovre di potere è un modo per distruggere il risparmio e la fiducia nelle istituzioni.