dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

30 ottobre 2005

Effemeridi # Due meglio di uno

La Casa della Libertà avrà almeno due candidati alla presidenza del Consiglio dei Ministri, con l'apparentamento per usufruire dei resti. Hanno capito quello che i demodossaloghi hanno sempre sostenuto e ribadito nella nota del 11.10.05 "Il flop di Prodi":
... quando più persone si mettono insieme per lo stesso scopo ciascuno rema per se stesso e non per il gruppo.

Sull'altro versante, il centrosinistra al di là di una facciata d'intenti "tutti uniti con Prodi" nasconde fermenti ed indecisioni ove ciascuno (eccetto Fausto Bertinotti) lavora per conquistarsi un posto di prima fila atto a garantirgli l'elezione. Poi la campagna elettorale sarà tutt'altra cosa!

Effemeridi # Illusioni mediatiche

I dirigenti del centrosinistra esultano, speravano in un milione di voti ma ne hanno avuti più di quattro milioni alle primarie. Se tanto dà tanto, in rapporto alle politiche del 2006 sentono la vittoria in tasca. Invece sbagliano perchè non conoscono i meccanismi che smuovono l'opinione pubblica.
Se andiamo a consultare gli annuari parlamentari vedremo che in Italia c'è un consistente gruppo di elettori che alle elezioni politiche si è, di volta in volta, concentrato sui movimenti innovativi o pseudo-innovativi, sin dai tempi dell'Uq (l'Uomo Qualunque di Giannini) per poi riversarsi sui radicali, sui vari Referendum, quindi su Forza Italia, localmente sulla Lega e poi sul Msi quando mutò siglia in An (Alleanza Nazionale).
Cosa vogliono manifestare questi migliaia di elettori stanchi della solita politica, delle vecchie istituzioni non confacenti ai nuovi bisogni? Elettori che fiduciosi si rivolgono a volti o schieramenti nuovi nella speranza di un cambiamento radicale, da qualsiasi parte esso venga. Una buona fetta di quei tre milioni in più del previsto non guarda alle ideologie, di destra o di sinistra, e neppure ai programmi delle coalizioni ma è spinto dalla volontà di poter contribuire ad un reale e subitaneo cambiamento che adegui uomini, programmi e realizzazioni con nuove risposte alle necessità della Nazione e dei suoi abitanti.
Come nella favola del pifferaio il popolo segue sempre il suonatore, però solo la prima volta; così come la massaia prova, almeno una volta, i nuovi detersivi reclamizzati.

Effemeridi # Ancora cinque mesi

Si dice che i topi abbandonano la nave quando affonda, ma questo accade normalmente anche tra gli umani. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che era contrario alla guerra in Iraq ma che non riuscì a convincere George W. Bush dal desistere nell'intervento armato. Per il presidente degli Usa questo è un brutto momento: mai i sondaggi lo hanno visto così in basso, i suoi più diretti collaboratori sono sfiorati o messi sotto accusa, aumentano le voci contrarie ad una guerra che doveva portare pace e stabilità, i suoi alleati si defilano. Per Berlusconi le dichiarazioni da pacifista sono state evidentemente fatte anche in vista delle elezioni politiche del 2006; molti tra i suoi elettori e tra gli alleati di governo sono contrari alla guerra o all'invio di truppe italiane. Mancano cinque mesi alle elezioni: ne vedremo di giravolte, fuochi d'artificio e scheletri uscire dagli armadi, da entrambi gli schieramenti. Tutto per il mantenimento o la conquista della poltrona e non nell'interesse dell'Italia e della sua popolazione.

29 ottobre 2005

Effemeridi # La candidatura di Fini

Ormai è ufficiale, nella Casa della Libertà i tre leaders correranno per la conquista della poltrona di palazzo Chigi; diverrà presidente del Consiglio dei Ministri chi, o il partito che avrà preso più voti. Nello scorso luglio, il 7 con la nota "La strategia di Fini" e il 24 con l'effemeride "Berlusconi, Fini, Montezemolo" avevamo anticipato la mossa del capo di Alleanza Nazionale
... con Fini candidato e Berlusconi a capo del partito unico dei moderati.

L'Open Source dei demodossaloghi, similmente a quella in atto nei servizi di intelligence (comprensione/intuizione) delle Forze Armate nel significato di "Indagine a pieno campo", sa bene interpretare e pesare la differenza tra il dire e il fare, il passato storico e personale con l'ambiente ove i personaggi si muovono, la ciclicità degli avvenimenti con le tendenze affioranti. Non per nulla la Sidd ha cinquant'anni di esperienza nell'interpretazione e rilevazione dell'opinione pubblica che non è altro che la sommatoria di tante opinioni private.

Effemeridi # Quale università?

Manifestazioni di piazza di studenti e rettori hanno dimostrato contro la riforma universitaria approvata dal Parlamento. Sono più di 40 anni che gli studenti scendono in piazza e che i politici discutono e varano riforme su riforme dell'Istruzione. E' chiaro che qualsiasi vera riforma, in qualsiasi campo, scontenterà sempre una parte dei riformati, sia perchè intacca interessi precostituiti sia perchè qualsiasi innovazione non è capita e spaventa l'opinione pubblica.
Nel corso degli anni tra riforme, proposte di riforme, dibattiti e contestazioni, siamo giunti alle statistiche di questi giorni che segnalano come la prima università italiana nella graduatoria mondiale è quella di Roma, al 70° posto; che la percentuale degli immigrati in Italia (provenienti dai paesi sottosviluppati) aventi un titolo di studio universitario (fatto il rapporto 1/100) è quasi il doppio dei laureati italiani; che il 46% degli italiani non legge un libro e non acquista giornali (vede solo la tv); che ogni anno aumentano i giovani in età scolare che invece di frequentare la scuola si avviano al lavoro (ovviamente sottopagato e in nero) con un totale del 10% di evasione scolastica, come nell'immediato dopoguerra.
A questo punto vi invitiamo di andare a rileggere la n/ nota del 18.10.05 "Il traino della tecnologia" e chiedervi se possiamo ancora vantarci di essere un Paese industrializzato o se stiamo scivolando, se già non lo siamo, tra quelli del Terzo Mondo.
Come i demodossaloghi ben sanno la serie cadenzata di statistiche serve per monitorare un fenomeno onde individuare se è in crescita o in diminuzione. Possibile che i politici non sappiano interpretare certe tendenze? Eppure l'Italia è fra quei paesi ove si pubblicano, e si suppone si leggono, il maggior numero di saggi: un semplice chiacchierificio (fabbrica di chiacchere), come ripeteva l'ex sindacalista della Cisl Pierre Carniti, o delle dissertazioni per pochi addetti ai lavori delle varie corporazioni accademiche?
Per attuare le riforme mancano sempre i denari necessari ma, a volte, questi non sono tutto. Benissimo la graduatoria nazionale, vecchio pallino di Giovanni Berlinguer, che evita che il vincitore, per esempio, all'università di Cassino abbia a suo merito un centinaio di pagine di bibliografia ragionata su quanto scritto da un illustre luminare della materia a concorso mentre per un identico concorso all'università di Trento siano necessari tre o quattro saggi sull'argomento.
Moltissimi docenti, nelle discipline umanistiche, non hanno più di dieci uditori nel corso dell'anno accademico; prova evidente che la disciplina non è seguita perchè non offre sbocchi professionali o perchè il docente non è all'altezza dell'insegnamento; queste sono le palle al piede e gli sperperi nell'università, frutto di una consolidata prassi baronale.
Una volta esistevano i liberi docenti: non costavano nulla (un simbolico rimborso) e rendevano tanto. Erano professionisti di alte e specifiche capacità che impartivano lezioni pratiche e suggerimenti su materie da loro ben conosciute ed attuate professionalmente, altro che elucubrazioni teoriche o divulgazione di testi altrui, perlopiù esteri per fare bella figura. L'università ha bisogno di essere collegata al mondo del lavoro per preparare i giovani al mercato e garantir loro un futuro, non ha bisogno di accademia.

25 ottobre 2005

Confronti # Un progetto per il Mediterraneo

Dal Notiziario dell’Associazione Nazionale Sociologi riprendiamo una nota della Sidd, pubblicata a suo tempo:
Sulla scia della ciclicità storica, che ricalca quella fisica e chimica, l’Europa ha da sempre attraversato fasi di imperialismo accentratore seguiti da dispersione localistica. Dai dominii degli antichi romani a quelli di Carlomagno, da re Sole all’imperatore d’Austria, i sogni di allargare il territorio sino ai confini del mondo conosciuto sono stati una visione globalizzante di vari condottieri che, per quanto riguarda questa parte del mondo abitato, si incentravano sulla supremazia europea di alcuni stati destinati poi a creare l’Europa Unita.
La diversità nei motivi di accentramento e nella caduta ha contraddistinto varie fasi storiche; per i romani la conquista rappresentò un dominio militare caduto sotto le invasioni dei confinanti barbari; per Carlomagno fu il tentativo di unificare l’Europa di allora sotto la religione cristiana, tentativo fallito di fronte alle resistenze pagane mentre la grandezza dei regnanti francesi di infranse per le spinte della nascente borghesia; così come l’impero austro-ungarico si frantumò per l’affermazione delle Nazioni nella moderna società.
Oggi la visione unitaria della nuova Europa va dai paesi posti sull’Atlantico e sul Mare del Nord ai confini con la Siberia e con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Dai primigenii fondatori dell’Europa, con il Trattato di Roma, si è passati alla proposta di allargamento ai paesi dell’Est e a quelli sul Mediterraneo (per ora Turchia, Israele ed Egitto) ove forti sono gli interessi delle multinazionali.
Le motivazioni che ci uniscono scavalcano le fedi religiose, le usanze e la cultura per incentrarsi su una visione solidaristica improntata sul riconoscimento dell’altro e della pace, nella comune convinzione che i bisogni sono uguali sotto tutti i cieli, le fedi politiche e religiose.
Ed è sulla soluzione dei bisogni che dovrà fondarsi l’Europa del futuro!
I bisogni accomunano tutta l’umanità e sono la molla principale che spinge ad ogni susseguente azione. I valori, che giustificano le azioni intraprese per soddisfare i bisogni (materiali e psicologici), mutano in rapporto ai bisogni, alle tecniche e alle ideologie conseguenti al processo storico.
L’Europa potrà contribuire al nuovo ordine mondiale se saprà risolvere i problemi più drammatici che dovremmo affrontare e che derivano da un unico ceppo: l’ambiente, sinora trascurato o stravolto.
I bisogni più pressanti dei prossimi anni saranno conseguenti all’aumento della temperatura terrestre, specie nell’ex Mare Nostrum (ora divenuto un enorme lago destinato sempre più ad inquinarsi) con la conseguente desertificazione dei paesi che vi si affacciano e la mancanza di acqua potabile sia per i consumi alimentari ed igienici che per scopi irrigui.
Oltre all’inarrestabile emigrazione di popolazioni povere verso la ricca Europa, derivante sempre dalla scarsità di risorse in particolari ambienti geografici.
E’ inutile cercare un nuovo ordine mondiale, così come auspicato da particolari corporazioni che fanno riferimento a concezioni esoteriche con sede a Washington D.C. in Usa, se non si risolvono i bisogni primari delle popolazioni. Ed è su questo tema che l’Europa può intervenire con un disegno strategico fondato sull’Ambiente come valore unificante di tutti i popoli e di tutte le politiche e religioni. Se consideriamo l’Ambiente come valore del Terzo Millennio sarà facile convergere tutti quanti verso la realizzazione di un progetto che potrebbe apparire utopico ma che, in effetti, non lo è in quanto la tecnologia ormai ha conquistato lo Spazio e i problemi che una volta erano irrisolvibili ora possono essere superati.
L’80% dell’acqua potabile a disposizione è destinata ad usi irrigui e il rimanente ad usi industriali ed igienico-alimentari. L’acqua marina sinora non poteva essere usata per l’agricoltura in quanto dannosa a causa dei vari sali (cloruro, potassio, ecc.) disciolti e difficilmente filtrabili. Ora è possibile pompare acqua dal Mediterraneo, filtrarla e riversarla per usi irrigui. Ne beneficerebbero tutti i paesi che vi si affacciano contribuendo al rimboschimento delle fasce interne e lungo il mare, oltre alla possibilità della coltivazione specie per i paesi mediterranei dell’Africa e del Medio Oriente che verrebbero a fungere da drenaggio dell’emigrazione diretta in Europa per le opportunità di stanziamento che la nuova agricoltura consentirebbe a popolazioni omogenee per razza, cultura e religione.
Senza calcolare che la mite stabilità climatica deriva principalmente dalla forestazione, lo affermarono a conclusione dei loro studi i ricercatori del Cnr che decine di anni orsono con il progetto San Marco esplorarono dall’alto il bacino Mediterraneo.
E’ un progetto che richiede ingenti finanziamenti e oltre quindici anni di realizzazione per le prassi politiche-burocratiche e le strutture edili e scientifiche da installare. Ma è un progetto che dando acqua in abbondanza a tutti, con annesso lavoro e risorse, eliminerebbe cause di conflitti e disordini sociali e territoriali.
Il progetto potrebbe essere il contributo degli europei al vero ordine mondiale.

A quanto a suo tempo proposto possiamo aggiungere che le soluzioni adottate in Australia ed Israele, che ricavano acqua potabile dal mare, non sono utili per gli scopi irrigui (l’uomo può bere l’acqua con dei sali ivi sciolti ma la stessa acqua distrugge irreparabilmente le coltivazioni) mentre il progetto italiano riesce a sciogliere completamente tutti i sali. Inoltre i politici, presi dalle beghe personali e di breve raggio, non sanno alzare lo sguardo verso problemi di vasta portata e futuribili (quindi di reale interesse per la società perché rappresentano il futuro) aggravando la soluzione con la loro inerzia in proposito.

20 ottobre 2005

Bacheca # Il nostro primo anno

DEMODOSSALOGIA E OPINIONE PUBBLICA compie un anno: il 21 ottobre 2004 veniva scritto il primo post su questo sito e da allora abbiamo già pubblicato un centinaio di news. Nel mese di settembre sono stati rilevati più di duemila visitatori unici, con una tendenza in costante crescita. Il successo spinge i demodossaloghi della Sidd che contribuiscono alla realizzazione di OPINIONEPUBBLICA.COM a migliorare il sito per una maggiore diffusione della disciplina: presto verranno aggiornati la storia e la bibliografia (nella colonna a fianco sotto "About") e verrà attivato un servizio di abbonamento gratuito via mail. Continuerà con regolare cadenza la pubblicazione delle notizie e delle documentazioni a cura di Giulio D'Orazio.

Pubblicazioni # Segnalazioni online

Sul n. 4 anno 43° dell'Informatore Economico-Sociale diretto dal giornalista demodossalogo Francesco Bergamo, online all'indirizzo www.demodossalogia.it con cadenza di uscite ogni 25 del mese, segnaliamo tra l'altro: un'intervista al vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam (cinque domande sull'opinione pubblica); considerazioni ed attinenze su Flavio Briatore (Renault/Formula 1) e la demodossalogia; un commento sulla nuova tendenza delle modelle ben nutrite.
E' uscito il numero di ottobre (anno XIV n. 10) di Notizie in... Controluce diretto da Armando Guidoni.


Effemeridi # Il Mezzogiorno abbandonato

Subito dopo l'assassinio del medico Franco Fortugno, vicepresidente della Regione Calabria, si è levato l'ennesimo grido sul Mezzogiorno abbandonato dalle istituzioni. Il ministro degli Interni si è subito recato sul posto per rendersi conto di persona della situazione, nè poteva fare altrimenti, mentre il Capo dello Stato, con grande sensibilità, si è incontrato con la vedova. Ma il giorno del funerale che rappresenta la massima espressione di solidarietà ai famigliari e tributo al defunto le "istituzioni" erano assenti. E' mancato il segno di una forte presenza degli uomini dello Stato, quel segno che conta più di cento stanziamenti finanziari in favore del Mezzogiorno!
C'erano, con la popolazione ed i sindaci della Calabria, i leaders dei partiti vicini a Fortugno e, in rappresentanza del Governo, il ministro siciliano La Loggia che da quelle parti, nell'immaginario popolare, viene messo nel calderone dei politici sfiorati dalla mafia. Peggiore scelta il Governo non poteva fare!
Il vescovo di Locri ha affermato che la mafia vuole intimorire i politici, quale migliore risposta alla mafia sarebbe stata una massiccia e solenne presenza delle istituzioni, dal presidente del Consiglio dei Ministri ai presidenti del Senato e della Camera, da ministri e segretari di partiti contrapposti a quello di appartenenza della vittima? Questo vuol dire presenza dello Stato e non quattro giovani carabinieri in più, perlopiù inesperti. Nè valgono le scuse che i rappresentati delle istituzioni avevano altri impegni: di fronte a determinati avvenimenti si fanno delle scelte sull'importanza degli incontri in calendario. Così come non vale la scusa che trattandosi di un uomo collocato politicamente l'omicidio da parte della mafia passa in secondo piano rispetto ad un eventuale caduto appartenente alle istituzioni ma non ad un partito: le vittime delle organizzazioni malavitose o di eventi naturali sono tutte uguali davanti alla morte e necessitano, per i vivi che devono affrontare il futuro e altri possibili simili pericoli, il pieno, solidale e massiccio sostegno "morale" dello Stato. Gli aiuti economici verranno dopo!

18 ottobre 2005

Effemeridi # Il traino della tecnologia

Il prof. Gianni Celata, docente all'Università di Roma, nella trasmissione "Omnibus" odierna (La 7) ha affermato che le società che crescono economicamente sono quelle che hanno il maggior sviluppo tecnologico. Nella "Dispensa n. 12" per l'anno accademico 2001/2 del corso di Demodossalogia si legge:
Negli stati ai primi posti nella tabella l'occupazione nel terziario è almeno il doppio rispetto al settore industriale e l'attività agricola intorno al 10% di quella terziaria. E' sufficiente per dire che la ricchezza è prodotta prevalentemente dal settore terziario? Sicuramente no, ma abbastanza per affermare che al pil (prodotto interno lordo) di una nazione contribuiscono attività commerciali, turistiche, di intermediazione, bancarie e di alte professionalità che si acquisiscono solo là dove esiste un analfabetismo quasi inesistente. [...] Il demodossalogo dirà se, in base alle elaborazioni statistiche della inde, la periferia si starà avvicinando al centro; cioè se i nuovi tempi (next age), le tecnologie e le costumanze sopravanzano i vecchi valori e bisogni o di quanto si accorciano le distanze (glossario di "Scienza, società ed opinione pubblica"), tenendo presente la ciclicità nella visione demodossalogica e quanto indicato dallo scrittore Vincenzo Cerami a proposito della ciclicità dell'ambiente: la vecchietta che porta il cibo ai gatti randagi nella strada non sa di essere una catena di un ciclo; i gatti si sfameranno del cibo portato dalla vecchietta lasciando gli avanzi che saranno il pasto per i piccioni che a loro volta saranno mangiati da altri gatti e i loro resti dai topi, rimettendo in moto una ciclicità dell'ambiente, simile ai pesci dell'acquario di Pitigrilli.
Due pesci, in un acquario, girano, girano, girano.
Girano da dieci anni.
Ad un tratto uno dei due domanda all'altro:
"E mercoledì, che cosa fai?"

Un modo incisivo per capire l'influenza dell'ambiente sul comportamento degli esseri viventi (umani compresi), la loro impotenza riscattata soltanto dall'uso della tecnologia quale fattore basilare per il mutamento sociale: economico ed istituzionale.

Effemeridi # Il riscatto di Prodi

Mentre la convocazione di piazza del 19 scorso a Roma era andata deserta, la chiamata a raccolta per le Primarie ha dato un esito insperabile che ha lasciato di stucco sia gli organizzatori che i politologi, giornalisti, ecc. Quattro milioni e trecentomila cittadini che si sono messi in fila pacificamente conversando tra loro e che hanno pagato più del previsto un euro sono un fatto destinato a lasciare il segno nella politica italiana. Sono la tendenza della società occidentale così come si andava delineando sin dagli anni '80 (vedasi "Inchiesta sul post-industriale").
E' la dimostrazione che il popolo vuole partecipare, parlare, scegliere e gestirsi la vita senza eccessive deleghe (democrazia partecipativa in alternanza a quella parlamentare). Non va dove è solo spettatore ma dove incide sul suo futuro. Molti politici ancora non lo hanno capito, così come non hanno capito che la prova di domenica scorsa è figlia delle manifestazioni di piazza che Moretti fece qualche anno orsono: le idee nuove e le relative richieste (in questo caso di rapporti diversi tra cittadini e politici) impiegano del tempo prima di passare dai primi gruppetti originari (considerati leader) alla massa. I quattro milioni tra qualche anno potrebbero travolgere le attuali istituzioni non più al passo con l'odierna società. Sarebbe la rivalsa dell'elettore contro l'affossamento dei referendum operato dai partiti con lo stravolgimento della decisione popolare.
Anche la legge elettorale approvata alla Camera ed ora al Senato va contro la tendenza espressa dal popolo di centrosinistra in quanto abolisce le preferenze per privilegiare i partiti (democrazia parlamentare); su questo punto anche molti elettori di destra si ritrovano con gli oppositori di sinistra. Era stato previsto nell'inchiesta citata:
La svolta consisterà in una apparente anarchia.

I mutamenti sono la conseguenza dell'evoluzione tecnologica ed hanno la forza di cambiare i rapporti sociali e le istituzioni; è questione di maturazione e di tempo. Solo chi si renderà conto della direzione dei mutamenti potrà essere considerato progressista.

16 ottobre 2005

Effemeridi # I diritti fondamentali

Secondo quanto si legge sulla stampa odierna Papa Benedetto XVI, in una lettera scritta al presidente del Senato Marcello Pera, ha affermato che "i diritti fondamentali dell'uomo sono stati creati da Dio, non dalle leggi dello Stato"; qualche giornale scrive che i diritti "vengono creati", in ogni caso il concetto non cambia. Giustissima e pienamente legittima una tale dichiarazione: i diritti fondamentali dell'uomo sono il diritto alla sussistenza, all'aggregazione e alla conoscenza. Secondo l'antropologa olandese Annemarie De Wal Malefijt i tre diritti di cui sopra sono il risultato dello scambio quale perno della vita umana.
Su "Elementi di sociologia dell'emigrazione" (Istituto bibliografico Napoleone, Roma 1987) i demodossaloghi scrivevano:
Il regno vegetale deve soddisfare bisogni di crescita (sussistenza) mentre il mondo animale bisogni di sussistenza ed accoppiamento (aggregazione). L'uomo aggiunge agli altri due bisogni (primari per lui) anche un altro bisogno primario: quello della conoscenza (il sapere). Cioè racchiude in se cicli biologici (crescita ed accoppiamento) e psichici (elaborazione e diffusione delle idee); è questo il motivo per cui è il sovrano della terra.

Tali diritti sono fondamentali perchè euristici: si ritrovano in tutti i popoli della terra; quindi sono qualcosa di insito nel Dna dell'uomo, sia se "creati" che provenienti. Essendo diritti universali sono generici e non disciplinati nei modi di attuazione. Pertanto se ho fame non posso per questo motivo assaltare il negozio del droghiere così come se sono senza casa non posso occupare abusivamente un alloggio altrui; il mio diritto alla conoscenza non può essere mediato da altri (religiosi, politici, cattedratici, ecc.) ma deve consentirmi l'accesso alle fonti dell'informazione. Tale disciplina dei diritti fondamentali dell'uomo è prerogativa dello Stato e non della Chiesa (di qualsiasi confessione essa sia) che può solo indicare e propagandare la sua dottrina e prassi di vita. Una cosa sono i principi e un'altra le regole sociali. Giustissimi i principi religiosi sull'aborto, l'accoppiamento di persone dello stesso sesso, l'eutanasia, ecc. ma altrettano legittimo l'intervento disciplinatore dello Stato che sovrasta le varie religioni per tutelare tutte le razze, i sessi e le fedi politiche, religiose o culturali.

15 ottobre 2005

Documenti # Inchiesta sul post-industriale

L'Inchiesta demodossalogica sul post-industriale è la prima ricerca demodossalogica svolta con il metodo inde su argomenti contemporanei, a differenza delle altre inchieste rivolte a spaccati o figure storiche. Trattasi di un volume di 406 pagine rilegato dalla Sidd in unica copia. L'inchiesta, del 1986, consta di una premessa e tre capitoli, corredati ciascuno da note e riferimenti bibliografici; un indice delle persone e delle organizzazioni citate chiude lo studio.
Il primo capitolo, suddiviso in trentotto sub-capitoli, spiega i motivi scientifici che sono alla base delle inchieste denominate inde trattando, tra l'altro "le aspettative di ruolo" (cap. 1.8), "il preconcetto" (1.17), "le effemeridi" (1.24), "l'influenza dei leaders" (1.33), "le fasi dell'indagine" (1.36), sino ad un conclusivo capitolo denominato, appunto, "L'inchiesta demodossalogica" (1.38).
Il secondo capitolo intitolato "La società industriale" e suddiviso in sessantatre sub-capitoli affronta analiticamente varie teorie sulla società e sui settori del lavoro e della produzione attraverso più di trecento testimonianze di industriali, sindacalisti, politici, giornalisti, accademici, ecc., scelti come campione demodossalogico, per capire verso quale direzione stava andando il mondo.
Il terzo capitolo espone in 13 sub-capitoli le conclusive considerazioni sociologiche. Sintetizziamo da "Conclusioni" (3.13) qualche periodo:
L'avvento della società industriale potrebbe caratterizzarsi per una profonda mutazione delle istituzioni [...] Caduto il mito della proprietà (ereditato dalla società agricola) e quello della produzione di massa (creato dalla società industriale) ci si avvia verso il terziario ove predomina la moltiplicazione delle idee. Quindi è un futuro di cultura che, finalmente, arricchirà l'uomo facendo decadere la sua dipendenza dalla religione e dalla politica, che gli hanno espropriato la conoscenza diretta e personale dei problemi sociali ed ultraterreni. Le idee stimoleranno la società a gestirsi in proprio la vita ed i rapporti con gli altri e il non conosciuto. [...] Con la riscoperta dell'uomo e della natura prendono corpo nuovi valori che traggono alimento dalla fiducia in se stessi di saper far fronte agli eventi sociali e naturali senza concedere deleghe ad altri. [...] La svolta consisterà in una apparente anarchia derivata dalla multiformità di direzioni e decisioni, per cui la gente considererà se stessa non come facente parte di un gruppo omogeneo ma, ha detto Alvin Toffler, come individui differenziati, ciascuno coi propri bisogni e desideri. La cultura porta ad una continua mutazione che si innesta nella prerogativa umana di conquistare il tempo e lo spazio. La rivoluzione industriale e il conseguente matrimonio di scienza e di tecnica rappresentano l'apice di millenni di progressi intellettuali. Sono inoltre una forza enorme capace di produrre tanto il bene che il male [...] come ha detto David J Landes.


13 ottobre 2005

Effemeridi # Cocaina

Nel 1922 uscì un libro intitolato "Cocaina" che descriveva gli effetti della droga e come questa fosse di uso comune fra artisti e alta borghesia. Il "santo Uffizio" mise il libro all'indice e l'autore ritirò le copie dalla circolazione vietandone la ristampa. Nell'enciclopedia Treccani, scritta nel 1938 da Siro Amedeo Chimenz, l'autore del libro è descritto come uno scrittore i cui primi libri rispecchiavano la bassezza morale dei tempi, con uno stile brillante, paradossale ed epigrammatico, ostentante una brutale sincerità.
L'autore di quel libro e di circa altri 40 fu un ebreo che ripudiò le religioni (salvo gli ultimi anni di vita): l'avvocato torinese Dino Segre, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Pitigrilli. Un'intera generazione è culturalmente cresciuta con le sue novelle e i suoi aforismi che pubblicava sul settimanale La Tribuna Illustrata. Oggi Pitigrilli è uno scrittore sconosciuto perchè nel dopoguerra quattro stupidi intellettuali, invidiosi dei suoi successi, lo tacciarono di fascista in quanto, come tutti gli accademici ed artisti brillanti, ebbe premi e riconoscimenti dal regime.
Nei suoi romanzi descrisse anche la magistratura corrotta, il servilismo dei giornalisti e degli artisti e la fragilità umana. Citiamo due suoi aforismi:
Capisco il bacio al lebbroso ma non la stretta di mano al cretino.
Ci sono tre categorie di falsari: gli antiquari, i giornalisti ed i sociologi; i primi falsificano il passato, i secondi il presente ed i terzi il futuro.

Il ricovero in ospedale del discendente della famiglia Agnelli, Lapo Elkann, dopo la morte del ciclista Pantani, i vari casi di sostanze topanti e l'uso di massa degli stupefacenti, confermano come la droga dagli ambienti artistici ed altolocati (una piccola cerchia della società) sia divenuta comune anche fra quelle categorie, come gli sportivi ed i dirigenti d'azienda, che dovrebbero essere ancorate a dei valori contrapposti all'uso di tali sostanze. Ma la droga è come l'opinione pubblica, dalle vere o presunte leadership intellettuali ricade a cascata, come nei cerchi che si formano negli stagni, su tutte le altre categorie umane (la stupidità umana) divenendo di massa. Non ci meraviglieremmo se un giorno venissimo a sapere che normalmente si droga anche qualche monsignore.
Se il libro "Cocaina" fosse adottato come testo nelle scuole forse si avrebbero meno drogati; chi ha letto quel libro non avrà mai la tentazione di accostarsi a tali stupide sostanze, tutte le conseguenze nefaste della droga vi sono dipinte con obiettività di naturalista e non con fantasia di scrittore. E' inutile aggiungere che nel bagaglio culturale dei demodossaloghi c'è molto dello spirito paradossale ma profetico di Pitigrilli. Nella presentazione della ristampa di "Mammiferi di lusso" (Tascabili Bompiani, Milano 2000) si legge:
Pitigrilli è certamente scrittore immoralissimo, poichè tutta la sua arte ironica, beffarda, scettica, cinica, negatrice è un getto continuo di profumato vetriolo sul pregiudizio e sulla menzogna.

Un modo per esaltare la sua "lucida intuizione" e lotta all'ipocrisia.

11 ottobre 2005

Effemeridi # Il flop di Prodi

Nonostante a Roma fosse bel tempo la manifestazione voluta da Romano Prodi domenica 9 ottobre, per protestare contro la ventilata nuova legge elettorale ma in realtà per ribadire la leadership alla guida della coalizione di sinistra, è stata un tonfo.
Gli organizzatori hanno sbandierato la presenza di 100 mila persone ("la Repubblica" del 10.10.05), qualche giornale di centrodestra si è attestato sulle 15-20 presenze ("Più gente sul palco che in piazza" il titolo in prima pagina de "Il Tempo"); per la Questura erano 30 mila. Troppo pochi per una manifestazione organizzata da 10 fra partiti e partitini, alla quale si voleva dare il massimo risalto tant'è che era stata spostata dal sabato alla domenica a causa dello sciopero delle tv che di sabato avrebbero oscurato l'avvenimento.
Demodossalogicamente parlando due indici confermano il flop: gli spezzoni dei filmati in tv non hanno mai mostrato l'intera piazza ma squarci di manifestanti che, oltretutto, non erano assiepati come nelle consuete manifestazioni sindacali. L'altro indice, la scompostezza del linguaggio e dei toni di voce di Prodi a dimostrazione di un risentimento non solo nei confronti dell'avversario Berlusconi ma anche nei confronti dei suoi alleati che non hanno saputo o voluto incoronarlo con una storica manifestazione di piazza.
Ad ascoltarlo c'erano dirigenti dei partiti della coalizione, bellimbusti televisivi in cerca di future promozioni (a riprova dell'imparzialità dei giornalisti) e candidati. Un segnale pericoloso: se non raggiungerà il 60% dei voti alle primarie (19 ottobre) l'Unione potrebbe, per effetto della ricaduta, perdere le elezioni politiche del 2006.
Perchè il popolo di sinistra non ha risposto all'appello della convocazione di piazza? Prodi è stato imposto dai dieci capetti della sinistra ma non è amato dalla maggioranza degli elettori del centrosinistra; oltre al fatto - come più volte sostenuto dai demodossaloghi - che quando più persone si mettono insieme per lo stesso scopo ciascuna rema per se stessa e non per il gruppo e, sul palco, l'unico oratore era proprio e solo Prodi.

06 ottobre 2005

Documenti # Le sorgenti informative del demodossalogo

La professione del demodossalogo è oggigiorno più complessa: si hanno infatti più strumenti utili al progresso dei risultati di ricerca. Però si percorrono ancora strade descritte dal demodossalogo Federico Augusto Perini-Bembo, uno dei promulgatori di tale metodo. Infatti, gli strumenti di cui si serve il "Dem" sono sempre gli stessi: il giornale, le agenzie stampa, le opinioni pubbliche, la propaganda, la pubblicità, manifesti, fotografie, radiotrasmissioni, televisioni e anche taluni film a sfondo politico o propagandistico. Questi sono i "vecchi" ferri del mestiere a cui si aggiunge, grazie alle moderne tecnologie, Internet. Grazie a quest'ultimo strumento, il Dem ha una opzione in più per fare bene e più compiutamente il proprio lavoro. A proposito di tutto ciò, senza considerare ovviamente le nuove tecnologie oggi in uso ed allora neanche contemplate dalla fervida mente di Perini-Bembo, leggiamo un suo lucido testo tratto dagli atti del 2° Convegno di Demodossalogia della SIPS svoltosi a Napoli nel 1954. Da pagina 32, "Fonti della Demodossalogia":
Le fonti della demodossalogia, cioè dello studio delle opinioni pubbliche, si trovano in tutte quelle estrinsecazioni delle opinioni stesse, le quali non sono altro che le "forme" di espressione delle opinioni pubbliche. "Le fonti di questa scienza sono da ricercarsi in tutto quanto ha una ragione di vita contingente, giornaliera". Un giornale od un articolo, per esempio, possono essere considerati come la forma presa da una pubblica opinione per manifestarsi, ed in tale senso interessano la demodossalogia e particolarmente la demodossalogia morfologica che studia appunto le forme delle pubbliche opinioni; se invece si consederano strumentalmente, nelle loro varie parti e nell'insieme, interessano: a) la demodossalogia applicativa (per quelli che sono ii rapporti fra il mezzo da una parte e le possibilità di realizzazione ed il fine dall'altra); b) la tecnica dello strumento (giornale, cinematografo, teatro, ecc., impropriamente chiamata talvolta tecnica del giornalismo), sotto l'aspetto pratico esecutivo.
Una prima classificazione di questi mezzi può farsi tenendo presente che essi dipendono dalla necessità di arrivare, esclusivamente attraverso i sensi dei singoli individui componenti una qualsiasi collettività umana, a soddisfare (nel campo tipicamente informativo) od a plasmare (nel campo tipicamente formativo) sensibilità e mentalità dei medesimi individui, in funzione di una comune opinione. [...]

Ovviamente si dà una parziale indicazione sulle fonti del demodossalogo (si generalizza con un ecc. alla voce "la tecnica dello strumento", ma sono intrinseche altre fonti non riportate eppure utili all'economia della professione). Perini-Bembo però indica dove tali fonti vogliono arrivare: plasmare la sensibilità e mentalità degli individui in funzione di una comune opinione.

Effemeridi # Tfr, occasione persa

Trent'anni orsono Marco Pannella sollevò il problema del Tfr, quella parte di salario che non viene data al lavoratore ma è trattenuta dal datore di lavoro che la consegnerà alla fine del rapporto di lavoro: Tfr-trattamento di fine lavoro. Per Pannella la somma accantonata era un illecito finanziamento all'azienda che si serviva del fondo in alternativa alla richiesta degli onerosi finanziamenti bancari. Per decenni tutti sono stati zitti: le varie maggioranze ed opposizioni.
Ora c'è un accordo generale che su quei soldi accantonati, che rappresentano una cifra ingentissima tale da modificare una finanziaria, tutti ci possano mettere le mani: industriali, banche, sindacati, associazioni varie, assicurazioni, ecc. attraverso la costituzione di "fondi" integrativi o previdenziali.
Tanti fondi gestiti da una miriade di soggetti, quindi tante presidenze, tanti C.dA., tanti revisori, tanti uffici, segretarie, autisti, ecc. tutti con la finalità cooperativistica e solidaristica di investire al meglio le cifre loro affidate in modo da retribuire degnamente i lavoratori con una pensione integrativa al momento del loro pensionamento. Spesso con amministratori "politici" che hanno fallito in altri campi o che non hanno mai messo il naso in un'azienda finanziaria.
Invece di dissolvere tale immenso patrimonio finanziario che andrà in rivoletti senza adeguata remunerazione o utilità generale non sarebbe stato meglio creare e convogliare tutti i Tfr in una unica Cassa nazionale controllata dallo Stato e dalle parti sociali investendo l'enorme mole di depositi in pochi progetti industriali destinati a far crescere realtà innovative e settori specifici, con alta remunerazione per i lavoratori e crescita economica del Paese?

Effemeridi # Distretti industriali

Da qualche tempo si parla di distretti industriali, sono anche citati nel documento di programmazione finanziaria per il 2006. Con tale termine si intendono quelle località geografiche, generalmente molto piccole, che hanno nel territorio in questione una fitta rete di interconnessioni economiche basate su aziende perlopiù familiari in costante crescita. Il concetto è quello che, dato che sono interconnesse nell'ambiente, vanno aiutate a svilupparsi al meglio per crescere più in fretta con ricadute economiche sull'intera regione.
E' il discorso dei frattali che la demodossalogia porta avanti da circa vent'anni; a nostra consolazione possiamo dire: meglio tardi che mai!

05 ottobre 2005

Effemeridi # La Turchia in Europa

Con il peso dell'intervento della politica estera degli Usa e del Regno Unito e l'appoggio del governo italiano sono state vinte le resistenze della cattolica Austria ad un rinvio dell'ingresso della Repubblica turca nell'Unione Europea, scollegandolo dall'ingresso della cattolica Croazia.
Come mai la diplomazia Usa si è mossa in favore del musulmano governo forte turco?
Anzitutto nella strategia geopolitica la Turchia rappresenta la base militare più vicina all'Europa, da dove partiranno i rifornimenti, e ai confini con i territori dei vari paesi musulmani non allineati (Iraq, Iran, ecc.) e del mondo Orientale; secondo il concetto dell'accerchiamento della Cina e della stessa ex Urss.
Inoltre, dopo sette anni dall'entrata della Turchia in Europa, in quel Paese potranno transitare liberamente immigrati provenienti da tutto il mondo per dirigersi massicciamente verso l'Europa Unita (senza bisogno di esibire il passaporto) aggravando le condizioni economiche e sociali della nascente Europa a tutto vantaggio degli Usa che potranno avvalersi della crisi Europea per continuare a dettare legge nel mondo.
Una forte Europa come stato cuscinetto tra gli Usa e la Cina potrebbe essere l'incomodo politico ed economico per un impero che constata ogni giorno i suoi fallimenti interni ed esterni, quali segni premonitori della fine di una egemonia mondiale.

03 ottobre 2005

Effemeridi # Finanziaria elettorale

Il Dpf-Decreto di programmazione finanziaria per il 2006, presentato dal Governo al Parlamento, non affronta e risolve alla radice le cause del deficit strutturale e nemmeno indica un percorso virtuoso di ristrutturazione e sviluppo industriale. E' una finanziaria elettorale: infatti scarica sulle regioni (in maggioranza di sinistra) i tagli più consistenti mettendole in difficoltà con i loro elettori oltre a sbandierare il demagogico taglio del 10% agli emolumenti dei parlamentari e dei sindaci; tanto entro la fine del 2006, ad elezioni avvenute (9 aprile 2006), i rappresentanti eletti alle Camere si adegueranno le cosiddette indennità (a tassazione ridotta) al perduto valore del potere d'acquisto.


02 ottobre 2005

Bacheca # Secondo indice del decano

Per orientare la lettura su quanto proposto da Giulio D'Orazio, aggiorniamo l'indice per argomenti già pubblicato in passato. L'archivio completo ordinato per data di pubblicazione è nella colonna a fianco sotto la voce 'Archives'.

Informazione:
12/01/05 La vera obiettività;
16/01/05 Dall'uomo all'immagine;
27/02/05 Perché esiste la disinformazione?;
01/03/05 La vittoria dell'apparire sull'essere;
02/03/05 Quale informazione?;
11/09/05 11 settembre ed opinione pubblica;
28/09/05 Il potere delle agenzie internazionali;
28/09/05 La fabbrica del consenso.

Ambiente:
09/01/05 I demodossaloghi e l'ambiente;
15/05/05 Previsioni sociali;
31/07/05 Ambiente e comportamento;
09/09/05 IX Convegno di demodossalogia;
28/09/05 Ambiente e bisogni.

Demodossalogia:
21/10/04 La scienza dell'opinione pubblica;
22/10/04 Introduzione alla demodossalogia applicata;
06/01/05 L'approccio demodossalogico;
08/03/05 Effemerocritica;
09/03/05 La cultura demodossalogica;
15/05/05 Quale famiglia?;
04/06/05 Glossario;
07/08/05 Verso la gerontocrazia;
21/09/05 L’inutilità della sociologia;
17/09/05 Creare il futuro.

Inde:
07/11/04 Sondaggi elettorali;
03/07/05 Sondaggi d’opinione e consenso;
20/09/05 Il pericolo dei sondaggi.

Incontri # Istituto Luigi Sturzo

Tra i tanti convegni e seminari che nei prossimi mesi si svolgeranno presso l'istituto Luigi Sturzo a Roma, palazzo Baldassini in via delle Coppelle 35, segnaliamo:
  • 18 novembre 2005, ore 9.30-18.00, IV incontro di studio del Sostoss su "Servizio sociale e ricerca", presiede Mario Caravale, interverranno Franco Ferrarotti, Luigi Frudà, Emanuele Sgroi ed altri;
  • 21 novembre, ore 10.00-17.00, convegno promosso dalla Cooperativa Maggio '82 e l'Ans su "Cooperazione sociale, comunicazione e cittadini", apertura e conclusioni di Michele Marotta, interventi di Sandro Bernardini, Antonietta Censi ed altri;
  • 2 dicembre, ore 15.00, seminario di studio su "Persona, società civile, istituzioni", coordinamento di Vincenzo Cesareo.


01 ottobre 2005

Effemeridi # La strategia di Berlusconi

Due giornali di stamane, non ostili a Silvio Berlusconi, hanno aperto vistosamente la prima pagina confermando sostanzialmente le nostre note del 3 e 7 luglio scorso "La strategia di Gianfranco Fini" e "Berlusconi-Fini-Montezemolo". Riportiamo i titoli degli articoli in questione: "Silvio-Fini: la spartizione. Berlusconi al Quirinale e il leader di An a palazzo Chigi" (Libero), "An si ritrova unita intorno al suo capo che fa carriera" (Il Foglio).