dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

31 dicembre 2005

Incontri # Politiche sociali

  • Considerando che l'incremento occupazionale è strettamente connesso all'implementazione di politiche di sviluppo locale coerenti con le dinamiche del territorio e rispettose delle vocazioni da questo espresse, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indetto per il 25 gennaio 2006 un convegno nazionale a Salerno, presso il Centro congressi del Mediterranea hotel, sul tema "Pit e lavoro: quale sviluppo?". Una parte del convegno è dedicata all'esame dello stato di attuazione dei Pit-Progetti integrati territoriali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
  • Venerdì 10 febbraio 2006 presso il Dipartimento di Sociologia dell'università cattolica del Sacro Cuore, a Milano in via Nirone n.29 aula 110, è indetto il convegno "Verso un welfare societario e plurale: lo scenario italiano alla luce della legge 328/2000". Informazioni roberta.bonini@unicatt.it


30 dicembre 2005

Documenti # La specializzazione in demodossalogia

L'ultimo corso di "Perfezionamento professionale in demodossalogia generale e speciale" (vedasi il post La Fondazione di Demodossalogia) fu svolto nell'anno accademico 1987/88 nella Facoltà di Scienze Politiche dell'università La Sapienza di Roma. Il corso, impartito nell'ambito della cattedra di Storia del Giornalismo, da Federico Augusto Perini-Bembo era articolato in due ore settimanali di lezione e due seminari della durata di un mese ciascuno, con quattro ore settimanali per ogni seminario. Per documentazione storica trascriviamo il programma presentato il 28 aprile 1987 alla segreteria dell'Ufficio libere docenze dell'Università ed attuato nel corso dell'anno.
Dopo il corso biennale concluso nel 1987 (di perfezionamento e specializzazione) su istanze degli interessati (specializzati, laureati, studenti in gran parte anche lavoratori) e di ordini professionali consigliano di fare il punto della situazione dopo 48 anni di mio insegnamento in questo Ateneo, che ho sentimentalmente privilegiato anche in rapporto all'insegnamento svolto in altra disciplina, come professore ordinario, ormai in quiescenza. Dedicherò l'imminente traguardo del mezzo secolo nella rievocazione storica della Storia del Giornalismo e della Demodossalogia, adeguatamente ricordando precursori, maestri, cultori e colleghi scomparsi.
Intanto fare il punto significa recepire le istanze sopra menzionate e, precisamente:
  • contenere in breve arco di tempo gli incontri all'università;
  • approfondire, sotto l'angolazione demodossalogica, argomenti singoli ed aspetti di corsi ufficiali, così da consentire anche svolgimenti di tesine ed esercitazioni che amplino la visuale di quanto studiato;
  • far costatare il vantaggio che offrono la chiarificazione sempre più lucida dei concetti fondamentali sul fenomeno e sull'attività del giornalismo, l'utilità professionale di cognizioni ed indagini retrospettive offerte dalla demodossalogia storica (storia del giornalismo) di fronte all'attualità (presenza sentita, non temporale);
  • applicare quanto sopra a settori professionali specifici, così da facilitare l'inserimento nel mondo lavorativo delle attività libere e richieste.
Tre seminari saranno sufficienti, di cui uno finalizzato agli uffici stampa e R. P. nel campo finanziario, un altro all'informarsi per informare-formare (l'o.p.) in sede interdisciplinare tra ordini professionali.
Come negli anni decorsi il Centro di Demodossalogia porrà a disposizione, col materiale effemerologico conveniente il personale (assistenti, esperti, docenti) adeguato.
Previste visite esterne e insistenza sul rigore metodologico di ricerca.


28 dicembre 2005

Documenti # Nuove tematiche

Dall'articolo di fondo "Verso quali modelli sociali?" pubblicato sul n.21 della rivista "Sapere 2000 notizie" (anno II, 19 gennaio 1985) riprendiamo uno stralcio sempre più d'attualità, secondo le impostazioni demodossalogiche che cercano di legare il comportamento sociale a modelli e predisposizioni ambientali.
In molti casi chi ha difficoltà di contatto o incapacità di inserisi nel ruolo che la società gli prospetta, si rifugia in concezioni spirituali. Specifica Franco Ferrarotti: il ceto medio frustrato, che non ha potere, che però deve tener su il decoro almeno sul piano sociale, si aggrega a certi gruppi esotici per un risarcimento psichico, ridiventa leader. Gli altri cercano un nuovo rapporto col sacro e, soprattutto, vogliono gestirselo in proprio ("Il paradosso del sacro", editore Laterza 1983).
In una società ove tutto si adegua anche la reincarnazione trova spiegazioni scientifiche. Secondo il fisico francese Jean Charron i neuroni (particelle cariche di energia che costituiscono gli innumerevoli atomi del nostro organismo) sono i depositari "per l'eternità dei nostri ricordi e della nostra coscienza individuale. Alla morte il corpo si disintegra ma i neuroni sopravvivono e, col tempo, possono entrare nella composizione di un nuovo essere umano al quale trasmetteranno la nostra personalità o parte di essa".
La teoria si concilia con il principio della fisica secondo il quale nulla si crea e nulla si distrugge: la materia cambia solo forma. I minerali alimentano le piante (autotrofe ed eterotrofe) che a loro volta alimentano gli animali erbivori che nutrono l'uomo. Con la morte l'uomo libera minerali ed il ciclo ricomincia. I corsi ed i ricorsi non sono solo quelli storici di Giovanbattista Vico, ma trovano fondamento nella natura. La reincarnazione di Charron, inoltre, si accompagnerebbe alla predisposizione di zone geografiche, razze e famiglie a particolari tendenze o forme di pensiero: etnie di musicisti, matematici, ecc. Predisposizione favorita dai modelli sociali locali.

La rivista "Sapere 2000 notizie" uscì per qualche anno e si avvalse dei giovani studenti dei corsi di demodossalogia per portare avanti tesi ed informazioni innovative sul piano scientifico, sindacale e scolastico. Editore ne fu Angelo Ruggieri.

Documenti # La Fondazione di Demodossalogia

A Mestre è ubicata la Fondazione di Demodossalogia Perini-Bembo, voluta dal docente per perpetuare il suo nome e la disciplina che ha divulgato per oltre cinquant'anni presso la Facoltà di Scienze Politiche sino all'anno accademico 1988/89.
Prima ancora di costituire ufficialmente la Fondazione l'idea fu illustrata più volte al prof. Mario D'Addio, allora preside della Facoltà, ed al Consiglio di Facoltà. Ad integrazione dell'ultimo colloquio intercorso tra i demodossaloghi ed il prof. D'Addio, in data 26 novembre 1986, fu consegnato il seguente pro memoria al preside della Facoltà, che riportiamo per documentazione storica e per ribadire l'arroccamento conservatore dei rappresentanti dell'istituzione Università alle proposte innovative (vedasi il post Laurea di Sociologia inficiata).
  1. La progettazione della Fondazione di Demodossalogia - oggetto del colloquio avuto, per l'illustrazione in Consiglio di Facoltà - è sostanzialmente immutata, salvo la decisione, cui si è collettivamente pervenuti, di non conferire al patrimonio della Fondazione l'immobile di Roma, ma del corrispettivo netto ricavabile dalla sua vendita;
  2. la Fondazione tra i suoi compiti fondamentali avrà un'azione documentativa e di valorizzazione in favore dei docenti e dei laureati della Facoltà che avrà istituito un regolare "corso di specializzazione" conforme alla normativa vigente in materia, secondo una relazione ed un regolamento, con relativo piano di studi, da elaborare e perfezionare insieme ad uno più rappresentanti del Centro di Demodossalogia e della Facoltà interessata;
  3. il materiale bibliografico, emerografico e di qualsiasi altra natura conferito dal prof. F. A. Perini-Bembo alla Fondazione e pertinente alla Demodossalogia e Storia del Giornalismo, alla Scienza delle Comunicazioni, alle Relazioni Pubbliche, ecc. sarà posto completamente a disposizione della Scuola di specializzazione che sarà istituita;
  4. adeguatamente a quanto sarà stabilito nel decreto istitutivo, le nomine del personale docente saranno effettuate fra le persone particolarmente esperte negli specifici settori, sotto gli aspetti scientifico e didattico, di comune accordo tra la Facoltà e la Fondazione stessa;
  5. per i vari altri compiti che la Fondazione si prefigge (convegni, inchieste, pubblicazioni, ecc.) anche in collegamento con similari istituzioni italiane ed estere, saranno consultati la Facoltà e il competente Dipartimento.

In seguito agli ostacoli posti dal Consiglio di Facoltà la "specializzazione" non fu istituita e molto del materiale giacente nell'appartamento di via Livorno a Roma andò disperso. Attualmente quanto è rimasto si trova presso la sede della Fondazione a piazzale Favretto a Mestre in un appartamento abbandonato e soggetto all'incuria del tempo e degli uomini. Vorrà il comune di Venezia intervenire per salvare quanto rimasto, patrimonio unico di una raccolta specializzata in testi, ricerche e manoscritti sull'opinione pubblica?

25 dicembre 2005

Confronti # Libero Stato

Il Vaticano è un piccolo stato indipendente, con un territorio di 0,44 kmq (il Principato di Monaco ne ha 1,95), un corpo armato anche se folcloristico (le guardie pontificie), un capo dello stato (il Pontefice), una gerarchia giuridicamente assimilabile ad una monarchia assoluta su basi elettive (pieni poteri al Papa eletto a vita), propria moneta, organizzazione postale e filatelica, rappresentanze diplomatiche.
Oltre al territorio del Vaticano, nella città di Roma, alcuni palazzi e le basiliche di S. Giovanni in Laterano, S. Paolo fuori le Mura e S. Maria Maggiore fanno parte del territorio dello Stato del Vaticano, così come l'esteso possedimento di villa, giardini e tenuta agricola a Castel Gandolfo (Roma), sono cioè pezzi di un proprio stato entro un altro stato (l'Italia) con conseguente riconoscimento giuridico e diplomatico al pari degli altri stati, risalente alla caduta del potere temporale su Roma il 20 settembre 1861 con l'entrata dei bersaglieri attraverso la breccia di porta Pia che concluse l'Unità d'Italia.
Da allora in poi i rapporti tra i due stati (Vaticano ed Italia) sono stati disciplinati dai governi succedutesi nel tempo.
Rispetto agli altri stati il Vaticano ha una particolare caratteristica: propaganda nel mondo una sua ideologia (il Cattolicesimo) così come l'ex Urss propagandava il comunismo e oggi qualche paese arabo l'islamismo; inoltre ha centinaia di migliaia di suoi rappresentanti ufficiali sparsi nel mondo.
Rappresentanti che hanno fatto un giuramento di obbedienza nei riguardi del capo dello stato del Vaticano (il Papa), che ne divulgano la fede (ideologia) e si vestono con una particolare divisa (la veste talare) per sottolineare la loro appartenenza ad una fede che, politicamente e giuridicamente, è tutt'uno con lo Stato che la divulga.
I preti, anche se cittadini con passaporti di stati diversi dal Vaticano (per es. italiani o francesi), per la veste, il celibato, le funzioni e il giuramento di fede hanno una duplice cittadinanza: quella del paese di nascita e quella dell'obbedienza al Vaticano. Però nel Paese ove risiedono ed operano svolgono una prevalente attività in funzione di uno stato estero: il Vaticano.
Dato che non si può essere servitori di due Cesari, i preti cattolici dovrebbero essere a tutti gli effetti considerati cittadini esteri (cioè del Vaticano) privandoli del passaporto e della cittadinanza del paese ospitante. Verrebbe così meno il potere politico del Vaticano sulle scelte legislative dei vari stati e il peso dei voti degli appartenenti agli ordini religiosi. Libero poi il Vaticano ed i suoi rappresentanti di divulgare e propagandare tutte le tesi che vuole nei riguardi dei suoi fedeli ma non nei riguardi degli altri stati e delle politiche che questi svolgono.
Stesso trattamento non può valere per le chiese cristiane protestanti o similari in quanto i loro rappresentanti avendo perlopiù famiglia (sposati con figli) e un'occupazione lavorativa al di fuori della Chiesa di appartenenza (oppure si sostengono con le oblazioni dei loro fedeli) si comportano, a tutti gli effetti, come gli altri cittadini.
Questa è vera Chiesa in Libero Stato!

23 dicembre 2005

Effemeridi # Fazio: una bolla di sapone

Padre Felix Morlion, fondatore e rettore dell'università internazionale Pro Deo (ora Luiss) diceva: "Voi italiani riuscirete sempre a superare i momenti difficili perchè avete un dono che gli altri popoli non hanno: l'intelligenza".
Non sappiamo se, trovandosi in altre nazioni, padre Morlion abbia espresso lo stesso concetto adattando la denominazione geografica al luogo del momento, possiamo però dire che l'intelligenza non è un valore: è una qualità. A seconda di come è usata potrebbe divenire un valore positivo o negativo.
Il caso Fazio, quello degli amici del quartierino, i bond argentini, ecc. non sono altro che una manifestazione d'intelligenza usata in modo negativo e riprovevole verso gli altri ma profiquo (e quindi positivo) per se stessi. L'aspirazione del 99% degli umani è diretta al proprio benessere e quindi all'arricchimento.
A quanto già detto nel post Intercettazioni telefoniche (07/08/2005) possiamo aggiungere che tutto si risolverà in una bolla di sapone in quanto sia i politici che il management economico di vari colori ed appartenenze, anche se in modi e forme diverse, collaborano nella conduzione del Paese, gli uni sul piano legislativo e gli altri del sollecitare richieste legislative e favori di ogni genere da ricambiare nel corso, prima e dopo la campagna elettorale.
Alla fine del clamore sul cosiddetto caso Fazio, con i suoi addentellati, la maggioranza degli schieramenti politici e il mondo economico troveranno un accordo bipartisan per metterci una pietra sopra aggravando le sanzioni verso la stampa che si intromette nella privacy.

22 dicembre 2005

Confronti # Laurea di Sociologia inficiata

Il 16 dicembre si è svolto all'istituto Luigi Sturzo, a Roma, il convegno dell'Associazione Nazionale Sociologi su "La formazione nel mondo del lavoro". Riportiamo le parti più salienti dell'intervento demodossalogico.
Nel giugno del 1994 ci chiedemmo quali sarebbero state "Le professioni sociologiche e il ruolo del sociologo in Italia alle soglie del 2000" quantificando in quattromila posti le possibilità di occupazione nel volgere di pochi anni per i laureati in sociologia che avrebbero scelto un percorso attinente allo studio dell'opinione pubblica. Quella che dopo qualche anno sarebbe divenuta Facoltà di Scienze della Comunicazione scippando ai sociologi le possibilità occupazionali più appetitose.
Il sociologo dovrebbe essere quel professionista in grado, sulle base delle tendenze rilevate, di prevedere gli scenari sociali ed i loro riflessi sull'opinione pubblica invece il corso di Laurea in Sociologia è sempre stato un corso di retroguardia culturale, più attento alle metodologie provenienti dagli Usa che alla riscoperta dei fermenti italici.
Agli inizi degli anni '70 il gen. Adriano Magi-Braschi propose l'attivazione della Psicologia Sociale (sulla stregua di quanto già in vigore al Centro di Alti Studi Militari) ma l'allora Magistero rispose che non lo riteneva confacente. Solo dopo qualche anno la disciplina di Kurt Lewin ebbe l'onore di una cattedra a sociologia.
Fin dagli anni '50, grazie a Guido de Rossi del Lion Nero ed al sen. Giuseppe Caron, vennero diffusi i principi delle Relazioni Pubbliche; dopo mezzo secolo la disciplina ha trovato un suo corso di laurea all'università di Udine e Gorizia.
Da qualche anno è entrata in facoltà la Sociologia dell'Emigrazione, i primi testi risalgono al 1987 quando il ministero della Pubblica Istruzione distribuì nelle biblioteche scolastiche 500 copie dell'omonima pubblicazione.
Nel 1939 il controspionaggio della Marina Militare attraverso la lettura dei giornali ricavava informazioni sugli stati esteri, nel '40 Paul Lazarsfeld e Harold Lasswell attuarono un metodo analogo denominandolo "analisi delle informazioni contenute". Oggi tale metodologia la si attribuisce agli Usa e viene denominata Open Sources (ricerca a tutto campo) mentre gli italiani la conoscevano come "in.de." (indagine demodossalogica). Nonostante un saggio apparso sulla rivista "Sociologia" (n. 1-3 anno XXVII del 1993) che auspicava che il metodo "raccolto da altri docenti possa essere rivalutato e divulgato per non disperdere un patrimonio tutto italiano" la disciplina ancora non ha trovato accoglienza tra i sociologi.
Da qualche anno emerge la tendenza di non considerare il sociologo estraneo alla fondamentale conoscenza di settori delle Scienze Naturali in quanto sempre più si attribuisce alla matematica di precedere coi calcoli e poi verificare statisticamente le scoperte sia nel micro che nel macro, sia in astronomia che in biologia, ritornando all'impostazione della "fisica sociale" del fondatore della sociologia Auguste Comte. Di avere cioè la capacità di confrontarsi con l'ambiente e con i fondamenti della scienza naturalistica per studiare influenze, convergenze e costanti, riconquistando il passo in un'epoca in cui la stessa fisica tende alla scoperta di un'unica legge originaria per poi correlarsi nella quotidianità del sociale. In modo molto timido la sociologia si è aperta a corsi che si correlano con le scienze sociali, per non arrivare tardi i tentativi andrebbero incoraggiati.
Così come il corso di laurea dovrebbe, proiettandosi verso il futuro, imboccare a piè sospinto la "Qualità" e l'"Innovazione" come discipline fondamentali di studio al fine di garantire ai sociologi sbocchi occupazionali sicuri e soddisfacenti.
Fare un balzo in avanti è una condizione necessaria per non relegare la sociologia tra le lauree inutili e contrastare i "laureati per meriti professionali" che stanno emergendo in virtù di un recente decreto governativo che sforna lauree senza il regolare percorso di studi ma in base ad un curriculum, equiparandole alla "vera" laurea.


18 dicembre 2005

Effemeridi # L'Italia dei valori

Sino ad oggi la migliore propaganda politica televisiva, anzi l'unica, tra tutti i partiti e partitini che appaiono nelle Tv è quella dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Per tre motivi:
  • Nel corso delle interviste e degli spot ripete più volte il nome del partito affinchè si imprima bene nella mente degli ascoltatori;
  • Espone in modo semplice e chiaro, comprensibile a tutti, un concetto da tradurre in programma politico;
  • Enuncia, ripetendolo più volte, il concetto cardine della sua battaglia politica: legalità.
La legalità è uno dei tre argomenti che più stanno a cuore agli italiani, gli altri due sono il lavoro (che è connesso al costo della vita) e l'ambiente (inteso come qualità).
Saremmo curiosi di sapere chi è l'intelligente conoscitore dell'opinione pubblica che ha impostato la campagna elettorale di Di Pietro.

15 dicembre 2005

Effemeridi # Bpl, Unipol, ecc.

Il 7 agosto scorso concludevamo nel modo seguente il post dal titolo Verso la gerontocrazia
A breve vedremo il potere nelle mani di una gerontocrazia politico-economica composta da vari leaders di diverse estrazioni politiche e finanziarie alleati nella gestione e conservazione del potere per inzuppare il biscotto nella stessa tazza di caffellatte.

Le vicende giudiziarie di questi giorni non sono che la conferma degli intrecci affiorati e delle manovre in corso, come avevamo sottolineato nello stesso giorno nel post Intercettazioni telefoniche.

14 dicembre 2005

Effemeridi # Cooperazione sociale

Il 21 novembre scorso, nella splendita cornice dell'istituto Luigi Sturzo, la cooperativa sociale maggio 82, l'Ans-dipartimento Lazio e il Co.In.-Cooperative integrate hanno organizzato un convegno su un tema più che mai attuale: il ruolo di mediatore e facilitatore ricoperto dalla cooperazione sociale nel dialogo con i cittadini. Irene Ranaldi in un articolo per il n/ sito ha scritto:
Molte sono state le personalità del mondo dell'accademia, della cultura, dell'associazionismo sociale e della cooperazione intervenuti durante l'intensa giornata di lavoro.
Il convegno è stato aperto da una dotta prolusione del prof. emerito Michele Marotta, le cui riflessioni sulla sempre più crescente distanza comunicativa tra l'acropoli del potere e l'agorà dei cittadini, hanno accompagnato gran parte degli interventi successivi. Sono seguiti i saluti del presidente nazionale dell'Ans Pietro Zocconali che si è complimentato con i presenti per l'organizzazione della giornata.
E' stata poi la volta del presidente del Consorzio sociale Co.In Maurizio Marotta che ha tracciato un excursus legislativo e normativo sui principali interventi che hanno permesso alle cooperative sociali integrate di inserimento lavorativo di rappresentare oggi un insostituibile partner per le amministrazioni pubbliche nella gestione di servizi informativi, di prenotazione sanitaria, di accompagnamento e orientamento.
In veste nella mattinata di chairwoman, e nel pomeriggio di relatrice, la presidente della coop. Maggio 82 e dell'Ans-Lazio Anna Maria Coramusi che nella seconda parte dei lavori ha presentato la ricerca empirica "Cooperazione sociale in transition" analizzando qualitativamente i dati sugli inserimenti lavorativi in alcune grandi cooperative sociali del Lazio.
Renato Mosconi ha intrattenuto i presenti sul concetto di "lavoratore collettivo" all'interno delle cooperative sociali e sull'importanza del bilancio sociale all'interno delle stesse.
Sandro Bernardini ha riflettuto sul concetto di comunicazione istituzionale, intrattenendo i sociologi presenti con una vera e propria lezione universitaria.
Come caso di studio di un servizio di orientamento e consulenza, gestito dalla cooperazione sociale e rivolto ai cittadini, Irene Ranaldi, capo progetto della cooperativa integrata Capodarco, ha presentato il servizio regionale "Sos famiglia".
Giuseppe Guccione dell'Associazione vittime della strada-Fisico ha delineato la genesi dell'associazione di cui è presidente, valido esempio dell'incontro della sensibilità tra associazionismo e società civile.
La giornata di studio si è conclusa con l'intervento del prof. Marotta.

Per la Sidd erano presenti R. Canali, L. Deledda, G. D'Orazio, P. Graziani, A. Liberati, F. Piccari e M. T. Thibault. Piccari è intervenuto sul tema "Mutuo soccorso" mentre D'Orazio ha chiesto una "ramazzata" all'interno del movimento cooperativo in quanto per molte coop lo scopo solidaristico principale è quello di far campare gli organizzatori; la sintesi è visitabile sul post Quali cooperative? (06.12.05).
Il 16 corrente, nella stessa sede, si svolgerà il convegno "La formazione nel mondo del lavoro", Piccari illustrerà "Le competenze perdute" e D'Orazio "Laurea di Sociologia inficiata, professione negata".

13 dicembre 2005

Effemeridi # Il voto di Messina

L'abbiamo detto più volte, lo scarto tra i due schieramenti di Silvio Berlusconi e Romano Prodi è minimo, il presidente del Consiglio dei Ministri vincerà se saprà conquistarsi i moderati di destra indecisi se recarsi al voto. Vedasi in proposito i post Vincerà la sinistra? (16.11.05) e La Tav (08.12.05).
La sconfitta di Messina al ballottaggio viene attribuita dai politologi proprio agli elettori di destra che non si sono mossi da casa. Evidentemente è troppo presto per raccogliere voti tra i moderati titubanti, come avevamo detto occorrerà una campagna mediatica di almeno due mesi centrata sulla ripresa economica e sul pericolo del terrorismo.
Staremo a vedere! Intanto la sinistra, inconsapevole, si fregia degli allori senza interrogarsi su come smuovere l'opinione pubblica.

10 dicembre 2005

Confronti # Ambiente urbano: demodossalogia volumetrico spaziale

Fin dall’antichità, qualche speculatore delle interrelazioni fra ambiente abitativo e abitanti, aveva notato che se la distanza tra due edifici paralleli è almeno uguale all’altezza massima anche di uno solo dei due, si hanno alcuni vantaggi oggettivi e facilmente rilevabili:
  • la luce del sole raggiunge anche il piano terra e se c’è, il seminterrato;
  • la luce del sole, abbondanza d’aria, spazio fruibile da tutti sono garanzia di salubrità;
  • gli abitanti gli edifici possono guardarsi, ma si trovano a una distanza da consentire una qualche riservatezza generale;
  • si ha una costante possibilità di percepire come spazio relativamente aperto quello racchiuso tra gli edifici, con effetto gradevole (a meno che si sia agorafobici);
  • un eventuale traffico di veicoli e mezzi di trasporto non inficia la possibilità del passaggio o passeggio per i pedoni.
In determinati periodi, le costruzioni sono state talmente ravvicinate da far chiamare gli strettissimi vicoli di separazione “baciadonne” e spesso due edifici venivano collegati in alto da ponti coperti per consentire un passaggio più riservato e certamente lontano dai pericoli possibili nel vicolo sottostante. Le relazioni volumetrico spaziali delle architetture cittadine possono essere osservate, lette, analizzate e valutate come qualsiasi altra fonte aperta. I portici vicino alla basilica di Assisi offrivano albergo a chi albergo non si poteva pagare, ma i portici in genere riparano dalle intemperie e favoriscono il commercio. La stessa effemerocritica può essere applicata ai tempi e agli ambienti corollari alle strutture urbanistiche considerate. Considerazioni articolate sul tema hanno generato “la città ideale” di Leonardo e “unità d’abitazione a Marsiglia” di Le Corbusier. Gli attuali problemi in Val di Susa possono essere assimilati a un problema urbanistico su scala europeo mediterranea e via elencando.
Per un esperimento sul campo, si suggerisce un confronto fra la piazza, gli edifici, le zone pedonali o veicolari, gli spazi verdi o comunicativi e via elencando, antistanti e circostanti tanto la stazione ferroviaria centrale di Milano quanto la stazione Termini di Roma, assimilando il corpus delle due stazioni a due prime pagine di quotidiani e cominciando col chiedersi se si tratti di due quotidiani nazionali o regionali, se nell’allestimento del palinsesto sono prevalse le speculazioni cognitive, culturali o economiche, o...


Confronti # Fotografia: documento oggettivo, oppure no?

Iwo Jima: alcuni marines piantano (sostengono? si appoggiano a?) una enorme bandiera a stelle e strisce. Posti a ventaglio per piantare (sostenere? appoggiarsi?) l’asta sulla cima di una collinetta, hanno comunicato all’opinione pubblica mondiale un determinato messaggio, presto associato per affinità o contrasto ad altri stereotipi. Il 7 dicembre 2005, su La 7 (canale televisivo), un breve servizio confrontava l’immagine famosa, addirittura riprodotta scolpita nel marmo bianco e posta in una piazza cittadina statunitense, con quella vera. Quella vera mostrava la bandiera sfilacciata, “usata”, e tre o quattro marines (forse quelli che l’avevano appena infissa nel terreno) stazionare eretti come in un attimo di riflessione, in un insieme ben diverso e molto più probabile di quello ricostruito dal fotografo. Nel servizio televisivo, vari personaggi -dal soldato al dirigente che ebbero a che fare con la costruzione del messaggio- raccontavano le modalità e le ragioni delle scelte operate per sostituire alla realtà una immagine con significato iconografico diverso. Demodossalogicamente, rinviamo alla trasmissione e ci esoneriamo da qualsiasi forma di giudizio. La citazione è stata usata per introdurre i seguenti minimi parametri da tener presenti osservando una immagine fotografica, specialmente se riprodotta a mezzo di altro supporto comunicativo (stampa, televisione, computer...).
La fotografia è la registrazione oggettiva di un soggetto in una frazione di secondo, eseguita da una macchina priva di volontà propria: in teoria, costituisce documento certo di una X realtà. Questo aspetto oggettivo –spesso dato per scontato- può assumere valenze anfotere, dovute alla sua collocazione contestuale, al suo frazionamento, alla sua manipolazione più o meno dolosa. Il suo valore documentale cambia infatti in base a:
  • la sua collocazione in un certo numero di pagina di una pubblicazione o trasmissione;
  • la sua collocazione nello spazio di una pagina di una pubblicazione o trasmissione;
  • la sua collocazione in una certa pubblicazione o trasmissione;
  • la sua collocazione vicino o lontano da altre immagini (sia nello spazio di una pubblicazione, allestimento iconografico in piazze, mezzi di trasporto, manifesti, fiere, trasmissioni televisive, cinematografiche, volantini, grafica pubblicitaria e via elencando);
  • dimensioni dell’immagine sia da sola che in rapporto ad altre;
  • dimensioni dell’immagine in rapporto all’area della pagina o al tempo di trasmissione;
  • ritaglio di una porzione dell’immagine originaria, o sua collocazione frazionata, reiterata, commentata o meno in una trasmissione;
  • didascalia applicata o contesto narrativo;
  • caratteri grafici o sonori impiegati;
  • qualità cartacea e colorata della pubblicazione o sottofondo musicale della trasmissione;
  • bianco/nero, colore, coloritura di un b/n, testurizzazione a mezzo di retini grafici;
  • suo rapporto/non rapporto con il titolo;
  • datazione esplicita o indiretta;
  • eventuale allestimento volontario del soggetto da fotografare (Bandiera a Iwo Jima e simili);
  • giudizio indotto nel ricevente dalla sommatoria di tutti gli elementi scelti dall’editore del messaggio diretto al pubblico;
  • errori commessi involontariamente o volontariamente sia dall’editore del messaggio che dall’impaginatore;
  • impatto visivo sul lettore/pubblico della fotografia in questione in quanto focalizzante l’attenzione del lettore, del pubblico, della folla;
  • qualità della persistenza di percezione dell’immagine (tanto del suo messaggio dichiarato, quanto di quello occulto) nei soggetti destinatari del messaggio;
  • eventuale scollamento o contraddizione fra il messaggio apparente e quello recepito.
I parametri sono numerosi. In sintesi: la fotografia è uno strumento oggettivo di documentazione di una realtà visibile durante una breve frazione di tempo, ma non necessariamente naturale e involontaria, sulla quale possono essere applicati correttivi di varia natura per adattare il messaggio agli scopi dell’emittente. Sta all’osservatore/demodossalogo decrittare, analizzare, ricostruire e interpretare il corollario ambientale volontario o involontario legato alla immagine fotografica osservata. Riferimenti anche nei vari siti su Iwo Jima.

Documenti # Per una teoria unificante

La Società Italiana per il Progresso delle Scienze nel 1993 tenne a Viterbo la sua LXII Riunione sul tema "Aspetti innovativi nel progresso delle scienze biologiche". In tale occasione fu presentata una comunicazione demodossalogica (in atti) dal titolo "Le costanti nei fenomeni biologici collettivi: problematiche per una teoria unificante delle scienze". Ne riportiamo degli stralci.
[...] Senza pretendere di indicare nuovi campi di studio o di enunciare teorie vorremmo, con questa breve comunicazione, richiamare l'attenzione degli studiosi presenti sulle problematiche della connessione tra biologia e fenomeni sociali. Il nesso è evidente: ogni azione o fenomeno sociale è compiuto o è conseguenza di atti decisi o interpretati da esseri umani; da una moltitudine di viventi che pensano ed agiscono secondo schemi acquisiti mediante la cultura ed una ontogenesi correlata all'ecologia. [...]
Nella odierna sessione di studio vorremmo, nei limiti della sinteticità, riflettere sui tratti essenziali in comune tra le varie specie di esseri viventi omogenee, sul loro modo di svilupparsi e sul loro comportamento sociale per verificare se esiste la possibilità di teorie filosofiche unificanti che riconducano tutto ciò che è bios-logos (discorso sulla vita) a tendenze probabilistiche o costanti (K) superiori alla volontà umana in quanto conseguenza di "effetti che sono anche cause o, detto in modo più rigoroso, non accade nulla che sia finale nel senso che non sia parte di una corrente continua di eventi" come sostenuto da John Dewey in "Theory of Valuation". [...]
Del resto già nel 1938, all'interno di una cultura di tipo neopositivistico-pragmatico, fu organizzata la pubblicazione della Enciclopedia internazionale della scienza unificata per mettere in relazione le diverse analisi di frammenti della realtà; ma il nostro scopo è di evidenziare le essenziali costanti (K) che legano ogni essere vivente a fenomeni collettivi finali correlati all'ambiente storico e naturale. [...]
Anche se non esiste un'unica proprietà che distingue un essere vivente da ciò che è inanimato, tuttavia, gli organismi viventi mostrano proprietà comuni che, nel loro insieme, li distinguono dalla materia non vivente. Tali caratteristiche (Kb) sono:
  • un elevato livello di organizzazione interna:
  • l'omeostasi;
  • una capacità di assumere e trasformare l'energia;
  • una capacità di rispondere agli stimoli;
  • un adattamento all'ambiente;
  • la riproduzione.
Se esaminiamo il comportamento, le gerarchie ed i ruoli (Ks) di un gruppo umano socializzato (individui legati, spontaneamente o per costrizione esterna, da rapporti sociali durevoli ed intensi sulla base di interessi comuni) osserviamo che sono contraddistinti da:
  • una struttura ordinata in base a funzioni specifiche;
  • una tendenza a mantenere una coesione di gruppo;
  • una capacità di assorbire e sviluppare ideologie e tecnologie;
  • una capacità di modificare posizioni, ruoli e strutture a seconda degli stimoli interni o esterni;
  • un adattamento alle situazioni contingenti;
  • una tendenza alla sopravvivenza e trasmissione dei valori di gruppo. [...]
Ogni forma di vita si basa sull'accrescimento per assorbimento di linfa vitale dall'ambiente (dilatazione) e sulla ciclicità, sia a livello di singolo essere che a livello di collettività di esseri viventi. Microcosmo e macrocosmo in espansione con le stesse modalità a conferma di alcune costanti fondamentali (K) che regolano l'universo, la vita ed il rapporto territorio-popolazione-risorse; tutti insieme protesi verso una spirale infinita.
Una ciclicità ondeggiante fra la perfetta parità di forze positive (+) e di forze negative (-) o caos, quindi alternativa all'equilibrio e fonte stessa di vita? [...]
Se il ciclo della vita è un percorso che dopo aver raggiunto sulla ascissa x un punto-vertice di massima efficienza ed esperienza poi scende per porsi in corrispondenza dell'iniziale punto di partenza situato sull'ordinata y, anche le vicende storiche ripercorrono un diagramma simile. [...]
Se noi postuliamo per vera la preposizione che l'universo è basato su un apparente caos che tende all'equilibrio, passando per fasi alterne di avanzamento e contrazione paragonabili ai battiti del cuore, e che questo schema si ripercuote nel macrocosmo come nel microcosmo, non ci sarà difficile assumere a modello della ricerca - aiutati dal supporto del computer - le fasi alterne (i cicli) che governano qualsiasi fenomeno di carattere naturale o sociale, prevedendone gli sbocchi sia a breve che a lungo termine. [...]


09 dicembre 2005

Documenti # Spazio/Tempo

Tra le pubblicazioni edite dalla Sidd ci sono anche gli atti del Convegno internazionale svoltosi dal 26 al 28 novembre 1998 all'Università La Sapienza di Roma (Facoltà di Filosofia) su "Il Tempo nel Medioevo". Essendo anche questo libro esaurito e non disponibile, come gli altri editi dalla Sidd e le pubblicazioni "storiche" sulla Demodossalogia, riportiamo i concetti salienti della relazione demodossalogica che ha concluso gli atti.
Il tema del convegno verte sullo specifico aspetto del Tempo nell'età Medioevale Occidentale, un periodo che va dalla caduta dell'Impero romano di Occidente (476 d. C.) alla scoperta dell'America (1492). Un periodo considerato di "transizione" tra due epoche. Non interessano - ai fini delle nostre argomentazioni - giudizi positivi o negativi su quel millennio ma mettere in risalto che una transizione presuppone un periodo (o più periodi) precedente e successivo.
Se ci riferiamo al Tempo nel medioevo i nostri termini di paragone si confrontano o con il presente o con l'epoca precedente al millennio medioevale.
Nel nostro intervento ci limiteremo a sollecitare qualche spunto teso a dare una dimensione sociale costante, nell'immaginario collettivo, del Tempo nelle varie epoche, sia se ci riferiamo all'osservazione astronomica che alle teorie filosofiche.
La prima osservazione - pertanto - che emerge è quella che vede nella misura del tempo, in tutte le epoche, un punto di riferimento collettivo di popoli appartenenti alla stessa Civiltà. [...]
Il Tempo, quindi, rappresenta una convenzione che disciplina i rapporti della società e, pertanto, può essere visto anche come aspetto demodossalogico: riferimento condizionante la vita degli esseri umani attraverso la concezione collettiva del significato dello scandire dei vari periodi. Con le relative norme, tradizioni e comportamenti che qualsiasi riferimento culturale ha sulla psicologia collettiva.
Qualsiasi convenzione per essere riconosciuta ed accettata dai membri della società deve basarsi sull'oggettività, cioè su criteri culturali euristici ma - soprattutto - al di sopra delle parti; pertanto la misura del Tempo, sin dal periodo neolitico, è stata rapportata a fenomeni connessi all'osservazione astronomica, cioè al di sopra delle vicende umane. [...]
Il rapporto Spazio/Tempo ha una dimensione individuale legata alla crescita biologica e culturale. Col trascorrere del tempo aumenta lo spazio conoscibile intorno all'individuo ma contemporaneamente si dilatano anche i parametri degli altri soggetti umani, rendendo possibile il ciclo storico-geografico. [...]
Questa compenetrazione tra natura e cultura, riscontrabile specialmente attraverso l'elaborazione algebrica dei fenomeni sociali cadenzati nel Tempo (cioè apparentemente ripetitivi), sembrerebbe poggiare su un'archetipica successione ciclica assimmetrica, in armonia con le enunciazioni dei filosofi babilonesi e greci, quindi esplorabile e prevedibile (secondo le varie dottrine astrologiche dai maya ai cinesi, fino agli odierni studiosi della geomanzia).
Se il Tempo è una dimensione spaziale, nella quale le varie civiltà succedutesi hanno generato (non in modo casuale ma causale) i vari periodi storici-culturali, esso potrebbe essere rappresentato (nel nostro Universo) come un [...] cono rovesciato contenente "la memoria" di tutti gli avvenimenti succedutesi nel Tempo, attraverso la dilatazione nello spazio; "memoria" che condiziona (in quanto inestricabilmente biologica e culturale) gli eventi ed i comportamenti sociali e quindi le interpretazioni dei fatti, le sensazioni e le aspettive. Una memoria, inconscia e collettiva, che si protende verso il futuro, verso nuovi percorsi in un continuum inscindibile di spazio-tempo, dal Medioevo alla futura età robotica, a sottolineare la causalità del percorso umano nel Tempo. [...]
Una sensazione anche a livello soggettivo, e per altri campi, quando constatiamo la differenza di percezione del tempo nei giovani e negli anziani, basata evidentemente non solo su fattori fisiologici: un rallentamento nei giovani con un lungo arco di futuro ancora da percorrere e un tempo che va via velocemente per gli anziani.
Se rappresentiamo il Tempo con una retta infinita, cioè nelle due direzioni, essa è divisa in un punto da "passato" e "futuro": un punto senza dimensione come incontro delle due semirette. Un punto senza dimensione e che pertanto non può contenere nulla, così come non ha dimensione il presente che è una convenzione per stabilire un inizio o la fine di un fenomeno: un limite, mai una durata.
Poichè il futuro è quella parte di tempo ancora da venire il presente non è che l'estremo segmento del passato: il limite mobile.


Bacheca # La Demodossalogia

Entro gennaio inizieremo un corso intereattivo di Introduzione alla Demodossalogia (post del 03.12.05). I fruitori potranno rivolgere quesiti inerenti alla disciplina cliccando su Email segreteria di Contacts; un ricorrente post, denominato "Risposte", darà di volta in volta le relative spiegazioni. Le domande, però, dovranno essere di interesse generale e i richiedenti, prima di porle, dovranno iscriversi al corso inviando, sempre tramite Email segreteria, un sintetico curriculum.
Nel frattempo consigliamo a quanti fossero interessati al corso di leggere o rileggersi i seguenti post:


08 dicembre 2005

Effemeridi # La Tav

Se non fosse perchè siamo già in clima elettorale il problema della Tav in Val di Susa, con i suoi presidi e manifestazioni, non sarebbe sorto. L'accordo, tra i vari stati europei, per tracciare una linea ferroviaria di alta velocità da Lisbona a Milano, non è di qualche mese fa ma vecchio di molti anni; perchè proprio ora sono sorte le proteste e se ne è dato risalto mediatico?
Qualsiasi novità. ideologica o pratica, turba la maggioranza dell'opinione pubblica perchè c'è un innato timore per il futuro e tutto ciò che non si conosce, che non è familiare; dall'unione fra appartenenti a razze o religioni diverse alle pale eoliche; solo la frequentazione ed il sempre maggior numero di casi (la forza dell'esperienza) modificano le opinioni.
All'innato timore per il traforo di un monte si aggiunge il fattore locale, di una popolazione montanara che vede il traforo come una ferita, mescolando valutazioni psicologiche, morali ed ambientali che vanno ad aggiungersi (come valore) ad un posizionamento tradizionale già proprio delle popolazioni contadine rispetto alle più evolute opinioni cittadine. Su queste problematiche si innescano dei calcoli elettorali.
La sinistra spera di ricavarci una manciata di voti mentre Silvio Berlusconi coglie l'occasione che cercava per dare il via alla sua campagna elettorale - intesa a dimostrare l'aggressione, le sommosse e gli attentati da parte di una sinistra facinorosa ed intollerante - per convincere i moderati di destra a recarsi alle urne a sostegno della democrazia e della libertà, garantite solo dalla Casa delle Libertà. Un convincimento mediatico non espresso ma sottinteso che ci accompagnerà sino al 9 aprile coi telegiornali ed i comunicati stampa del ministro dell'Interno.
Un gioco reso possibile dai tentennamenti dell'Unione che non riesce a prendere posizioni ferme, univoche e rapide a difesa della legalità, rendendo così facile l'accusa di ammiccamenti verso i facinorosi. La sinistra non ha capito che i voti che potrebbero far vincere Berlusconi sono nell'area della destra incerta se recarsi alle urne; elettori che andranno a votare se mossi dal timore della vittoria di una sinistra velleitaria e anarco-insurrezionalista.

07 dicembre 2005

Incontri # Olympic Symposium

Holger Preuss (Institute for Sport Science, Faculty of Social Science, Johannes Gutenberg Universitàt Mainz Germany) e Chito Guala (direttore Omero Centre, Facoltà di Scienze Politiche Università di Torino) hanno promosso l'incontro di studio "Olympic Winter Games Symposium": appuntamento a Torino il 9 febbraio 2006. Informazioni: www.omero.unito.it

Documenti # Biotecnologie

Nel 1999, dal 7 al 9 novembre presso l'Università degli studi di Cassino, si è svolto un convegno su "Le biotecnologie: situazione attuale e scenari futuri". Nella conclusione dell'intervento che ha rappresentato il punto di vista dei demodossaloghi (vedasi gli atti editi dalla Sips) è ribadito:
Da milioni di anni il Cosmo, con i suoi abitanti (dai pianeti al regno animale e vegetale) compie il suo percorso regolato, evidentemente, da leggi fisiche universali ed immutabili. In questi milioni di anni il Bios (la vita) degli esseri viventi, dal pesciolino all'Australopithecus e all'Homo sapiens, sino ai giorni nostri, è stata regolata da leggi biologiche; e così i vari passaggi che dalle protoscimmie si sono succeduti nel tempo.
La cultura, invece, dal livello zero di 1,75 milioni di anni fa è divenuta onniscente e persino preponderante sulla stessa biologia, tanto da arrivare al punto di governarla con opportune tecnologie.
Mentre sinora le mutazioni biologiche avvenivano, nel procedere dei millenni, per via naturale oggi abbiamo la possibilità di effettuare mutazioni genetiche controllate dall'uomo e dalla sua cultura, tramite le biotecnologie. L'Era che occuperà lo spazio-tempo degli anni duemila (la next age) sarà talmente innovativa da non poter essere neppure paragonata all'era industriale, che - a suo modo - rappresentò una svolta sull'epoca precedente. Siamo ormai nell'era genomica con le sue dirompenti conseguenze sulla società.

Nel giungere alle suddette conclusioni l'intervento aveva ripercorso il cammino dell'umanità esaminando il rapporto intercorrente tra la società con la scienza e la tecnica chiedendosi "perchè l'esplosione della scienza moderna e della tecnica industriale sono una caratteristica degli ultimi due secoli?" Di seguito estrapoliamo dei concetti per delineare l'impostazione demodossalogica.
[...] L'aratro, la ruota, la vela e l'abitazione sono state le prime invenzioni tecnologiche con le quali l'uomo ha potuto far fronte ai tre bisogni fondamentali: la sussistenza, l'aggregazione, la conoscenza [...] Col procedere della tecnologia le invenzioni, che via via si sono succedute nei secoli, hanno anzitutto risolto i problemi relativi alla coltivazione, all'abitazione ed al trasporto. L'investigazione sul corpo umano è stata successiva, preceduta dalla ricerca metafisica o teologica [...] E' nel XVIII secolo che sorgono le moderne premesse, con un crescendo sempre più veloce nel secolo successivo, per un'apertura della scienza a campi come la fisica, la chimica e la biologia, recuperando in un breve arco di tempo le conoscenze precedentemente ignorate.
[...] il pensiero sociale da una parte ha cercato i modi e i mezzi atti a consentire la sopravvivenza della razza umana e dall'altra l'appagamento della conoscenza e dell'eticità tramite spiegazioni consone alla misteriosità dell'ignoto. Una sorta di bipolarismo meccanicistico: uno materiale e l'altro spirituale. Più la sopravvivenza era collegata alla produzione agricola e alla caccia e tanto più le ansie e le attese di una visione universalistica venivano affidate all'interpretazione prima degli eventi naturali, poi al percorso degli astri ed infine ai segni delle divinità; pertanto la materialità era data dalla Terra e la spiritualità dalla forze metafisiche. L'avvento dell'industrializzazione ha dato all'uomo la possibilità di produrre, con un maggiore apporto del capitale e del lavoro, i beni necessari ad una vita confortevole, lasciandosi alle spalle l'era fondata preminentemente sulla produzione agricola; la materialità è così passata dalla Terra alla capacità umana nel produrre i beni necessari e di conseguenza la ricerca della spiritualità o dell'armonia delle leggi universali si è spostata dalla metafisica alla fisica: cioè all'indagine sulla Natura attraverso la chimica, la fisica, la biologia. La stessa sociologia è infatti sorta come fisica sociale.
Ora siamo nell'era che ci porta verso il post-moderno ove l'uomo già si sente proiettato negli spazi una volta misteriosi e riservati alle divinità ed ai fenomeni celesti [...] Se la materialità è passata dalla Terra all'Uomo e da questo allo Spazio, di converso la spiritualità dallo Spazio è giunta al Corpo passando per la Natura, rappresentata dalla biologia.
[...] Siamo entrati nell'era che vedrà il predominio della biotecnologia con tutte le sue sfaccetture possibili: dalla filosofia alla medicina, dall'alimentazione alla fiction, e così via. Anche la spiritualità si caratterizzerà per una ricerca interiore alla corporeità.
[...] La biotecnologia contribuirà a spingere l'umanità a non riconoscersi più per sesso, razza o religione ma per quelle costanti "K" collettive che ci collegano alla Terra e al Cosmo [...]


06 dicembre 2005

Confronti # Quali cooperative?

Il 21 novembre scorso l'Ans-Associazione Nazionale Sociologi ha dato vita, presso l'istituto Luigi Sturzo a Roma, ad una giornata di studio su "Cooperazione sociale, comunicazione e cittadini". Riportiamo l'intervento svolto dalla Sidd.
Negli ambienti politici e sindacali quando sorge un problema si è soliti indire un convegno, discutere e poi tornare a casa con la convinzione che nulla muterà, in ossequio al principio che più si parla e meno cose sensate si hanno da dire. Per non essere da meno prima di affrontare le disfunzioni vorrei chiarire i termini del problema, riallacciandomi a quanto detto dal prof. Michele Marotta.
Con cooperazione usualmente intendiamo un atto di solidarietà, singolo o collettivo, tendente alla realizzazione di un fine, possibilmente senza intermediari, con beneficio per il ricevente o i partecipanti. La cooperativa è lo strumento attraverso il quale si compie l'azione collettiva di cooperazione. Le cooperative non possono distribuire dividendi monetari ma destinare i profitti in investimenti sociali previsti dallo statuto beneficando i soci attraverso l'erogazione di beni o servizi. Ma spesso accade che i due termini siano in contraddizione o che la comunicazione fra loro imiti quell'aneddoto raccontato da Pitigrilli ("Dizionario antiballistico", editrice Sonsogno Milano 1953): "[...] ero a pranzo al Cova con Carlo Veneziani, il fine commediografo, e la sua amica, la quale immusonita per l'ambiente elegante e per la vicinanza di signore all'ultima moda, gli disse:
- Tutti i vicini di casa mi hanno già veduto questo vestito.
- Ebbene, cambieremo casa.
Rispose Carlo Veneziani".
Così come la graziosa commensale aveva fatto capire di desiderare un vestito nuovo e adatto per posti eleganti spesso i soci delle cooperative ricevono per risposta, attraverso beni o servizi, prestazioni non confacenti alle attese. Si tratta solo di cattiva comunicazione?
Guardando gli spot pubblicitari delle cosiddette comunicazioni sociali trasmesse in tv la perplessità aumenta. Ormai esistono decine e decine di associazioni "onlus" che chiedono denari (senza menzionare il contributo obbligatorio dell'8 x mille) per riversarli a scopo benefico. C'è l'associazione che, nel più sacrosanto spirito umanitario di portare l'acqua agli assetati, contribuisce a scavare falde acquifere per irrigare i riarsi campi del Niamey; un'altra associazione provvede a dare un'istruzione ai giovani niamesi mentre una terza contribuisce a fornir loro le scarpe necessarie a percorrere il lungo tragitto verso la scuola. Un'associazione cattolica provvederà ad impartire la necessaria educazione religiosa mentre la confessione luterana distribuirà la Bibbia; e così via.
Come mai tante associazioni per scopi affini? Non sarebbe più opportuno devolvere tutti gli aiuti alla Croce Rossa o altro ente internazionale risparmiando tempo, costi e duplicazioni? Non sarà perchè ogni ente solidaristico ha la sua presidenza, consiglio d'amministrazione, uffici, segretarie, autisti, viaggi e studi di fattibilità, ecc.? Cioè che lo scopo solidaristico sia quello di far campare i personaggi coinvolti nell'organizzazione? A questo punto mi torna in mente un episodio di oltre trent'anni orsono.
Una signora, ben introdotta negli ambienti artistici, convinse un parlamentare a chiedere all'Unesco l'autorizzazione a vendere un disco musicale i cui proventi sarebbero stati devoluti per uno di quei tanti scopi benefici solennemente proclamati in favore dei bambini. Dopo un anno di smercio del disco in questione e al momento del rendiconto da inviare all'ente internazionale, insieme al ricavato, il consuntivo, grosso modo, sono passati più di trent'anni, detratte le spese di incisione del disco, per gli orchestrali, i cantanti, la distribuzione, l'aggio ai venditori, la pubblicità, l'organizzazione, ecc., dette un utile dell'1 x mille da destinare agli scopi preposti.
Se cooperare vuol dire aiutare gli altri a svilupparsi, quindi anche dal punto di vista della crescita culturale, molti centri di istruzione professionale mantenuti dalle istituzioni pubbliche, nei quali gli allievi al termine del corso ne sanno quanto all'inizio, non sono altro che un modo mascherato di stipendiare i docenti. Ne è infrequente constatare un tale andamento anche all'università, quanti sono i corsi con solo sei o dieci studenti che potrebbero benissimo prepararsi l'esame studiando i testi comodamente a casa, liberando così lo stato dal mantenere un accademico incapace di solleticare le intelligenze e fare proseliti?
Al giorno d'oggi vediamo banche, compagnie d'assicurazione, imprese internazionali di costruzioni, grandi aziende manifatturiere e di commercializzazione spacciarsi per cooperative, perchè originariamente i fini statutari erano quelli. In origine, forse, ma oggi sono delle multinazionali.
Ha quindi ancora un senso classificare questi colossi come cooperative? Non è il caso di rivedere alcuni parametri? Cioè stabilire un tetto al fatturato o al bilancio economico e un preciso campo d'intervento. Diversa è una piccola cooperativa su base locale da una su scala nazionale. Spesso non si è più in presenza di cooperazione o solidarietà ma di una rete mantenuta con denaro pubblico ma strutturata e amministrata in modo privato.
C'è un difetto di comunicazione tra i cittadini, usufruitori finali della cooperazione, e gli strumenti (cooperative, associazioni, ecc.) attraverso cui si raggiungono gli scopi cooperativistici.
Le cooperative somigliano ai condominii, tutti i condomini auspicano migliorie per un maggior decoro dello stabile ma, come in politica, ognuno ha una sua ricetta che è migliore delle altre; di questo passo il palazzo diventa fatiscente ed i problemi si aggravano.
La comunicazione, se ben utilizzata, in ogni campo, può evitare molte incomprensioni e successive difficoltà. Basta concepirla come comunicazione a due vie: informare il pubblico, informandosi, contemporaneamente, sui desiderata dello stesso.


Effemeridi # Berlusconi in trappola

Le candidature di Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini, annunciate dai due leaders per le elezioni politiche del 2006 a sostegno delle rispettive liste e nel quadro dell'alleanza nella Casa della Libertà, con Silvio Berlusconi candidato alla riconferma a palazzo Chigi, potrebbero rilevarsi una trappola per il presidente del Consiglio uscente se la somma delle preferenze prese da Casini e Fini dovessero superare i voti personali presi da Berlusconi.
In tal caso sarebbe dimostrato che il paperone Berlusconi non avrebbe più seguito politico e che l'alleanza di centrodestra si manterrebbe in piedi grazie all'apporto degli alleati. La conseguenza sarebbe l'addio alla riconferma a palazzo Chigi e alla scalata del Colle. Berlusconi si troverebbe costretto, nel caso si verificasse questa ipotesi, a ripiegare sulla guida della riorganizzazione del partito dei moderati.

05 dicembre 2005

Effemeridi # Andreotti/Ciampi

Il dato politico più interessante del 2006 non sarà le elezioni politiche e neppure le amministrative di Roma ma l'elezione del Capo dello Stato.
Con riferimento al nostro post "Verso la gerontocrazia" (07.08.05) non ci meraviglieremmo se i candidati dei due schieramenti fossero due vegliardi, ma ancora in gamba: Azeglio Ciampi per il blocco di centrosinistra e Giulio Andreotti per quello di centrodestra; gli unici n grado di pescare voti nell'altro schieramento.
Per fortuna del Paese due personalità di tutto rispetto, esperienza e lungimiranza.

03 dicembre 2005

Bacheca # Introduzione alla demodossalogia

Nel mese di novembre i visitatori al nostro sito sono stati 4.404 con 5.443 pagine viste (24.813 hits). Rispetto al mese di ottobre vi è stato un balzo di quasi mille contatti "unici".
Il successo ci sprona a dar vita, quanto prima, ad un corso interattivo di introduzione alla demodossalogia teorica e pratica consistente in tre post mensili per un totale di quaranta, previsti intorno al 10, 20 e 30 di ciascun mese. I partecipanti potranno sottoporre casi, chiedere informazioni e spiegazioni sugli argomenti via via svolti.

Incontri # Politiche territoriali

  • Lunedì 12 dicembre nell'aula ex serra cà Bacchin a Venezia si svolgerà il seminario internazionale sulle origini, concetti e metodi del "Cultural Planning", cioè l'utilizzo strategico delle risorse culturali per lo sviluppo del territorio, mediante un approccio "sensibile" alle politiche locali. Le relazioni saranno svolte da Franco Bianchini dell'università De Monfort in Inghilterra; Alessandro Leon del Centro ricerche e studi sui problemi del lavoro, dell'economia e dello sviluppo; Antonio Paolo Russo dell'Escola de Turisme dell'universitat autònoma de Barcelona. Informazioni: moretto@iuav.it
  • Venerdì 16 dicembre alla Facoltà di Sociologia dell'università di Urbino Lella Mazzoli dell'istituto Comunicazione e Spettacolo dell'università e Roberto Canditi de "Il Resto del Carlino" presenteranno il libro di Mauro Moruzzi "Reti del nuovo welfare. La sfida dell'e-Care". Il sistema di assistenza, specie per gli anziani, attraverso la rete informatica (telefono, televisione, computer e telefonino), già in vigore a Bologna e Ferrara, destinato a rivoluzionare la sanità e l'assistenza pubblica. Il libro è pubblicato da Franco Angeli.


Documenti # Paolo Orano

Nell'anno accademico 2000/1 alla Facoltà di Scienze Politiche dell'università di Milano, la docente di Storia del Giornalismo Ada Gigli Marchetti è stata relatrice della tesi di Cesare Maraglio su Paolo Orano; rettore della regia università di Perugia, senatore del regno, scrittore, giornalista, primo docente di Storia del Giornalismo (anni '30), direttore della scuola fascista di giornalismo, poi internato a Padula alla fine della seconda guerra mondiale.
Cogliamo l'occasione per ricordare che nelle sue lezioni Orano ha, per primo e in modo sistematico, affrontato l'esame dell'opinione pubblica, nella sua genesi, trasformazione ed influenza, dando vita a quella che successivamente venne definita come "demodossalogia", scienza dell'opinione pubblica, oggi portata avanti dai ricercatori della Sidd.
Un aspetto di Orano ancora poco conosciuto stante la rarità di testi in proposito ma tramandato dal suo assistente Federico Augusto Perini-Bembo che divenne il divulgatore della scienza ed arte dell'opinione pubblica (demodossalogia).

02 dicembre 2005

Effemeridi # Federico Augusto Perini-Bembo

Agli inizi di novembre i veneziani che si sono recati a rendere omaggio ai defunti e gli associati alla Arciconfraternita di S. Cristoforo e della Misericordia hanno ricevuto la pubblicazione trimestrale associativa, n. 4 del 2005. Tra i vari articoli e segnalazioni di indubbio interesse ed utilità, sul giornalino è ospitato anche il demodossalogo Francesco Bergamo che ha tracciato una esauriente biografia del prof. Federico Augusto Perini-Bembo, "massimo esperto al mondo" di quella "scienza che studia l'opinione pubblica" come ha tra l'altro scritto.
Nel suo ricordo Bergamo ha segnalato come l'illustre professore, nato a Venezia nel 1909 ed ivi deceduto nel 1995 in un ospizio per anziani, riposa in un loculo anonimo nel cimitero di San Michele a Venezia, loculo ventunesimo, con la sola scritta sulla lapide "demodossalogo" così come da lui voluto. Ricchissima ed interessante la vita del Perini-Bembo, dichiaratosi sempre veneziano e fondatore di una omonima sede culturale cui donò, poco tempo prima della morte, la sua biblioteca e la documentazione di una vita di studi specializzati sull'opinione pubblica.
Nel concludere il suo articolo il demodossalogo della Sidd Francesco Bergamo, riferendosi al materiale unico ed inedito che risulta abbandonato nella fondazione, ha sottolineato l'importanza della preziosa documentazione chiedendosi "vorrà il Comune acquisirla al suo patrimonio?". Un interrogativo ed una speranza che tutti i demodossaloghi, i vecchi allievi del professore che ancora sono in vita e i nuovi studiosi che hanno avuto il testimone dai decani, sottoscrivono e rilanciano.
Un fatto ci sprona ad avere fiducia, come testimoniato dallo stesso Bergamo sul n. 7 anno 43°, del 25 novembre scorso, sull'Informatore Economico-Sociale". Recatosi al cimitero ha constatato, per la prima volta dopo dieci anni di abbandono, la tomba del professor Perini-Bembo piena di fiori e piantine. Evidentemente l'articolo pubblicato sul trimestrale della Arciconfraternita ha scosso i veneziani che si sono recati a far omaggio ad un loro illustre ma semisconosciuto concittadino. "Rispetto della tradizione o forza dei media?" si è chiesto l'autore dell'articolo, compiacendosi per il risultato raggiunto: "attirare l'attenzione sulla storia di Perini-Bembo e sulla sua scienza". Un plauso a Bergamo da tutti i colleghi demodossaloghi e dalla Sidd.

Incontri # La formazione sociologica

  • Il 12 dicembre la Conferenza dei presidi delle Facoltà di Sociologia ha indetto una giornata di studio su "La formazione sociologica", presso la Facoltà di Roma in via Salaria 113. Informazioni: alessandra.decataldo@uniroma1.it
  • Evidentemente qualcosa non funziona nel percorso sociologico dell'università italiana se anche l'Ans, l'associazione dei laureati in sociologia, ha organizzato il 16 dicembre, a palazzo Baldassini presso l'istituto Luigi Sturzo, un convegno su "La formazione nel mondo del lavoro" per interrogarsi sulle possibilità occupazionali dei sociologi e il necessario aggiornamento didattico per essere al passo coi tempi. Informazioni: ans@ans-sociologi.it