dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

30 gennaio 2006

Documenti # Pubblico e messaggi

Dalla relazione "Interpretare l'opinione pubblica o i comunicatori?", presentata allo VIII Convegno nazionale di demodossalogia il 13 maggio 2000, stralciamo dei brani attinenti ai rapporti tra comunicazione pubblicitaria e pubblico.
In politica la par condicio è un alibi per chi non sa usare gli strumenti del comunicare; a parità di condizioni vince la comunicazione più credibile ma anche tra un messaggio pubblicitario denominato A e posto uguale a 100% ed uno denominato B e posto uguale a 25% - come acquisizione di spazio nei mass media - risulterà vincitore non quello che avrà occupato più spazio (100%) con maggiori costi di bilancio economico ma quello che avrà saputo stabilire la combinazione più conveniente tra il pubblico, lo strumento e la motivazione (l'aspirazione cui tendere).
Molti messaggi pubblicitari televisivi o sui giornali, bellissimi dal punto di vista della creatività, sono di efficacia ridotta - rispetto al rapporto costo/spazio pubblicitario - per quanto attiene allo stimolo all'acquisto di quel prodotto o servizio.
[...]Per i demodossaloghi l'emittente (dell'informazione) ed il ricevente spesso non sono sullo stesso piano: una cosa è la chiacchiera tra due massaie e il discorso tra due filosofi, un'altra la conversazione tra filosofo e massaia o un articolo specialistico per un estraneo alla materia. Tra un chimico ed un contadino che ha visto la distruzione dei suoi raccolti saranno diversi anche gli interessi: il primo ricercherà le cause dell'inquinamento, il secondo a chi attribuire il danno ed il risarcimento. (Vedasi in proposito l'intervento sul n. 313 dell'ottobre 1996 di "Scienza e Tecnica", mensile della Sips)
La banale frase "domani sarà una brutta giornata" può avere diverse interpretazioni: per lo studente sarà riferita all'annunciata interrogazione, per il postino alle previsioni meteorològiche, per l'operatore di borsa al mercato dei cambi. E' il contesto ambientale che dà significato alle espressioni e alle azioni! [...]
E' questo il motivo per cui l'indagine demodossalogica non si rivolge a campioni estratti fra la popolazione (metodo statistico) ma solo a campioni scelti tra quel determinato pubblico in quel particolare ambiente (a prescindere dalla condizione socio-anagrafica), nella convinzione che i riferimenti concettuali degli interpellati coincidano con le aspirazioni collettive di quel pubblico.

Quanto sopra vale anche per i messaggi pubblicitari: sono efficaci se rivolti ad un determinato pubblico interpretandone le aspirazioni ed il linguaggio.

Effemeridi # Campagna elettorale

Silvio Berlusconi si è infilato in un cul de sac: con o senza par condicio ha iniziato troppo presto la sua campagna elettorale televisiva. E' infatti dimostrato statisticamente che dopo trenta giorni di apparizioni in tv il messaggio politico perde efficacia e dopo circa cinquanta giorni incomincia a perdere i consensi acquisiti. Novanta giorni dopo la prima apparizione l'utente televisivo non ricorda più (nel suo insieme) il messaggio percepito mesi prima annullando, così, l'effetto propagandistico voluto. Ovviamente parliamo di campagne elettorali e non di messaggi pubblicitari commerciali.
Viene allora da chiedersi, chi ha consigliato Berlusconi? Mentre sono indovinati (per dimensione, colore, frasi e tempestività di visibilità) i cartelloni stradali (quelli senza la faccia del premier), ciascuno diretto ad uno specifico pubblico, le apparizioni televisive saranno offuscate dalla distanza troppo lunga dal giorno fissato per le votazioni.
Ma se Berlusconi ha sbagliato strategia (a meno che non abbia carte segrete da giocare) per conquistare i moderati indecisi, la sinistra non è in migliori condizioni. Ora che i leaders della coalizione si sono messi d'accordo sui seggi sicuri l'onere della lunga campagna elettorale ricadrà tutto (o quasi) su Romano Prodi, Francesco Rutelli e Piero Fassino. L'evidente difficoltà della sinistra sulla coerenza etica dei compagni dell'Unipol li spinge ad un fair play nelle accuse al primo ministro e ad implorare la discussione sui programmi. Ma quali? Un libro di oltre duecento pagine è per gli addetti ai lavori (persino molti dirigenti di sinistra confessano di non averlo letto tutto), al popolo servono poche ma chiare idee su problemi concreti.
Sin d'ora possiamo dire che i vincitori della competizione elettorale saranno Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini.

Corso # 1 # Introduzione

Il corso online di lineamenti di Demodossalogia (vedasi il post del 05.01.06) si propone di fornire un minimo di conoscenze teoriche e pratiche a quanti intendono accostarsi allo studio dell'opinione pubblica o della demodossalogia, così come impartito dai maestri storici e successivamente emerso nei convegni, nelle ricerche e nei seminari svolti dalla Sidd, il cui statuto prevede la divulgazione e l'aggiornamento della disciplina.
L'opinione, secondo Jacques Bénigne Bossuet (scrittore ed oratore nato a Digione il 27 settembre del 1627 e morto nel 1704), è un grado intermedio fra il dubbio e la certezza. Nessuno vuole essere nel dubbio così come nessuno può essere certo della verità, si parla e si scrive esprimendo quindi delle opinioni: l'idea che ci siamo fatti sull'argomento, senza conoscerne la verità e senza porci dubbi sulle nostre opinioni.
Per Sebastien Roc Nicolas Chamfort (uno scrittore francese nato nel 1740 e deceduto nel 1794) l'opinione pubblica è un controsenso, per cui se un uomo di 30 anni seduce una ragazza di quindici è lei che è disonorata.
Famosa la frase di Abramo Lincoln: Con l'opinione pubblica dalla nostra parte tutto riesce, con l'opinione pubblica contraria tutto fallisce.
Per i demodossaloghi l'opinione pubblica è un complesso di idee, sentimenti, pulsioni, che spinge un gruppo di esseri umani a reagire ed agire identicamente di fronte a certi fatti d'attualità connessi ai problemi della vita sociale.
La demo-dossa-logia è lo studio dell'opinione pubblica. Dal greco demo=popolo, doxa=opinione, logos=parlare, quindi parlare dell'opinione del popolo, cioè dell'opinione pubblica. Doxa era la dea dell'apparenza contrapposta all'episteme (la verità).
La denominazione di Demodossalogia fu "resa ufficiale nel convegno della stampa e della carta di Parma e Salsomaggiore (1940)". Il termine fu oggetto di discussioni cui parteciparono "concordando per la soluzione adottata" il rettore della regia università di Torino Emilio Bodrero, il rettore della regia università di Perugia Paolo Orano, e molti altri docenti illustri; così come è tramandato delle dispense universitarie di Federico Augusto Perini-Bembo. I primi ad adottare il termine demodossalogia, per indicare lo studio dell'opinione pubblica, furono Paolo Orano e Perini-Bembo.
Secondo il Dizionario illustrato della lingua italiana di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli la disciplina è "lo studio dei presupposti psicologici e sociali dei processi informativi e formativi dell'opinione pubblica, ai fini di stabilire la combinazione più conveniente tra la notizia, il pubblico e lo strumento di diffusione". La demodossalogia non è da confondersi, come fanno ancora molti docenti universitari, con la dossologia (laudazione, glorificazione), demodossologia (rito religioso popolare) o la demodossametria (tecnica di sondaggi dell'opinione pubblica) in quanto ha propri concetti e metodi che, nello scorso secolo (come citavano le vecchie dispense universitarie), la ponevano come "scienza e arte" accanto alla sociologia e altre discipline.
Le origini della materia possono farsi risalire al 1928, quando in seguito all'istituzione dell'albo dei giornalisti il governo affidò a Paolo Orano (senatore del regno, rettore dell'università di Perugia, primo docente di Storia del Giornalismo, scrittore e giornalista) la direzione della Scuola fascista di Giornalismo, che doveva abilitare alla professione e all'iscrizione nell'albo senza il requisito del praticantato.
La demodossalogia è legata al nome di Federico Augusto Perini-Bembo che la divulgò nell'intero arco della sua vita, prima come assistente di Paolo Orano, poi come libero docente di Storia del Giornalismo alla Facoltà di scienze politiche de La Sapienza a Roma; oltre a qualche anno accademico all'università di Perugia, nei corsi medi e professionali e - soprattutto - quale docente di demodossalogia all'Università internazionale per gli studi sociali Pro Deo, a Roma.
Perini-Bembo nacque a Venezia il 31 marzo del 1909 ed ivi morì il 26 aprile 1995, sulla sua tomba c'è la sola epigrafe "demodossalogo", eppure poteva vantare il grado di generale, almeno sei lauree, l'abilitazione professionale di avvocato e giornalista, e così via. Tra l'altro fu capo ufficio stampa delle Acli nazionali, redattore viaggiante del settimanale "L'Europeo" e ricoprì incarichi per il governo Tambroni, il ministero dell'Educazione nazionale (in epoca fascista) e nel dopoguerra per il ministero della Pubblica Istruzione.

26 gennaio 2006

Pubblicazioni # Gennaio

  • Il n. 9 anno 43° del notiziario dell'Agenzia Informatore Economico Sociale del 25 gennaio;
  • Sulla rivista Indipendenza le effemeridi degli avvenimenti internazionali dal 1 al 15 gennaio che i mass media non hanno detto o sottovalutato;
  • Notizie in... Controluce n. 12 anno XIV, dicembre 2005, diretta da Armando Guidoni;
  • Il 30 c.m. uscirà su www.opinionepubblica.com il primo numero del corso online di Introduzione alla Demodossalogia.


22 gennaio 2006

Incontri # Istituto Luigi Sturzo

All'Istituto Luigi Sturzo, a Roma palazzo Baldassini via delle Coppelle 35, sono previsti, tra gli altri, i seguenti incontri:
  • Presentazione dei volumi "I media" e "La violenza televisiva", venerdì 10 febbraio, ore 17.00, da parte di Alberto Abruzzese, Fausto Colombo, Andrea Granelli e Bruno Sanguanini.
  • Mercoledì 1 marzo, ore17.00, "L'euro, ragioni e lezioni di un successo sofferto". Presiede Carlo Scognamiglio Pasini, interventi di Paolo Baratta, Innocenzo Cipolletta, Luigi Paganetto.
  • Lunedì 6 marzo, ore 16.30, Roberto Cipriani introdurrà il dibattito sul volume di Gunther Teubner "La cultura del diritto nell'epoca della globalizzazione. L'emergere delle costituzioni civili", interverranno Simona Andrini, Carlo Donolo e Riccardo Prandini. Moderatore Pierpaolo Donati.


20 gennaio 2006

Confronti # Le tre anime

Approfondendo gli studi sul movimento ondulatorio di Toddi, la Sidd ha intrapreso da tempo la strada dell'applicazione delle costanti all'elaborazione dei fatti sociali, come sostenuto all'VIII Convegno nazionale di demodossalogia (Mira, maggio 2000):
Possiamo porre a comune ripetibilità (tra gli esseri viventi: animali e vegetali) il fenomeno della ciclicità o movimento teso alla crescita o dilatazione nell'ambiente, ricompattando la separazione delle scienze e dei linguaggi su convergenze intellettuali e costanti scientifiche?

Da uno studio dell'ing. Francesco Maria Piccari estrapoliamo dei concetti che suonano affini alle enunciazioni di Toddi e alle ricerche della Sidd.
[...]Perchè noi produciamo anidride carbonica?
Perchè le bestie producono anidride carbonica?
Perchè i vegetali producono anidride carbonica?
Se tutti gli animali, se tutti i vegetali, chi più chi meno, produciamo anidride carbonica ciò vuol dire che le persone umane, le bestie, i vegetali sono simili in questo. Sono uguali nel produrre lo stesso identico gas. Che è un bio-gas, se bio vuol dire vita. E lo vuol dire. Quindi il biossido di Carbonio è un gas che viene prodotto indifferentemente dagli uomini, dai topi e dai gelsomini.
Su questa similitudine nacque l'idea che l'Uomo avesse tre anime. Lo disse Platone e lo ripetette Aristotele. Non si conosce nessun essere vivente dotato di quattro anime. Ogni anima è un numero senza virgola. Non c'è l'anima uno virgola cinque, uno e mezzo, tre mezzi. L'anima non è un numero razionale, cioè un numero che porta la virgola. L'anima razionale di numero ovvero l'anima di numero razionale non esiste.
Coloro che dissero che l'anima umana è razionale non sapevano che, per essere razionali, è necessaria, ma non sufficiente, una virgola.
Che cosa hanno a che vedere le anime di uno stesso soggetto con il biossido di Carbonio e con la molecola d'acqua? La risposta è facile. Chi ha tre anime è simile a chi ha tre atomi; ogni anima è atomo, se è vero che atomo significa "privo di pezzi da tagliare". Mezzo atomo non esiste. Mezza anima non esiste. Dunque l'anima è atomica e l'atomo è animale. Questo è corretto se vogliamo parlar bene!
Qui si nota uno sconfinamento nella filosofia. Era inevitabile, giacché la Scienza era chiamata, per esempio da Newton, la Filosofia della Natura. La scienza e la filosofia non richiedono la fede. Quindi, in questo, sono simili, se non addirittura uguali. La scienza odierna è molto, ma molto, ma molto più astratta della metafisica, sicchè la filosofia è una branca della scienza, poichè sul campo da gioco calcistico, in fatto di astrazione, la Scienza batte la Metafisica per nove a zero. Questo oggi. Nel Medioevo era l'opposto. La Metafisica batteva la Scienza dieci a zero. Oggi la Fisica contemporanea, la Fisica dei quark tanto per intenderci, è Metafisica, vale a dire che è Filosofia.
Se l'anima umana è trina, triplice, triadica, trinitaria, trimurtica, tripletta e ternaria come la molecola dell'acqua e come la molecola dell'anidride carbonica, nulla vieta che il vapor d'acqua e il biossido di carbonio siano "prana", cioè respiri, sospiri, fiati (prana è parola sanscrita).
La letteratura racconta che l'anima umana, quando esala, lascia a terra le altre due anime, quella delle rose (o gelsomini) e quella degli scimpanzè sapienti una sola volta e non due volte come i sapienti-sapienti (gli umani). Tutte e due le anime sono allo stato gassoso, a meno che la terza anima non sia un gas, ma un plasma, che è il quarto stato della materia. Se poi l'anima umana non è materiale allora non è allo stato di plasma. [...]


19 gennaio 2006

Confronti # Cicli e coincidenze

Proseguendo nella ricerca delle convergenze e delle costanti tra scienze naturali e scienze sociali pubblichiamo uno stralcio tratto da una relazione dell'associato alla Sidd ing. Francesco Maria Piccari:
[...]Cominciamo a ricordare la differenza tra atomo e molecola. L'atomo è un sistema di tipo tolemaico e copernicano. Tutto dipende da chi gira intorno a chi. Attorno al nucleo girano gli elettroni. Se il nucleo è la Terra, il sistema è tolemaico. Se il nucleo è il Sole, il sistema è copernicano. Per la verità scientifica va detto che il sistema solare non è nè tolemaico, nè copernicano. Tolomeo si era sbagliato. Copernico si era sbagliato. Eleutero aveva visto giusto: la Terra ed il Sole girano intorno al baricentro di tutto il sistema solare, fatto da una stella, di pianeti, di asteroidi e di comete.
Detto questo (che nessuno sembra voler ricordare) diciamo che, per fare una molecola servono, come minimo due atomi, magari anche uguali, o anche differenti. Il numero due è importante a tal punto che in varie lingue esiste il cosi detto duale, che non è nè il singolare, nè il plurale, ma che ha una sua specifica differenza. Curioso il fatto che la lingua eschimese ha il numero duale, come il greco, come l'ebraico, come l'arabo e altre lingue. In italiano il duale di "uomo" fa "uom-ini" con la desinenza in "ini" invece della sola vocale "i". Lupo, singolare; lupi, plurale. Non si dice lup-ini, invece si dice uom-ini. Questo è l'unico caso duale in italiano.
In ebraico, che altro non è che la lingua egizia di Mosè, Adamo indica i primi due uomini, cioè Lui e Lei. Nella lingua svedese ci sono quattro generi: il maschile, il femminile, il neutro, il reale. Quindi, in generale, i generi sono quattro ed i numeri sono tre. Viene fuori la somma uguale a sette. Che significa questa coincidenza con i giorni della settimana?
Sette sono i cosiddetti Periodi chimici degli atomi. Questo significa che le caratteristiche degli atomi si ripetono dopo sette casi, così che tutti gli atomi si possono mettere in una tabella che ha sette righe, come gli spartiti delle orchestre, giacchè le chiavi musicali sono sette. Questo sette non lo si ritrova nei casi grammaticali, che in greco sono quattro, in latino sono sei ed in sanscrito sono otto. Il greco ed il latino sono dialetti del sanscrito, che è la lingua antica degli Indiani o anche la lingua degli Indiani antichi. Ma, per concludere, il numero sette dice che dopo sette giorni da un dato giorno qualsiasi viene un giorno che porta lo stesso nome. C'è una ripetizione. Dopo un lunedì arriva un'altro lunedì e poi, ancora, un altro lunedì; cioè sempre un lunedì dopo sette giorni a partire da un lunedì.
Questa ripetizione si chiama ciclo, circolo, cerchio, ma non nello spazio della geometria, bensì nel tempo della cronologia, cioè, in definitiva, nella Fisica: nella Natura.


17 gennaio 2006

Effemeridi # Privacy e Opinion Leaders

Gli onorevoli Massimo D'Alema e Piero Fassino (ma non solo loro) si sentono al centro di un complotto, sono stati spiati ed il loro telefono è stato messo sotto controllo. Ma come, si intercettano i telefoni dei deputati? Non occorreva l'autorizzazione preventiva del Parlamento, e quindi anche dei sottoposti ad intercettazione? E questo anche se, per ipotesi, un cellulare di un parlamentare sia casualmente prestato ad un malavitoso.
Per la verità non sono solo i politici ad essere preoccupati o mostrarsi indignati, ci sono anche gli artisti e recentemente i finanzieri emergenti. Ma come, tutti questi vip - Very Important Person - non sollecitano in continuazione spazio su tv e giornali per accrescere la popolarità ed i consensi? Non sono tutti personaggi in mostra, cioè pubblici? O lo sono solo quando fa loro comodo? Così come le attrici o le ballerine di terza fila anelano ad immortalare il loro fondo schiena sui mass media o i calendari (cosa non si fa per un poco di pubblicità) anche i politici cercano spazio nei talk show. Ma se vogliono essere al centro dell'interesse devono sapere che la privacy per loro non vale.
Oltretutto i politici fanno parte di una istituzione: il Parlamento e, in quanto opinion leaders, devono essere e comportarsi da esempio per l'intera Nazione. L'evoluzione politica, culturale e sociale di un popolo trae linfa dagli esempi che vengono dall'alto, cioè dalle istituzioni. Se, per ipotesi, un gruppo di parlamentari, in modo bipartisan, attinge illegalmente alle casse pubbliche o si fa leggi su misura, come dovrebbero comportarsi i sudditi, cioè gli elettori?
Quando l'esempio viene da un maestro gli allievi lo imitano. A maggior ragione i parlamentari che additano nell'altra parte politica gravi scorrettezze vantando la loro speculare linearità dovrebbero, a maggior ragione, mostrare più trasparenza degli altri, consentire la diffusione delle loro intercettazioni, rendere pubblici tutti i loro conti correnti in Italia e all'estero e le loro proprietà, prima e al termine del mandato parlamentare.
Questa sarebbe vera democrazia, governo di popolo, cioè di uguali insieme ad altri uguali.

15 gennaio 2006

Effemeridi # Politici ingenui

Massimo D'Alema e Piero Fassino hanno peccato di ingenuità; pensavano di cavalcare il Toro (come si dice della Borsa nei momenti di euforia) invece sono stati disarcionati dall'asino (un animale noto per la sua scontrosità e scarsa intelligenza).
Due ingenui, ai vertici di un qualsiasi partito, non possono che fare danni alla coalizione che rappresentano. Senza scomodare Nicolò Machiavelli, la lotta politica è una lotta dura, di giganti, anzi di cinici. Quello che in altri campi potrebbe essere considerato un valore in politica è un disvalore, anzi una penalizzazione.
Che ci sarebbe stato di male se addirittura fosse stato il cardinale Camillo Ruini (che, in quanto religioso, nulla ha da spartire con la terrena pecunia) a telefonare agli amici del quartierino per informarsi su quanto appreso dai giornali? Oltretutto l'ex presidente dell'Unipol Giovanni Consorte era divenuto una specie di Call center, oltre a D'Alema e Fassino chiamavano il ministro Tremonti, l'ex presidente della Repubblica Cossiga, il presidente della Camera Casini, l'on. Rutelli, ed altri. Tutte "istituzioni" che, nel loro ruolo, si informavano; allora tutti ingenui? Anche le alte cariche dello Stato?
Purtroppo è nel genoma dei partiti mettere le mani su pezzi dello Stato e dell'economia per sistemare i protetti e trarne alimenti. Scagli la prima pietra quel politico che non l'abbia mai fatto.
Le perplessità sorgono quando si apprende che anche la banca del movimento cooperativo è coinvolta in un giro di vero e proprio falso in bilancio (reato ridimensionato con una delle ultime leggi di Berlusconi ma che, evidentemente, fa comodo a tutti; comprese le cooperative rosse) con spostamenti sospetti di valuta.
Che gli imprenditori capitalisti, un pò per necessità e un pò per lucro, falsino i bilanci è risaputo ma che lo faccia la cooperazione, nata sulla mutualità dei soci, desta più di una preoccupazione; così come potrebbero destare perplessità le eventuali reticenze e bugie dei politici.

Pubblicazioni # Briciole di saggezza

In uno dei nostri primi post (27.10.04) è riportata la sintetica biografia di Dora Drago Lopez Jordan, cav. lav., giornalista, scrittrice e docente di materie letterarie nei licei per quasi quarantanni; ma soprattutto demodossaloga ed ultima allieva vivente tra coloro che appresero la demodossalogia da maestri come padre Felix Morlion, Federico Augusto Perini-Bembo e Michele del Vescovo all'università internazionale degli studi sociali Pro Deo, a Roma prima degli anni '50 dello scorso secolo. Tra l'altro Dora Drago è socia della Sidd sin dalla nascita dell'associazione, ove ha presentato - insieme all'indimenticabile Maria Castorina - il contributo degli ex allievi per ricordare i docenti e gli amici scomparsi, il 4 dicembre 1995 nella Sala dei Papi del convento di Santa Maria della Minerva a Roma.
Lo scorso dicembre l'editrice Libroitaliano World ha pubblicato le ultime due, per ora, opere letterarie di Dora Drago:
  • "Briciole di saggezza", una raccolta di aforismi di questo e dell'altro mondo, ripartiti in tre filoni (ognuno con le sue sottovoci): homo cogitans, homo amans e homo orans; una raccolta di pensieri che spazia da Dante ad Einstein, da Sofocle a Confucio, e soprattutto tanti dello scomparso consorte Rafael Lòpez Jordàn, giornalista, scrittore, vicerettore in una università in Argentina e docente demodossalogo, con applaudite lezioni sull'effemerocritica della comunicazione politica. Un libro, come sostiene l'autrice, per renderci più degni di fregiarci del titolo di uomini, attraverso la saggezza, patrimonio comune di tutte le civiltà, di ieri, come di oggi e domani. Quella saggezza che ci fa fratelli.
  • "Amor che move il Sole e l'altre stelle" (Dante, Paradiso, XXXIII,145) è invece un romanzo che trae spunto da un'idea e alcuni appunti di Rafael Lòpez Jordàn. Un modo per onorare e ricordare agli amici il coniuge scomparso attraverso la realizzazione di un'opera che, pur essendo di fantasia, ha sentimenti e ideali dei vari "autentici" personaggi del romanzo.
Per saperne di più sull'autrice, il coniuge e le varie pubblicazioni: www.verdeinverno.altervista.org

14 gennaio 2006

Effemeridi # Il complotto di Berlusconi

Silvio Berlusconi aveva le carte vincenti ma se le è giocate per un bluff. Ciò rientra nel suo carattere, quello di sentirsi il più furbo di tutti tanto da poterle sparare grosse, mentre in politica ed ai vertici aziendali a volte occorre tacere e spesso essere diplomatici.
Le sue impudenti manifestazioni goliardiche delle corna nella foto ricordo, degli apprezzamenti di cattivo gusto nei confronti di una donna ministro nella Cee, ecc. hanno fatto il giro del mondo e sono l'indice della sua disinvoltura nel parlare senza pensare.
Nella trasmissione televisiva "Porta a porta" per sostenere le sue tesi ha accusato i Ds di manovre sulla Bnl, sfidato da Fausto Bertinotti ad andare in tribunale a denunciare le informazioni in suo possesso non ha potuto tirarsi indietro, per sostenere il punto di vista nei confronti dei telespettatori. E' penoso, ha riferito dei pettegolezzi su una cena.
Poteva accusare Massimo D'Alema e Piero Fassino di essere dei mentitori: prima hanno plaudito all'opa dell'Unipol sulla Bnl, poi hanno negato di avere costanti rapporti con Giovanni Consorte, infine se ne sono usciti con: ci eravamo fidati, abbiamo sbagliato.
Berlusconi poteva mettere in relazione il comportamento di D'Alema e Fassino con il costume americano di considerare grave colpa mentire agli elettori, tale da far dimettere persino il presidente degli Usa. Al popolo dei "trinariciuti", come Giovannino Guareschi chiamava i compagni del Pci, prima o poi sarebbe venuto il dubbio che chi mente sulle cose semplici e non punibili dal codice forse ha l'abitudine di mentire anche nella normale vita politica.
Tre mesi di campagna stampa e tv avrebbero indispettito qualche trinariciuto spingendolo all'astensione o tra le braccia di Bertinotti.

11 gennaio 2006

Effemeridi # D'Alema/Fassino

L'ex presidente dell'Unipol, Giovanni Consorte, non è uomo di partito né rientra nella cerchia degli amici dello staff dirigenziale dei Ds. Le poco più di quindici telefonate fatte da Massimo D'Alema e quelle di Piero Fassino, all'artefice di una manovra finanziaria di vaste proporzioni, furono svolte per attingere notizie di prima mano su una scalata che coinvolgeva il movimento cooperativo, idealmente collaterale e con solidi legami con la sinistra, se non altro per ragioni culturali e storiche.
I due leaders dei Ds, per loro stessa ammissione, "non hanno capito" la portata della posta in gioco ed i riflessi: "si sono fidati e hanno sbagliato". Lo scambio di informazioni su affari e politica (anche economica) fu finalizzato per calibrare la regolamentazione del mercato capitalistico secondo l'ottica riformatrice del partito, ma è stato un peccato di "ingenuità".
E' mai possibile che ai vertici dei Ds vi siano persone così ingenue che non capiscono che non si ottengono informazioni da sconosciuti ma che le "riforme" si fanno in Parlamento, con proposte e leggi e non con accordi o semplici contatti con i capitani della vituperata finanza capitalista, anche se nei panni delle cooperative? Oltretutto all'insaputa dei colleghi di partito.
D'Alema e Fassino, essendo due parlamentari, per giunta cresciuti all'interno del maggior partito di sinistra, che della moralità ne fa e ne ha fatto impegno solenne, sono al di sopra di ogni sospetto di interesse personale; ma proprio per questo, per dimostrare il loro attaccamento all'ideale che professano e al partito, e per respingere maligne insinuazioni dovrebbero dimettersi dalle cariche e saltare un giro elettorale non ripresentandosi quali candidati alle prossime politiche. In tale modo eviterebbero che una parte del popolo della sinistra volti le spalle ai Ds danneggiando la coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni politiche, poichè l'immagine conta molto per l'opinione pubblica e può avere effetti insospettabili.
Se l'Unione dovesse perdere, la sconfitta avrebbe nome e cognome, anzi due.

10 gennaio 2006

Effemeridi # I moderati indecisi

I quotidiani odierni danno conto degli ultimi sondaggi elettorali effettuati da un noto docente universitario e dalla sua equipe, dotati di una strumentazione e cospicui contributi finanziari; ne risulta che il 43% degli elettori ancora indecisi sono nell'area di centro, cioè dei moderati di destra.
Col semplicissimo metodo della inde e l'aiuto dell'effemerocritica il 16.11.05 nel post Vincerà la sinistra? e il 08.12.05 in La Tav avevamo scritto:
[...]un milione di voti tra gli indecisi su quale lista orientarsi.
[...]La sinistra non ha capito che i voti che potrebbero far vincere Berlusconi sono nell'area della destra incerta se recarsi alle urne.


09 gennaio 2006

Documenti # Mussolini sei immortale

Nelle conversazioni amichevoli il maestro della demodossalogia Federico Augusto Perini-Bembo ha più volte dichiarato di essere stato l'autore dello statuto del Movimento Sociale Italiano e che la sigla del partito (Msi) sottintendeva 'Mussolini sei immortale'. A sostegno delle sue affermazioni esiste un foglietto di otto pagine, stampato nel 1948 dall'allora Istituto poligrafico editoriale meridionale con sede a Napoli in via Conte di Mola 102, per iniziativa dell'Ispettorato regionale Belluno-Friuli/Venezia Giulia-Dalmazia del Movimento Sociale Italiano.
In tale pubblicazione, distribuita ai congressisti del 1° Congresso nazionale del Msi (Napoli 27-29 giugno 1948), si dice che "il precongresso" regionale svoltosi a Gorizia il 20 giugno 1948 "ha approvato all'unanimità, quale base di discussione, in sede di Congresso Nazionale, lo Statuto compilato e proposto dal prof. F. A. Perini-Bembo, con alcuni emendamenti, già incorporati nello schema che segue."
Al precongresso nazionale di Gorizia (1° congresso regionale) furono convocati e parteciparono: l'ispettore regionale Perini-Bembo; i vice ispettori Rustia-Traine e Parovel; i segretari provinciali eletti Bacchetti (Belluno), Biancuzzi (Udine), Gandolfi (Gorizia), Carpenetti (Monfalcone), Cavallaro (Trieste), Medelin (Pola e Istria), Cergnar (Fiume e Carnaro), Lino (Zara e Dalmazia); i delegati eletti al congresso nazionale Zanenga, Ballico, Della Pietra, Maddalena, Todeschini, Orzan, Coschina, Cavazza, De Calò, Donati, Massi, Plos e Apollonio.

Pubblicazioni # Segnalazioni

  • Luciano Pellicani in "Dalla società chiusa alla società aperta" (Rubbettino editore, 2002) ha ripercorso le tappe fondamentali della drammatica transizione della società attraverso mille conflitti di interessi e valori.
  • L'editore ETS ha pubblicato nel 2004 una selezione degli scritti del settantenne storico della scienza e del costume Gino Arrighi (Lucca 1906-2002) in "La matematica dell'età di mezzo".
  • Dalla rivista on line di gennaio Scriptamanent (Rubbettino editore) segnaliamo: Ipotesi per una valorizzazione dei beni archeologici, di Maria Colangelo. Un'analisi del socialismo umanitario di Emmanuel Monnier, di Eleonora Rao. Problematicità e prospettive della didattica della Storia contemporanea, di Luigi Ambrosi.
  • Su Indipendenza servizi su: lo scontro geoeconomico per il controllo delle risorse energetiche; l'indurimento giudiziario europeo in nome dell'antiterrorismo.
  • Gli ultimi due libri di Dora Drago Lopez Jordan, editi nel 2005 da Libroitaliano World di Ragusa, sono visitabili sul sito Verdeinverno: "Amor che move il sole e le altre stelle" (romanzo) e "Briciole di saggezza" (aforismi di questo e dell'altro mondo).
  • Sul n. 8 anno 43 dell'Informatore Economico Sociale, diretto da Francesco Bergamo: Tina Anselmi (ex parlamentare Dc) e l'opinione pubblica. Un'analisi dell'ultimo viaggio in Cina del presidente Bush.


08 gennaio 2006

Confronti # La demodossalogia di Toddi

Con riferimento al post Toddi e la demodossalogia riportiamo, dalle pubblicazioni citate nel suddetto post, le attinenze demodossalogiche della Sidd coincidenti filosoficamente con la scuola di Toddi, specificando che le ultime impostazioni scientifiche dicono che la Terra compie il suo percorso nello Spazio mediante una traiettoria simile al volo delle api (altra coincidenza?), raffigurabile come un 8 orizzontale e non una spirale come sinora sostenuto dalla Sidd.
Il percorso della Terra nello Spazio, se lo rapportiamo alle elaborazioni di Minkowski-Einstein (l'universo a quattro dimensioni), sembrerebbe disegnare un cono rovesciato. Un cono che racchiude gli eventi succedutesi nel tempo, attraverso la dilatazione nello spazio: una specie di imbuto della memoria che condiziona (in quanto soggetto alle leggi universali che tengono in piedi il Cosmo) gli eventi ed i comportamenti sociali. Una memoria inconscia e collettiva che si protende verso il futuro, verso nuovi percorsi in un continuum inscindibile spazio/tempo. Da milioni di anni il Cosmo, con i suoi abitanti (dai pianeti al regno animale e vegetale), compie il suo percorso regolato, evidentemente, da leggi fisiche universali ed immutabili che governano la terra, l'acqua, il fuoco e l'aria, come ipotizzavano le dottrine filosofiche dei primi pensatori greci protesi alla ricerca di un'unica materia. Secondo Isacco Newton "le particelle di tutti i corpi duri omogenei che vengono a contatto aderiscono saldamente le une alle altre. Dalla loro coesione deduco che sono attratte da qualche forza, la quale, nell'immediato contatto, è grandissima. Esistono dunque in natura agenti capaci di far aderire le particelle dei corpi mediante attrazioni fortissime". Le stesse o similari attrazioni dovrebbero valere per la struttura atomica, la disposizione planetaria o la connessione spirito/materia.
Ci sono molti fatti, specificava Lewin, che giocano un ruolo attivo nel comportamento sociale senza che le persone ne siano consapevoli. Fra questi occorre tener presente la probabilità con la quale l'individuo vede lo stato di cose attuale o futuro in quanto il grado di certezza influenza anch'esso il comportamento. Per prevedere quali mutamenti di condizioni si verificheranno dobbiamo concepire, sempre secondo Lewin, la vita di gruppo come il risultato di specifiche forze all'interno di un più ampio contesto in quanto gli eventi fisici sono, senza eccezioni, conformi a legge. Così come nella formulazione di Albert Einstein non sono le particelle nè le cariche, ma il campo compreso nello spazio tra le cariche e le particelle, che è essenziale per la descrizione dei fenomeni fisici.
Secondo Kurt Lewin gli eventi sociali non si spiegano con l'elemento in sé ma con le relazioni tra gli elementi, tra i fatti che si riferiscono al mondo personale e soggettivo e quelli che sono di ordine ambientale. La condotta è pertanto funzione sia del mondo interno personale che del mondo esterno. In questo modo le aspirazioni, i progetti, i desideri, i giudizi si intrecciano costantemente con le singole situazioni che di volta in volta si presentano e con i valori, le norme ed i fatti che ci circondano, le aspirazioni e il mondo interno degli altri.
Se siamo soggetti al ciclo della vita e se questo ciclo è comune ad altre pluralità umane avremo comuni sensazioni (dolori, desideri, bisogni, comportamenti fisiologici, stimoli mentali, ecc.) che - in aggiunta all'influenza dell'ambiente - ci spingeranno verso comportamenti sociali obbligati da costanti (K) generali ed universali ove l'influenza della ragione umana decide sul tempo (i momenti) e l'ampiezza (la vastità) delle alternative (i cicli) che regolano la contrapposizione delle forze ma non sul risultato finale, poichè il ciclo può essere più o meno breve o lungo (secondo la consistenza delle forze messe in campo dalla cultura, dall'economia e dalla società) ma agisce sempre come una spirale in continua espansione.

Nel post Nuove tematiche vedasi il riferimento ai neuroni di Jean Chavron, interpretandoli come collanti tra la volontà dell'individuo, la memoria inconscia degli eventi succedutisi nel tempo e le relazioni con l'ambiente.

Confronti # Toddi e la demodossalogia

La relazione tra Toddi (il conte Pietro Silvio Rivetta, orientalista di fama internazionale, vedasi il post Benessere integrale), e la Demodossalogia è esclusivamente temporale, nel senso che Toddi, unitamente al padre della demodossalogia Paolo Orano (senatore del regno, scrittore, rettore della regia università di Perugia, giornalista), ed a Pitigrilli (lo scrittore Dino Segre) sono vissuti e hanno diffuso le loro opere agli inizi del secolo scorso, un periodo di grande fervore letterario innovativo (si pensi al Futurismo), sarcastico e nel contempo ricco di spiritualità filosofica.
I tre scrittori, tra loro contemporanei, pur attraverso percorsi ed intenti diversi hanno posto le basi filosofiche di quella che poi sarebbe divenuta, specie ad opera dei ricercatori della Sidd, l'impostazione filosofica della visione demodossalogica: l'interdipendenza tra uomo ed ambiente, noi e gli altri, la ciclicità, le attinenze e costanti tra scienze sociali e scienze naturali. Di seguito riportiamo dei flash tratti dalla dispensa universitaria di Toddi per l'anno accademico 1948/49; in un successivo post, dalle pubblicazioni della Sidd "Demodossalogia ed opinione pubblica" e "Scienza, società ed opinione pubblica", daremo conto di quanto translato dalle enunciazioni di Toddi.
Non v'è meccanismo più perfetto del Cosmo. Non v'è apparecchio di precisione, già escogitato o da escogitare, il quale possa avere la precisione del Cosmo. Esso si basa, anzi, sulla precisione del Cosmo. Qualunque strumento inventato e realizzato dall'ingegno umano sfrutta le leggi naturali, basandosi sulla loro rigorosissima ineluttabilità.
Ci sembra ovvio che le cose esistano e che, in quanto appunto esistono, perdurino. Ma anche il perdurare deve avere una causa, la quale perduri anch'essa quanto le cose stesse: cessata la causa cesserebbe anche l'effetto.
Il tempo non è che una mobile barriera tra il già materializzato e l'ancora materializzando: il passato è ciò che è già fisicamente concreto: e tale permane; il futuro è l'insieme dei granuli spaziali non ancora raggiunti dalle forze creatrici, e quindi in potenza di diventare materia. Il mondo apparente non è che il formarsi del mondo definitivo: ed in tanto l'Universo ha una sua ragione di essere in quanto è appunto fabbricazione di un Universo permanente, per il quale e nel quale non un attimo e non un atomo vanno distrutti.
Allorchè si consideri che tutto rimane, e che ogni nostra azione resta acquisita immutabilmente nell'Universo in costruzione, anche la morale e l'arte, l'industria, il commercio, i rapporti sociali e la politica stessa non hanno più valore effimero, ma vengono potenziati al massimo del loro significato, come nessi profondi che non si affievoliscono, come creazioni imperiture.


05 gennaio 2006

Bacheca # Il corso di Demodossalogia

Entro la fine del mese inizieremo il corso di Introduzione alla Demodossalogia, come già annunciato nei post del 03.12.05 e 09.12.05.
Quanti hanno già frequentato corsi o seminari, o letto le pubblicazioni edite dalla Sidd "Demodossalogia ed opinione pubblica", "Scienza, società ed opinione pubblica" e/o le dispense dell'anno accademico 2001/2 non vi troveranno nulla di sostanzialmente nuovo, in quanto il corso sarà rivolto a coloro che si accostano per la prima volta alla Demodossalogia.
Per ovvi motivi tracceremo soltanto gli essenziali concetti, la storia e la metodologia per dare un'approssimativa ma completa conoscenza della disciplina.
I lettori potranno rivolgere quesiti su quanto esposto o attinente alla materia; in un apposito post denominato "Risposte" si daranno chiarimenti alle questioni di carattere collettivo. I quesiti dovranno essere obbligatoriamente accompagnati, per nostra finalità statistica, dall'indicazione dell'età, professione e qualifica, titolo di studio o attuale frequenza scolastica. Non sarà necessario indicare le generalità. Di tutti i dati pervenuti la Sidd ne farà un uso esclusivamente interno e statistico oltre che calibrare le risposte. Le richieste andranno indirizzate all'indirizzo email della segreteria con un click sul relativo link nella colonna destra di questo sito nella sezione 'Contacts'.

04 gennaio 2006

Documenti # I seminari di demodossalogia

I corsi di specializzazione in demodossalogia, svolti presso la Facoltà di Scienze Politiche (vedasi per esempio i post del 30.12.05 e 02.01.06), furono svolti congiuntemente a dei seminari. Uno sulla metodologia ed applicazione della "inde" (indagine demodossalogica) affidato al sottoscritto, che supplì anche le lezioni in assenza del titolare del corso di specializzazione F. A. Perini-Bembo,
l'altro al giornalista e saggista Massimo Olmi su "La comunicazione aziendale". Riportiamo il programma svolto da Olmi.
  • la comunicazione aziendale: un compito imprescindibile per ogni azienda che si rispetti.
  • la comunicazione nell'organizzzione aziendale: la struttura.
  • teoria della comunicazione con i mass media (videocassetta).
  • perchè usare i mass media (videocassetta).
  • come scegliere i mass media (videocassetta).
  • aspetti pratici della comunicazione con i mass media (videocassetta).
  • il linguaggio dei mass media : la stampa (il comunicato stampa; l'intervista; la conferenza stampa).
  • il linguaggio dei mass media: la radio (l'intervista radiofonica).
  • il linguaggio dei mass media: la televisione (l'intervista televisiva).

I primi sei argomenti erano lezioni-conversazioni, i restanti oggetto di prove pratiche effettuate dagli allievi sotto il controllo e con la collaborazione di Olmi, responsabile del corso.

02 gennaio 2006

Documenti # Benessere integrale

Il 21 marzo (Equinozio di Primavera) del 1943, presso la Guaita del Monte Titano, il conte Pietro Silvio Rivetta (Toddi) costituì la "Scuola del benessere integrale" per divulgare la sua dottrina del "massimo rendimento". La dottrina di Toddi afferma principalmente una realtà iperfisica - ossia più concreta ancora di quella fisica - e permanente; le cui prime ricerche, esperienze e riflessioni avevano avuto inizio nel marzo del 1913. Dalla dispensa del corso libero svolto all'università La Sapienza di Roma nell'anno accademico 1948/49 riportiamo alcune enunciazioni per chiarire ai lettori l'impostazione della dottrina divulgata da Toddi.
La personalità umana completa (anima e corpo) è permanente in aeternum, senza possibilità di scissione dei due componenti, ciascuno dei quali non è il composto: Anima Abrahae non est Abraham sed pars eius (S. Thom., Summa Theol.). Separare i due componenti implicherebbe la distruzione del composto, ossia provocherebbe l'ulteriore inesistenza dell'individuo (in-dividuus indivisibile) [...]
Nulla avviene inutilmente: Natura nihil facit frustra. La natura sceglie la via più utile, ossia più redditizia. Perciò "non è possibile accorciare le vie della Natura" (Leonardo da Vinci); "Natura non opera con molte cose quello che può con poche" (Galileo Galilei).
La materia non vivente ubbidisce ineluttabilmente (deterministicamente) a questa legge: soltanto un essere vivente può allungare, complicare, rendere cioè meno redditizio (ai fini vitali) i processi fisici, che per loro natura sono i più semplici, i più facili, i più redditizi. [...]
Nel mondo fisico tutto avviene deterministicamente, ossia dalla causa efficiente e per la causa finale si svolgono ineluttabilmente i processi della materia. "Chi conoscesse, in un determinato istante, la posizione e la direzione di tutti gli atomi, potrebbe prevedere tutti gli eventi fisici fino alla fine del mondo" (Laplace).
Io posso lanciare o non lanciare in aria o contro un muro una palla: essa ubbidirà ineluttabilmente alle leggi fisiche del moto, dell'elasticità dei corpi, della resistenza dei solidi e dei gas: descriverà una traiettoria determinata, la quale non può esser diversa. Io sono libero di immergermi o non immergermi in una vasca, eseguire o no i movimenti per nuotare: ma il mio corpo galleggerà secondo quell'insieme di leggi fisiche che formano il principio di Archimede, e mi manterrò a galla e sarò in moto solo se i movimenti muscolari (volontari) saranno adatti a sfruttare le leggi fisiche cinematiche (del piano inclinato e delle resistenze) in modo da averne il rendimento al fine propostomi (nuotare) [...]
Potremmo esprimere con la formula SM3 (in cui S=spirito, anima e M=materia, corpo) il composto uomo, così come in chimica, la formula H2O esprime che l'acqua è un composto di idrogeno e di ossigeno. E' perciò illusorio cercare nell'uno o nell'altro dei componenti, separatamente, le proprietà del composto, così come sarebbe assurdo cercare nell'idrogeno o nell'ossigeno i caratteri e le proprietà dell'acqua; l'idrogeno è un gas ed è combustibile, l'ossigeno è un gas ed è comburente: l'acqua è un liquido che non è ne combustibile nè comburente: non brucia nè alimenta il fuoco [...]
Non si può essere di buon umore né di cattivo umore senza che ciò non abbia una ripercussione fisiologica. Parimenti non v'è alterazione umorale, ormonica, metabolica, circolatoria, nervosa, digestiva, la quale non implichi conseguenze psichiche. Sotto un eccesso spastico di emicrania il più geniale dei matematici non potrà applicarsi alla soluzione di un problema con la stessa limpidità mentale con la quale egli può risolverlo allorquando il suo cervello sia in condizioni fisiologiche normali; [...] L'emicrania è un malessere del corpo o dello spirito? E' un malessere dell'uomo (anima + corpo SM3).
Il gesto e la mimica sono la prova dell'intima interdipendenza tra anima e corpo [...]
In ogni punto dello spazio tutto permane quale avvenne nell'istante in cui avvenne. Ove qualcosa è avvenuto, qualcosa è avvenuto. Non fu vero che qualcosa è li avvenuto: è e sarà perennemente vero che qualcosa lì avvenne.
Contro l'apparenza fenomenica del movimento sta la realtà concreta (iperfisica) dell'immobilità: oltre l'illusorio divenire è l'essere.

Traslando alcuni concetti della Scuola di Toddi, del quale fummo allievi nel suo ultimo anno di vita, dal singolo al plurale, cioè dall'individuo alla collettività abbiamo ricercato i nessi tra scienze sociali e scienze naturali ritornando all'impostazione di Auguste Comte con la sua "Fisica sociale".

Documenti # Il corso dell'A.A. 85/86

Al fine di rendere più chiaro il panorama sui corsi di "Perfezionamento e specializzazione in Demodossalogia generale e speciale" svolti in sede universitaria (vedasi il post La specializzazione in demodossalogia) riportiamo il programma dell'anno accademico 1985/86 svolto presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'università La Sapienza di Roma, così come presentato ed approvato dal Consiglio di Facoltà.
Come preannunciato nei programmi precedenti ed approvati, ritengo necessario - data la vastità delle tematiche affrontate - ritornare in parte su quanto svolto (con maggiori approfondimenti; esercitazioni più numerose, specialmente individuali; amplia esemplificazione retrospettiva e contemporanea; oltre collaborazioni in gruppo intorno a specifici problemi od argomenti: con lo scopo precipuo di individualizzare quanto più possibile la formazione singola, rilevando le particolari inclinazioni di ciascun iscritto al corso), arricchendo e perfezionando un corredo di cognizioni adeguate, di esperienze professionali, di pratiche metodologie di studio e ricerca.
Ancora proseguendo per un biennio questa metodologia generale (dilatando pertanto negli anni di svolgimento ed a ragion veduta le previsioni formulate nell'83) ogni iscritto, che abbia frequentato regolarmente e si sia applicato con impegno extra moenia, riuscirà ad affermarsi nel mondo socioperativo, come in vari casi fin d'ora si sta già verificando per non pochi iscritti che pure non hanno concluso il ciclo. Risultato questo che mi sembra ottimale nel presente periodo di tanta crisi occupazionale giovanile. (Tale finalità mi parrebbe meritevole di essere sviluppata proprio attraverso corsi liberi).
Per quanto concerne la demodossalogia storica in particolare, si continuerà a fare riferimento anche a fatti, documenti e loro interpretazioni compresi nei programmi di colleghi di Facoltà (nell'85 hanno offerto indovinati spunti anche due corsi della Facoltà di Lettere e di Sociologia, cui appartenevano alcuni partecipanti attivi), enucleandone e valorizzandone l'importanza attualistica. L'attualismo, in un tentativo interdisciplinare, che risulta abbastanza riuscito, permane quindi il lait motiv dell'insegnamento effemerocritico (storia del giornalismo).
Ovviamente in questo e nel prossimo anno saranno oggetto di congruo traguardo mirato i settori applicativi specialistici; per la migliore resa del corso.
Giovano, pertanto, come oramai di consuetudine, il materiale effemerografico ed effemeroplastico posto a disposizione dal centro di Demodossalogia, così come la collaborazione di assistenti, esperti e docenti dello stesso, sia in sede esemplificativa ed esercitativa, sia per le visite esterne (similmente che nei decorsi anni accademici).

Dopo l'88 i corsi di demodossalogia non furono più svolti in ambito universitario e la libera cattedra di Storia del Giornalismo, sede di tali corsi, fu soppressa a Scienze Politiche e passata alla Facoltà di Sociologia ma la Demodossalogia (con la sua storia, dottrina, esercitazioni attualistiche e metodologia) uscì dall'alveo universitario. Solo dopo moltissimi anni, con la collaborazione della Sidd, furono svolti incontri e seminari sia alla Facoltà di Sociologia che per iniziativa dell'Ans -Associazione nazionale sociologi.