dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

10 agosto 2005

Confronti # La scalata al Corriere

Il 15 novembre del 2004 su codesto sito, sotto il titolo Mentana: terza mossa, tra l'altro si legge:
[...] da qui alle regionali del 2005 e poi alle politiche del 2006 ne vedremo ancora di pedine muoversi nello scacchiere dei massmedia.

Le vicende amplificate in questi giorni sulla scalata al Corriere della Sera da parte dell'ex consulente di Silvio Berlusconi, Ubaldo Livolsi, e dei suoi soci italiani e spagnoli non sono che la conferma di quanto da noi anticipato nove mesi orsono.

08 agosto 2005

Bacheca # Elogio dei decani della demodossalogia italiana

Il Cavaliere della Repubblica Italiana Dora Drago Lopez Jordan e l'accademico demodossalogo, giornalista e sociologo Giulio D'orazio sono oggi i due decani della demodossalogia classica italiana sorta come disciplina nel 1929 per merito di Paolo Orano e poi fiorita per i contributi di Federico Augusto Perini Bembo, Padre Felix Morlion, Carlo Curcio e tutti gli altri co-studiosi e discepoli.
Oggi la demodossalogia è diffusa e usata in tutto il mondo in modo consapevole e meno consapevole. I custodi della demodossalogia classica italiana e tenaci divulgatori conservatori della stessa, ma anche formulatori della In.De., sono oggi i decani citati. A loro e al gruppo che li circondava, si deve, negli anni '90 del secolo appena concluso, la fondazione della Società Italiana di Demodossalogia, nata e portata avanti allo scopo di essere memoria di demodossalogia e vivaio di demodossaloghi. Chi scrive deve la sua consapevolezza demodossalogica all'attività svolta come discepola del Professor D'Orazio e alla sua capacità di portare i discenti alla conoscenza consapevole di tale disciplina.
Nella babele comunicativa di questo tempo ora contemporaneo, i due decani svolgono una funzione preziosa: hanno dimostrato tenace capacità, certezza di profilo e radici culturali disciplinari, offrendo agli allievi concrete modalità per strutturarsi una autonoma professionalità nell'ambito demadossalogico. Nel vivaio della Sidd, alcuni discepoli si sono strutturati come conservatori del metodo classico di Indagine Demadossalogica e custodi del sapere dei maestri; altri, portati alla consapevolezza della loro connaturata mentalità demodossalogica, si sono trovati rabdomanti di meno consuete letture demodossalogiche di fatti o situazioni ambientali e quindi più orientati su un aggiornamento e superamento dei "limiti" classici della disciplina.
Dora Drago e Giulio D'Orazio costituiscono perciò quel parametro di riferimento in base al quale conservare, innovare o omnicomprendere. Grazie alla loro limpida identità culturale, i discepoli sono liberi di imitare o tentare nuove vie. Chi scrive si augura a breve la settorializzazione della demodossalogia classica italiana in cinque ambiti: a) storico, filosofico; b) operativo settoriale; c) di ricerca applicativa del criterio in ambiti ancora non considerati; d) didattico e di aggiornamento; e) catalogazione e aggiornamento delle tecniche e parti di discipline afferenti.
E' in questa necessaria prospettiva, ma demodossalogicamente già in atto, che i decani della Demodossalogia Italiana sono, rimangono e diventano elementi cardine del nuovo futurismo.

07 agosto 2005

Effemeridi # Intercettazioni telefoniche

Le vicende delle intercettazioni telefoniche al governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e le connesse scalate bancarie alla casa editrice Rcs hanno fatto affiorare quello che tutti sapevano (politici, giornalisti, industriali, banchieri, imprenditori, ecc.) ma che in perfetta sintonia d'omertà nascondevano ai cittadini: dal dopoguerra il gruppo dirigente d'Italia (quello che ha governato il Paese e che si è spartito gli aiuti dello Stato e gli appalti) è stato pilotato da un manipolo di personaggi che, per la maggior parte, si ritrovavano nella proprietà del Corriere della Sera (specie dopo la sua cessione da parte della famiglia Crespi) e intorno al banchiere Enrico Cuccia della Mediobanca che, quale armadio degli scheletri, ricomponeva le spaccature, emetteva giudizi di lodo, interveniva nei casi necessari e presiedeva alle rare cooptazioni nel cartello della Congregazione.
Con il decesso di Cuccia il meccanismo si è rotto e vari personaggi hanno cercato di subentrare nella sua funzione, uno di questi (con maggiore successo) è stato proprio Fazio; e sono aumentati anche i candidati al santa santorum dei ristretti padroni d'Italia (emuli e vassalli di Silvio Berlusconi). Come prevedibile il dopo Cuccia, ancora non terminato, ha riaperto lotte sopite e nuovi protagonismi.
Intese tra imprenditori, favoritismi di banche, programmata scarsa vigilanza degli organi preposti sono sempre stati all'ordine del giorno. Finchè è stato vivo Cuccia tutto è filato liscio ma, negli ultimi tempi, già si delineava una spaccatura tra gli industriali veri e propri riuniti nel Corriere della Sera e i finanzieri privati che erano subentrati a quelli pubblici nel CdA della Banca d'Italia al posto delle cessate partecipazioni statali.
Le vicende di questi giorni non sono altro che la conclusione della lotta di cartelli di potenti per l'egemonia del potere. Lo smisurato numero delle intercettazioni telefoniche "ufficiali" (300 mila l'anno), senza contare quelle degli apparati segreti e dei detective privati, rendono evidente la ferocia lotta di ricatti, denuncie e tangenti che si nascondono dietro l'apparente perbenismo di buona parte di presidenti, amministratori delegati e consiglieri delle SpA più conosciute.
Quella parte del mondo politico-economico che realmente detiene il potere è alla ricerca di un assestamento e di nuovi equilibri.
Una persona o ente che assolva alle funzioni che svolgeva Cuccia è necessaria in quanto le lotte tra potentati economici alla fine non fanno che nuocere all'intero Paese e poco giova poter dire che si è salvata qualche banca o industria.
Sinora i politici hanno volutamente evitato di disciplinare la vita economica (nonostante proposte di legge presentate sin dagli anni' 60 e reiterate) - evidentemente per pressione dei padrini - incuranti dei disastri aziendali e della retrocessione industriale del Paese, ma sino a quando può reggere tale situazione? Prestare senza garanzie i sudati risparmi dei cittadini agli imprenditori d'assalto per favorirli in acquisizioni e manovre di potere è un modo per distruggere il risparmio e la fiducia nelle istituzioni.

Effemeridi # Verso la gerontocrazia

La Demodossalogia moderna, impostata negli anni '89-90 nel Casale alle Coste a Bracciano (Roma) ad iniziativa del gen. Adriano Magi-Braschi, pone la ciclicità degli eventi alla base delle vicende umane, nella consapevolezza che
L'uomo altro non è che la specie più evoluta del regno animale, al pari delle altre specie è soggetto alle leggi naturali che governano l'universo, così come avviene per il regno vegetale e minerale. Le leggi-base che governano l'universo sono poche ed il primo posto è certamente riservato all'espansione ed accorpamento [...] La riflessione sull'eventuale probabilità di costanti (K) nel cammino dell'umanità non è nuova, ricordiamo Giovanni Battista Vico con il suo concetto di storia attraverso tre eterni momenti che sono anche tre momenti della natura umana: dal diritto divino a quello eroico e a quello umano; dalla teocrazia all'aristocrazia e alla democrazia. Dall'ultima fase si ritorna alla primitiva barbarie ed il ciclo si ripete. Secondo Beltrand Russell viviamo in un mondo in continuo movimento, ove l'evoluzione segue una spirale: cambiano le forme e le motivazioni ma restano immutate le pulsazioni e le finalità. Chiarificatori i corposi lavori della Commissione per l'anno 2000 patrocinata dall'American Academy of Arts and Sciences, presieduta da Daniel Bell. (pagg. 56 e 58 di "Demodossalogia ed opinione pubblica", marzo 1998)

A tale proposito a pag. 86 della citata pubblicazione della Sidd (Società Italiana Di Demodossalogia) si riporta un grafico sulla "Ciclicità delle correnti di pensiero". Adattando l'interpretazione del grafico all'odierna situazione italiana e sulla base di quanto sta affiorando nelle vicende politiche-economiche possiamo prevedere che l'Italia si appresta ad entrare nella fase del razionalismo (culturale), della teologia (sul piano religioso) e della aristocrazia (sul versante socio-politico) lasciando il periodo della sacralità religiosa e del leader politico carismatico o messianico. A breve vedremo il potere nelle mani di una gerontocrazia politico-economica composta da vari leaders di diverse estrazioni politiche e finanziarie alleati nella gestione e conservazione del potere per inzuppare il biscotto nella stessa tazza di caffellatte.