Oltre alla dispensa esaminata nelle scorse puntate, nel 1951 furono pubblicate altre tre dispense "ad uso dei corsi propedeutici e di specializzazione in giornalismo, in spettacolo, in propaganda e pubblicità, in sondaggio dell'opinione pubblica", come recita la copertina di "Invito alla Demodossalogia" (Edizioni dell'Ateneo, Roma 15 dicembre 1951, Litografia Conti).
Le altre due dispense sono:
- "Documentazione, inchiesta e sondaggio sulla opinione pubblica, parte I: documentazione", con gli apporti di Elio Lodolini su "Nozioni di archivistica applicata al giornale" e Giannetto Avanzi in merito alla "Funzionalità generale e demodossalogica della documentazione".
- "Pubblicità generale e principì di teoria e tecnica pubblicitaria" di Angelo Lino Brighenti.
Nella terza dispensa, "Invito alla Demodossalogia", oltre ad una introduzione ove
Federico Augusto Perini-Bembo ricorda il maestro sen.
Paolo Orano, viene riportata la relazione letteraria e storica ("Atto di fede e direttive di marcia") con la quale concluse il 31 maggio 1950 il "Corso di Demodossalogia", svolto nell'anno accademico all'
Università degli Studi di Roma (allora ancora non denominata La Sapienza), oltre a delineare lo "Sviluppo degli
studi sulle pubbliche opinioni e sui loro strumenti: 1-all'estero, 2-in Italia" (in buona parte nella pubblicazione della Sidd "Demodossalogia ed opinione pubblica", Albano marzo 1998), rendere conto de "I corsi di specializzazione in demodossalogia" sino ad allora svolti e, infine, tracciare "Un pò di storia del Centro di Demodossalogia" pubblicandone anche "Lo statuto".
Per delineare la figura di Orano, del quale abbiamo già dato conto nelle prime puntate del corso, pubblichiamo quanto di lui dice l'ex allievo Perini-Bembo:
Non ci è possibile dimenticare il nome del senatore Paolo Orano, rettore magnifico d'Università e primo, unico, ultimo professore ordinario della materia nei nostri Atenei.
Uomo di scienza nel senso più pieno del termine, senza l'apparato pretenzioso, pedantesco, ermetico che spesso inficia i cattedratici.
Uomo dalle visioni ampie, paradossali eppure sempre chiarissime; dalle concezioni profonde, originali, suadenti di un intelletto superiore; dall'eloquenza smagliante per colore e calore che usciva a fiotti e spontaneo dalle labbra sempre atteggiate a lieve sorriso, accompagnato da un gesticolare pacato ed espressivo e da uno sguardo mobilissimo e vigile dei suoi occhi azzurri, sotto le lenti.
Scrittore robusto, fecondissimo, di largo successo.
Uomo dalle idee indipendenti, coraggiosamente e talora scanzonatamente affermate anche se scientificamente, politicamente inopportune o pericolose; Egli inseguiva solo il Bello, il Buono, il Vero.
Frainteso, molto frainteso, il più delle volte volutamente; perchè incomodo ai mestatori, ai profittatori, agli ipocriti d'ogni tempo, d'ogni campo, d'ogni conio.
Uomo di bontà senza limiti - generoso, affabile, ingenuo - la quale, in un periodo di collettiva follia, di cui la malvagità trasse profitto, Gli costò la vita.
Nell'atto di fede Perini-Bembo ricorda i vani passi compiuti, nel tempo, per dare una definitiva sistemazione legale agli studi universitari di demodossalogia con il ripristino della cattedra, e gli apporti dati dai docenti di seguito citati, nel "primo anno propedeutico" di specializzazione in demodossalogia "in conformità al programma approvato dal Consiglio di Facoltà il 29 ottobre 1949": 65 lezioni, 50 allievi.
Citiamo, a titolo di riconoscenza, le conferenze del dr. Angelo Lino Brighenti sulla vetrinistica, del prof. Ferruccio Prodam sulla tecnica dei sondaggi dell'opinione pubblica, del dr. Enrico Leva sul problema dell'India nell'attualità giornalistica, del prof. Gian Giacomo Ferrara sul problema tedesco nel secondo dopoguerra, del prof. Renzo Battistella sulla questione delle categorie professionali, del prof. Nino Ghelli sulla cinematografia, del prof. Ernesto Carnevali sui riflessi dell'attività delittuosa nella stampa e nell'opinione pubblica, del prof. Riccardo Averini sulla tecnica ed estetica delle arti grafiche. [...]
Serie specifiche di conversazioni ed esercitazioni riguardanti le singole branche della demodossalogia hanno tenuto il dr. Domenico Alfi in tema di applicazioni stenografiche e fonoregistrazioni, l'avv. Ettore Longo sulla demodossalogia giuridica, i liberi docenti di giornalismo prof. Carlo Barbieri (che dette poi vita ad un istituto superiore di pubblicismo) per la parte morfologica, e prof.Giuliano Gaeta per quella storica, coadiuvato dal dr. Massimo Olmi e dalla dott. Luciana Ugolini.
L'attualità politica internazionale è stata analizzata con criterio demodossalogico dal dr. Guglielmo Guglielmi, quella artistica dal prof. Alberto Bragaglia e quella economica-sociale dal dr. Cesare Mazza; nell'insieme è stata inquadrata storicamente e con acuta sensibilità giornalistica dal prof. Carlo Curcio.
La dispensa rende conto anche degli allievi "più assidui per frequenza":
- per la Facoltà di Scienze Politiche (sede del corso): Giorgio Bisdomini, Guido Dandri, Ileana Voce, Giorgio Marcuzzi;
- per la Facoltà di Lettere e Filosofia: Dora Drago che si diplomò anche ai corsi della Pro Deo;
- per la Facoltà di Economia e Commercio: Giovanni Di Mauro;
- per la Facoltà di Giurisprudenza: Anna Maria Bianco che si diplomò anche alla Pro Deo;
- per la Facoltà di Agraria: Pier Ruggero Ruggeri.
Come poi avvenuto sino al 1988 gli studenti delle varie facoltà dell'Università di Roma che superarono gli esami del corso di specializzazione in demodossalogia poterono far valere come complementare l'esame di "Storia del giornalismo" nel cui alveo si svolgevano detti corsi. Inoltre potevano
ottenere, facendone regolare domanda al Magnifico Rettore, un attestato del Corso seguito, nel quale sarà fatta menzione dell'attività pratica da ciascuno svolta in sede di esercitazioni.
Nel tratteggiare l'importanza della cultura generale su quella specializzata viene definito il ruolo delle "scuole demodossalogiche":
- non sostituirsi alle scuole che impartiscono la cultura generale;
- non sostituirsi alle scuole che impartiscono la cultura specializzata in rapporto all'oggetto;
- soddisfare invece il meglio possibile alle esigenze di una cultura specializzata demodossalogica, limitandosi ad aggiornare le linee fondamentali della cultura generale per quanto ha attinenza con l'attualità.
Specificando, però, a proposito dei corsi di specializzazione in demodossalogia
come tutti gli studi specialistici in genere, anche per quelli demodossalogici sono necessari, per conseguire buoni risultati, requisiti psico-fisici ed attitudinali da parte degli allievi.
Infatti gli allievi che superavano gli esami del primo anno di specializzazione in demodossalogia, non finalizzati come esame universitario complementare o esterni all'università, venivano sottoposti a visita medica ed a un colloquio psico-attitudinale, i cui risultati erano annotati, insieme ad altre rilevazioni sul
curriculum nel libretto personale dell'allievo.
Riflettendo sulla funzione formatrice della scuola 55 anni orsono Perini-Bembo scriveva:
Il sistema di valutare i candidati materia per materia, a compartimenti stagni, attraverso esami perlopiù svolti in modo svogliato fra docenti e discenti, che spesso nemmeno si conoscono, preparati manualisticamente ed in serie, significa svuotare la scuola non solo della sua funzione scientifica e professionale, ma pure ed ancor più della sua funzione formativa, educativa, che ne dovrebbe fare l'espressione di quanto di meglio sa generare la nazione intera.
Non è forse la scuola il cervello del popolo?
Ma purtroppo si dimentica quasi sempre il significato di cultura [...] coltivare [...] Questo significato originario della parola è stato fatto proprio da tutte le lingue europee [...] Questa cultura è attività spirituale creatrice e modo di agire insieme. Tanto è vero che ogni epoca ha una propria cultura e che [...] vi sono fasi che si contraddistinguono dal diverso modo di concepire la vita [...]
Oggi si verifica l'assurdo che il conseguimento del titolo accademico di dottore, di valore quindi scientifico, precede la qualificazione meramente professionale, subordinata questa ad un successivo esame di Stato abilitante.
La distinzione dei due titoli professionale e scientifico, il quale ultimo conferirebbe la qualifica accademica di dottore, potrebbe invece praticamente effettuarsi mediante un biennio comune, dedicato alle materie istituzionali propedeutiche e seguito da un secondo biennio per coloro che intendano conseguire il diploma professionale o da un triennio o quadriennio per coloro che intendano conseguire col titolo di dottore la laurea accademica a scopo scientifico o didattico.
Proposte avanzate cinquantacinque anni fa e ancora non pienamente (o malamente) attuate che avrebbero potuto far chiarezza su molte carriere universitarie e l'accesso per meriti diversi da quelli scientifici, risparmiando borse di studio per dottorati fantasma, inutili e non scientifici, a tutto scapito del declassamento dell'istituzione università.
Chiudiamo l'esame della dispensa "Invito alla Demodossalogia" dando conto degli indirizzi dei corsi di specializzazione svolti:
- giornalismo e sue specialità,
- spettacolo,
- propaganda e pubblicità,
- inchieste e sondaggi.
Elio Lodolini, oltre a dare un cenno storico sugli archivi e sulla definizione della parola che risale a quando Baldassarre Bonifacio pubblicò, nel 1632, il suo "
De Archivis liber singularis", si addentra nelle distinzioni di
archivio vivo e
morto (o storico),
corrente o
di deposito; nella differenza tra archivio (atti collegati da un certo nesso tra loro) e collezione (raccolta ordinata di documenti quale diritto o testimonianza); sullo scarto e l'ordinamento dell'
Archivio di Stato, centrale e periferico. Infine esamina l'archivio di un giornale, comparandolo ai fini storici e pratici. Cita l'archivio del quotidiano
Il Messaggero che in quegli anni, prima dell'avvento del computer e di Internet, aveva uno schedario di 20 mila schede. In ogni scheda risultava il numero di rinvio ad un archivio fotografico, un archivio di
clichés ed uno di biografie, nomi, ecc.; le schede erano ordinate per nomi di persona, di luogo e di avvenimenti. Oltre ad un indice di autori degli articoli di terza pagina (la pagina culturale) e per materie di quanto pubblicato dal giornale, classificato in 64 voci. Infine Lodolini svolge una disamina sulla "documentazione" da cercarsi oltre che negli archivi anche nelle biblioteche (non tutte pubbliche), negli uffici studi e nelle agenzie specializzate, informando che presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri sorgeva un Centro di documentazione (che fu a lungo diretto dal demodossalogo Giovanni Mammucari) che si proponeva di assolvere "ad una delle più importanti funzioni demodossalogiche: l'informazione".
Giannetto Avanzi, riorganizzatore del Centro nazionale di documentazione tecnico-scientifica del
Consiglio Nazionale delle Ricerche, delinea i presupposti dottrinari e funzionali della
documentazione intesa come tecnica di reperimento, raccolta, classificazione, conservazione, analisi e utilizzazione della "attività intellettuale in ogni campo". A seconda di determinate esigenze indica, oltre alla documentazione cartacea, documenti:
- iconografici, ritratti, diagrammi, carte geografiche, ecc.
- plastici, monete, medaglie, calchi, ecc.
- fonici o auditivi
- visivi
Ed anche "voci", "opinioni", "discussioni", "gusti", "simboli", "graffiti", ecc.
Indici, intesi come semplice segnalazione dei lavori schedati, e
abstracts, che oltre al titolo forniscono un riassunto critico o informativo sul documento selezionato, completano il lavoro di documentazione.
Oggi è l'
archivio di Internet che ci fornisce la documentazione, ogni ente (dalla Camera dei Deputati all'associazione dei commercianti), quasi tutti i quotidiani italiani ed esteri, speciali siti documentativi e miriadi di post mettono a disposizione tutto quello che vogliamo, basta solo saperlo cercare ed avere tempo disponibile, ma una volta individuato il sito di nostro interesse avremo la documentazione che cercavamo su quell'argomento, oltre alla ricerca dell'oggetto su i vari motori di Internet. Per una cronologia ed attualità degli avvenimenti è assai utile la pubblicazione annuale "
Il libro dei fatti" edito dalla Adn-kronos.
Angelo Lino Brighenti nella sua dispensa sulla
pubblicità traccia i principi generali che più di mezzo secolo fa guidavano l'impostazione delle campagne pubblicitarie e che, oggi con l'avvento della televisione, nuovi comportamenti e diverse aspettative, prodotti e mode allora inimmaginabili, sembrano - ed in parte sono - superati. Nonostante ciò qualcosa di fondamentale rimane.
La pubblicità oggi più che mai è inscindibile dalla vita quotidiana. Come l'aria, si incontra ovunque, segnale di intelligenza e di potenza, desiderio di produrre e di trafficare, volontà di imporre e di conquistare, di vivere e di operare. Nata per la vita e per la ricchezza, investe l'arte, la scienza, la tecnica: perciò non conosce distanza di tempo, differenze di paesi, contrasti di costumi. Creata in modo da richiamare la vista, l'udito e per tentare i sensi, la pubblicità è un insieme di onestà e di furberia [...] utile al missionario e all'imbroglione, al politico e al commerciante [...]
Tutti, in merito al fenomeno pubblicitario, hanno la presunzione di sfuggirlo, di farne a meno, anzi di concludere il rovescio di quello che la pubblicità vuole raggiungere, eppure tutti al momento di decidere, non pensano che il voto dato ad un candidato politico, la scelta di un prodotto, l'idea di una villeggiatura, siano la conseguenza di una serie di affermazioni propagandistiche di annunci pubblicitari che hanno radicato nel sub-cosciente un nome, un marchio, un disegno [...]
Quando si tratta di mettere in moto una massa per sceverarne un pubblico indirizzato verso un'idea o un prodotto, i motivi fondamentali non cambiano mai, perchè ci sono punti sensibili e comuni alle popolazioni di tutti i continenti, che, in ordine decrescente di importanza, si possono elencare come segue:
- necessità di assicurasi i mezzi per l'esistenza (fame),
- amore per la famiglia ed i figli (conservazione della specie),
- timori di pericoli o di malattie (istinto di conservazione),
- soddisfazioni amorose (istinto sessuale),
- istinti vari (vanità, ambizioni, senso del possesso, gusto, ecc.). [...]
Propaganda e pubblicità sono due termini che non si escludono tra loro e si può dire che i loro rapporti sono come quelli che intercorrono fra il corpo (pubblicità) e le singole membra (propaganda) [...]
Perciò la propaganda la intendiamo nel senso di propagandare, di diffondere in modo persuasivo un'idea, un concetto, una notizia, e in commercio una merce, un nome, una prerogativa, una proprietà.
Pubblicità, invece, l'intendiamo nel senso più vasto dell'applicazione e dei mezzi esecutivi, comprese le persone che devono trattare i prodotti, usando forme vistose e clamorose, per creare nuovi criteri e nuovi bisogni e quindi nuovi compratori.
Risalendo nei tempi Brighenti cita il papiro dell'epoca dei Faraoni (30° sec. a.C.) conservato nel British Museum, a documentazione dell'attività pubblicitaria del tempo, il "
Journal Général d'Affichés" fondato a Parigi nel 1612 con la formula degli annunci "cercasi" ed "offresi", e tanti altri esempi per concludere che
[...] più della metà degli avvisi pubblicitari americani cominciano con la stessa immutabile parora: Free (che vuol dire gratis) [...] Come ci ricorda Gustavo Le Bon: "Quando si tratta di fare penetrare lentamente idee e credenze nello spirito delle folle, i metodi dei condottieri sono diversi. Ma essi, principalmente, sono ricorsi a questi tre provvedimenti: le affermazioni, le ripetizioni, il contagio".
Nell'accettare la definizione di Emile Gautier, secondo cui la pubblicità e "L'insieme dei mezzi di ogni sorta destinati a far conoscere i prodotti dell'industria e del commercio al maggior numero di persone, in guisa di suggerire loro il desiderio dell'acquisto", Brighenti delinea le tre categorie che sono alla base dell'attività pubblicitaria:
- i soggetti (consumatore, rivenditore, tecnico, ecc.)
- gli oggetti (merce, marchio e prerogative)
- i mezzi a disposizione (piccola e grande pubblicità, vetrinistica, cinema, radio. colori, premi, ecc.
Non mancano le direttive per il dosaggio dei tempi pubblicitari (costanti o asintotici), lo studio degli
slogan, degli annunci pubblicitari, della pubblicità redazionale e di quella suggestiva e argomentata.
Nella prossima puntata riferiremo sulle altre dispense uscite dopo il 1951.