dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

29 novembre 2005

Effemeridi # Tg1, tg3 e tg5

Il Tg3 delle ore 19.00 di ieri 28 novembre, nel dare la notizia del processo in corso a Bagdad contro l'ex dittatore Saddam, ha informato che un ex ministro della Giustizia degli Usa, che da anni si attiva in favore dei diritti civili, si è offerto di difendere l'imputato di stragi e che due avvocati della difesa sono stati nel frattempo assassinati.
Il Tg5 delle ore 20.00 ha semplicemente detto che Saddam ha assunto altri tre avvocati a difesa.
Il Tg1 delle ore 06.30 di oggi ha dato la notizia dell'ex ministro Usa schierato tra gli avvocati a difesa.
Tre modi diversi di fare informazione, ove la completezza della notizia mostra con sfaccettature diverse quanto sta accadendo in quel martoriato Paese. Ma anche tre impostazioni politiche, il Tg3 è considerato di sinistra (per Berlusconi è comunista), il Tg5 è di Mediaset (cioè di Berlusconi). Il Tg1 si barcamena tra i due schieramenti in attesa del vincitore.
Chi ci rimette è l'utente televisivo non educato a saper interpretare e ricercare le varie voci dell'informazione.

28 novembre 2005

Confronti # L'indagine demodossalogica

Quando si intraprende una ricerca, un sondaggio o un'indagine (anche se poliziesca), si deve prioritariamente sapere, seppure in modo approssimativo o con contorni sfumati, l'obiettivo che si vuole raggiungere. Così è anche per la inde (post "Glossario"). La inde scaturisce da alcuni presupposti che sono alla base della Demodossalogia applicativa, aggiornati e discussi sul finire degli anni '80 e divulgati dalla Sidd. Una volta che il demodossalogo avrà fatto suoi i concetti fondamentali potrà affrontare campionamenti d'opinione pubblica, indagini su scenari generali e specifici, valutazioni e suggerimenti su campagne pubblicitarie, organizzazione di convegni, uffici stampa e P.R., e tutto quanto riguarda il rilevamento e l'interpretazione dell'opinione pubblica.
La comprensione della Demodossalogia partendo dall'opinione pubblica giunge sino all'Universo, passando per la fisica, la geometria, la filosofia e la storia, traendo conclusioni euristiche dal corso dei secoli e dalle varie civiltà. Da ciò discende la consapevolezza che l'umanità percorre dei cicli (pag. 4 di "Scienza, società ed opinione pubblica") e dei percorsi (pag. 88 ibidem) obbligati, sul piano collettivo, dalla complessità in campo delle forze sociali e dalle leggi scientifiche. Stimoli superiori alla volontà umana in quanto discendono da quelle forze della Natura che regolano il Cosmo, per cui sul piano sociale l'umanità contribuisce all'evoluzione e al progresso ma sempre entro dei parametri prefissati.
L'ambiente di un minuscolo frattale è come un quadrato posto, insieme ad altri, all'interno di un quadrato più grande, ove muovendo un elemento l'azione si ripercuote, via, via, sugli altri allargando il cerchio sino a frattali di maggiori dimensioni, ma l'intera complessità dell'azione si svolge sempre entro cubi (frattali) regolati dalla dimensione geometrica e dallo spostamento fisico.
Se accettiamo l'assioma della condizione umana libera solo di scegliere e muoversi entro determinati percorsi - potendoli arricchire, migliorare, velocizzare, ma pur sempre limitati entro la condizione spaziale e temporale del frattale in questione - possiamo passare al secondo assioma secondo cui l'oscillazione è la forza principale che governa l'Universo ed i suoi abitanti. L'equilibrio si tiene sull'alternanza o lo scontro o incontro tra una forza che chiameremo positiva (+) e una negativa (-), come esposto in "Demodossalogia ed opinione pubblica". I movimenti sociali, che sono creati dalle tendenze dell'opinione pubblica, seguono una scala di priorità che può accorciarsi o dilatarsi nel tempo e nello spazio ma sempre conseguente ai cicli. Dopo un periodo di permanenza in un campo si passa nell'altro per poi ritornare nel primitivo che, nel frattempo, si sarà modificato - nella parte formale - dal succedersi degli eventi ma che rimarrà soggetto sempre agli stessi impulsi in quanto di origine fisico-chimica. Pertanto i cicli sono dati dall'oscillazione.
Il terzo assioma individua tre stimoli bio-psicologici fondamentali che si soddisfano in successione: la sopravvivenza, l'aggregazione e la conoscenza. Tre stimoli validi sotto tutte le latitudini ed epoche, che sono l'essenza stessa della vita umana e che caratterizzano il momento storico della comunità in esame.
Il quarto assioma prende atto del fatto che l'umanità, attraverso l'opinione pubblica, vede solo entro un limitato orizzonte ma non la più vasta realtà che essa stessa contribuisce costantemente ad evolvere.
Sulla scorta di quanto prospettato i demodossaloghi della Sidd rilevano attraverso una originale tecnica campionaria denominata inde gli scenari e i movimenti dell'opinione pubblica espletando in grafici e diagrammi le tendenze e le consistenze dei fenomeni in oggetto.

27 novembre 2005

Effemeridi # Il ponte di Messina non si farà

A detta degli esperti il ponte sullo stretto di Messina non si farà, perlomeno per i seguenti motivi.
In loco non c'è sufficiente cemento o possibilità di produrlo in modo veloce e bastevole per inalzare i quattro piloni (due per lato) che dovrebbero sorreggere i tiranti d'acciaio di sostegno all'arcata; piloni alti seicento metri, il doppio della torre Eiffel di Parigi. Inoltre le funi d'acciaio intorno al diametro di un metro incontrerebbero difficoltà di trasporto se provenienti da una zona fuori dall'area e dovrebbero essere prodotte nel cantiere attrezzando un'apposita acciaieria, dai costi strabordanti.
Possibile che chi è preposto a valutare tali opere non abbia esaminato l'intero procedimento costruttivo o non sia a conoscenza dei necessari calcoli matematici che sono alla base dell'alta ingegneria? Sembrerebbe quasi che ci sia un progetto per annunciare grandi opere che poi non si faranno azzerando contemporaneamente la ricerca in Italia per costringere i cervelli alla fuga all'estero, riservando al Paese il destino di colonia, utilizzatrice di tecnologie altrui.
Due esempi sono emblematici. Il premio Nobel 1984 per la fisica Carlo Rubbia ha lasciato l'incarico all'Enea per assumerne uno analogo in Spagna; a Frascati gli amministrativi (di nomina politica) arrogandosi il diritto di saperne di più di un Nobel in fisica ostacolavano e boicottavano le iniziative di Rubbia. Ogni anno diminuiscono gli stanziamenti in favore del Cnr mentre una buona norma sarebbe quella di aumentarli per incentivare gli studi; non sarà perchè molti dei ricercatori del Cnr sono considerati di sinistra?

26 novembre 2005

Effemeridi # Coincidenze macchiate

Così come erano arrivati, all'improvviso sono spariti. Ci riferiamo a quei tre prestanti vigilantes, vestiti di scuro, che rovesciando carrelli della spesa e scaffalature di mercanzia andavano a controllare la confezione di cartone protetto, a "garanzia" da infiltrazioni di luce, acqua, agenti patatogeni, ed altro. Sono spariti dal piccolo schermo appena si è diffusa la notizia del sequestro delle confezioni di latte per lattanti, contaminate dall'inchiostro della stampigliatura. Gli spot erano apparsi in tv al primo sentore, tra gli addetti ai lavori, del probabile inquinamento; cioè poco più di un mese fa.
Coincidenze? Non pensiamo e non vogliamo pensare che la pubblicità televisiva relativa alla confezione degli alimenti sia stata commissionata per tranquillizare i consumatori. E' certo però che il nostro Paese non è secondo a nessuno in fatto di coincidenze.
Vi ricordate Vittorio Sgarbi? Quando era con il leader Silvio Berlusconi non c'era rete televisiva e giornale che quotidianamente ospitassero le sue argomentazioni. Ormai ne è svanito pure il ricordo.
E Gianfranco Funari? Sembrava l'enfant prodige della tv, oggi lo possiamo vedere a malapena su una rete locale.
Beppe Grillo, esiliato dalle tv (al plurale) perchè scomodo, ha dovuto pubblicare a pagamento su un giornale americano la settantina circa di nomi dei parlamentari italiani processati e condannati per reati vari; nessun giornale italiano ha avuto il coraggio di riportare i nomi di questi nostri rappresentanti in Parlamento.
Disattenzioni, coincidenze, fatalità o autocontrollo dei massmedia? Eccessiva deontologia o eccessivo servilismo?

25 novembre 2005

Documenti # Sociologia dell'emigrazione

Il 2 e 3 dicembre a Roma, presso l'aula dei congressi dell'università La Sapienza, si svolgerà un convegno internazionale su "La mobilità dei popoli e delle culture", promosso ad iniziativa del presidente dell'Associazione Italiana di Sociologia Roberto Cipriani. In proposito riportiamo alcuni stralci del primo capitolo di "Lineamenti di Sociologia dell'emigrazione", curato e diffuso dalla Sidd nel 1987. Una pubblicazione riportante gli atti del convegno internazionale del 9 novembre 1986 a Berna e conferenze svolte tra il '76 e l'86 in Svizzera.
[...] Dagli albori della civiltà ad oggi sono cambiati gli usi, i costumi, le ideologie e le tecniche ma lo scambio è stato il perno della vita umana. Un perno orientato verso tre direzioni:
- la sussistenza;
- l'aggregazione;
- la conoscenza.
[...] La soddisfazione di questi bisogni avviene anche secondo un ordine di priorità che parte da quello elementare-vegetale (sussistenza) per arrivare al sapere passando attraverso il gradino intermedio dell'aggregazione (in comune con gli animali).
[...] All'inizio dell'umanità le tribù vagavano sulla terra alla ricerca del cibo [...] La coltivazione del campicello generò la fine del nomadismo e l'inizio della proprietà [...] La coltivazione dei campi comportò [...] una superiorità fisica e psicologica del coltivatore sull'affamato nomade e la creazione del potere: chi ha detta legge. [...] Con l'avvento della prima rivoluzione industriale [...] coloro che non trovarono padroni risolsero il problema esistenziale migrando. Il compito inconscio dell'emigrazione è sempre stato quello di rallentare o evitare i conflitti interni (al gruppo o alla nazione) espellendo merce-lavoro (uomini) in cerca di soddisfacimento dei bisogni materiali. [...] Pertanto la via scelta dall'emigrante è una via di rifiuto della violenza, è un atto di cooperazione fra i popoli: un modo pacifico per lo sviluppo sociale ed economico.
[...] Con il trascorrere dei secoli l'accoppiamento fra l'uomo e la donna fu disciplinato da norme giuridico-religiose (matrimonio esoganico e procreazione) mentre i rapporti con la società furono stabiliti in base al potere e al sapere. [...] La rivoluzione industriale accentuò questa esigenza [...] Al giorno d'oggi viene ad allentarsi il vincolo aggregativo basato sulla famiglia per sostituirsi con un vincolo basato su relazioni improntate a seconda delle esigenze e del modo di vivere.
Modelli di vita difformi dal passato fanno sorgere la necessità di norme giuridiche ed istituzionali diverse [...] Un fenomeno antico che ha origine con l'uomo e l'ambiente in cui vive, con il rapporto popolazione-risorse e con la naturale soddisfazione dei bisogni biologici.
L'affamato nomade non si limitò a rubare il cibo al coltivatore ma cercò di carpirgli anche i segreti della coltura. Conoscere le altrui tecniche ed invenzioni ha risolto vari problemi esistenziali: dalla difesa alla sopravvivenza. Essere custodi di un segreto o capaci di svelare un mistero poneva l'uomo al riparo da sforzi fisici per acquisire il cibo e la tranquillità. Poneva lo stregone al di sopra degli altri componenti della tribù, oggetto di stima e regalie. Gli conferiva un potere. Accanto alle invenzioni relative a tecniche o oggetti di uso comune (la ruota, il ferro, la semina, ecc.) sorsero invenzioni sui fatti che coinvolgevano l'uomo (la morte, le malattie, le calamità naturali, ecc.) . Oltre agli scienziati, ai filosofi ed ai sacerdoti nacque anche la casta dei politici che si arrogarono il diritto di amministrare i gruppi sociali. [...] In mancanza di invenzioni i viaggi contribuirono a far conoscere le altrui tecnologie e si sviluppò uno scambio di conoscenze. Ai popoli rimasti indietro fu imposto di credere ed adottare le invenzioni dei popoli dominatori. [...] Col benessere aumenta la propensione ai viaggi e al turismo. E' un modo nuovo di fare emigrazione. Spostarsi per diletto o per riposo; per conoscere usi, costumi, tecniche, religioni, ecc., diversi. Spingendosi sempre più lontano. Conosciuto il proprio ambiente c'è l'innato desiderio di vedere cosa c'è dietro l'angolo. Di fare confronti e paragoni. Di adottare le novità (tecniche, politiche, morali) che più si ritengono confacenti al proprio caso. Un progresso che non finisce mai perchè lo spazio-tempo si dilata sempre più ed il rapporto popolazione-risorse-ambiente è in continua migrazione.


24 novembre 2005

Pubblicazioni # Nuove riviste

  • Il corso di laurea in Relazioni Pubbliche dell'università friulana ha dato vita alla prima rivista italiana interdisciplinare sulle relazioni pubbliche. La conferenza di presentazione si terrà a Gorizia, palazzo Alvarez in via Diaz n. 5, alle ore 18.00 di lunedì 28 novembre. Una attiva associazione di relazioni pubbliche, prima in Italia, risale agli anni '50 ed impostò la disciplina e le tecniche oggi acquisite dai cosiddetti P.R. La disciplina fu oggetto di studio anche ai corsi di Demodossalogia, con relativa specializzazione. Pertanto l'iniziativa dell'università di Udine e Gorizia è un gradito ritorno a tematiche che i demodossaloghi della Sidd hanno sempre coltivato. Informazioni: wprf.cego@uniud.it

  • Sul sito del Movimento Neoborbonico il 3 novembre è stata pubblicata una traccia di biografia su Paolo Orano, primo docente di demodossalogia, citando l'intervista di Bruno Zarzaca apparsa su Pretesti ma dimenticando che fu l'inventore della disciplina che la Sidd sta portando avanti ed aggiornando ai tempi di oggi.

  • Ad iniziativa dei sociologi di Salerno è partita la rivista Società... in Rete per l'interazione culturale al servizio della società, diretta da Camillo Capuano, Arturo Di Giacomo e Giuseppe Lembo.


Incontri # Convegni internazionali

  • Il 2 dicembre presso l'università della Calabria si terrà il convegno internazionale su "Le politiche di genere: approcci teorici e strategie innovative", organizzato dal centro Women's Studies Milly Villa e dalla rete europea Athena Thematic Network in collaborazione con la locale università. L'evento è patrocinato dal ministero delle Pari Opportunità. Adesioni: g.pellegrino@unical.it

  • Il 2 e 3 dicembre presso l'aula congressi della Facoltà di Sociologia dell'università La Sapienza di Roma il presidente dell'Ais (Associazione Italiana di Sociologia) Roberto Cipriani e il presidente dell'Asa (American Sociological Association) Troy Duster apriranno i lavori su "La mobilità dei popoli e delle culture". Tra gli altri saranno presenti Alessandro Cavalli, Giandomenico Amendola, Catherine Lee e Lawrence Rosenthal. Informazioni: segreteria.ais@uniroma1.it


22 novembre 2005

Incontri # Sociologi

  • Roberto Cipriani presidente dell'Associazione italiana di sociologia (Ais), che riunisce i docenti della disciplina, presiederà il 29 novembre a Roma presso il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) un convegno sul tema "Medici e nuove tecnologie".

  • Il 16 dicembre a Roma, presso l'istituto Luigi Sturzo in via delle Coppelle n.35, l'Associazione nazionale sociologi (Ans) che riunisce i laureati in sociologia, ha promosso il tradizionale convegno di dicembre sul tema "La formazione nel mondo del lavoro". I lavori saranno guidati dal presidente dell'Ans Pietro Zocconali e dall'emerito prof. Michele Marotta. Per la Sidd saranno presenti il presidente onorario Giulio D'Orazio e l'ing. Francesco Maria Piccari.

  • Il 10 ed 11 febbraio 2006 si svolgerà a Padova, organizzato dalla sezione formazione dell'Ais, un convegno su "La dimensione locale della formazione". Nella mattinata del 10 nell'aula magna del dipartimento di Sociologia dell'università di Padova Vincenzo Cesareo presiederà una tavola rotonda, i lavori proseguiranno nel pomeriggio nell'aula della facoltà di Scienze della Formazione. Nel pomeriggio dell'11 febbraio è prevista per i convegnisti una visita alla città di Venezia.


19 novembre 2005

Effemeridi # Cogne, tv ed altro

La vicenda di Cogne è divenuta un reality perchè non è più attinente alla realtà di un oggetto (il fatto, dai contorni ancora oscuri), un soggetto (da chi vi è coinvolto) e un convenuto (su chi ricade, in questo caso il pubblico).
Un pubblico, che va dagli abitanti di Cogne agli utenti della Tv. In verità il pubblico si è sempre interessato ai fatti di amore e di sangue, specie se ammantati di mistero o di perversione. Negli anni '50-60 i settimanali più venduti furono quelli che trattavano casi di "cronaca vera" illustrando a dovizia gli omicidi o gli amori dell'epoca e che fecero la fortuna di un editore. Ma ancor prima a piè di pagina i quotidiani avevano pubblicato a puntate novelle rosa o nere e, fin dall'800, i libri più letti esponevano vicende di "miserabili", di donne perdute e di decessi raccapriccianti.
Un pubblico che, sin dai poemi omerici, ha cercato di influire sull'oggetto (il fatto) e il soggetto (il protagonista) emettendo giudizi insindacabili e di massa (si pensi a Benito Mussolini e alla sua compagna Claretta Petacci fucilati e appesi per i piedi a piazzale Loreto a Milano). La Tv con la sua velocità ed esponenzialità non ha fatto altro che aggiornare tecnicamente l'umana tendenza di giudicare senza sapere. Infatti, cos'è una "opinione"? Un giudizio che ci siamo fatti ma di cui non abbiamo "certezza" così come respingiamo il "dubbio" di un'ipotesi contraria alla nostra opinione.
Rispetto al passato il tragico teatrino di Cogne segnerà una svolta: in futuro, la difesa, nel fare il suo mestiere, utilizzerà l'apparato dei media per influire sull'opinione pubblica affinchè il montare dell'opinione innocentista scuota i giudicanti che, invece, dovrebbero basarsi solo sui fatti oggettivi delle prove e non sull'emotività generale. In passato qualcosa di simile era stato timidamente tentato attraverso la via cartacea ma lo strumento televisivo è un'altra cosa, sollecitando emozioni è più veloce e diretto.
Il merito va anche all'avvocato Renato Taormina che, essendo parlamentare, gode di una sfera di immunità che lo pone al di sopra delle critiche per un uso troppo strumentale del concetto di difesa.

17 novembre 2005

Confronti # Essere demodossalogo

I demodossaloghi ancor prima di applicare la tecnica della inde affrontano l'oggetto dell'indagine con una predisposizione mentale e filosofica che li porta a rovesciare le argomentazioni e allargare la visione del problema, è l'Open Source demodossalogica.
La ciclicità (post del 05.11.05 "Il numero neutro") ci induce a pensare che se un problema o un percorso vanno verso una direzione, che indicheremo con +, dopo un certo periodo più o meno lungo si troveranno col segno -, cioè all'antitesi di quanto inizialmente sostenuto.
Facciamo degli esempi. Il Msi sin dalla sua nascita è stato antiamericano (l'Italia era stata sconfitta dagli Usa), ora An è schierata con George W. Bush. L'esercito statunitense è sceso in guerra contro l'Iraq per bloccare le ipotizzate armi di distruzione di massa possedute dal dittatore Saddam, ora il Pentagono ammette di usare armi al fosforo e carceri in spregio alle convenzioni internazionali. Quando Sergio Cofferati era un leader del sindacato copriva o tollerava manifestazioni spontanee di piazza, ora manda le forze di polizia per difendere l'ordine e contrastare i facinorosi. Negli anni '60-70 la politica dei trasporti era improntata sull'abolizione dei cosiddetti rami secchi (le tratte di ferrovia in passivo) e in favore del trasporto merci su strada, oggi si punta di nuovo sulla ferrovia. E così via.
Il capovolgimento delle situazioni, creato dalla dialettica delle opinioni pubbliche, è fisiologico così come lo è l'impatto degli avvenimenti se li collochiamo nel passato o li ipotizziamo nel futuro (post del 12.01.05 "La vera obiettività").
Un tale atteggiamento, o modo di essere demodossaloghi, scaturisce dall'assorbimento dei testi di Pitigrilli (Dino Segre) che ci ha insegnato a considerare tutto in modo relativo, sarcastico e caduco, mentre Toddi (il conte Pietro Silvio Rivetta) ci ha reso edotti sull'impotenza umana, causata da avvenimenti che esulano dalla nostra volontà (post del 05.11.05 "La costante K").

16 novembre 2005

Effemeridi # Vincerà la sinistra?

I capetti dei nove o dieci partiti che concorrono a formare L'Unione di centrosinistra sono sicuri di vincere le elezioni politiche del 2006; i risultati degli ultimi due anni danno loro ragione (quasi 1/3 delle regioni e dei comuni è amministrato dal centrosinistra) ma le politiche saranno un'altra cosa, avranno un avversario che si chiama Silvio Berlusconi.
Mentre nella Casa delle Libertà c'è un capo che impone la sua volontà ai luogotenenti nell'Unione il capo media la rissosità degli aspiranti al trono. Inoltre, il capo della CdL ha un potere economico e mediatico in grado di travolgere la comunicazione degli avversari; d'accordo, dopo qualche mese (gabbato lo santo) il pallone della comunicazione elettorale si sgonfierebbe da solo ma ormai i voti sarebbero stati acquisiti e lo scopo raggiunto, specie se dovesse passare l'abolizione del criterio della par condicio nella propaganda elettorale.
Tutti i sondaggi danno uno scarto di pochi punti tra le due parti in competizione, il che vuol dire che la distanza oscilla dal mezzo milione ai due milioni di voti. Prefissarsi l'obiettivo di raccogliere un milione di voti tra gli indecisi su quale lista orientarsi o di recuperare i voti persi, dall'una come dall'altra parte, comporta due strade di sottile coinvolgimento dell'opinione pubblica. Il percorso più semplice è quello radiotelevisivo richiedente due mesi di martellamento, con una campagna mirata a sollecitare gli utenti del mezzo radiotelevisivo attraverso un coinvolgimento diretto, basato sull'emotività e sulla fantasia, con colpi di scena (attentati a destra/disastri economici o ecologici a sinistra) e annunci clamorosi.
Possibile che non capiti mai che un politico riconosca i meriti dell'altro? Che solo lui abbia ragione? Il dubbio non li pervade mai? Che uomini sono?
La campagna elettorale attraverso l'informazione giornalistica non raccoglie subito i frutti ma, al più presto, dopo sei mesi, se ben fatta attraverso articoli e servizi poichè è un'informazione politica diretta agli addetti ai lavori che, a loro volta, la riverseranno nel loro circondario. Quindi un lavoro lungo e di intelligenze.
Tutti gli altri tipi di propaganda (manifesti, volantini, ecc.) non conquistano nemmeno un voto, servono per far vedere che quel partito o personaggio c'è. E' una propaganda di rinforzo.
Le riunioni e le cene possono dare ai partecipanti un senso di sicurezza nella vittoria dell'anfitrione, racimolando qualche voto per il candidato (la persona) ma non per il partito che rappresenta.
Ma oltre al target degli elettori, compreso quello di nicchia che richiede determinati argomenti, nella campagna elettorale è preminente il tema con il quale si solletica l'elettore. Come fare per conservare le simpatie ed i voti che già si hanno acquisendone dei nuovi nel campo degli indecisi semiscontenti dell'altra parte senza perdere, a causa degli argomenti proposti per concupire i nuovi elettori, i consensi che già si hanno?
E' tutta qui l'abilità, vedremo che li saprà utilizzare. Noi abbiamo i nostri dubbi, i "creativi" con poco cervello sono dall'una come dall'altra parte.

15 novembre 2005

Effemeridi # Analfabetismo

Sul post del 15.05.05 "Previsioni sociali" abbiamo citato il cap. 15 della dispensa n. 12 di Demodossalogia per l'anno 2000 in cui, tra l'altro, mettevamo in evidenza l'alto grado di analfabetismo di ritorno degli italiani, causa primaria della nostra arretratezza economica conseguente all'arretratezza nell'uso e nella ricerca di tecnologie avanzate.
Un servizio de La Stampa odierna, riferito alle ultime statistiche, cita sei milioni di analfabeti (perlopiù nel Sud d'Italia) contro 4 milioni di laureati e la graduatoria nei 30 paesi dell'Ocse che ci vede al terzultimo posto, davanti a Portogallo e Messico.
Nel commentare i dati il direttore centrale della Luiss (ex Pro Deo) Pier Luigi Celli ha sostenuto che solo corsi universitari tesi a sviluppare variabilità di contenuti, invece di rincorrere le specializzazioni, potrebbero far recuperare il ritardo italiano, stretto da una mondializzazione sempre più veloce, pervasiva, innovativa e travolgente. Proprio come la demodossalogia ha sempre perorato e diffuso attraverso lo sviluppo dell'osservazione critica ragionata, basata sui dati statistici ricavati dalla "inde", per affrontare a tutto campo i problemi emergenti.
Peccato che dopo cinquant'anni da quegli insegnamenti partiti proprio dalla Pro Deo (ora Luiss) nessuno più, neanche nella sede originaria, si ricorda della disciplina e dei suoi maestri; capirebbero l'attualità della filosofia e della tecnica della demodossalogia, intesa a ricavare dall'opinione pubblica tendenze e soluzioni sociali.

Effemeridi # Minestrone e tv

Nei dibattiti sulla Tv aumentano le critiche ai palinsesti e alla inconcludente rissosità dei dibattiti politici. Gianfranco Funari sostiene che la rissosità politica in Tv sia una caratteristica italiana in quanto all'estero i dibattiti sono utilizzati per affrontare, capire e risolvere i problemi mentre nel nostro Paese servono per mettersi in mostra al fine di raccogliere consensi elettorali; più sono le persone intorno ad un tavolo - aggiunge Funari - e meno si conclude.
Su un punto si è quasi tutti d'accordo: tra la Rai e Mediaset non c'è differenza, lo scadimento dei programmi è generale. Qual è il motivo? E' su questo punto che le opinioni divergono.
A nostro parere la Tv non è altro che un contenitore, così come lo è un pentolone per cuocere la minestra. Nella pentola ci si mette l'acqua mentre nello strumento televisivo ci sono le attrezzature tecnologiche; sotto la pentola si accende il fuoco mentre in Tv si usano le frequenze. Quello che fa la differenza tra una minestra e l'altra (e valorizza lo chef) sono gli ingredienti che si usano e le dosi: sale (regista), tipo di pasta (autori), aromi (personaggi), ingredienti vari (sceneggiatori, conduttori, ecc.). Come in ogni tipo di comunicazione sociale lo strumento è uno scatolone vuoto, la sostanza è data dal contenuto della comunicazione.

12 novembre 2005

Effemeridi # Il voto dei moderati

Dall'intervista rilasciata da Silvio Berlusconi a Renato Farina, sul quotidiano Libero del 03.11.05, e dalle ripetute (anche in Parlamento) dichiarazioni del ministro dell'Interno Beppe Pisanu, secondo il quale anche in Italia le periferie, in un futuro, potranno "farci piangere", possiamo ricavare quali saranno i temi sbandierati dal Premier nella prossima campagna elettorale: 1) la ripresa economica; 2) i probabili gravi disordini, scontri di piazza (come a Genova per il G 8) e attentati dinamitardi da parte di frange di terroristi (islamici, br, anarco-insurrezionalisti) aiutati o coperti da estremisti di sinistra. Avremo quindi un Presidente del consiglio uscente martire.
Qualcosa di simile già lo abbiamo visto al tempo dei governi democristiani quando le varie bombe (presunte rosse o nere) facevano convergere una parte di consensi dell'opinione pubblica sulla Dc, vista come presidio di sicurezza e democrazia. Lo stesso meccanismo che dopo l'11 settembre ha permesso a George W. Bush di raccogliere trionfali consensi per molto tempo.
Quando un fatto emotivo colpisce l'opinione pubblica, in conseguenza di attentati o attacchi all'unità nazionale, la popolazione dei moderati agnostici, sia di destra che di sinistra, cioè di quelli che non seguono la politica e che spesso non vanno a votare, si riversa in favore del centro o del governo, di qualsiasi tendenza esso sia. Disordini attribuiti ai global o agli anarchici sposterebbero voti verso la Casa della Libertà, prelevandoli da quella parte di opinione pubblica infastidita dalla presenza degli immigrati e dalle proteste di piazza.

11 novembre 2005

Effemeridi # Giornalisti precari

I giornalisti italiani hanno effettuato due giorni di sciopero indetto dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana per difendere "migliaia di giornalisti precari o senza contratto". Finalmente, dopo inumerevoli denuncie e sentenze di tribunali, l'associazione sindacale dei giornalisti si è accorta che ci sono "migliaia" di precari.
Peccato che sia scesa ora in difesa dei colleghi, dopo la possibilità, voluta dal governo Berlusconi, che permette a molti giornalisti di diventare "dottori" per meriti professionali e non in seguito ad un regolare corso di studi. Che scioperi per solidarietà, proprio ora, quando alla Rai ci sono centinaia di personaggi assunti a tempo determinato grazie alle candele accese a santi di varie estrazioni e coloriture.
Che lo sciopero nazionale della Fnsi sia stato voluto anche per "sistemare" gli irregolari della Rai (tanto il canone lo pagano i cittadini) passando dal contratto semestrale a quello a tempo indeterminato?

10 novembre 2005

Documenti # Bisogni e tecnologia

Riportiamo alcuni stralci dell'articolo di fondo "L'avvento della società post-industriale" apparso sul settimanale culturale dei demodossaloghi "Sapere 2000, notizie" del 14 maggio 1988, anno V°.
La logica della società consumistica, imposta dalla società industriale per mantenere alto il livello di produzione e quindi di occupazione, ha portato ad una alterazione del rapporto uomo-ambiente ed un costo ecologico e sociale a livello planetario [...]
Nel mondo che cambia si assiste ad uno spostamento storico delle concezioni politiche e dell'idea delle classi sociali. [...] La situazione si riflette anche nei rapporti tra sindacato dei lavoratori ed imprenditoria: nella società post-industriale lo scontro tra le due forze classiche del lavoro sarà più sfumato e ci saranno molte possibilità di accordi di una parte con l'altra e di divisioni in seno allo stesso versante.
Queste mutazioni politiche e sociali conseguenti all'avvento della società post-industriale, caratterizzata dall'esaltazione della creatività, dagli apparati dei mass media, di nuove professionalità e della gestione diversa del sapere e della persona, fanno perno sulla tecnologia come risposta dell'umanità per far fronte ai bisogni sempre più complessi e crescenti, che si manifestano secondo una gradualità che parte da quelli fisiologici per andare verso quelli culturali e sociali. [...]
Bisogni, nuovi modi di lavorare e nuove mentalità, che influiranno sulle ideologie e sulle istituzioni, tagliando inesorabilmente fuori i paesi che non sapranno inserirsi in tempo nella tendenza del terziario informatizzato e i lavoratori (e le loro rappresentanze) che non si apriranno all'educazione permanente [...]


Incontri # Convegni sociologici

  • Martedì 15 novembre, nell'aula Pagani della Facoltà di Sociologia dell'università degli studi di Milano-Bicocca, Barbara Adam della Cardiff University (Gran Bretagna) illustrerà il tema "Time as Tool for Social Analysis".
  • Il 16 e 17 novembre la Facoltà di Scienze della Formazione dell'università degli studi di Perugia, ad iniziativa del direttore del Ceaq Italia, Maria Caterina Federici, in collaborazione con Michel Maffesoli dell'université Sorbonne-Paris V, ha promosso a Terni (località Maratta) un convegno di studi su "Sviluppo locale e creatività". Tra gli interventi dei partecipanti esteri il programma prevede Patrick Watier su "Confiance, action réciproque et développement local" e Martine Elzingre su "Vètements et parures: Arts et industries en sociétés. Origines et variété. Encrages et migrations". Aprirà i lavori Giuseppe De Rita. Adesioni ed informazioni sociolo@unipg.it
  • Lunedì 21 novembre all'istituto Luigi Sturzo a Roma via delle Coppelle n. 35 convegno su "Cooperazione sociale, comunicazione e cittadini", ore 10.00-17.30. Introduzione e conclusioni dell'emerito docente di sociologia Michele Marotta, presidente onorario dell'Associazione Nazionale Sociologi. Segreteria maggio82@inwind.it
  • A Catania dal 15 al 17 dicembre "Mutamento sociale e sapere metodologico" articolato in quattro sessioni di studio: I° Concetti ed indicatori (Piergiorgio Corbetta), II° Validazione transculturale (Domenico Secondulfo), III° Forme del chiedere (Rita Bichi), IV° L'interpretazione e i suoi seftwares (Cinzia Meraviglia).
  • Dal 23 al 29 luglio 2006 si svolgerà a Durban (South Africa) l' XVI Word Congress of Sociology dell'Isa (International Sociological Association) sul tema "The Quality of Social Existence in a Globalising World". Per informazioni Michal Palgi president Isa, Emek Yezreel College - Emek Yezree - 19300 Israel palgi@yuc.ac.il


09 novembre 2005

Documenti # Convergenze e costanti

La tornata pomeridiana dell'VIII Convegno nazionale di demodossalogia, svoltosi a Mira il 13 maggio 2000, fu caratterizzata da una tavola rotonda, moderata dal docente di Sociologia politica a La Sapienza di Roma Umberto Melotti, sul tema "Convergenze intellettuali e costanti scientifiche". Sulla relazione del demodossalogo Giulio D'Orazio intervennero Mariano Bianca, docente di Filosofia della Scienza all'università di Siena; Michele Marotta docente emerito di Sociologia a La Sapienza e lo scrittore e filosofo Fausto Tapergi, docente alla libera università di Senago-Milano. Riportiamo l'essenziale concetto svolto nell'introduzione alla tavola rotonda.
[...] Da milioni di anni il Cosmo, con i suoi abitanti (dai pianeti al regno animale e vegetale), compie il suo percorso regolato, evidentemente, da leggi fisiche universali ed immutabili che governano la terra, l'acqua, il fuoco e l'aria, come ipotizzavano le dottrine filosofiche dei primi pensatori greci protesi alla ricerca di un'unica materia.
[...] Se l'Universo procede da milioni di anni nel suo cammino, evidentemente regolato da leggi (ed anche il caos nasce e si tiene in base ad una legge), i vari mondi e regni (animale, vegetale, minerale, altro) si intersecano, intereagiscono, si combinano, in base a regole univoche, costanti ed indissolubili sia nel micro che nel macrocosmo.
[...] se ammettiamo che il Cosmo è regolato da costanti possiamo individuarne le comuni e fondamentali per i tre regni: animale, vegetale, minerale? Se gli esseri viventi sono soggetti a costanti K gli avvenimenti stessi non sono condizionati da forze preesistenti, immutabili e preponderanti ove l'uomo incide solo per la parte che lo riguarda personalmente ma non sui fatti collettivi dati da situazioni create da effetti che sono anche cause? Infine, possiamo porre a comune ripetibilità (tra gli esseri viventi: animali e vegetali) il fenomeno della ciclicità o movimento teso alla crescita o dilatazione nell'ambiente, ricompattando la separazione delle scienze e dei linguaggi su convergenze intellettuali e costanti scientifiche? L'interrogativo i demodossaloghi se lo sono posto sin dagli anni '70 (divulgandolo ne "La ricerca bibliografica", nn.1-2 del gennaio-febbraio 1986) e lo hanno presentato dal '91 in poi alle varie riunioni della Sips. Così come in questi ultimi vent'anni i demodossaloghi superstiti, riuniti nella Sidd, hanno intrapreso la strada dell'applicazione delle costanti K anche all'elaborazione ed interpretazione dei fatti sociali.


08 novembre 2005

Documenti # Sociologia dell'emigrazione

Nel gennaio del 1987 ad iniziativa dei fondatori della Società Italiana Di Demodossalogia fu pubblicato "Lineamenti di Sociologia dell'emigrazione" (editore in Roma l'istituto bibliografico Napoleone); un libro che oltre a contenere gli atti del seminario internazionale di Berna del 9 novembre 1986 riporta anche alcuni interventi demodossalogici sull'emigrazione svolti in Svizzera dal '76 all'82. Stante l'attualità dell'argomento conseguente a quanto sta avvenenendo a Parigi riportiamo quanto a suo tempo avvertito.
[...] la sociologia dell'emigrazione potrebbe essere un utile strumento per capire i bisogni e le aspettative di un gran numero di uomini, che hanno lasciato, o si apprestano a lasciare, i paesi d'origine e le usanze praticate nel loro ambiente familiare, per trapiantarsi (spinti dal bisogno o dalla curiosità) in paesi con diversi costumi, ideologie, tecnologie, clima ed ambiente.
Secondo questa disciplina è importante l'accostamento ambiente-popolazione-risorse [nota: successivamente fu precisato che per Ambiente si intende l'interrelazione fra popolazione-territorio-risorse] ed il loro equilibrio. La devastazione (politica ed ecologica) dell'ambiente o l'alterazione del rapporto bisogni/risorse non può che produrre la rottura del naturale equilibrio, con conseguente emigrazione o con fenomeni di disordine sociale ed economico.
[...] Nella società post-industriale, a causa dell'aumentato divario fra ricchi e poveri (di idee da offrire), predomineranno tre aspetti di migrazioni:
- quelle provenienti dai paesi del Terzo mondo, con lavoratori che andranno ad occupare i posti più pesanti e dequalificati;
- quelle interne allo stato, con lavoratori dequalificati e poco assistiti in cerca di opportunità verso le zone più industrializzate;
- quelle internazionali, di tecnici e specializzati che si stabiliranno nei paesi produttori di alta tecnologia.
[...] assisteremo a [...] la fuga di specializzati, dei cervelli, di chi avrà stimoli ed iniziative verso i paesi al vertice dell'economia e della politica, cioè verso i paesi produttori di tecnologie [...]
Lo stesso faranno i lavoratori provenienti dal Terzo mondo [...] sono in aumento fra i nuovi immigrati quelli in possesso del titolo di studio superiore alla quinta elementare [equipollente]; sono lavoratori che non hanno trovato opportunità confacenti alla loro scolasticità nei luoghi di origine e che cercano queste opportunità nei paesi industrializzati [...]

Dopo vent'anni dal seminario di Berna e dalla diffusione del libro nelle biblioteche scolastiche e nelle facoltà di Sociologia sono ancora mosche bianche le cattedre di Sociologia dell'emigrazione, inserite solo da pochi anni nell'ordinamento universitario. Così come a livello governativo ed istituzionale il problema degli immigrati in rapporto al futuro e alle possibilità confacenti al rapporto bisogni/risorse è sorto solo dopo i massicci sbarchi delle carrette dei mari. Eppure nell'introduzione al libro si legge:
L'insieme dei testi, quindi, vuole offrire spunti e riflessioni a quanti si accostano, sia pure per motivi diversi (studenti, politici, funzionari pubblici e rappresentanti sindacali), alle vaste problematiche dell'emigrazione [...] nella convinzione che essa contribuisce ad una diversa qualità della vita in tutto il mondo, basata sul naturale equilibrio popolazione-bisogni-risorse e sul rifiuto dei conflitti.


07 novembre 2005

Effemeridi # Parigi brucia

A Parigi si è scatenata la rivolta dei diseredati, qualcuno afferma che il fenomeno potrebbe estendersi al resto di alcuni paesi europei. Ogni frattale (territorio) ha una sua specificità collegata all'ambiente inteso come interrelazione tra cultura, tradizioni, geografia ed economia.
Gli immigrati parigini provengono perlopiù dal Marocco, ex colonia francese, hanno la cittadinanza francese e ne parlano la lingua. E' la rabbia del cittadino che si sente preso in giro: sulla carta ha tutti i diritti ma in pratica è di serie B. Non è questione di immigrazione, è questione di povertà in una società del benessere.
Ripetizione del fenomeno in altri paesi? Non lo crediamo probabile, le rivolte scoppiano quando il rivoltoso non ha più nulla da perdere (lavoro anche se precario, casa anche se capanna, permesso di soggiorno, ecc.) e intravede delle alternative (regolarizzazione, scalata sociale, ecc.) che non siano il rientro nei luoghi da cui è partito per gravi disagi politici o economici.
Il pericolo, invece, è un'altro. Gli immigrati impoveriscono le fasce più deboli della cittadinanza, le famiglie che già vivono ai limiti della povertà. Impoveriscono queste fasce di popolazione togliendogli il lavoro, i mezzi di sussistenza. Le impoveriscono perchè, per la legge del mercato, sono costretti ad accettare condizioni di lavoro sottopagato, senza contributi previdenziali ed assicurativi, rappresentanza sindacale e tutela della persona. La rivolta potrebbe venire dalla popolazione sempre più povera nei confronti delle istituzioni (che non la proteggono) e degli immigrati, considerati la causa del loro impoverimento.
Oltre al fatto che sul fuoco potrebbe riversarsi il preesistente e latente odio ideologico che ha preso piede e forma dopo l'11 settembre e si è consolidato con la guerra in Iraq, considerata come una guerra contro l'Islam. E questo è il pericolo più grave.

05 novembre 2005

Documenti # La costante K

Dalla pubblicazione "Demodossalogia ed opinione pubblica", edita nel 1998 per ricordare i maestri della disciplina, riportiamo uno stralcio di pagina sessantadue:
La vita animale (umana compresa) e quella vegetale, contraddistinte da nascita-crescita-morte, sono un percorso ciclico che, dopo aver raggiunto sull'ascissa x un punto vertice di massima efficienza ed esperienza, si pone sull'ordinata y in corrispondenza dell'iniziale punto di partenza.
Se siamo soggetti al ciclo della vita e se questo ciclo è comune ad altre pluralità (umane ed animali) avremo anche comuni sensazioni (dolori, desideri, bisogni, necessità fisiologiche, stimoli mentali, ecc.) che - in aggiunta all'influenza dell'ambiente - ci spingeranno verso comportamenti sociali obbligati da costanti (K) generali ed universali ove l'influenza della ragione umana decide sul tempo (i momenti) e l'ampiezza (la vastità) delle alternative (i cicli) che regolano la contrapposizione delle forze ma non sul risultato finale, poichè il ciclo può essere più o meno breve o lungo (secondo la consistenza delle forze messe in campo dalla cultura, dall'economia e dalla società) ma agisce sempre come una spirale in continua espansione.
Insieme alla ciclicità del percorso cosmico un'altra costante (K) contraddistingue ed accomuna gli oggetti animati o inanimati presenti nell'universo: l'espansione.
Ogni individuo è caratterizzato, sostiene Ernesto De Mauro, da uno specifico livello di complessità che determina regole di comportamento solo apparentemente casuali. Comprendere la struttura degli organismi, specifica De Mauro, significa definire i limiti all'interno dei quali gli esseri viventi si organizzano. Pertanto per i demodossaloghi un'altra costante (K) che è comune al regno animale e vegetale, alla chimica come alla biologia e alla stessa società, è il "passaggio dal semplice al complesso".
Lo stesso ciclo nascita-vita-morte che contraddistingue tutte le cose viventi sia animali che vegetali presuppone una crescita dall'anno zero in poi, con relativo aumento di peso, altezza, funzioni sempre più complesse.
[...] L'organizzazione di uno stato presuppone leggi via via sempre pù specifiche e complesse, organi istituzionali che si ramificano nel territorio assumendo ulteriori incombenze decisionali - per garantire il graduale processo di sviluppo mediando fra le molteplici spinte che provengono dalla società e la legittimazione del potere e delle leggi - sino ad una dilatazione delle funzioni e della presenza della centralità statale arrivando ad invadere la sfera della quotidianità con inefficienze, abusi o corruzione [...]


Documenti # Il numero neutro

Riportiamo dalla pagina cinquantasei di "Demodossalogia ed opinione pubblica" (edito nel marzo del 1998):
L'uomo altro non è che la specie più evoluta del regno animale, al pari delle altre specie è soggetto alle leggi naturali che governano l'universo, così come avviene per il regno vegetale e minerale. Le leggi-base che governano l'universo sono poche ed il primo posto è certamente riservato all'espansione ed accorpamento. Tra i fenomeni storici e quelli astrofisici la differenza è solo fisica ma il comportamento è lo stesso: ogni fenomeno osservabile tende all'equilibrio, cioè a somma zero. Attraverso la razionalità dei numeri, espressi da formule matematiche, è possibile scoprire le linee di tendenza di qualsiasi fenomeno partendo dal presupposto che il totale finale debba essere proprio zero, cioè un perfetto equilibrio tra segno positivo (+) e segno negativo (-). Più ampio è il campo d'osservazione (nel corso degli anni e sulla massa dei dati disponibili) e più facile l'individuazione dei trends che regolano il fenomeno in esame.

In una riunione di demodossaloghi l'ing. Francesco Maria Piccari, nel commentare l'enunciazione sopra riportata, ha specificato che "l'universo è regolato da leggi non positive, ma neppure negative. Da leggi naturali equiparabili al numero inventato nell'anno 900 (decimo secolo) presso l'università di Fez in Marocco tre secoli prima di quella di Bologna, cioè allo zero, che è neutro, vale a dire privo di segno".

Confronti # Incoerenze statistiche?

Le ultime statistiche dell'Istat presentano dei dati che hanno un'apparente incoerenza logica. Mentre aumentano, in questi ultimi tre anni, i risparmi degli italiani depositati in banca aumentano contemporaneamente anche l'insoddisfazione e il senso di insicurezza. Ma come, a fronte di un innegabile maggiore benessere statistico, conseguente alle innovazioni tecnologiche e alle fluttuazioni del mercato, diminuisce l'ottimismo verso il futuro?
In effetti questa è una legge sociale: in tutti i paesi più ricchi aumenta un vago senso di insofferenza, di attesa e di paura. E' nei paesi più poveri che la speranza in un domani è maggiore. La povertà deve risolvere problemi tangibili e ben individuabili come quelli della sopravvivenza (cibo, casa, salute) tecnicamente e figurativamente risolvibili.
I paesi ricchi affrontano bisogni collegati alla conoscenza (sapere, viaggiare, creare, autodeterminarsi), quindi difficilmente circoscrivibili ed interpretabili proprio perchè in espansione verso un futuro che non si conosce.
E' il futuro che mette ansia: risolti i problemi connessi alla sopravvivenza e quelli all'aggregazione (senso di appartenenza, di sicurezza e stabilità) sorgono i bisogni futuribili della conoscenza. Ricordiamo quanto scritto in "Lineamenti di sociologia dell'emigrazione" (Istituto bibliografico Napoleone, Roma 1987), pag. 7:
Dagli albori della civiltà ad oggi sono cambiati gli usi, i costumi, le ideologie e le tecniche ma lo scambio è stato il perno della vita umana. Un perno orientato verso tre direzioni:
1 - la sussistenza;
2 - l'aggregazione;
3 - la conoscenza.

Ecco quindi il diffondersi della droga e delle varie sette religiose o pseudo tali come evasione dal reale e riferimento verso il futuro.

02 novembre 2005

Bacheca # Ottobre 2005

I numeri ci hanno premiato ancora una volta: saranno stati di buon auspicio gli articoli di Giulio D'Orazio sulla matematica!
Torno con soddisfazione sulle statistiche di accesso a questo sito per informare che nel mese appena concluso abbiamo migliorato i già eccellenti risultati riportati in occasione del primo anno di vita di DEMODOSSALOGIA E OPINIONE PUBBLICA. Dunque, nel mese di ottobre 2005 abbiamo registrato: 3470 visitatori unici (2286 a settembre), 4152 pagine viste, 19468 hits (8827 a settembre). Grazie a tutti.

Documenti # Armonie algebriche

Da "Demodossalogia ed opinione pubblica", la pubblicazione edita nel 1998 per ricordare i maestri della disciplina riportiamo, dalla pag. 83 a proposito della formula per il calcolo della forza di suggestione, il riferimento alla supremazia della matematica come scienza comprensiva di ogni spiegazione scientifica.
[...] La forza di suggestione di una folla aumenterebbe in progressione geometrica della sua forza numerica più gli impulsi di vivacità.
Un campo di approfondimento ancora del tutto nuovo per la demodossalogia potrebbe essere lo sviluppo del teorema di Niels Henrik Abel (uno dei fondatori dell'algebra moderna) applicato all'individuazione dei trends; proprio in virtù della convinzione - per i demodossaloghi - della parità delle condizioni di partenza dei parametri in esame (+) (-) tendenti ad infinito.
Così come per la scuola pitagorica, anche la residua manciata dei discepoli di Magi-Braschi, Orano e Perini-Bembo, ha avuto in eredità una concezione armonica dell'universo che vede nelle espressioni delle opinioni pubbliche la sintesi degli accadimenti passati e futuri (in quanto fenomeni di ordine oggettivo) interpretabili attraverso la scienza delle relazioni dei grandi numeri, l'unica in grado di assoggettare a se la cultura scientifica e quella umanistica.
Una volta - abbiamo sostenuto su "Sapere 2000 notizie" del 19 gennaio 1985 (editore Angelo Ruggeri) - il fondamento delle regole lo si cercava nella metafisica, oggi ci si affida alla scienza sperimentale. Un cerchio si sta chiudendo: le leggi delle scienze naturali e quelle delle scienze sociali non sono poi così discordanti come si credeva. La sinergia e la regola del + e del - riportano il tutto nell'ambito della matematica.


01 novembre 2005

Documenti # Coincidenze numeriche

Per iniziativa dell'editore Angelo Ruggieri, specializzato in collane giuridiche e sindacali, dal 21 aprile '84 al 5 novembre '88, uscì settimanalmente con diffusione in ambienti professionali mirati, la rivista culturale "Sapere 2000, notizie". Nella presentazione specificammo che nella redazione avevamo chiamato alcuni ex allievi del corso di demodossalogia
[...] giovani alle loro prime esperienze giornalistiche ma pieni di fermenti ed interessi. Sono giovani, quindi in grado di avvertire con maggiore sensibilità l'avvento dei nuovi tempi; di vedere quale futuro scaturirà dalla crisi originata dalle novità scientifiche e sociali del dopoguerra. Un futuro in cui l'uomo, come dice Perini-Bembo, non farà "che continuare la costante umana tendenza di conquistare il tempo e lo spazio ... come coscienza di qualcosa di attuato e di qualcosa da attuare."

La rivista oltre ad esplorare il futuro mise l'accento sull'unificazione delle scienze (naturali ed umanistiche) attraverso le leggi matematiche per meglio capire il cammino dell'umanità (la ripetitività dei cicli) ed il formarsi e dissolversi delle opinioni pubbliche. Dal n. 17 del 6 ottobre 1984 ne riportiamo alcuni accenni:
Di immutato restano i fondamentali bisogni umani, la tecnica e la filosofia si aggiornano. Eraclito diceva che tutto scorre, Pietro Silvio Rivetta ha specificato: "non la materia si muove ma il suo mutare". Gastone Imbrighi in "Come e perchè, curiosità geografiche" (Japadre editrice 1983) ha spiegato lo scorrimento dei continenti, l'alternarsi delle ere geologiche ed il succedersi dei fossili sempre nello stesso ordine. Come avviene coi mutamenti antropologici epocali nell'individuo, dice il prof. Franco Rizzo. L'avanzare, nel cammino dell'umanità, è come il gioco delle scatole cinesi: non si finisce mai di scoprire cubi sempre più piccoli ma geometricamente in proporzione alla misura del primo. Mutano i colori. L'atomo era la particella più piccola, oggi è superato dal sesto quark. Un santone indiano di moda sostiene che la forza di volontà di un certo numero di persone, elevata alla decima potenza attraverso una complicata formula algebrica, ottiene i risultati voluti. Alcune coincidenze numeriche, note come relazione tra i grandi numeri, correlano il microcosmo subnucleare (la particella più piccola) all'intero cosmo. E questi sono fatti dimostrati da illustri scienziati come Weyt, Eddington, Dirac ed altri. La scienza dei numeri riprende il suo posto di sovrana assoggettando a se la cultura scientifica e quella umanistica. "Quanto maggiore è il diametro della nostra scienza - ha detto Chalmer - tanto maggiore è la circonferenza della nostra ignoranza". Un concetto spiegato attraverso una formula geometrica. I cerchi ed i triangoli acquistano un significato diverso. Il rosso ha 450 vibrazioni, il violetto 770. Tre sono i colori fondamentali e tre i derivati principali [...] Nell'era della luce (applicazione delle fibre ottiche) il chip potrà correlare l'uomo e la natura ricavandone le leggi fondamentali in comune, così come i nobel Weinberg, Salam e Giashow hanno unificato matematicamente le quattro forze agenti in natura (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare forte e nucleare debole) in un'unica legge originaria che costituisce una delle sfide più ambiziose delle fisica contemporanea.


Documenti # Il primato della matematica

Nella cultura demodossalogica è preminente il senso dell'Ambiente, inteso come un insieme geografico-culturale-economico che sovrasta il cammino dell'umanità in quanto regolato da leggi fisico-chimiche difficilmente alterabili da parte dell'uomo, pertanto immutabili e vincenti. E' un concetto che vede nelle scienze naturali e nella matematica le radici del cosmo e quanto ne discende, quindi anche il comportamento umano e in specie quello collettivo.
Nel glossario, pubblicato in appendice a "Scienza, società ed opinione pubblica"(atti del convegno nazionale del 2000), citiamo:
Il demodossalogo mira ad individuare in quale ciclo, e a che punto del percorso, potrà collocarsi l'aspirazione della pluralità umana interpellata (il pubblico), per vedere se è imminente una svolta e se questa è in consonanza con il percorso storico (culturale e sociale) del gruppo e dell'ambiente demodossalogico ove tale pubblico è inserito.

Sulla rivista culturale "Sapere 2000", edita da Angelo Ruggeri, sul n. 25 del 18 gennaio 1986, a proposito di "Un'unica matrice antropologica per l'umanità" scrivemmo:
[...] Si salda così l'intreccio tra lavoro, tecnologia, modi di vivere e di pensare. Non c'è solo l'usura della moda ma anche delle scoperte della scienza e della loro applicazione per risolvere i problemi umani. Da una parte, come dice Alvin Toffler, ci sarà l'esigenza di una "nuova democrazia per il XXI secolo", dall'altra - come ha affermato Mc Luhan - una ragnatela elettrica avvolgerà il globo in un villaggio globale spingendoci verso una sola forma di civiltà. Ci appresteremo cioè a ricostruire, seppure in modo diverso, un'unica matrice antropologica così come era all'inizio del cammino umano, prima che le varie culture prendessero forma e sostanza differenziandosi dal ceppo originario per poi rincrociarsi e ridifferenziarsi sino al raggiungimento delle sette grandi civiltà [...] Una ricostruzione imposta dalla tecnologia, con un unico linguaggio simbolico e visivo mutuato dai computers e un'unica aspirazione (la scoperta in chiave matematica delle leggi eterne). La filosofia cerca sostegno nella fisica per le sue dimostrazioni e questa si rivolge alla matematica per una controprova proiettata nello spazio e nel tempo. Tutto il resto muta in un continuo divenire.


Pubblicazioni # Bibliografia: discipline afferenti

Alcuni contributi demodossalogici in altri settori di studio e ricerca:
  • “Giuseppe Giacomo Dalmedico” di Federico A. Perini-Bembo, in Rassegna Storica del Risorgimento anno XLIV fascicolo IV ottobre-dicembre 1957;
  • “Politica estera ed opinione pubblica nell’esperienza delle commissioni esteri del Parlamento italiano” di G. Negri e P. Ungari in Rassegna parlamentare n. 5-6 maggio-giugno 1962;
  • “Sociologìa de las Relaciones Pùblicas” intervento di F. A. Perini-Bembo alla V semana internacional de Ciencias Sociales, 1968 Barcelona;
  • “Lettera di un amico” di Adriano Magi-Braschi in Contestazione e megatoni di Eggardo Beltrametti, 1971 Giovanni Volpe editore Roma;
  • “Spazio, tempo, velocità nelle recenti conquiste scolastiche e sociali e nelle imminenti prospettive dell’insegnamento a distanza” di Federico Augusto Perini-Bembo, in atti della LI Riunione della Sips a Pugnochiuso nel 1971;
  • “Formazione professionale e movimento sindacale”, AA.VV. (atti del convegno di Alghero aprile 1977), intervento di G. D’Orazio sull’educazione permanente, nuove edizioni operaie 1977 Roma;
  • “Terza età e pensionamento flessibile” di Federico A. Perini-Bembo (due volumi) 1982 edizioni Trelingue Lugano (Svizzera);
  • “Lineamenti di Sociologia dell’emigrazione” di Giulio D’Orazio, gennaio 1987 istituto bibliografico Napoleone Roma;
  • “Verde sarà il nostro inverno, tutto ciò che si deve sapere e si deve fare per assicurarsi una vecchiaia sana, attiva e felice” di Rafael Lopez Jordan, seconda edizione del 1998 a cura di Dora Drago, editore Giorgio Lombardo Roma;
  • “La risposta dell’ambiente ai nuovi bisogni” di Giulio D’Orazio in Vecchie e nuove povertà nell’area del Mediterraneo a cura di Massimo della Campa, Morris L. Ghezzi, Umberto Melotti (atti dei convegni dell’ottobre 1998 e aprile 1999), edizioni 1999 della Società Umanitaria Milano;
  • “Un ambiente culturale per un pubblico interattivo e creativo all’inizio di un globale riassetto dei parametri e delle procedure. Un punto di vista demodossalogico” di Antonella Liberati, in atti LXVI Riunione della Sips Roma 2001;
  • “Leggere la qualità delle comunicazioni” di Maurizio Bartolucci, Francesco Bergamo, Roberto Canali, Enrico Castelli, Chukwu Godwin, Elisabetta D’Eramo, Giulio D’Orazio, Dora Drago Lopez Jordan, Ugo Ferrero, Antonella Liberati, Guglielmo Lucentini, Michele Marotta, Mario Patrono (atti del seminario Ans 11-12 settembre 2004 a Roma), ed. Laboratorio di Demodossalogia di Cecchina;
  • “La letteratura medioevale europea, nelle sue radici classiche e cristiane” di Dora Drago Lòpez Jordàn, edito da Libroitaliano Ragusa 2004.


Pubblicazioni # Bibliografia: ricerca e applicazione operativa

Elaborazioni demodossalogiche più importanti raccolte dalla Sidd:
  • “Fonti, bibliografia, iconografia - Giornalismo ed opinione pubblica nella rivoluzione di Venezia” di Federico Augusto Perini-Bembo, ed. Società cooperativa tipografica 1938 Padova;
  • “Le università negli Usa” inchiesta di Silvano Valle, dicembre 1951 edizione Centro di Demodossalogia;
  • “D’Annunzio a Fiume per l’ordine nuovo” di Federico Augusto Perini-Bembo, pubblicazione del Centro di Demodossalogia rilegata dall’Antiquariato Cya di Firenze nel 1952;
  • “Giornalismo stampato negli Stati Uniti d’America” di Massimo Olmi, luglio 1953 edizioni dell’Ateneo Roma;
  • “Opinione pubblica e pubblici poteri nel Risorgimento italiano” di F. A. Perini-Bembo in Rassegna Storica del Risorgimento anno XLI fascicolo II-III aprile-settembre 1954;
  • “Brevi considerazioni demodossalogiche sull’allocuzione pontificia del 29 aprile 1848” di Federico A. Perini-Bembo in Rassegna Storica del Risorgimento anno XLIII fascicolo III luglio-settembre 1956;
  • “La formazione dei giornalisti nel mondo” di F. A. Perini-Bembo in Annuario della stampa italiana 1957-58;
  • “Inchiesta demodossalogica sul post-industriale” di Giulio D’Orazio, anno accademico 1985-86 de La Sapienza Roma, ed. rilegata a cura della Sidd;
  • “Giornalismo economico-finanziario, uffici stampa e pubbliche relazioni: professioni primarie nella società dell’informazione”, atti della tavola rotonda dell’11 maggio 1987 con contributi di Benvenuto Benvenuti, Domenico Caradonna, Roberto Di Nunzio, Giulio D’Orazio, Resi Massini Mizzau, Federico A. Perini-Bembo, ciclostilato rilegato dal Centro di Demodossalogia;
  • “Introduzione alla demodossalogia applicata” di Giulio D’Orazio, relazione al Seminario “Leggere la qualità delle comunicazioni” Roma 11-12 settembre 2004, atti pubblicati a cura del Laboratorio di Demodossalogia di Cecchina; v. nota 22.10.04.


Pubblicazioni # Bibliografia: didattica e aggiornamento

Sintetico elenco di testi adottati nei corsi di demodossalogia:
  • “Il problema del giornalismo” di Emanuele Orano, 1946 edizioni Piccinelli Roma;
  • “Principi di doxologia” di Michele Del Vescovo, dispense anno accademico 1948-49 Università internazionale Pro Deo, Roma;
  • “Principi di demodossalogia” di F. A. Perini-Bembo, dispense anno accademico 1948-49 Università internazionale Pro Deo Roma;
  • “Inquadramento storico, metodologia e analisi dell’attualità” di F. A. Perini-Bembo, edizioni Ateneo Roma novembre 1951;
  • “Pubblicità generale e principi di teoria e tecnica pubblicitaria” di Angelo Lino Brighenti, novembre 1951 edizioni dell’Ateneo Roma;
  • “Documentazione, inchiesta e sondaggio sulla opinione pubblica” di Elio Lodolini e Giannetto Avanzi, anno accademico 1951-52 edizioni dell’Ateneo Roma;
  • “Demodossalogia storica” di Carlo Curcio, Federico Augusto Perini-Bembo, Carlo Barbieri, Giuliano Gaeta, dispense anno accademico 1951-52 edizioni dell’Ateneo Roma;
  • “L’evoluzione della pubblicità” di Andrea De Rosa, luglio 1953 edizioni dell’Ateneo Roma;
  • “Fieristica: la pubblicità nelle fiere, mostre, esposizioni” di Andrea De Rosa, settembre 1953 edizioni dell’Ateneo Roma;
  • “Figure ed eventi di una lotta drammatica per la libertà d’opinione nell’Inghilterra secentesca” di Federico Augusto Perini-Bembo, dispense anno accademico 1965-66 Università di Perugia edizioni del Centro di Demodossalogia;
  • “Il turismo moderno quale causa efficiente primaria e strumento massivo di relazioni sociali” di Federico Augusto Perini-Bembo, dispense anno accademico 1965-66 Università di Perugia coop. Libraria editrice universitaria-Cleup;
  • “Comunicazione e comunicazioni” di Federico A. Perini-Bembo, relazione al XIX Convegno internazionale delle comunicazioni 12-16 ottobre 1971 Genova;
  • “Qual è la vera obiettività?” di Giulio D’Orazio, su “Informatore Economico” anno XVIII n.1 gennaio 1980;
  • “Fondamenti e rapporti tra psicologia sociale e demodossalogia per quanto attiene alle indagini e ricerche sull’opinione pubblica e sulle previsioni socio-economiche” di Giulio D’Orazio, dicembre 1988 ciclostilato rilegato dalla Sidd;
  • “Dall’uomo all’immagine” di Giulio D’Orazio, in atti della LX Riunione della Sips Bologna 1989;
  • “L’acqua: un bene fondamentale nel rapporto territorio-popolazione-risorse” di Giulio D’Orazio, in atti LXI Riunione della Sips Catania 1991;
  • “Ipotesi di lavoro per degli elementi di convergenza tra natura e cultura” di Giulio D’Orazio, in atti nella LXIII Riunione Sips Urbino 1995;
  • “Perché esiste la disinformazione?” di Giulio D’Orazio su “Scienza e Tecnica” anno LIX n. 313 ottobre 1996;
  • “Il Tempo dall’età medioevale all’età contemporanea: interpretazioni demodossalogiche” di Giulio D’Orazio in Il Tempo nel Medioevo, rappresentazioni storiche e concezioni filosofiche (atti del convegno internazionale del 26-28 novembre 1998 con Ludovico Gatto, Riccardo Capasso, Kurt Flash, Paolo Piccari, Pasquale Porro, Paolo Daffinà, Marta Cristiani, Giulio D’Orazio) marzo 2000 ed. Sidd Albano Laziale;
  • “Scienza, società ed opinione pubblica” di Mariano Bianca, Anna Maria Curcio, Giulio D’Orazio, Arnaldo Gioacchini, Antonella Liberati, Michele Marotta, Umberto Melotti, Luigi Perissinotto, Edoardo Pittalis, Laura Isabella Simbula, Maria Giovanna Simbula, Fausto Tapergi (atti dell’VIII convegno nazionale 13 maggio 2000 a Mira-Venezia), ed. Sidd Albano Laziale 2001; v. nota del 01.11.04.
  • “Dispense di Demodossalogia” anno accademico 2000/1 a cura di Giulio D’Orazio; 12 fascicoli completi di esercitazioni, materiale didattico e schede bibliografiche elaborate da Antonella Liberati, ed. Sidd Albano Laziale.


Pubblicazioni # Bibliografia storica-filosofica

Parziale elenco di pubblicazioni di carattere storico-filosofico dei cultori e della disciplina:
  • “Verso una dottrina storica del giornalismo” prolusione di Paolo Orano alla Facoltà Fascista di Scienze Politiche della regia Università di Perugia, 28 aprile 1928;
  • “Giornalismo ed opinione pubblica nella rivoluzione di Venezia” di Federico Augusto Perini-Bembo, ed. novembre 1938 della Società cooperativa tipografica di Padova, rilegata nel 1952 da Cya di Firenze;
  • “The Apostolate of Public Opinion” di Felix A. Morlion, ed. Fides in Canada anno 1944;
  • “Filosofia dell’opinione pubblica” di Felix A. Morlion, dispense anno accademico 1948-49 Università internazionale degli studi sociali Pro Deo Roma;
  • “Un po’ di storia”, opuscolo del Centro di Demodossalogia del 1950;
  • “Invito alla Demodossalogia” di Federico Augusto Perini-Bembo, edizioni dell’Ateneo Roma anno 1951;
  • “Demodossalogia” sulla rivista L’Italia che scrive anno 36° n. 12 dicembre 1953;
  • “Esercitazioni per i corsi di demodossalogia” ed. Centro di Demodossalogia Roma 1953;
  • “Atti del 2° convegno di demodossalogia” di Federico Augusto Perini-Bembo, Ferdinando Mazzei, Ettore Longo, Silvano Valle, Angelo Brighenti, Giovanni Mammucari, Giuseppe Tomadini, estratto XLV Riunione della Sips Napoli 16-20 ottobre 1954;
  • “L’indagine demodossalogica e il metodo dell’indagine storica” di Ferdinando Mazzei, in atti XLV Riunione Sips Napoli 1954;
  • “Movimenti e rapporti tra opinione pubblica e valori spirituali e sociali del patrimonio artistico, storico e culturale” di Giulio D’Orazio, in atti XLIX Riunione della Sips Siena 1967;
  • “Le costanti del cammino dell’umanità” di Giulio D’Orazio ne La ricerca bibliografica anno II n. 1-2 gennaio-febbraio 1986;
  • “Le costanti nei fenomeni biologici collettivi: problematiche per una teoria unificante delle scienze” di Giulio D’Orazio, in atti LXII Riunione della Sips Viterbo 1993;
  • “Presupposti psicosociali all’indagine demodossalogica” di Giulio D’Orazio in Sociologia, la rivista di Scienze Sociali dell’istituto Luigi Sturzo di Roma, anno XXVII n.1-3 del 1993;
  • “Demodossalogia ed opinione pubblica” di Giulio Alfano, Maria Castorina, Dora Drago, Giulio D’Orazio, Michele Marotta, Paolo Piccari, Francesco Volpini (atti del convegno del dicembre 1995 nella Sala dei Papi del Convento di Santa Maria La Minerva a Roma), ed. Sidd Albano Laziale 1998; v. nota del 30.10.04;
  • “Rapporti tra tecnologia e società: dall’era agricola al futuro genomico” di Giulio D’Orazio, in atti LXV Riunione Sips Cassino 1999;
  • Una storia dimenticata” di Bruno Zarzaca su pretesti.it del 23.11.03;
  • Una lunga storia” di Francesco Bergamo su demodossalogia.it del 25.05.05.