dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

30 luglio 2006

Corso # 19 # Il frattale

Il frattale è un concetto geometrico: una figura ottenuta tramite frazionamento e ripetizione di una forma iniziale. Deriva da fratto = spezzato, rotto; in matematica fratto è un numero fazionario che significa diviso, dal latino fractus, participio passivo di frangère = spezzare.
Il frattale, secondo l'elaborazione topologica matematica elaborata nel 1975 da B. B. Mandelbrot, può servire, per esempio, a descrivere figure complesse della realtà, come le coste di un'isola o i contorni di una foglia.


'Mandelbrot set' da Wikipedia

Per i demodossaloghi il frattale è una porzione di un determinato ambiente più vasto. Facciamo degli esempi:
  • L'Italia è un frattale dell'Europa;
  • Le venti regioni italiane sono altrettanti frattali dell'Italia;
  • Nel 1993 le provincie erano 102 frattali;
  • La regione Lazio è un frattale d'Italia suddiviso in cinque frattali (provincie);
  • Il comune di Roma (frattale della provincia) è suddiviso in vari frattali (i municipi);
  • Il XX municipio del comune di Roma è un frattale della città che, a sua volta, può essere suddiviso in altrettanti frattali (i quartieri che la compongono), ulteriormente scindibili per raggruppamenti stradali legati alla funzione prevalente, come ad esempio:
  • il frattale "A" di piazzale Clodio e quello di viale Giulio Cesare, sedi dell'amministrazione giudiziaria;
  • il frattale "B" compreso tra viale delle Milizie e viale Giulio Cesare, oltre alla porzione di via Baiamonti, sedi delle Forze armate;
  • il frattale "C" che comprende la zona di via Teulada, con distaccamenti a viale Mazzini e via Asiago, sedi della Rai.
Tutti questi frattali rappresentano una porzione di:
  • territorio (ragioni, provincie, città, circoscrizioni, gruppi stradali, eventualmente fabbricati e, in seno ad un immobile, gli appartamenti, ecc.) che fa capo alla Repubblica italiana, con conseguente stesso ordinamento politico, giuridico, amministrativo;
  • popolazione unita dal linguaggio e dalla matrice storica;
  • risorse umane (lavoro) e naturali sfruttate ai fini della sopravvivenza e della soddisfazione dei bisogni.
Prendendo ad esempio il XX municipio di Roma abbiamo una popolazione di:
  • militari nel frattale "B";
  • giudici, avvocati, cancellieri, ecc. nel frattale "A";
  • artisti, tecnici, ecc. nel frattale "C".
Rimanendo sempre nel XX municipio di Roma risultano le seguenti risorse:
  • dell'ingegno e delle capacità di registi, scenografi, attori, giornalisti, ecc. per il frattale "C";
  • dell'ausilio di macchine copiatrici, per scrivere, registratori, ecc. per il frattale "A";
  • di servizi (bar, lavanderie, ecc.) per militari in libera uscita.
Dovendo svolgere un sondaggio d'opinione o un'indagine specifica, il "peso" del prevalente tipo di popolazione e delle conseguenti risorse modifica i valori numerici del campionamento; affina l'indagine e fa emergere aspettative e bisogni che potrebbero divergere con i risultati di sondaggi effettuati nelle altre circoscrizioni.

In seno ad ogni frattale e tra un frattale e l'altro c'è un legame permanente dato dal triangolo territorio/popolazione/risorse umane e naturali ove la modifica di un parametro influisce sugli altri due, sicuramente su uno degli altri due prima dell'altro: è la legge dell'associazione abituale di David Hume, vista nella puntata n. 18 di codesto corso.

Un prevalente peso numerico di una determinata popolazione (militari o artisti o avvocati, ecc.) insediata, per residenza o lavoro, in una specifica porzione di territorio ne altera l'attività economica e la quotidianità della vita uniformandosi alle richieste ed ai ritmi di vita della maggioranza della popolazione.

E' questo il motivo per cui i demodossaloghi valutano sempre l'Ambiente nella sua complessità storico-geografica-economica, scindendolo in frattali che intereagiscono tra loro.

I demodossaloghi presentarono il termine "frattale", abbinandolo al concetto di interrelazione territorio/popolazione/risorse, nell'intervento svolto al II° Seminario nazionale "La sociologia dell'ambiente in Italia" organizzato dall'Ais nel 1999. L'anno prima a Napoli, al convegno "Bisogni emergenti e nuove povertà: una prospettiva mediterranea", organizzato ad ottobre dalla Società Umanitaria, nella relazione "La risposta dell'ambiente ai nuovi bisogni" sostenemmo, fra l'altro, come in atti nel volume "Vecchie e nuove povertà nell'area del Mediterraneo" (edizioni della Società Umanitaria, Milano 1999):
[...] La geometria frattale, se applicata alla ricerca sociologica, ci insegna che accanto a sacche di povertà ed emarginazione ci sono zone ricche o da sfruttare; tutto dipende dall'ampiezza dell'ambiente preso in considerazione.
Il Mediterraneo è un vasto ambiente disomogeneo ove si incontrano vecchie e nuove povertà. Se nel versante nord si affacciano paesi generalmente più ricchi o industrializzati e in quello sud o sud-est zone emergenti o povere il contrasto può essere eliminato attraverso un'operazione statistica: l'allargamento del parametro relativo alle risorse. Così come il ministero della Sanità ha spostato in avanti i valori di pericolosità del Tce (tricloroetilene) nell'acqua, o come nel caso della popolazione trentina più ricca di quella agrigentina ma entrambe facenti parte della Repubblica italiana, il superamento delle divisioni nazionali verso la comune aderenza ad un ambiente più vasto, fondato su comunanze geografiche (o al limite archeo-storiche per matrice di Civiltà), sposta la guerra dei poveri da lotte nazionalistiche a lotte regionalistiche, così come avviene tra la Padania e il Sud d'Italia.
L'integrazione, ad esempio, tra Malta, l'Algeria, la Turchia, la Francia e l'Italia, in un unico ambiente transnazionale mediterraneo (pur con le difficoltà culturali e religiose) consentirebbe uno spostamento di risorse dai paesi ricchi a quelli poveri, non sotto forma di aiuto solidaristico ma come finanziamento dovuto, nel quadro di un normale bilancio comunitario.
In questo caso non potendo spostare il territorio e non essendo conveniente incentivare le migrazioni della popolazione, si agisce sul parametro delle risorse, modificando di conseguenza anche gli altri due parametri per portare ad una dimensione più vasta e paritaria la risposta ai crescenti bisogni vecchi e nuovi, onde evitare futuri, dolorosi, conflitti. [...]

Nella dispensa della Sidd del 2001/2002 (nel capitolo n. 12 dedicato all'Ambiente), a pag.74 sotto il titolo "Ambiente/contenitore", scrivemmo:
Se immettiamo del gas in un apposito recipiente chiuso, all'inizio le molecole del gas si dirigeranno all'interno del contenitore in ogni direzione ma ad ogni ulteriore immissione di gas le molecole restringeranno il loro movimento sino ad immobilizzarsi alla saturazione del recipiente.
Lo stesso avviene per l'umanità, soggetta al libero arbitrio, sceglie il comportamento individuale credendo di concorrere con gli altri nel determinare i fatti collettivi.
Ma ogni azione collettiva è determinata dall'Ambiente (socio-storico-geografico-culturale-economico) in quanto "gli sbocchi degli avvenimenti rispondono a delle costanti ove l'uomo incide solo per la parte che lo riguarda personalmente ma non sui fatti collettivi, dati da situazioni createsi da effetti che sono anche cause, in quanto - secondo Dewey - non accade nulla che non sia parte di una corrente continua di eventi, perchè la vita sociale è il risultato di forze all'interno di un più ampio contesto" (pag. 69 di "Demodossalogia ed opinione pubblica".

Negli atti del Seminario "Leggere la qualità delle comunicazioni" (Roma 11-12 settembre 2004), pubblicati a cura del Laboratorio di demodossalogia dell'Ans, possiamo leggere quanto segue:
Gli stili di vita di un quartiere del centro della città differiscono da quelli della periferia [...] Al centro [ndr: di Roma] la maggioranza è di anziani, commercianti e benestanti. Diversi saranno quindi i bisogni e le aspettative. Se intervisteremo una collaboratrice domestica immigrata le risposte saranno diverse se residente in Prati o a Centocelle: in Prati avrà una sua cameretta e dignità, a Centocelle condividerà la stanza ed i momenti di riposo con altre immigrate; la stessa propensione all'integrazione sarà diversa. Dato che la inde [ndr: indagine demodossalogica] intervista un solo campione tratto da un particolare pubblico - e solo quel pubblico - l'attenzione nella scelta dovrà essere rivolta all'omogeneità del pubblico preso in esame dopo averne circoscritto il frattale (territorio) sotto indagine. L'errore che i docenti di Scienza della Comunicazione compiono, poichè adottano le metodologie provenienti dagli Usa invece di rispolverare la metodologia italiana, è quello di estrarre i campioni da un universo basato su pubblici diversi. Ogni pubblico di un certo frattale esprime una sua opinione che è l'opinione prevalente del gruppo. [...] In seno ad una città dovremmo prima delimitare i vari frattali che non coincidono con i quartieri ma con gli stili di vita e poi in seno ai frattali individuare (eventualmente a rotazione) i pubblici da interpellare.[...]

Al IX Convegno nazionale di demodossalogia, svoltosi il 14 giugno 2003 nel palazzo baronale del comune di Roccasecca dei Volsci (Latina), sul tema "Uno sguardo al futuro: gli effetti della globalizzazione", a proposito di "Un nuovo modo di concepire l'ambiente" (un dibattito moderato da Antonella Liberati, con la partecipazione di Roberto Canali, Elisabetta D'Eramo, Giulio D'Orazio, Lara Lucentini e Laura Isabella Simbula) concepimmo l'ambiente come un insieme di contenitori (i frattali) ove lo spostamento di uno di essi si ripercuote sugli altri, secondo la legge dell'associazione abituale.

Torneremo con ulteriori esempi sull'ambiente demodossalogico quando illustreremo la visione qualitativa dell'insieme di un oggetto in esame (sia manufatto che ambiente) e contemporaneamente dei suoi particolari, in quanto la pratica demodossalogica porta ad una analisi di qualità (così come elaborata dalla Liberati) che non scinde il generale dal particolare ma integra l'uno nell'altro.

Per concludere la puntata con un sorriso, ripubblichiamo un aforisma di Pitigrilli tratto dal "Dizionario Antiballistico" (Editrice Sonsogno, Milano 1953), che ci fa capire come tutti gli esseri viventi sono soggetti, a loro insaputa, al condizionamento dell'ambiente:
Due pesci, in un acquario, girano, girano, girano.
Girano da dieci anni.
A un tratto uno dei due domanda all'altro:
"E mercoledì, che cosa fai?".


28 luglio 2006

Pubblicazioni # Informatore Sidd

Il nuovo numero dell'Informatore economico-sociale è online con un'intervista a Mikhail Gorbaciov su stampa e informazioni riservate. Altri articoli su Libano, Sismi, opinione pubblica.

24 luglio 2006

Effemeridi # Politica internazionale

In una certa parte del mondo c'è un piccolo stato abitato da gente pacifica intenta solo a far soldi che si sente minacciata ed accerchiata da popoli arretrati e bellicosi, fucina di terroristi, che quotidianamente minacciano il pacifico stato democratico. Addirittura il secondo partito al parlamento, in uno di questi stati confinanti, professa la belligeranza ed ha delle milizie armate pronte a scendere in guerra contro il ricco stato. Stanchi dei continui atti di guerra, un bel giorno il pacifico danaroso popolo decide - cogliendo l'occasione del rapimento di due dei suoi - di bombardare, invadere e distruggere il paese confinante, non facendo distinzione tra militari, bambini, vecchi, donne; tutti terroristi e tutti cattivi in quanto "minacciavano" lo stato accerchiato: visto che alcuni dei tuoi vogliono la mia distruzione, scateno per primo la guerra e faccio a te quello che qualcuno avrebbe voluto fare a me. E' il moderno concetto di guerra preventiva!

Da un'altra parte del mondo un presidente di un gigantesco stato che, giorno dopo giorno, vede diminuire i consensi dei suoi cittadini e prende una batosta dopo l'altra, perdendo il tradizionale dominio su alcuni stati satelliti e le guerre intraprese per portare la democrazia e la libertà in alcuni stati arretrati, cerca soluzioni mondiali - da sbandierare come sue vittorie ai propri elettori - per riacquistare popolarità e consensi.

Sembrerebbero fatti slegati, ma la reazione esagerata del pacifico popolo non potrebbe essere stata un favore fatto al potente amico d'oltreoceano?

La politica estera è colma di misteri che solo la storia, dopo cinquantanni, parzialmente svela.

21 luglio 2006

Incontri # In Corsica

Dal 4 al 6 agosto a Corti (Corsica) si svolgeranno le "Ghjurnate Internaziunale". Trattasi di una manifestazione nazionale corsa per riaffermare la propria autonomia, alla quale parteciperanno - in segno di solidarietà - baschi, catalani, sardi, bretoni, irlandesi e padani. Per l'occasione saranno allestiti tendoni, dibattiti, concerti, mensa, ecc. Informazioni: info@rivistaindipendenza.org.

20 luglio 2006

Corso # 18 # L'ambiente demodossalogico

Il concetto di interrelazione tra territorio/popolazione/risorse fu riproposto con un intervento al II° Seminario nazionale organizzato dall'Ais (Associazione italiana di sociologia), l'8-10 aprile 1999, su "La sociologia dell'ambiente in Italia". Oltre a quanto già visto nella precedente puntata soffermammo l'attenzione dei partecipanti, come
[...] la geometria frattale ci insegna, se applicata alla ricerca sociale, che accanto a sacche di povertà ed emarginazione ci sono zone ricche o da sfruttare; tutto dipende dall'ampiezza dell'ambiente preso in considerazione.
L'area mediterranea è una porzione di quell'ambiente più vasto denominato Terra; un ambiente dato dall'insieme del Territorio che lo circoscrive, della Popolazione che ci vive e delle Risorse (umane e naturali) disponibili. [...]
Se noi allarghiamo un parametro: il territorio (dall'Italia all'intero bacino Mediterraneo) di conseguenza inglobiamo altri popoli, stati, culture, ma anche altre risorse. Le risorse della natura (spiagge, deserti, reperti archeologici, flora, fauna, ecc.) e le risorse umane (tradizioni, tecnologie, ideologie, ecc.)

Nella Dispensa n. 12, edita dalla Sidd nel settembre del 2002, si illustrava quanto segue:
[...] è ora di fare un salto di qualità - introducendo il fattore ambientale come parametro fondamentale del comportamento umano e dell'interazione di gruppo, con ricadute sull'economia, la politica e la storia - applicando il concetto dell'associazione abituale tra il fenomeno A e il fenomeno B che ci spinge ad affermare che tra A e B vi sia una costante causalità.
In un frattale (porzione) di ambiente rappresentato da una istituzione scolastica o da un seminario, da una caserma o luogo di lavoro, da una chiesa o un teatro, il comportamento sociale si uniformerà spontaneamente (ndr: nella generalità dei casi) alle consuetudini o regole dell'ambiente, così come all'Equatore o al Polo Nord la popolazione si vestirà e nutrirà in base alle risorse offerte dalla locale natura, con conseguenti malattie e predisposizioni ereditarie causate proprio dalla continua assunzione di un determinato cibo o da un particolare rivestimento corporeo o abitativo.
Secondo il concetto demodossalogico l'Ambiente è composto da una visione unitaria [...] ove al variare di un parametro (lato di un triangolo) si modificano i parametri connessi (gli altri due lati), con concatenazioni direttamente proporzionali simili ai teorema di Pitagora e di Euclide.
Esempio: la modifica del suolo (bonifica della pianura Pontina o insediamenti abitativi ai Castelli Romani) ha influito sul clima meteorologico (con inalzamento della temperatura e diminuzione delle nevicate) e sulle risorse alimentari (aumento della fertilità e del terreno coltivabile nella pianura Pontina e diminuzione o distruzione di specifiche culture [olivo, verza] ai Castelli Romani) ma anche sull'economia locale (da agricoltori a manovali e commercianti ai Castelli e richiesta di insediamenti commerciali nella pianura bonificata) ed i rapporti sociali (innesto di popolazione proveniente da zone diverse: veneti nella pianura Pontina [ndr: seguiti da campani e calabresi], romani e campani ai Castelli, con alterazione dei rapporti umani e usanze locali).
La connessione ambientale tra Territorio/Popolazione/Risorse può essere capita anche attraverso le seguenti indicazioni:
  • una grandinata distrugge i raccolti in un frattale di territorio: per conseguenza il prodotto rincarerà sul mercato ortofrutticolo scontentando massaie e consumatori, spingendo i lavoratori a chiedere un aumento di salario ed i contadini sovvenzioni governative, aggravando l'economia nazionale;
  • l'insediamento di una nuova fabbrica in un ambiente ad economia sviluppata (alti redditi e consumi) produrrà ricchezza (profitti all'azienda e salari ai dipendenti) spingendo verso ulteriori consumi che metteranno in moto altri insediamenti industriali, commerciali e finanziari, richiamando manodopera da altre zone;
  • in un ambiente sottosviluppato l'insediamento di una fabbrica farà invece aumentare gli iscritti al collocamento al lavoro sviluppando attese d'impiego e facendo emergere il lavoro nero e precario che sorregge l'economia della zona; inoltre farà aumentare l'illegalità in quanto l'azienda sarà vista come una fonte da cui trarre benefici anche con mezzi non leciti (racket, rapine, ecc.). Dal che si deduce che gli incentivi economici nelle zone poco sviluppate devono far parte di un piano complesso e continuo che investa in cultura, sicurezza e diffusione di aziende integrate (l'ex Cassa del Mezzogiorno), non esempi isolati o aiuti una tantum.
La visione unitaria dell'ambiente consente al demodossalogo di sviluppare delle ipotesi da verificare o attraverso la rassegna stampa, o con interviste, o con l'effemerocritica (studio critico comparato dei documenti d'attualità scritti, visivi o orali disponibili).
Qualche anno fa, alla Facoltà di Sociologia a La Sapienza, al meraviglioso futuro economico che un docente universitario proveniente dall'Avana illustrava agli studenti romani, fu facile obiettare - pur con nostro dispiacere - e prevedere, mediante una indagine effemerocritica basata sulla semplice consultazione dell'enciclopedia, che molto difficilmente e non a breve o medio tempo Cuba potrà passare tra i paesi e conomicamente sviluppati poichè, oltra al clima, la flora e la popolazione, il Paese è impregnato di storia, tradizioni, consuetudini, situazioni caratteriali e predisposizioni psicologiche ereditarie (la visione unitaria dell'ambiente) che fungono da parametri determinanti che "non possono essere modificati tutti insieme" ma uno alla volta, in quanto la modifica di A incide su B e questa su C, e così via. Ed ovviamente tutta cotesta concatenazione di causalità richiede del tempo.
La storia di Cuba è un vissuto di dominazione politica ed economica straniera che ha portato benefici finchè gli stranieri hanno sfruttato le risorse senza, purtroppo, sviluppare capacità imprenditoriale tra la popolazione (ndr: depredandola), al contrario della dominazione della Gran Bretagna in India e Sudafrica che ha consentito a quei paesi di emergere, pur tra mille contraddizioni, dopo il ritiro della dirigenza inglese.
I demodossaloghi non sono stati i primi ad indicare l'importanza dell'ambiente (ricordiamo Tacito e Montesquieu) nei comportamenti sociali ma tra i primi a mettere in relazione Territorio/Popolazione/Risorse ("Materiale Didattico" n. 10) ai fini della ricerca sociale, ove l'ambiente è anche storia, tecniche, sentimenti, valori, in quanto anche espressione delle risorse umane.

Secondo John Dewey filosofo e psicologo nato a Burlington (Usa) il 20 ottobre 1859 e deceduto nel 1952, gli sbocchi degli eventi collettivi sono dati da situazioni createsi da effetti che sono anche cause "in quanto non accade nulla che non sia parte di una corrente continua di eventi".
Dewey fu docente in varie università statunitensi dal 1879 al 1930 e ricoprì importanti e numerose cariche associative nelle accademie, occupandosi principalmente dell'educazione giovanile.

La vita sociale, per Kurt Lewin "è il risultato di forze all'interno di un più ampio contesto".

Ma è con il filosofo, storico ed economista inglese David Hume, nato ad Edimburgo il 26 aprile 1711 e deceduto nel 1776, che l'ambiente demodossalogico acquista significato per aver sussunto la sua teoria dell'associazione abituale tra un fenomeno e l'altro. Teoria scritta nei suoi tre anni di permanenza a La Flèche in Maine (Francia) dal 1734 e pubblicata a Londra in due volumi, prima nel 1739 e poi in una edizione riveduta e corretta nel 1740: A Treatise of Human Nature. Per Hume, docente all'università di Oxford, due eventi sono in relazione (associazione) costante (abituale) se uno è causa dell'altro quando si verificano entrambi (congiuntamente), con l'avvertenza che un evento dovrà sempre precedere l'evento successivo se fra i due elementi c'è un legame. Cioè:
  • A è causa di B quando A e B si verificano sempre congiuntamente e mai separatamente,
  • A dovrà verificarsi per primo e
  • tra A e B dovrà esserci un legame causale costante;
è il concetto di associazione abituale tra un fenomeno (evento) e l'altro.
Applichiamo ora questo concetto a due esempi precedentemente descritti, riportati anche dal Il Notiziario dell'Associazione nazionale sociologi allegato al materiale distribuito al Seminario Leggere la qualità delle comunicazioni, del 11-12 settembre 2004, organizzato dall'Ans e dal Laboratorio della Sidd.
  • La bonifica (A) della pianura Pontina, negli anni '30, ha influito sul clima meteorologico inalzando la temperatura (B) e sulle risorse alimentari con l'aumento della fertilità del terreno (C) ma anche sull'economia locale con la richiesta di insediamenti agricoli e commerciali nella pianura bonificata (D) e nei rapporti sociali fra popolazioni provenienti da varie zone d'Italia (E).
  • Una grandinata (A) che distrugge un particolare raccolto di una zona farà rincarare il prodotto sul mercato (B) scontentando massaie e consumatori (C), spingendo i lavoratori verso la richiesta di aumenti salariali e i contadini a sovvenzioni governative (D) innestando tensioni sociali (E).

Per capire come un evento "A" influisce sull'evento successivo "B" ad esso collegato da una causa costante, generando un ricaduta a cascata di eventi successivi, stralciamo il seguente brano dall'articolo "La vittoria dell'apparire sull'essere" scritto per il periodico Tempo Libero diretto dal demodossalogo Fulvio Roccatano, apportandovi delle integrazioni esplicative.
- Negli anni '50 gli annunci economici dei giornali contenevano una stragrande richiesta di camere in affitto (A), rara la richiesta di appartamenti (B - causalità costante che lega B ad A: l'immobile), e quasi sconosciuto l'acquisto (C - legame con B dato dall'oggetto immobile).
Oggi solo gli extracomunitari e gli studenti cercano camere in affitto.
- Nelle camere in affitto l'inquilino aveva delle parti in comune:
(A1) la cucina, come luogo di incontro quotidiano per la preparazione del cibo,
(B1) l'ingresso, passaggio obbligato per tutti coloro che usufruiscono dell'immobile,
(C1) il bagno, servizio in comune con frequenti turni,
con la famiglia del proprietario dell'immobile incontrandola più volte al giorno per accedere ai frattali A, B e C. Quindi la socializzazione avveniva all'interno dell'appartamento con l'altra famiglia.
In tale modo bisogni, comportamenti e valori si uniformavano gradualmente attraverso lo scambio quotidiano di opinioni.
- Oggi la coppia, anche quella non sposata, vuole l'appartamento, magari piccolo ma tutto per se; e vi si rinchiude. Il contatto con il mondo esterno (gli altri esseri umani)
(A2) gli amici,
(B2) i famigliari,
(C2) i colleghi di lavoro
è dato (per lo più principalmente) dalla tv che "mostra" ciò che avviene (all'esterno).
- Il possesso della casa (A3 -valore immobiliare) è abbinato alla sicurezza economica (B3 - valore sociale) per cui è imperativo seguire i capricci della moda per essere alla pari, consentendo al soggetto di "apparire" confrontandosi con i modelli televisivi: dalla scollatura all'orologio, dalla borsa ai nuovi idoli, ecc.
Dato che essere alla moda ed apparire costa, il denaro (C3 - valore monetario) diventa un valore preminente in quanto permette di avere tutto e subito.
- E pur di averne a sufficienza (A4 - di denaro) si è disposti ad essere tolleranti con se stessi e gli altri; ecco allora l'abusivismo edilizio, l'evasione contributiva, l'aumento della criminalità (B5 - conseguenze sociali) e la richiesta di aggiornamenti al codice: dai condoni ai bilanci aziendali, ecc. (C5 - mutamento legislativo), in conseguenza del mutamento del costume e dei valori sociali.
- Dall'evento "A" all'evento "C5" vi sono stati, nell'arco di cinquant'anni, una serie di eventi collegati tra loro apparentemente incongruenti ma causali, cioè con nessi in comune tra loro e con i successivi.

Ovviamente, per meglio far comprendere il concetto di associazione abituale (relazione continua tra due oggetti o avvenimenti), abbiamo portato l'esempio quasi al paradosso. L'importante è che i lettori abbiano capito la stretta interdipendenza che esiste tra i parametri territorio/popolazione/risorse umane e naturali.

Effemeridi # Corsi e ricorsi

Se tra la famiglia A e la famiglia B esistono antiche dispute e un bel giorno (o brutto) il sig. B accoltella e uccide il sig. A e se la famiglia di questi, per vendicare il familiare accoltellato, pone una bomba sotto il palazzo dove alloggia la famiglia B e lo fa crollare, uccidendo oltre a tutti i membri della famiglia B anche buona parte degli altri condomini, può invocare la legittima difesa o la giusta vendetta per il parente ucciso? Saremmo curiosi di sapere quale giustizia di stato possa assolvere, sia pure con tutte le attenuanti possibili, la famiglia A.

E' lo stesso caso dei due soldati israeliani prigionieri e degli otto uccisi in un attentato tra forze militari, da una parte israeliani e dall'altra terroristi o partigiani (a seconda se si è da una parte o dall'altra della frontiera), e della rappresaglia che finora ha causato 300 vittime e 700 mila profughi tra la "popolazione" libanese.

Ma non sono proprio anche gli israeliani che ogni anno ricordano la strage delle Fosse Ardeatine ove i militari tedeschi, per rappresaglia della bomba che in via Rasella a Roma uccise dieci di loro, trucidarono oltre 100 "civili"? Tutto il mondo, sdegnato per un tale atto, annualmente lo ricorda abbinandolo ai famigerati campi di sterminio come monito a non dover più vedere simili barbarie.

Poco più di sessant'anni dopo le vittime di allora diventano aguzzini? Sono i ricorsi della storia?

19 luglio 2006

Risposte # Ad maiora

Giovanni B. Pancari:
Ad maiora. E' sorprendente vedere come arranca il postante Giulio D'Orazio, forse sperando con ciò di eludere il vero problema. O forse sarà stato visionario anche il presidente Ciampi in occasione della sua visita a Ragusa? Di certo lo sarà stato anche Giovanni Paolo II nella sua omelia del 93 ad Agrigento. E che peccato che tanti, tanti, non possono più parlare o ancor peggio viene impedito. Però attenti, se un bel giorno, "qualcuno che può" dovesse decidere, solo perchè "può", di impossessarsi di ciò che vi appartiene! Se ha coraggio provi ad interessarsi della nostra vicenda.

Risposta - Nei numerosi ritagli di giornali allegati alla missiva apprendiamo che il mittente non riesce a vendere, dal 1993, dei suoi beni (palazzo e fondo terriero), per interventi mafiosi. A parte il fatto che si tratta di questioni personali, che non trattiamo, altrimenti dovremmo sciorinare i soprusi subiti e le vertenze giudiziarie contro personaggi mafiosi locali e nazionali di alcuni componenti del team del nostro sito, notiamo che ogni volta che facciamo un commento sulla mafia arriva qualche lettera di protesta da parte di persone che si dichiarano contro i mafiosi ma anche contro di noi che li mettiamo all'indice. Coincidenza? Notiamo inoltre, buon per lui, che il sig. Pancari è riuscito a far parlare del suo caso numerosissimi quotidiani nazionali, evidentemente è ben ammanigliato. Per i nostri casi non ci siamo riusciti!

18 luglio 2006

Effemeridi # Svelato l'ultimo inciucio

Il ministro Antonio Di Pietro, nella trasmissione televisiva Omnibus (LA 7) di ieri, ha voluto fare un appello agli italiani rendendoli edotti dell'ultimo inciucio tra maggioranza ed opposizione.

Trattasi di una proposta di legge che, apparentemente e dal titolo, mira a snellire le carceri, notoriamente sopraffollate, mettendo in libertà detenuti al limite della scarcerazione o per lievi pene, ma che - in sostanza, tra i vari commi e rimandi - prevede il "colpo di spugna" (testuali parole del leader dell'Italia dei Valori) per reati: contro la pubblica amministrazione, fiscali e societari.

Il testo di amnistia mascherata, che è già stato approvato da una commissione parlamentare praticamente attraverso l'indulto, farà sì che siano permanentemente in libertà gli autori di falso in bilancio, collusione, corruzione, agiotaggio, frode, evasione e via dicendo.

L'onorevole Giuseppe Calderola, già direttore de L'Unità, presente alla tramissione, ha cercato di glissare le dichiarazioni dell'on. Di Pietro sostenendo di non saperne nulla, così come fecero i suoi capi Piero Fassino e Massimo D'Alema quando - interrogati a proposito di bancopoli e delle telefonate con i dirigenti dell'Unipol - candidamente dissero di non sapere e di non ricordare.

Una bella sinistra di smemorati o distratti, che non segue i lavori parlamentari e non si accorge che il circolo che ruota intorno ai massoni della ex P2 è il vero potere forte, un potere nelle mani di quelli che lo usano contro lo stato ed i cittadini onesti per arricchirsi illecitamente con la frode ed il denaro pubblico, condizionando partiti e parlamentari di ogni schieramento attraverso i compagni di merenda.

Un bel viceministro di sinistra, anche il commercialista Visco, che ha azzerato i vertici della Guardia di Finanza che indagarono sull'Unipol e su altri intrallazzatori; o una ripicca per essere stato beccato per l'abuso edilizio della sua villa al mare?

Bravo Di Pietro che, non avendo sufficienti forze parlamentari per opporsi all'inciucio, si è appellato ai cittadini. Sapranno gli elettori italiani aprire gli occhi, oppure sia a destra come a sinistra sono tutti moralmente collusi nell'intento di raccogliere le briciole che cadono sotto il tavolo? Dove sono coloro che nei giorni scorsi sbandieravano il vessillo nazionale? Dove sono coloro che si misero in fila per confermare Romano Prodi quale leader della sinistra? Dove è, e dove sta andando l'Italia?

17 luglio 2006

Effemeridi # Priorità della sinistra

Il governo di sinistra guidato da Romano Prodi ha nel suo programma la tutela delle donne, dei consumatori, degli anziani, cioè delle categorie economicamente e socialmente più deboli. Provvedimenti in loro favore sono addirittura previsti "nei primi cento giorni di governo".

Tra i provvedimenti sinora presi e comunemente riconosciuti come un servizio migliorativo agli utenti c'è l'aumento delle licenze per la conduzione di taxi.

Un decreto legislativo, da attuare nei famosi 100 giorni, sentito ed invocato da numerosi cittadini. Aggiungiamo, cittadini di sinistra che statisticamente presupponiamo meno abbienti: le casalinghe che cariche di pacchi, dopo aver fatto la spesa al mercato ortofrutticolo rionale, prendono il taxi per ritornare a casa; oppure gli anziani pensionati, con il reddito al minimo, che dopo aver ritirato la pensione si fanno accompagnare a casa dal taxi. Per non parlare dell'operaio o della commessa che, abitando in una periferia disagiata e priva di servizi pubblici, si recano al lavoro usufruendo del taxi, onde arrivare puntuali.

Non vogliamo neppure pensare che l'aumento dei taxi in circolazione serva per diminuire la snervante attesa di quei parlamentari che dalla stazione o dall'albergo si recano al Parlamento, o per quei politici comunali indaffarati tra circoscrizioni, sedi di partito, ristoranti e simili; supponiamo che costoro usufruiscano di "auto di servizio", cioè al loro servizio.

Una politica di servizio verso i cittadini svantaggiati è tutta un'altra cosa, ed anche le priorità di governo. I benestanti, coloro che possono permettersi il lusso di prendere con assiduità il taxi, non sono cittadini svantaggiati, possono aspettare anche più di mille giorni.

14 luglio 2006

Effemeridi # Sette mafiosi

"Siamo messi male", diceva il perpetuo di Nino Manfredi, nella parte di un cardinale della Roma papalina nel film In nome del papa re.

Nella trasmissione odierna di Omnibus (LA 7), l'onorevole Marco Taradash ha testualmente detto che il "Parlamento è rappresentativo del Paese". Cioè, spieghiamo ai nostri lettori, rappresenta l'Italia come se fosse la fotografia di un risultato statistico, pertanto se in Italia ci sono ladri, pedofili, santi, eroi, navigatori, poeti, ecc. il Parlamento li contiene tutti in misura pressapoco proporzionale.

Nel corso del dibattito è emerso che nella Commissione antimafia ci sono sette parlamentari indagati per mafia e che la commissione stessa ha bocciato la proposta di escludere dalla commissione gli indagati o i condannati per mafia. Il Parlamento è sovrano in quanto eletto dal popolo che ha ratificato le liste dei candidati proposti dalle segreterie dei partiti, quindi non può essere soggetto a restrizioni legislative: è legibus solutus, depositario e creatore della legge.

Vien la voglia di dire: popolo, hai votato? Beccati questo!

Ma aspettiamo, deve essere ancora nominato il presidente della commissione; nulla esclude che possa proprio essere un mafioso, d'altra parte siamo una democrazia parlamentare garantista. Se ha diritto di sedere negli scanni del Parlamento un deputato che, per sua ammissione (come da verbale) al giudice inquirente, andava a prendere il denaro illecito dagli industriali per portarlo al suo ex segretario di partito e che ora è egli stesso segretario di quel partito, che nel frattempo ha cambiato nome, e se il 10% dei parlamentari è indagato, condannato o caduto in prescrizione anche con leggi ad hoc (vedasi il libro di Marco Travaglio Onorevoli Wanted, editore Rizzoli), perchè meravigliarci?

Nè ci meravigliamo se un attuale autorevole ministro (moralista) ha commesso abusi edilizi per la sua villa al mare o se almeno due suoi autorevolissimi colleghi di sinistra hanno per anni usufruito di appartamenti a fitto bloccato di enti pubblici che avevano per scopo di incamerare gli affitti per rimpinguare le pensioni degli aventi diritto. Sono casi di coerenza ideologica: elargire le case al popolo! E chi è il migliore rappresentante del popolo se non il deputato?

Non da meno fu il sottosegretario Misserville, al tempo del governo di D'Alema, che essendo un fascista dichiarato sembra che avesse dietro la scrivania il ritratto del Duce.

Sono tutti casi di coerenza, che vanno dall'adulteratore di vino al condannato per omicidio. Sono i nostri rappresentanti da noi voluti ed insediati a rappresentarci.

Il caso più noto è quello del vicesegretario della presidenza di una commissione, un omicida uscito pentito dalla patrie galere, che occupa una posizione "politica" di tutto rispetto al di sopra degli altri.

Se codesti sono i nostri giudici o rappresentanti siamo proprio messi male.

13 luglio 2006

Effemeridi # 007 o 00?

La questione dei servizi segreti è controversa. Se sono segreti dovrebbero agire nell'ombra e indisturbati, ma se sono indisturbati potrebbero (e molti sono i casi realmente accaduti sulla scena mondiale) agire contro lo Stato. Al tempo del Sifar il gen. dell'Arma dei carabinieri De Lorenzo fu rimosso, e dopo di lui uscì di scena per "malattia" dopo un alterco con altri personaggi dello Stato persino un presidente. I sindacati e l'allora Pci accusarono i servizi di aver preparato il Piano Solo per internare i comunisti in Sardegna ed effettuare un colpo di stato. Le prove? Un ufficiale dei servizi si era recato a Parigi (allora all'avanguardia) per apprendere le tecniche di lotta per contrastare eventuali insurrezioni appoggiate dall'Urss.

Rientra nella prassi che per ottenere informazioni "sotto copertura" o sviare gli avversari i servizi si servano di giornalisti, ed anche di docenti universitari e professionisti con buone entrature in particolari settori. Nel dopoguerra l'ammiraglio della Marina italiana Picardi fu l'ispiratore dell'agenzia di stampa Ecomond Press, ed è notorio che O.P. di Mino Pecorelli riceveva il materiale dai servizi e che tra i collaboratori fissi c'era un agente incaricato di controllare l'effettiva pubblicazione delle veline. Qualche giornalista al soldo dei servizi è persino divenuto direttore responsabile di quotidiani minori.

Cosa abbiano fatto di buono per il Paese gli 007 nostrani poco si sa, sono più note le leggende metropolitane, le figuracce ed un voluminoso armadio di omissis. Negli anni '50 a Roma un bar nei pressi del quotidiano Il Messaggero era il ritrovo degli spioni di tutti i paesi che si passavano tra loro le informazioni. Non era infrequente sentir dire, in quel bar: è passato stamane l'agente segreto bulgaro? No è andato, insieme al francese, a Grottaferrata! E così via. Negli anni '60 gli 007 americani alloggiavano all'hotel Hilton a Monte Mario, circondati da donnine compiacenti e venditori di segreti veri, presunti o artefatti; tanto gli americani avevano il soldo facile e compravano tutto. Anche i nostri, per la verità.

E' entrato nella storia l'episodio di quel turista, di tutto rispetto ed affidabile, che - nel periodo della guerra fredda - si recò a Mosca, insieme a dei colleghi, per una visita di studio; alla partenza fu avvicinato dai nostri servizi che lo pregarono, dietro congruo compenso, di carpire informazioni riservate. Non sapendo come giustificare al ritorno il denaro avuto, il nostro personaggio dedicò un pomeriggio a visitare le vetrine dei negozi moscoviti appuntandosi i prezzi della merce esposta: i nostri 007 furono soddisfattissimi delle informazioni; contenti loro!

Ma, nella storia dei servizi, ci sono episodi oscuri e depistati. Tra i più noti l'archiviato suicidio del col. Renzo Rocca, avvenuto nell'ufficio di via Bissolati a Roma, nell'immobile di proprietà della Fiat, di cui era un collaboratore. O l'omicidio, avvenuto in Grecia, di quell'albergatore di Civitavecchia risultato poi essere un ufficiale in "missione" con autista. Senza parlare di tutti quegli altri episodi nostrani che sono stati oggetto di servizi giornalistici.

Gli 007 non sono extraterrestri, sono persone comuni come noi che hanno trovato una sistemazione, ben retributa, negli apparati dello Stato; sono dei burocrati, spesso senza preparazione o vocazione all'open sources intelligence. E, come in tutti gli altri posti di lavoro, quando ci sono mutamenti nello Stato scoppiano scandali, spesso pilotati per facilitare gli avvicendamenti ai vertici.

Più che 007 i servizi, compresa la famosa Cia, sono, a nostro avviso degli 00. Basterebbe una seria ed approfondita cultura demodossalogica, con annessa rassegna stampa sul modello qualitativo-quantitativo della Inde, per saperne molto di più, prima ed a costi irrisori.

11 luglio 2006

Effemeridi # Ritorno alle piazze?

Dalla partecipazione della nazionale di calcio ai campionati mondiali sino alla vittoria finale c'è stato un crescendo di adesione popolare, che si è riversato nelle piazze, come da anni non si vedeva. Anzitutto perchè, e questo si è notato in tutti i paesi che hanno partecipato alla competizione, l'avvenimento è stato "caricato" prima e durante dai mass media, forse magari inconsciamente per far dimenticare i vari problemi (guerre, catastrofi, povertà, alterazione dell'ecosistema, ecc.) che gravano sull'intero globo.

Per quanto riguarda l'Italia, per andare a precedenti simili ricordiamo l'addio al sindacato di Luciano Lama e le altre importanti manifestazioni sindacali. Ancora più indietro i comizi dei partiti dal dopoguerra ai primi anni '50.

Un ritorno di folla oceanica nelle piazze un qualche significato lo deve pur avere, anche perchè non è stato organizzato da alcuna conventicola, mentre ad esempio - negli stessi giorni - in Spagna le organizzazioni cattoliche si sono mobilitate in occasione della visita del Papa; il ritorno nelle piazze italiane è stato invece spontaneo e teso ad unire, mentre i partiti e i sindacati dividevano gli italiani l'uno contro l'altro in nome di ideologie. Abbiamo visto giovani e meno giovani, operai e professionisti, studenti e docenti, abbracciarsi e ballare insieme.

Anche nelle file della gente in coda per il referendum, in favore di Romano Prodi per confermare la sua candidatura a premier, vi era stata la stessa atmosfera di cordialità ed abbattimento delle barriere sociali.

Per trovare una simile comunanza di festosa partecipazione interclassista dobbiamo risalire ai primissimi anni del dopoguerra (piazzale Loreto) e all'ingresso dei militari statunitensi (abbracciati da prostitute, giovani, operai, intellettuali, ecc. in festa tra loro). Dopo 60 anni la situazione è diversa ma gli stimoli per esaltarsi rispondono sempre a logiche psicologiche ed ambientali.

Per Prodi c'è stata la speranza verso il cambiamento, con la vittoria della squadra italiana la speranza che le cose siano cambiate, o stiano per cambiare. A chi di dovere spetta di non deludere codesta speranza poichè, se delusa, potrebbe sfociare in ribellione.

10 luglio 2006

Corso # 17 # Territorio/popolazione/risorse

Mentre Federico Augusto Perini-Bembo, con la sua concezione di "uomo/ambiente" e "noi/gli altri", vedeva i rapporti col mondo e gli esseri umani che ci circondano in funzione di un comportamento per mostrare il meglio di noi, al fine di trarne benefici, Carlo Curcio per ambiente intendeva le sensazioni che, in quel momento storico e luogo geografico, permeavano coloro che avevano partecipato all'avvenimento, o come soggetti, o come spettatori o come cronisti. Nando Mazzei, nel suo intervento di Napoli, riprese i concetti espressi da Perini-Bembo e Curcio insistendo su quella parte che vedeva nell'ambiente anche la partecipazione corale dei personaggi che si muovevano sulla scena; un ambiente che, inoltre, doveva tener conto del clima metereologico, dell'ubicazione geografica, dei precenti storici, delle situazioni economiche-sociali e persino delle tradizioni, in quanto tutto influiva - ed influisce - nel creare uno stato d'animo ed i comportamenti singoli o collettivi.

Il VII Convegno di Demodossalogia del 23-26 settembre 1967 all'Università di Siena, sul tema "Rilevanza, nelle scienze sociali, della conservazione e valorizzazione dei patrimoni naturale, etnico e culturale", aperto con la relazione introduttiva di Perini-Bembo, cui seguì quella di Giulio D'Orazio su "Movimenti e rapporti tra opinione pubblica e valori spirituali e sociali del patrimonio artistico, storico e culturale" (come documentato dagli atti e dalla stampa anastatica del programma, a pag. 100 di Demodossalogia ed opinione pubblica edito dalla Sidd), fu messa in evidenza la stretta interelazione, anzi la conseguenza in un certo tipo di manifestazione dell'opinione pubblica, tra i valori della società e il suo ambiente culturale (storico ed artistico). Specificando che
Non si può dare un giudizio sui movimenti in corso, nel campo del mercato dell'arte o sulla valutazione delle nuove tendenze paesaggistiche se non si pongono a confronto con i movimenti affini del cinema, dell'arte moderna e delle ideologie; in quanto tutte le manifestazioni sociali e spirituali dell'opinione pubblica vanno inquadrate in uno schema generale e confrontate globalmente. [...]
Così se vogliamo interpretare le opere di El Greco non basta che le esaminiamo paragonandole a quelle degli altri grandi del '500, ma dobbiamo individuare i rapporti che legano l'opera del pittore alle particolari caratteristiche della società in cui visse, dominata dalla paura e dall'Inquisizione.
Analogamente, se il nudo in pittura compare quasi contemporaneamente in Cranach, Dùrer e poi negli italiani e nei francesi, questo avviene in nome di una stessa ribellione (cosciente o no) contro il peccato originale che condannava la carne, di una protesta erotica che vuole affermare l'esistenza del corpo.
Attraverso questi concetti l'arte non è più soltanto pretesto di eleganti discussioni stilistiche, ma un fattore ben più concreto di storia e di civiltà. E per capirla occorrerà avvicinarsi a tecniche d'indagini e di studio proprie dell'etnologia, abbandonando ogni posizione estetizzante. [...]
Un sociologo ha detto che se la minigonna dà una maggiore libertà e rappresenta il rifiuto dei vecchi concetti morali, la pillola è il passo successivo: consente alla donna di comportarsi sessualmente come un uomo. [...]
Il Novecento è il secolo della provocazione, così come il Settecento fu il secolo dei lumi e l'Ottocento il secolo dell'ideale. [...]

Pertanto, nel convegno di Siena furono ripresi i concetti di Mazzei (esposti nel 1956 a Napoli) insistendo sull'accostamento genesi dell'opinione pubblica/valori spirituali e sociali; qualche anno dopo inquadrati nel più generico "ambiente" e, successivamente, sul finire degli anni '70 la visione dell'ambiente demodossalogico fu definita come luogo in cui si svolgono gli eventi collettivi umani, cioè come una interelazione tra popolazione e risorse. La stretta interdipendenza tra popolazione e risorse prese le mosse nel periodo di permanenza in Svizzera, attraverso vari interventi e dibattiti svolti a partire dalla fine del 1976. Su Lineamenti di sociologia dell'emigrazione (istituto bibliografico Napoleone, Roma 1987) sono pubblicati gli interventi più salienti. Di seguito riportiamo solo alcuni alcuni concetti allora espressi:
Col benessere aumenta la propensione ai viaggi ed al turismo. E' un modo nuovo di fare emigrazione. Spostarsi per diletto o per riposo; per "conoscere" usi, costumi, tecniche, religioni, ecc., diversi. Spingendosi sempre più lontano.
Conosciuto il proprio "ambiente" c'è l'innato desiderio di vedere cosa c'è dietro l'angolo. Di fare confronti e paragoni. Di adottare le novità (tecniche, politiche e morali) che più si ritengono confacenti al proprio caso.
Un progresso che non finisce mai perchè lo spazio/tempo si dilata sempre più ed il rapporto popolazione-risorse-ambiente è in continua migrazione.
[...] la sociologia dell'emigrazione potrebbe essere un utile strumento per capire i bisogni e le aspettative di un gran numero di uomini, che hanno lasciato, o si apprestano a lasciare, i paesi d'origine e le usanze praticate nel loro ambiente familiare, per trapiantarsi (spinti dal bisogno o dalla curiosità) in paesi con diversi costumi, ideologie e tecnologie, clima ed ambiente.
Secondo questa disciplina è importante l'accostamento ambiente-popolazione-risorse ed il loro equilibrio. La devastazione (politica ed ecologica) dell'ambiente o l'alterazione del rapporto bisogni/risorse non può che produrre la rottura del naturale equilibrio, con conseguente emigrazione o con fenomeni di disordine sociale ed economico.

Alla LXI Riunione della Sips a Catania, nell'ottobre del 1991, D'Orazio presentò la relazione "L'acqua: un bene fondamentale nel rapporto territorio-popolazione-risorse" che divenne il cardine del concetto poi sviluppato e diffuso di "Ambiente demodossalogico". In essa si affermava:
La correlazione tra ambiente naturale, condizioni di vita (fattori climatici e del suolo) ed esseri viventi fa parte di quella architettura più grande che regola l'universo ed è riscontrabile quotidianamente e in tutti i campi. [...]
L'evidenza di una interconnessione tra il rapporto dell'uomo con l'ambiente, del modo di utilizzo di quest'ultimo e delle risorse (fra cui il bene acqua), nonchè l'interconnessione fra i vari mondi dell'universo, ci portano sempre più a credere nella esistenza di un equilibrio generale ove il totale finale sia una perfetta parità tra le forze positive (+) e le forze negative (-). [...]
Dato che c'è una stretta interdipendenza tra l'uomo e l'ambiente, tra le scienze naturali e quelle sociali e che le più importanti leggi chimico-fisiche e biologiche possono essere prese come riferimento per analoghe costanti rilevabili nel campo sociale, possiamo dire che il rapporto territorio-popolazione-risorse è un parametro fondamentale per le scienze naturali come per le scienze sociali.

Nella nota in calce si specificava:
Se l'etica è una disciplina che parte da premesse contenenti valutazioni o prescrizioni e cerca di applicarle attraverso l'impiego di preposizioni descrittive (G. E. Moore) e se esistono relazioni che è possibile esprimere mediante regole generali (G. Von Wright), con tutte le circospezioni possibili e le eventuali verifiche, possiamo dire che ogni elemento territorio (T), popolazione (P), risorse (R) è in funzione dell'altro e che, per esempio, la proposizione (T) che descrive un'azione premessa influisce sulle condizioni delle restanti preposizioni (P) ed (R).

Pertanto è al convegno di Catania, al quale parteciparono, oltre al relatore D'Orazio, i demodossaloghi Anna Maria Bianco, Rocco Capasso, Dora Drago Lopez Jordan, Elena Maratea, Silvana Folliero e Maria Teresa Thibault, che può farsi risalire il rinnovato interessamento demodossalogico nei confronti dell'ambiente.

Precedentemente, nel 1989 e '90, il nuovo concetto di ambiente, dal punto di vista demodossalogico, era piaciuto al gen. Adriano Magi-Braschi che promosse alcuni incontri con D'Orazio, Giovanni Mammucari e Massimo Olmi nel suo casolare alle Coste di Bracciano (Roma); incontri disertati polemicamente da Perini-Bembo. Le riunioni non approfondirono il concetto ma ruotarono principalmente intorno all'apporto che la psicologia sociale avrebbe potuto dare alla demodossalogia. Da Demodossalogia ed opinione pubblica riportiamo alcune frasi che ragguagliano sulle riflessioni svolte a Bracciano a proposito di ambiente.
L'ambiente è in funzione anche del clima, la differenza tra gli alloggi degli esquimesi e quelli degli africani è uguale alla differenza fra le case di sassi o di mattoni: si usa il materiale edile disponibile nell'ambiente. L'esterno influenza l'uomo anche inconsciamente attraverso la metereopatia o l'ipofisi (ipotalamo) variando, con l'età o nei vari ambienti (mare, montagna, luoghi chiusi o caldi o freddi, ecc.), i messaggi da mandare alle varie ghiandole che attivano gli ormoni. Se l'ambiente contribuisce a determinare la cultura e quindi il costume della società, anche il clima contribuisce a determinare l'ambiente.

Al termine dei tre o quattro incontri nei quali, ad eccezione del primo, i quattro demodossaloghi non furono mai tutti insieme, fu stilata la seguente definizione: l'Ambiente è un contesto basato sui parametri del Territorio, della Popolazione e delle Risorse (umane e naturali), ove la variazione di un parametro influisce in modo proporzionalmente inverso sugli altri due.

Il 19 febbraio 1995, quindi successivamente al convegno di Catania del 1991, la tesi fu proposta al convegno organizzato a Nemi (Roma) dall'Associazione nazionale sociologi, sul tema "I sociologi e la nuova politica ambientale", dai demodossaloghi Roberto Canali, Elisabetta D'Eramo, Giulio D'Orazio e Antonella Liberati. Nell'ottobre dello stesso anno, alla LXIII Riunione della Sips ad Urbino, a proposito di "Ipotesi di lavoro per degli elementi di convergenza tra natura e cultura", D'Orazio riprendendo quanto esposto a Nemi sostenne:
Se la cultura è il prodotto degli uomini la natura è l'essenza stessa dell'ambiente ove per ambiente intendiamo non solo il clima o il luogo ma anche l'epoca storica, il grado di civiltà e la cultura espressa. [...] Cultura e natura, insieme all'uomo, riempiono di vita l'ambiente che è composto dalla popolazione, dal territorio, dalle risorse dell'ingegno (cultura) e della natura: quindi ricco di storia e di processi di trasformazione sociale e naturale.[...]
L'ambiente è un concetto che comprende il territorio (urbano, rurale, lacustre, boschivo; destinato ad attività ludiche, sportive o a servizi, ecc.) su cui vive una popolazione (giovani, vecchi, donne, lavoratori, ammalati, immigrati, ecc.) che sfrutta le risorse umane (fisiche, dell'ingegno e del lavoro) e naturali (flora, fauna, acque, sottosuolo, ecc.).
La popolazione ed il territorio interagiscono (viabilità, servizi, protezione civile ed ambientale, potenziamento dei prodotti della terra, ecc.) per sviluppare al meglio le reciproche risorse ed evitare conflitti sociali o alterazioni naturali.
Detto in altro modo l'ambiente è una variabile indipendente e determinante basata sui parametri del territorio (T), della popolazione (P) e delle risorse (R) ove la variazione di un parametro influisce in modo inversamente proporzionale sugli altri due parametri.
L'ambiente, pertanto, comprende sia il naturale (secondo la proposta di Canali) che la cultura (anch'essa naturale in quanto prodotto dell'uomo).
Quando degli elementi sono in relazione tra loro qualunque cambiamento operato da un elemento si ripercuote sull'altro, nel senso del "doppio vincolo" (adattamento correttivo conseguente al mutamento dell'altro). Tali cambiamenti sono adattativi momento per momento consentendo una evoluzione mirata alla sopravvivenza.

Il triangolo territorio/popolazione/risorse entrò a far parte del patrimonio intellettuale della Sidd ed il concetto demodossalogico di ambiente fu ripreso e portato avanti, oltre che con la pubblicazione del citato Demodossalogia ed opinione pubblica, anche con seminari e dispense e, infine, con gli aggiornamenti metodologici della Liberati, come vedremo nelle prossime puntate.

08 luglio 2006

Bacheca # 5.133

Nel mese di giugno Demodossalogia ed opinione pubblica ha registrato 5.133 "visitatori unici". La punta più alta dopo lo scorso marzo, quando avemmo poco meno di 5.500 contatti; con una media che da novembre 2005 ha sempre superato i 4.000 "lettori" mensili. A giugno le pagine viste sono state 7.646 con 21.938 hits.

Nel ringraziare per l'interessamento dimostratoci e in attesa di potervi informare sulle novità che stiamo preparando alla ripresa delle attività, dopo le ferie estive, comunichiamo le puntate del Corso di introduzione alla demodossalogia che licenzieremo nel mese di luglio:
  • 10 luglio puntata n. 17: territorio/popolazione/risorse;
  • 20 luglio puntata n. 18: l'ambiente demodossalogico;
  • 30 luglio puntata n. 19: il frattale (sociale).


07 luglio 2006

Effemeridi # Servizi segreti

La cronaca è nota. Per il rapimento avvenuto a Milano del religioso musulmano, da parte della Cia con il benevolo appoggio dei nostri servizi in funzione di operazioni antiterroristiche nel quadro dell'alleanza strategica tra le due organizzazioni, sono sotto inchiesta alcuni funzionari del Sismi.

Secondo i più elementari diritti, se un cittadino straniero in Italia compie qualche reato dovrà essere processato nel nostro Paese (ne sono esentati i militari americani per accordi bilaterali precedentemente firmati) così come le nostre istituzioni sono responsabili della sua incolumità sino a quando resterà sul suolo italico.

Eppure è dimostrato che da noi si può rapire, imbarcare su aerei, far soggiornare presso le basi militari e torturare, qualsivoglia persona. E' sufficiente accusarla di terrorismo, come negli anni '40 in Usa bastava tacciare qualcuno di comunista; evidentemente la storia si ripete.

Ma la storia non si ripete solo negli Usa e nella Cia ma anche in Italia e nei nostri servizi segreti.

Quante volte gli uomini dei servizi italiani sono stati elogiati per essere tra i migliori, dopo gli israeliani, gli americani e gli inglesi? Possibile che tali eccellenti investigatori che, prove oculari alla mano, avevano indagato sulla miracolosa sparizione nel nulla di un religioso straniero non fossero giunti alla conclusione del rapimento? E' possibile che a Milano una squadra di agenti americani può rapire una persona senza che i nostri servizi ne vengano a conoscenza? E' possibile organizzare un rapimento con tanto di trasporto aereo senza l'appoggio dei vertici dei servizi italiani? E perchè, dopo l'interrogatorio da parte dei servizi italiani, la teste modificò le sue primitive dichiarazioni? I "servizi" da parte dei nostri sono stati resi a favore di chi?

E' una vecchia storia che risale al dopoguerra, costellata di morti improvvise, stragi ed abbattimento di aerei. I servizi non hanno (secondo loro) mai saputo nulla ma qualcuno, evidentemente e in autorevole posizione di comando, ha depistato con tenacia e per decenni le indagini.

Non sapevano i vari capi che si sono avvicendati in questi anni, e non sapevano i ministri degli interni che si sono succeduti al ministero e che erano sul libro paga dei servizi segreti italiani; qualche ministro è diventato presidente della Repubblica così come qualche giornalista che trent'anni orsono (come da atti parlamentari) risultava al soldo dei servizi italiani è poi divenuto direttore di quotidiani.

Altri giornalisti oggi sono accusati di aver reso utili servizi (ma non c'è nulla di illecito in una normale prestazione professionale) o di essere informati sui fatti (e quindi perseguibili). Invece, per non aver svolto il proprio dovere di prevenzione di eventi criminosi o per aver ostacolato le indagini degli ultimi quarant'anni, l'interessamento dei servizi è evanescente.

Nonostante ciò, qualcuno si oppone alla ennesima riforma dei servizi!

06 luglio 2006

Effemeridi # L'Italia nel pallone

Molti commentatori hanno rilevato l'eccesso di manifestazioni nelle piazze d'Italia, con bandiere e urla di soddisfazione, per festeggiare la vittoria della nazionale di calcio e il passaggio in finale. Sembrerebbe che, rispetto al passato, l'adesione allo sfogo di piazza sia maggiore. Oliviero Beha si è chiesto se, dietro questa esultanza e coralità di popolo che fa seguito al plebiscito per votare come capolista della sinistra Romano Prodi e l'ultima massiccia partecipazione al Referendum sulla Costituzione, non ci sia un mutamento dell'opinione pubblica: una voglia di partecipazione, di far sentire la propria voce.

I grandi mutamenti dell'opinione pubblica, come sembrerebbero propendere gli esempi e le ipotesi di Beha, tutti da analizzare prima di trarne le conclusioni, avvengono quando il popolo è avvilito o esasperato, o per cause economiche o per eccessiva restrizione della libertà. Scartata la seconda ipotesi rimane la prima. Una conferma di quanto è grave la crisi che pesa sulle famiglie ed il futuro occupazionale dei giovani.

Quando c'è insoddisfazione qualsiasi pretesto è buono per dar sfogo alla rabbia e quando c'è una pluralità di persone nello stesso luogo (la folla demodossalogica) il pericolo di gravi disordini, quelli che portano alla caduta delle istituzioni, è una conseguenza, come insegna Gustave Le Bon.

Lo sfogo di piazza pacifico, per compensare con una vittoria collettiva l'insoddisfazione personale, è un sintomo di quello che bolle in pentola.

Effemeridi # Campo dei Fiori

Nel centro della vecchia Roma, a pochi passi dal Tevere, c'è una piazza storica con il monumento in ricordo di Giordano Bruno, filosofo e letterato domenicano accusato di eresia e bruciato vivo nell'omonima piazza. Sede mattutina del mercato rionale, fu anche immortalata da un film con Anna Magnani e Aldo Fabrizi nella parte di un pesciarolo innamorato di una donna nubile con figliolo.

Nelle sere di estate la piazza è ritrovo di turisti, giovani e cittadini che si godono la frescura, con grande soddisfazione dei gestori di bar e ristoranti, ma da due anni la piazza è divenuta sede di schiamazzi, liti, battaglie e sommosse sedate dalla polizia, con danneggiamenti a palazzi, esercizi pubblici, auto parcheggiate, ecc. Questi inconvenienti si verificano sempre più spesso ed ogni occasione sembra buona per effettuare danneggiamenti; l'ultima per la vittoria della squadra di calcio sulla Germania. I gestori delle attività commerciali e i residenti (perlopiù di categorie medio-basse) sono preoccupati e stanchi dei continui danneggiamenti.

In contrasto si nota un certo interesse da parte di palazzinari e società per acquistare gli immobili. Che le sommosse ed i danneggiamenti facciano parte di un piano, ben organizzato e già visto e collaudato, per spaventare i proprietari di immobili ed indurli a vendere?

04 luglio 2006

Effemeridi # Taxi e Coop

Dei tanti provvedimenti strutturali, che favoriscono il consumatore senza portare maggiori introiti all'erario pubblico, il governo ha predisposto la liberalizzazione delle licenze dei taxi (soggetti a decreti comunali), della vendita dei para-farmaci nei supermercati, la riorganizzazione delle assicurazioni e novità per la chiusura dei conti correnti bancari.

Provvedimenti da tempo attesi e che il governo Berlusconi non ha avuto il coraggio di imboccare per le previste opposizioni corporative.

Provvedimenti presi senza consultare preventivamente le parti. Perchè? Si temevano resistenze o si voleva modificare il mercato attraverso un blitz? E perchè fra i tanti provvedimenti di riordino del commercio e delle professioni (compresi gli artigiani) si è data la precedenza alle licenze dei taxi? Per caso non ci sarà dietro l'ombra della Coop che intende immettersi in un settore di ampie prospettive?

01 luglio 2006

Pubblicazioni # Online di giugno

Su Indipendenza del 1-15 giugno, fra l'altro:
  • Il conflitto in Afghanistan secondo la visione Usa nei confronti dell'Asia centrale e come banco di prova per il centrosinistra di Romano Prodi.
  • La lunga marcia dei maoisti ad un passo dal governo in Nepal e le conseguenze nella confinante India, potrebbero intralciare i piani di Washington in funzione dell'India come anti-Cina, già iniziati con lo sdoganamento nucleare di Nuova Delhi.
Sull'Informatore Economico Sociale, anno 44 n. 6 del 25 giugno:
  • L'on. avv. Massimo Donati, dell'Italia dei Valori di Venezia, intervistato da Francesco Bergamo su quali input smuovono o creano l'opinione pubblica, indica, portando degli esempi, la tv, l'organizzazione secolare religiosa e le ideologie.
  • Le comparse e le messe in scena: una lunga disanima che parte dalla teoria di Samuel Adams al manuale di Rocco Paceri su come fuorviare l'opinione pubblica, convogliandola su esempi negativi attribuiti a personaggi scomodi di un certo rilievo, attraverso la tempestività e la contrapposizione positiva/negativa.
  • La sintesi dell'intervento della Sidd al convegno organizzato dai sociologi dell'Ans, il 15 giugno presso l'istituto Luigi Sturzo, sul tema "Europa Grande Paese"