Corso # 25 # Gli altri apporti
A nostro parere, il metodo della inde, oltre alla primogenitura risalente agli anni precedenti la seconda guerra mondiale, ha il vantaggio, rispetto all'analisi dei contenuti, di essere più sbrigativo e di costi ridotti nel misurare l'ampiezza dei flussi di pensiero che si irraggiano dai mass media verso gli utenti. Infatti, la inde consiste in una costante misurazione spaziale e temporale (per veicoli d'opinione, mm/colonna o minuti, pubblici definiti demodossalogicamente), riportata su grafici per evidenziarne la soglia normale e le impennate che, attraverso la curva di Gauss, rappresentano sempre le tendenze d'opinione caratterizzate da una notevole potenzialità di sviluppo strategico, così come definite da Ferrarotti le opinioni emergenti.
Tendenze d'opinione che i risultati degli ultimi dieci anni di ricerche demodossalogiche hanno spinto G. Devoto e G.C. Oli ad affermare che tale disciplina si pone come lo studio dei presupposti psicologici e sociali dei processi informativi e formativi dell'opinione pubblica, ai fini di stabilire la combinazione più conveniente tra la notizia, il pubblico e lo strumento di diffusione.
L'auspicio è, pertanto, che l'abbondante materiale raccolto in 50 anni dal libero docente Perini-Bembo non vada distrutto e che il metodo inde, raccolto da altri docenti, possa essere rivalutato e divulgato per non disperdere un patrimonio tutto italiano che non ha uguali nel mondo, perchè lo stesso metodo dell'americano Naisbitt non tiene conto della ripartizione dei pubblici secondo nessi temporali e spaziali e dell'esemplificazione quantitativa dei dati raccolti.
L'appello, ripetuto all'VIII Convegno nazionale di Mira, è rimasto inascoltato. Nessuna istituzione pubblica (biblioteche, sedi universitarie, ecc.) o privata ha dimostrato un qualsiasi interessamento, anzi una buona parte del materiale ubicato nel domicilio di Roma, specie i manoscritti e la corrispondenza, sono andati perduti, mentre la Fondazione di demodossalogia Perini-Bembo di santa Ternita, ubicata a Mestre a piazzale Favretto, non è mai stata aperta al pubblico ed il materiale documentativo, soggetto alle insidie del tempo e dell'incuria degli uomini, sta andando in rovina.
Altrettanto può dirsi per il metodo inde, pochissimi lo applicano nei sondaggi d'opinione poichè sono pochi a conoscerlo in quanto nei corsi di specializzazione alla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza non fu mai divulgato ma solo oggetto di sperimentazioni esterne condotte da coloro che poi confluirono nella Sidd. All'esterno dell'ambito della Società Italiana Di Demodossalogia il metodo fu illustrato al seminario di dieci ore svolto alla Facoltà di Sociologia ed al seminario di due giorni svolto in collaborazione con l'Associazione Nazionale di Sociologia.
Precedentemente, la inde fu applicata intorno agli anni '40 in qualche sondaggio d'opinione sperimentale ma sono andate distrutte le documentazioni in proposito; si ha qualche traccia, conservata dalla ricercatrice Maria Castorina, del sondaggio alla XIV Mostra cinematografica internazionale di Venezia (vedasi "Mia madre e la Mostra cinematografica di Venezia cinquant'anni orsono", di Giovanna Simbula negli atti dell'VIII Convegno di demodossalogia Scienza, società ed opinione pubblica).
Al "XIX Convegno internazionale delle comunicazioni" svoltosi a Genova dal 12 al 16 ottobre 1971, Federico Augusto Perini-Bembo accennò al metodo, allora ancora in fase di aggiornamento e sperimentazione dei grafici di tendenza. Riportiamo quanto detto in proposito:
Una tabella adottata sperimentalmente dal Centro di Demodossalogia, nel campo delle ricerche demoscopiche e delle indagini demodossametriche, specificatamente denominate inde, è unita, per cortese concessione, alla presente memoria; per motivi tuttavia di brevità e per una più immediata comprensione ho ritenuto di apportare una riduzione allo sviluppo originario della tabella (per quanto riguarda specialmente le categorie strumentali), semplificandola notevolmente. Essa sembra istruttiva ed efficace per rispondere, almeno in linea di massima, a numerosi dubbi e perplessità che sorgono quasi di continuo sui vantaggi che a volta a volta ci si può ripromettere nel comunicare con differenti strumenti rivolgendosi a pubblici diversi.
Il neretto è nel testo originale e dimostra che Perini-Bembo vedeva il metodo inde, o meglio una delle sue tante applicazioni, per valutare l'efficacia degli strumenti di comunicazione diretti verso determinati pubblici ma non per rilevarne l'opinione e, soprattutto, misurarne l'ampiezza (nel tempo e nello spazio) delle tendenze in atto. Infatti la cosiddetta inde, salvo gli eccezionali casi sopra riportati e quanto riferito in "Una storia dimenticata" di Bruno Zarzaca su Pretesti del 23.11.03, fu utilizzata per conoscere l'opinione dei vari pubblici in esame ma, soprattutto per informare il pubblico "formandolo". Il metodo, successivamente approfondito dai ricercatori della Sidd, è ormai consolidato ed euristico fin dal 1988, come illustreremo dopo aver terminato le puntate del corso sulla parte storica, teoretica e biografica.
Un ulteriore significativo apporto su una delle tante sfaccettature della inde, specie per quanto riguarda l'Open Sources Intelligence, o per meglio precisare un aspetto di tale metodo di investigazione ed interpretazione dell'altrui opinione oggetto dell'indagine, venne dagli atti del convegno "La disinformazione nel campo scientifico e tecnico", pubblicati su Scienza e Tecnica dell'ottobre 1996, anno LIX n. 313; di seguito pubblichiamo l'intervento "Perchè esiste la disinformazione?":
[...] Dobbiamo allora chiederci perchè esiste la disinformazione. Ma per fare questo dobbiamo risalire al meccanismo di come avvengono le trasmissioni delle informazioni.
Tra gli elementi della comunicazione indicati in uno studio del prof. Meazzini citiamo, tra i più importanti, l'emittente (colui che invia le informazioni), il destinatario (colui che le riceve), il canale mediante il quale le informazioni giungono, la codificazione/decodificazione delle informazioni ed il contesto in cui si verifica la comunicazione. In questo quadro l'emittente ed il ricevente a volte non sono sullo stesso piano: una cosa sono le chiacchiere tra due massaie e il discorso tra due filosofi, un'altra la conversazione tra filosofo e massaia o un articolo tecnico-scientifico per un estraneo alla materia. Tra un fisico nucleare e un contadino che ha visto la distruzione dei suoi raccolti saranno diversi anche gli interessi: il primo ricercherà le cause dell'inquinamento, il secondo a chi attribuire il danno.
Nello scambio di notizie ed opinioni la codificazione/decodificazione da parte dei soggetti interessati all'argomento riflette la cultura dell'emittente e del ricevente, ma anche le attese, gli interessi ed i bisogni dei singoli soggetti nonchè l'ambiente in cui avviene la comunicazione.
La banale frase "domani sarà una brutta giornata" può avere diverse interpretazioni: per lo studente sarà riferita all'annunciata interrogazione, per il postino alle previsioni meteorologiche, per l'operatore di borsa al mercato dei cambi. Nella trasmissione di una notizia non è estranea, specie nei mass-media, la volontà dell'emittente di influenzare il ricevente per un tornaconto personale (singolo o collettivo): si enfatizza il dato di una ricerca per magnificarsi o predisporre il terreno alla richiesta di ulteriori contributi; per non citare le dichiarazioni politiche destinate solo a farsi pubblicità. Non per nulla esistono gli uffici stampa e le public relations.
Se nella società della carta stampata il messaggio perveniva ad una ristretta cerchia di persone alfabetizzate, in grado quindi - attraverso la lettura - di pensare, riflettere, ponderare quanto letto, nell'odierna società dell'informazione (preminentemente sensoriale, cioè televisiva) il messaggio giunge a domicilio e coglie di sorpresa la quasi totalità del genere umano industrializzato.
La televisione moltiplica gli utenti del messaggio rispetto alla carta stampata, sollecita le emozioni e presenta una realtà virtuale tesa a creare un'opinione pubblica che, una volta affermatasi (anche se erroneamente o su dei dati falsi o imprecisi), è difficile smontare o ricondurre all'obiettività. Il peso dell'emozione e della massa degli utenti supera di gran lunga qualsiasi ragionevole dato di fatto.
La disinformazione si può arginare solo con una cultura dell'informazione, cioè con l'inserimento nei programmi scolastici del "metodo" di interpretazione scientifica degli elementi della comunicazione che prescinde da "chi" ha detto per privilegiare "cosa", "come" e "dove". Il cosiddetto metodo "inde". [...]
Successivamente è stato specificato, negli interventi della Sidd, che per i demodossaloghi contano il quando e dove, per l'interpretazione del messaggio e non il "chi" o "cosa".
In base a quanto evidenziato in neretto in codesta e nella puntata 24 abbiamo dei primi elementi concettuali per affrontare un'indagine demodossalogica nei suoi vari aspetti: da un veloce sondaggio d'opinione all'interpretazione di un comunicato o dichiarazione, sino al monitoraggio dei trends (delle tendenze) politici o economici di particolari settori o pubblici.
In sede di applicazione vedremo i coefficienti numerici e le impostazioni pratiche.
Guardando in tv alcuni impeccabili personaggi del mondo della politica come dello sport, che impartiscono austere lezioni di etica, non possiamo fare a meno di ricordare
Il tragico anniversario dell'
Le famose sorelle Kessler (foto