dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

31 ottobre 2006

Effemeridi # 128 spioni

Così come per il calcio, il cosiddetto scandalo delle intercettazioni alla banca dati dell'anagrafe tributaria, covava da tempo. Non era pensabile che gli spioni che normalmente ascoltano e registrano le conversazioni telefoniche degli italiani non mettessero il naso (e gli occhi, naturalmente) sui movimenti bancari e fiscali degli spiati, per riscontrare contabilmente quanto percepito nel corso delle conversazioni telefoniche.

Tutti se ne meravigliano e se ne scandalizzano, anche quelli che sapevano di essere controllati da anni. E' il teatrino della pantomima, anni fa un film di Alberto Sordi aveva per titolo "Io so che tu sai che io so". Ma, oltre a sapere, il ricorso alle intercettazioni telefoniche e bancarie è divenuto una prassi fra i potenti di turno che si spiano a vicenda. E, seguendo meccanicamente i canoni dei servizi segreti, se lo spiato x va a cena con la velina y e questa poi compie una passeggiata romantica al chiaro di luna con il sig. z, sono tutti messi sotto osservazione in quanto riconducibili ad x. Tant'è che sembrerebbe che gli italiani con il telefono sotto controllo siano quasi due milioni.

Il fenomeno non è nuovo ed ogni tanto viene alla ribalta per poi ritornare nell'ombra, viene rispolverato ed usato come mercanteggiamento di turno tra i negoziatori.

Chi non ricorda i famosi fascicoli del servizio segreto Sifar, distrutti - decenni or sono - per ordine del Parlamento nei palazzi del ministero della Difesa da un'apposita commissione? Si dice rispolverati qualche anno dopo da un'agenzia giornalistica.

Negli anni '60, il settimanale L'Europeo e, ancora di più, Tempo illustrato riferirono sulla rete di servizi di spionaggio allora in piedi, da parte della Finanza, dei Carabinieri, dell'Esercito, del ministero dell'Interno, etc., etc., che, addirittura, si spiavano fra loro; senza contare le roulotte parcheggiate nei dintorni del Tribunale di Roma per monitorare, evidentemente, gli interrogatori dei pubblici ministeri. I due settimanali, così come l'agenzia di stampa dopo uno strano decesso del redattore capo, chiusero i battenti forse proprio per aver sollevato il problema; ma sono ipotesi.

Molti sostengono che i 127 o 128 spioni che sono entrati nel cervello elettronico della Tributaria siano stati degli infedeli impiegati giocherelloni, senza intenzione di frodo. Che qualcuno lo sia stato è possibile, l'eccezione che conferma la regola c'è sempre, ma come pensare che militari di varie forze, sottoposti ad ordini gerarchici, si siano dilettati nello spionaggio senza precisi ordini superiori? Chi sostiene questo vuole sviare l'opinione pubblica. Tener fuori quelle corporazioni (massoniche, sindacali, partitiche, finanziarie) che attraverso una scala gerarchizzata sono ramificate nel paese, nei centri nevralgici, per consolidare il loro potere e contrastare quello altrui.

Ma così, come per il calcio, tutto finirà in una bolla di sapone.

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30 ottobre 2006

Corso # 28 # Pitigrilli

foto pitrigrilli giovanePitigrilli è lo pseudonimo di Dino Segre, nato il 9 maggio 1893 a Torino, figlio dell'ebreo David, ex ufficiale dell'esercito, e di Lucia Ellena, proveniente da una famiglia di farmacisti, che lo battezzò all'insaputa del padre nel 1897. Pitigrilli è la traslazione di petit gris (piccolo scoiattolo), il cappotto di pelliccia portato dalla madre; in alcuni casi firmò con lo pseudonimo Mathesis e in altri con Flamel.

Morì nella sua città natale dopo aver pranzato e alla vigilia del suo ottantaduesimo compleanno l'8 maggio del 1975, nell'attico del palazzo marmoreo in stile vittoriano (fascista), progettato dall'architetto Piacentini in via principe Amedeo, in procinto di ritornare nel suo domicilio di Parigi.

Nel 1931 sposò a Parigi con rito civile Deborah Sinigaglia, figlia di un noto industriale torinese, la separazione legale avvenne nel 1954 ed il divorzio nel 1973, ma già nel 1934 Pitigrilli scrisse alla moglie di rifarsi una vita perchè lui non era fatto per il matrimonio; nel frattempo aveva avuto nel '32 il figlio Gianni. Nel 1943 sposò in una chiesa di Bellinzona (Svizzera) ove si era rifugiato la veneziana avvocato Lina Furlan da cui ebbe Pym (Pier Maria); l'aveva conosciuta nel 1936 quale suo legale in una causa automobilistica.

foto con pitigrilli e lina furlanPitigrilli con la moglie Lina

Si laureò in giurisprudenza nel 1916 con 77 su 110, in famiglia avrebbero voluto farne un farmacista ma quando andò ad iscriversi vedendo che davanti allo sportello della facoltà di giurisprudenza non c'era nessuno optò per questa. Nel frattempo (1915) aveva pubblicato il suo primo libro in versi Le vicende guerresche di Purillo Purilli bocciato in storia e grazie all'appoggio di Amalia Guglielminetti, che corrisponderà al suo amore solo alla fine della prima guerra mondiale, iniziò la carriera giornalistica pur detestando il giornalismo.

Nel 1918 inviato a Fiume, sostenne che la città liberata da Gabriele d'Annunzio era asiatica; l'articolo creò scandalo, irritazione e la sfida a duello (che rifiutò) da parte dell'immaginifico autore della beffa di Buccari. Nell'autunno del '19 fu inviato a Napoli nel corso di una campagna elettorale e in un mese scrisse trenta articoli che fecero passare le vendite del giornale da poche decine di copie a centomila. A Roma, il direttore del giornale gli disse di prendere per far presto una carrozzella e recarsi alla conferenza del sen. Morello sulle bellezze della città; Pitigrilli invece per un'ora si fece portare a spasso per la città e inventò una dotta conferenza, citando frasi e persone presenti ("tanto erano sempre le stesse nobildonne"); l'articolo fu apprezzato ed incontrò il favore dei lettori ma, a causa di un malore, la riunione non si era tenuta.

copertina edizione greca di cocainaEdizione greca di Cocaina

Nel '20, corrispondente estero a Parigi, uscì la raccolta di undici novelle Mammiferi di lusso che gli causò la messa all'indice ed una serie di processi per oltraggio al pudore. Ben altri quattro libri ebbero l'onore di essere messi all'indice e, successivamente, ritirati dal commercio: La cintura di castità del 1920, Cocaina del1921, Oltraggio al pudore del 1921 e La vergine a 18 carati del 1930.

Con la categoria dei giornalisti fu molto polemico e dal '21 intraprese la carriera di romanziere e conferenziere alle università di Napoli e alla Sorbona di Parigi; disse che per entrare in un giornale quotidiano raccontò di conoscere la stenografia e per questo motivo fu messo al telefono a raccogliere gli articoli di un inviato speciale, ovviamente ricostruì gli articoli (basandosi su degli appunti) che ebbero un gran successo sino a quando il firmatario ed il direttore non si accorsero dell'inganno. Raccontò anche come fu assunto un giornalista: il postulante, con un cognome omonimo di quello di un noto ed apprezzato giornalista di altra testata, prese alloggio nel migliore albergo e si spacciò per nipote di costui. Per illustrare il suo pensiero in proposito si riportano alcune frasi prese da altrettanti libri:
Ci sono tre categorie di falsari: gli antiquari, i giornalisti ed i sociologi. I primi falsificano il passato, i secondi il presente e i terzi il futuro [...]
Per essere sicuri di pubblicare una notizia inedita basta inventarla [...]
La servitù del giornalismo consiste nell'arrivare alle nove del mattino in un paese sconosciuto e a mezzogiorno spedire il primo articolo, dopo aver scambiato quattro chiacchiere col primo venuto e aver visto della città quel tratto di strada che va dalla stazione all'albergo [...]
I giornalisti devono avere l'opinione del direttore del giornale: ma nemmeno il direttore del massimo giornale ha diritto di pensare con il suo cervello, perchè quando è chiamato dal consiglio d'amministrazione deve soffocare la sua opinione, quando ce l'ha, e sostenere quella degli azionisti [...]

copertina rivista le grandi firmeRomanziere più letto d'Italia e noto alle cronache come donnaiolo, diede vita al quindicinale Le grandi firme (1924), su cui scrissero i massimi scrittori del tempo, ed altre pubblicazioni innovative per grafica ed argomenti. In pieno fervore futurista, pur essendo un anticonformista, si scagliò contro Filippo T. Marinetti bollando il manifesto del 1909 (apparso sul Figaro) come il risultato di una notte passata nello champagne di un cabaret di Parigi, pur ammettendo che qualcuno abbia sicuramente creduto al futurismo "come lotta contro il vecchiume, l'oleografia e il chiaro di luna".

Alla ripetuta accusa di immoralità rispose:
Io non sono mai stato uno scrittore immorale. Lo ha precisato, assolvendomi, una sentenza del tribunale di Torino e l'ha riconfermato la Corte d'appello. In una antologia per le scuole c'è un mio racconto. Nell'Enciclopedia Treccani [...] si parla di me come di uno scrittore i cui primi libri, quelli che oggi ripudio, rispecchiarono la bassezza morale dei tempi [...]
Pitigrilli è uno scrittore unico, non può essere accostato a nessuna corrente letteraria. Se proprio vogliamo trovare dei punti di contatto, questi sono con Toddi: con la fatalità che guida il caso e che tutto alla fine aggiusta se l'umana caparbietà non pone ostacoli al destino. Il concetto demodossalogico della contrapposizione (+) (-) tendente ad un equilibrio regolato dall'ambiente. Potremmo estrapolare centinaia di brani in proposito, ci limitiamo a ricordare la storiella dei due pesci nell'acquario (in conclusione alla puntata n.19) e la seguente testimonianza:
Volli conoscere il sig. Nossant. Abitava a Milano. Era un olandese simpaticissimo [...] Gli domandai in che modo gli avevo salvato la vita.
Una sera - mi rispose - dovevo andare a teatro. Avevo prenotato un posto di poltrona in seconda fila. Tornando a casa sul tramonto, vidi nella vetrina il vostro ultimo romanzo e lo comperai. Aspettando l'ora dello spettacolo cominciai a leggerlo e lo trovai così interessante, che quando giunsi alla fine mi accorsi che erano le dieci, cioè che la rappresentazione era cominciata da un'ora. Per non perdere il secondo e terzo atto presi un tassì, ma la circolazione era interrotta per un raggio di duecento metri. Sirene dei pompieri e della Croce Rossa, autopompe e lettighe. Una bomba era scoppiata nel teatro, il teatro Diana, e ci furono ventiquattro morti. La poltrona che io avevo prenotata e che non occupai era nella seconda fila, dove la bomba era caduta.
O ancora:
[...] noi crediamo che abbiano grande importanza i nostri atti, i nostri meriti, la nostra volontà, e invece noi siamo vittime o beneficiari del caso (1936)
Più di quaranta i libri pubblicati, tra romanzi, novelle, raccolte di articoli, ecc. Tra i più noti editi dalla Sonzogno di Milano successivamente ai primi cinque, messi all'indice dal Vaticano, citiamo:
  • L'esperimento di Pott del 1930;
  • I vegetariani dell'amore del 1931;
  • Dolicocefala bionda del 1936;
  • Mosè e il cavalier Levi del 1947;
  • La meravigliosa avventura del 1948;
  • La piscina di Siloe del 1948;
  • Il farmacista a cavallo del 1948;
  • Pitigrilli parla di Pitigrilli del 1949;
  • Dizionario antiballistico del 1953.
copertina de l'esperimento di pottL'ultimo libro è Nostra signora miss tiff (1974) pubblicato dall'editore Marotta di Napoli. I diritti di Cocaina e Dolicocefala bionda sono stati rilevati da Arnoldo Mondadori dalla fallita Sonzogno e ripubblicati nel 1982 per l'edizione Club del libro; Mammiferi di lusso è riapparso nel 2000 nei Tascabili di Bompiani.

I libri dal '48 al '57 sono stati scritti in Argentina ove si rifugiò, dopo circa cinque anni trascorsi in Svizzera ove si trasferì dopo l'8 settembre 1943, perché dopo esser stato accusato di aver fatto parte dell'Ovra (la polizia fascista), cosa che smentì sempre pur in presenza di testimonianze, capitanò una sommossa di piazza antifascista e per questo (oltre che ebreo) fu ricercato dai nazisti. Tra coloro che si espressero in favore della sua riabilitazione ci fu l'allora sottosegretario Giulio Andreotti che giudicò gli ultimi suoi scritti come quelli di un buon cattolico. Infatti nel 1948 Pitigrilli (La piscina di Siloe) fece una clamorosa conversione al cattolicesimo, tanto da guadagnarsi gli elogi di Civiltà Cattolica e persino dall'Osservatore Romano. Ma già in due precedenti libri, sopra citati, vi erano tracce della conversione in corso. Incontrò anche padre Pio da Pietrelcina. Da scettico si avvicinò al mondo dei medium e ne rimase scosso, in Gusto per il mistero del 1954 raccontò le sue esperienze.

Nell'Argentina del dittatore Juan Domingo Peron fu accolto con tutti gli onori, la sua rubrica settimanale sul quotidiano La Razon ebbe migliaia di fedeli lettori ed il giornale raddoppiò la tiratura delle copie; le sue trasmissioni radiofoniche e le conferenze ebbero un successo mai visto. Nel 1957, dopo la caduta di Peron in seguito ad un golpe militare, si trasferì a Parigi che sin da giovane aveva eletto a riferimento culturale ma ormai la sua stella era tramontata.

Negli ultimi vent'anni trovò molte porte chiuse, persino Guareschi e Giorgio Almirante gli voltarono le spalle; perse il sarcasmo che lo aveva contraddistinto e limitò le relazioni sociali.

copertina de i vegetariani dell'amoreRipubblicò sul settimanale La Tribuna Illustrata novelle e corrispondenza con i lettori ed iniziò una collaborazione con Il Messaggero di S. Antonio, scarse le altre collaborazioni: la rivoluzione giovanile degli studenti sessantottini di Parigi aveva segnato la fine di un'epoca irriverente per imboccare la strada della contrapposizione.

Pitigrilli era noto per le sue battute ("l'uomo normale parla, il saggio tace, il fesso discute", ed ancora, per esempio, "capisco il bacio al lebbroso ma non ammetto la stretta di mano al cretino") ed aveva il senso dell'opinione pubblica dei suoi tempi; amava la corrispondenza coi lettori, in proposito scrisse:
[...] io penso di sapere che cosa la gente del popolo si aspetta da queste rubriche. Ho una tecnica per andare diritto al cuore di chi legge
La demodossalogia? Pitigrilli non l'ha forse conosciuta ma i demodossaloghi hanno assorbito il suo modo di interpretare l'opinione pubblica capovolgendo le situazioni. A caso, riportiamo dei brani, tra i tanti, che più fanno parte del nostro repertorio di esempi:
[...] Anche l'uomo più scettico ha una disposizione innata a credere [...] Se si va in due da una chiromante e questa legge il destino a uno dei due, le stesse cose che dice all'uno andrebbero benissimo anche per l'altro; per la tendenza innata a mentire a noi stessi; quando ho detto al Procuratore "Voi siete credente, voi siete musicista", egli si è sentito musicista allo stato potenziale, si è sentito credente nel suo intimo; se poi va a messa per accompagnare la moglie o fischietta l'aria del suo reggimento, è sicuro che io abbia detto il vero; se invece fosse credente e musicista e io avessi detto il contrario, mi avrebbe ugualmente dato ragione, pensando: in fondo fra la mia fede e la grande fede c'è della differenza, e la musica come la intendo io ha delle esigenze e delle possibilità molto più elevate di quella che io eseguo.
[...] Percorrendo le vie del mondo si vedono i soliti gesti, si odono le stesse frasi, si osservano le stesse furberie, si incontrano le solite idee. Macché idee! Schegge di idee, tozzi muffiti di idee. Prova a dire in un gruppo di cinque persone che tu bevi acqua di selz: l'immancabile stupido ti avvertirà che l'acqua di selz dilata lo stomaco. Racconta in un gruppo di cinque persone che un russo ha imparato il tedesco in poche settimane: l'immancabile stupido ti dirà che gli slavi hanno una disposizione innata allo studio delle lingue [...] Provate a dire che una vedette spende dalla sarta tutto ciò che guadagna nel music-hall dove si esibisce seminuda. Fa la donna nuda per avere di che vestirsi, commenterà immancabilmente uno dei presenti.
[...] Un giornalista francese alcuni anni fa si mise all'angolo di una strada a offrire in vendita luigi d'oro a cinquanta centesimi. Non riuscì a venderne uno. A Hollywood fu bandito un concorso fra gli imitatori di Charlot. Fra i concorrenti si presentarono alcuni attori cinematografici; un grande attore, uno dei più grandi comici del mondo, fu classificato ottavo dalla giuria composta di tecnici; in un secondo giudizio, pronunciato per votazione da dodicimila spettatori, fu classificato diciannovesimo. Secondo voi, aveva ragione la commissione di tecnici o avevano ragione i dodicimila spettatori? La minoranza o la maggioranza? L'élite o la folla?
[...] Gli uomini sono poliedri di sentimenti bassi [...] Il povero bifolco che lavora al di là delle sue forze e si nutre al di sotto delle sue necessità mi fa pena. A seguirlo per pochi chilometri, a controllarlo per qualche ora, verrà il momento in cui schiaccerà per malvagità il rospo o inchioderà sulla porta di casa una civetta viva [...] L'uomo sfrutta nel suo simile tutto lo sfruttabile: la calvizie, la piorrea, la pinguedine, la stupidità, l'illusione, la speranza, la vanità: specula sul delitto, sulla malattia, sull'immoralità e sulla morale, inventa nuovi vizi per vendere nuove droghe, inventa nuove inquietudini per vendere nuove consolazioni.
[...] Gli uomini si agglomerano sulla stupidità come la limatura di ferro sulla calamita [...] non amano l'esattezza: guai a chi corregge il loro errore; la smentita li indispone; la correzione di un errore dev'essere opera di secoli; le figlie raccontano alle madri le identiche bugie che le madri raccontavano alle loro madri; sono medesimi anche gli atti, che si ricalcano di generazione in generazione [...] Io vivo in un paese lento ad evolversi; è buona norma di governo non precipitare il processo evolutivo del proprio popolo.
[...] L'educazione, l'istruzione, la guida producono sulla personalità dell'individuo, modificazioni minime. Ben poco potrete operare su vostro figlio [...] Educarlo, che cosa difficile! Di balle non mi sento di raccontargliene e la verità non ho il coraggio di dirgliela. In questa formula è riassunto, per quei pochissimi che se lo pongono, il problema dell'educazione.

foto di pitigrilliNon finiremmo mai di citarlo, come autore è stato un super-intelligente ma come tutte le persone di grande ingegno ha creduto di poter manovrare a piacimento la storia, cercando di cavalcarla, comportandosi quindi come i suoi controversi personaggi. Chiudiamo con la sintesi di una novella che, al contempo, è una pillola di filosofica saggezza:
Per pagarmi le tasse universitarie avevo accettato un posto in un collegio maschile. Mi chiamavano prefetto, professore, censore, assistente. Che cosa fossi non so. Li accompagnavo a passeggio, insegnavo l'italiano, distribuivo le lettere, li sorvegliavo durante il pasto [...] Colui che aveva ricevuto il collegio in eredità era nato per dirigerlo come io sono nato per maneggiare un astrolabio. La sua inesperienza valse un posto a me, il più disadatto ad occuparlo. E poiché ero l'individuo più disadatto, gli studenti mi volevano bene [...] Dettai sei temi a scelta [...] Quello che descrisse le sofferenze morali della povera mosca, mettendosi così bene nella pelle del suo sfortunato personaggio, è divenuto un grande scrittore di romanzi psicologici. Ogni sua creatura è vera come se lui, l'autore, fosse al tempo stesso uomo e donna, vittima e carnefice, reprobo e santo. Quello che ha spiegato perché similia similibus curantur è divenuto un eccelso giurista, in perfetta armonia con tutti i partiti che vanno al potere. Commentò e lodò certe leggi, con la stessa convinzione con cui doveva illustrare ed esaltare qualche hanno dopo il decreto che le abrogò. Un altro, di nazionalità incerta, tornò in uno dei suoi paesi d'origine, dove fece una brillante carriera militare e divenne celebre per aver lanciato con formidabili argomenti le sue divisioni in un'impresa che sapeva destinata al più vergognoso insuccesso. Uno fu bocciato in matematica, ma il banchiere lo prese nella sua banca, in qualche anno ne fece il suo procuratore, e non è pentito della scelta. Pare che nessuno sia più abile di lui, lapis alla mano, nel convincere i clienti a sottoscrivere azioni in miniere inesistenti e a prestiti di nazioni sull'orlo della bancarotta. Tutti gli altri se l'erano cavata, nello svolgimento, su per giù come quei cinque. Ora sono sparsi decentemente per il mondo. Uno fabbrica medicinali, un altro li vende, un terzo li prescrive e tutti e tre senza crederci. Questo propone maglie e flanelle, che a lavarle si allargano o si restringono, secondo che il cliente le trova troppo strette o troppo larghe. Questo fa l'agente di pubblicità, quello l'agente di assicurazioni. Ce n'è uno che non fa nulla di determinato, ma vive in armonia col suo prossimo, pensando che tutto può essere vero, e che nessuno ha interamente torto e che nessuno ha interamente ragione. Il figlio del banchiere è l'unico che dalla scuola non abbia saputo trarre alcun utile insegnamento. Fa il professore.
(dal libro Lezioni d'amore del 1948, una novella ["Pomeriggio"] che ha il sapore, dopo cinquantotto anni [!] di palpitante attualità)

Tutte le immagini sono tratte dal sito www.pitigrilli.com

28 ottobre 2006

Incontri # Valutare la ricerca

Il 10 novembre, nella sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche dell'università di Milano, in via Conservatorio, si svolgerà un convegno sul tema "Valutare la ricerca scientifica".

Ne discuteranno sociologi dell'economia, del lavoro e dell'organizzazione, secondo il seguente programma.
  • Ore 10.00 - Antonio Schizzerotto, La valutazione della ricerca scientifica: fini e procedure.
  • Ore 14.30 - Colin Crouch, Italian sociology in an international perspective.
  • Ore 16.00 - Dibattito, Che cosa significa fare ricerca, oggi? Quali i pro e i contro di una valutazione della ricerca scientifica? Interverranno: Francesco Cerase dell'università di Napoli, Sandro Lecca della Camera di commercio di Milano, Adriana Luciano dell'università di Torino ed Emilio Reyneri dell'università di Milano Bicocca.
Informazioni ed adesioni: filippo.barbera@unito.it

27 ottobre 2006

Effemeridi # Il complotto

Più o meno apertamente, anche sui giornali, si ipotizza un complotto ai danni del premier Romano Prodi. Cadrà entro la fine dell'anno, entro il 2007, prima della prossima legislatura. Ci sono sessanta deputati di destra pronti a sorreggere un governo tecnico, anche a sinistra non vedono l'ora di liberarsi di Prodi, la Confindustria non pone ostacoli.

Anche negli anni '60 i complotti e le scissioni erano all'ordine del giorno tra i parlamentari, anzi il passatempo preferito. Se ne sussurrava in ambienti ristretti e ci credevano. Bastava che qualcuno avesse votato contro o espresso il suo dissenso per ipotizzare una mossa contro il segretario di partito o il presidente del Consiglio dei ministri (dipendeva dall'importanza del parlamentare) e subito qualche industriale offriva il suo aiuto per foraggiare la corrente.

Tant'è che qualcuno sostenne che la minaccia di scissioni o correnti d'opposizione all'interno di un partito (o addirittura all'interno di una corrente) non avevano altro scopo che racimolare un poco di denaro per pagarsi l'apparato elettorale. Oggi non ce n'è bisogno, basta annunciare un nuovo partito per avere, di diritto, il sovvenzionamento pubblico e pubblicità e fondi per un nuovo giornale che nessuno leggerà; prestiti a babbo morto e 50 milioni di euro di elargizioni da privati senza bisogno di trascrivere il passaggio di denaro su qualche documento.

E' questo il vero complotto! Che prende forma e si ingigantisce quanto più se ne parla, che è nella testa di due o tre parlamentari di seconda o terza fila (come nel corpo di ballo, con ballerine di prima, seconda e terza), che diventa oggetto di illazione e pettegolezzo da parte degli altri in quanto credono di discutere su cose reali (solo in apparenza) che invece non sussistono perché nella mente di Zeus.

Ha scritto James Bryce in American Commonwealth (London, 1888) che "l'opinione crea opinione". Basta guardare in alto verso il cielo ed esclamare che sta volando qualcosa di giallo che qualcuno si assocerà, sino a che uno dirà (per non essere da meno) di aver visto realmente qualcosa di giallo.

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26 ottobre 2006

Effemeridi # Lotte femminili

Nei paesi occidentali, ogni tanto c'è qualche femminista o associazione per la liberazione della donna che promuove manifestazioni in favore delle donne violentate, succubi, emarginate e così via. Nella foga della volontà di riscatto ed equiparazione si additano le violenze che avvengono in casa a danno della donna da parte dei maschi.

Le violenze (sessuali, corporali, picologiche, ecc.) che avvengono - nella società occidentale - dentro le mura domestiche sono, per fortuna, una minoranza di casi rispetto all'intera popolazione, anche se ancora corposi e di impatto psicologico sull'opinione pubblica. Solo che si guarda all'effetto e non alla causa. Questi fenomeni distorsivi non avvengono in seno alla maggioranza delle famiglie cosiddette normali ma in quegli ambienti diseredati, ove c'è analfabetismo, disoccupazione, prostituzione, spaccio o uso di droga, partecipazione ad atti delinquenziali e così via. Va bene intervenire sull'effetto ma non è quella la strada per eliminare il problema.

Nei paesi cosiddetti arretrati la prepotenza maschile sulle donne, i bambini ed i deboli (per casta, situazione economica o politica) è un fatto culturale; il loro grado di civiltà ancora non ha raggiunto la maturazione della civiltà occidentale.

Ma anche nel libero e democratico occidente è un fatto di civiltà: enormi strati di popolazione (sui quali prosperano psicologi, malavitosi e trafficanti di ogni genere) ancora non trovano opportunità per una vita dignitosa che li affranchi dal degrado culturale e materiale; se si eliminano i frattali degradati la violenza sulle donne (oggetto delle battaglie delle femministe) si ridurrebbe a pochi casi sporadici legati alla malattia psicobiologica del soggetto dominante.

Voler eliminare la pagliuzza senza incidere sull'ambiente sociale degradato non risolve nulla. Le femministe (con le parlamentari in testa) che ancora insistono unicamente sulla violenza familiare senza vedere il problema nella sua interezza denotano remiscenze di traumi subiti e dovrebbero sottoporsi alla psicoanalisi.

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25 ottobre 2006

Effemeridi # Fede e politica

La politica, recitano i dizionari, ha per oggetto la costituzione, l'organizzazione e l'amministrazione dello Stato mentre la fede è l'atto di credere nella verità e nella giustezza di un assunto che, generalmente, si riferisce a teorie religiose.

Pertanto, mentre la politica ed i politici vorrebbero risolvere problemi materiali attinenti ai rapporti tra persone, all'economia, alla giustizia, all'educazione, la sanità, ecc. , gli uomini di fede ripongono in convinzioni teologiche la visione della vita secondo indicazioni scaturite da dettami non provati scientificamente e non finalizzati alla materializzazione dell'uomo, cioè a rendergli più agevole il pieno godimento della vita in terra e non nell'altro mondo.

Mentre il politico, il più delle volte, si astiene da dare consigli e prescrizioni sui percorsi che gli uomini di fede vogliono intraprendere, i fedeli di questa o quella religione si sbracciano per imporre nell'ordinamento statale, del loro paese o di altre nazioni, leggi connaturate all'assunto della loro fede. Da questo punto di vista non c'è differenza tra cristiani, musulmani e israeliti.
Ma, mentre nella religione musulmana stato e religione concidono come ai tempi del papa re (capo della chiesa e capo dello stato del Vaticano) e in Israele c'è una forte componente religiosa all'interno dell'istituzione statale, in Italia Stato e Chiesa sono corpi separati, talmente separati che sono regolati da trattati internazionali che ne riconoscono la reciproca, autonoma esistenza; specifiche situazioni (scuola materna, insegnamento della religione, beni di valore artistico, ecc.) sono regolate da apposite leggi varate dal Parlamento.

Droga, staminali, eutanasia ed altro riguardano problematiche materiali dei cittadini di uno Stato che vanno affrontate con ottica scientifica e giuridica dove le visioni di fede (cioè astratte, date per assunto o rivelazione) nulla hanno a che vedere con l'organizzazione dello Stato (preposto ad atti materiali e concreti).

Uno stato moderno non può imporre a tutti i cittadini la visione dei fedeli (anche se fossero maggioranza) di un gruppo religioso poichè tutto ciò che deriva dalla fede non può entrare nella negoziazione dello Stato.

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24 ottobre 2006

Effemeridi # I martiri del giornalismo

Ogni anno in tutto il mondo decine e decine di giornalisti sono assassinati, subiscono attentati e vivono rischiando quotidianamente la vita, così come avviene per molti giudici o inquirenti. Sono i cosiddetti giornalisti d'inchiesta: coloro che approfondiscono lati oscuri o sconosciuti della vita quotidiana.

La loro morte ne fa degli eroi. Su questi eroi, gli ordini professionali, i mass-media, i colleghi del mondo dell'informazione se ne fanno scudo per dimostrare la loro deontologia professionale e pulizia morale. Se decine di colleghi cadono sotto i colpi della lupara o della scimitarra vuol dire che la categoria è sana, non inquina l'informazione e non si vende al potere politico, economico o terrorista.

Ma, guarda caso, il più delle volte i caduti sul campo sono - statisticamente - i meno pagati o protetti sindacalmente, oppure ad un livello gerarchico inferiore rispetto ai colleghi che li esaltano, post mortem.

Ma, senza giungere al caso estremo dell'attentato, i giornalisti che vogliono raccontare cosa hanno visto e come loro interpretano quei fatti trovano diffidenze, chiusure, vessazioni proprio nell'ambiente in cui lavorano. Gli altri, quelli che prima di pubblicare qualcosa chiedono il parere al politico o al capo di riferimento, hanno la carriera facilitata e sono gli incensati dai mass-media, cioè da quelli che sono sul loro stesso piano di comportamenti. Un proverbio dice: cane non mangia cane.

Il vero giornalista d'inchiesta è scomodo. I primi a rendergli difficile la vita sono le istituzioni, non lo proteggono in vita e ostacolano l'accertamento della verità dopo. Se scopre qualcosa è il primo ad essere indagato: deve rivelare le fonti della notizia, col rischio di compromettere la vita del confidente.

Se vuole andare su un campo di battaglia a vedere con i suoi occhi, deve chiedere il permesso allo stato maggiore dei belligeranti, mettersi sotto la loro protezione e diramare le veline del loro ufficio stampa. L'alternativa è correre il rischio della vita: o l'errore di un proiettile amico o degli altri.

Se poi, come Ilaria Alpi, ci si avvicina ad un traffico internazionale d'armi gestito da organismi protetti o finanziati dallo Stato e guidati da ideologi politici, sull'omicidio scende il velo pietoso dell'omertà e dell'insabbiamento.

Qualcuno ha detto che la libertà ha un prezzo, ma anche la dignità.

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23 ottobre 2006

Effemeridi # False realtà

Alcuni anni orsono la trasmissione televisiva Striscia la notizia dette grande evidenza ad una scuola nel comune di Cerveteri, in provincia di Roma, ove tutte le uscite di sicurezza erano state chiuse mettendo così in pericolo la scolaresca in caso di emergenza per incendi, terremoto od altro. Il caso appassionò l'opinione pubblica che si schierò contro il provvedimento del preside, reo di attentare alla sicurezza degli studenti.

Il caso volle che dopo qualche giorno dalla trasmissione televisiva mi trovai proprio in quella scuola e potetti constatare che le uscite di sicurezza erano state chiuse per evitare l'accesso incontrollato di estranei e l'andirivieni degli studenti che si rifornivano di droga; essendo insufficiente e scarsamente motivato il personale scolastico (forse per le pressioni esterne subite), l'unica alternativa era rimasta quella di concentrare i controlli su un solo accesso: il portone principale.

Ma tant'è, in seguito ad una notizia non approfondita, l'opinione pubblica - senza chiedersi il perchè del provvedimento - additò il preside alla stregua di un criminale e lo costrinse a riaprire gli accessi, con la conseguenza che gli spacciatori poterono proseguire indisturbati la loro attività, grazie proprio al fatto che la distorsione della realtà aveva falsato l'oggettività dell'evento.

Lo scorso mese giornali e televisione hanno esaltato i coniugi Giusto che avevano nascosto una bambina bielorussa avuta in affidamento temporaneo, in attesa dell'adozione. L'amore della coppia verso la bambina, considerata affettivamente come una propria figlia, ha messo in moto governi, vescovi, opinione pubblica, facendone un caso internazionale: nel suo Paese la bambina aveva subito molestie e, pertanto, non doveva ritornarci ma rimanere in Italia con i coniugi affidatari. Centinaia di altre coppie, invece, in attesa del completamento delle pratiche di adozione hanno restituito i bambini avuti temporaneamente.

Due psicologhe italiane dell'Asl hanno accompagnato e si sono trattenute una settimana con la bambina nel Paese di origine e, al ritorno, hanno detto che non ha dato segni di turbamento o stress. Inoltre, la pratica di adozione presentata dai coniugi, è stato accertato, non è pervenuta alle autorità preposte.

La fragilità psicologica non era della bambina ma degli aspiranti adottanti, troppo presi dal loro amore ed impersonificazione di genitori, con comportamenti parossistici al di fuori di una normale coerenza e logicità: non adatti, quindi, a fare i genitori. L'opinione pubblica non si è chiesta, suggestionata da carente informazione, se una coppia che si comportava in quel modo potesse dare la serenità necessaria e un ambiente adatto all'adozione. Forse sono gli aspiranti genitori che dovrebbero essere sottoposti ai test psicologici.

Il caso delle intercettazioni telefoniche avvenute con la copertura della Telecom è recente. Il Parlamento è insorto ed è stata ordinata la distruzione delle trascrizioni: erano stati intercettati giornalisti, parlamentari, industriali, ecc. Qualche giorno prima vi era stato il noto caso della proposta trasmessa da palazzo Chigi al presidente della Telecom. La scorsa settimana Romano Prodi si è lamentato, a Madrid, di essere stato spiato. Qualcuno ha chiesto di non distruggere le intercettazioni ma di esaminarle per vedere se contengano gli estremi per delle denunce giudiziarie. Altri hanno ventilato aleatori ricatti.

Una sola cosa è certa: l'opinione pubblica non è, e non è stata, informata sulla realtà dei fatti e delle modalità di come si sono svolti; tutto è fumoso, allusivo, fuorviante. Si discute su delle opinioni, non su quanto realmente si nasconde dietro fatti apparentemente slegati ma di normale amministrazione nel mondo della politica e degli affari.

Tre esempi di come l'opinione pubblica si forma in base a voci incontrollate ed illazioni che prendono corpo sotto l'apparenza di realtà. Quasi sempre la massa non sa giudicare perchè motivata da emozioni e l'opinione pubblica non sceglie mai il meglio ma l'apparenza.

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21 ottobre 2006

Incontri # Confronti internazionali

  • Il 26 ottobre presso la Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento ci sarà un incontro sul tema "Il credere ragionevole: l'esperienza religiosa contemporanea dei cattolici in Polonia, Francia ed Italia". Con la presidenza di Luigi Frudà dell'università di Roma La Sapienza, discuteranno Leonardo Cannavò della Sapienza e Raymond Boudon della Sorbonne di Parigi. Relazioneranno: Salvatore Abruzzese, Agnese Vardanega, Vincenzo Bova, Rita Salvatore, Fiorella Vinci e Giovanna Rech. Informazioni: giovanna.rech@soc.unitn.it
  • Dal 23 al 25 novembre a Pescara nell'auditorium del Museo delle genti d'Abruzzo si svolgerà un convegno internazionale su "Salute e diseguaglianze sociali". Fra gli altri interverranno: M. Grosso dell'università di Ferrara, G. Scambler dell'University College London, S. Geyer del Medizinische Hochschule di Hannover, I. Parizot dell'Inserm di Parigi, G. Chiaretti del Cà Foscari di Venezia, G. Giarelli dell'università di Catanzaro, L. Manzoli dell'università di Chieti e Pescara, M. Tognetti di Milano Bicocca, T. Pipan della Sapienza, T. Saccheri e F. Mangone dell'università di Salerno, P. David dell'università di Camerino. Per informazioni e iscrizioni: http://www.ais-salutemedicina.univpm.it/documenti/20061123/


20 ottobre 2006

Corso # 27 # Federico Augusto Perini-Bembo

foto ritratto di perini-bembo
Chi ha divulgato la Demodossalogia nel corso dell'intera sua vita, dopo averla prima studiata in qualità di allievo, poi ridefinita e aggiornata, quale assistente, insieme al maestro Paolo Orano è stato Federico Augusto Perini-Bembo. Il suo fervore per la neo-scienza dell'opinione pubblica parte dalla tesi della prima laurea Giornalismo ed opinione pubblica nella rivoluzione di Venezia (conseguita nel 1931) e percorre ininterrottamente la sua vita, tanto che sulla sua tomba volle che ci fosse scritto solo, oltre alla nascita e morte, la dizione "demodossalogo".

Oltre alla copiosa, unica e continua attività in favore della disciplina, attuata con lezioni, conferenze, dispense e varie pubblicazioni, la sua fede nel futuro demodossalogico nello studio delle opinioni pubbliche può evidenziarsi attraverso due momenti biografici: l'attestazione del 10 marzo 1942 del Rettore della regia università di Perugia, sen. Paolo Orano, e la costituzione della Fondazione di Demodossalogia. Orano scrisse che il Perini
è un appassionato di tale problema [...] Con opportuni sondaggi attualistici ed indagini retrospettive, ha interpretato e ricostruito fedelmente genesi e sviluppi, attitudini e comportamenti delle opinioni pubbliche, organicamente studiate nel corpo di una nuova disciplina che egli sta elaborando e alla quale non potrà mancare il consenso e l'appoggio di ogni cosciente studioso: la demodossalogia.

La Fondazione di Demodossalogia Perini-Bembo di santa Ternita (costituita con sede a Mestre con un patrimonio calcolato nel 1995 in un miliardo e cinquecento milioni di lire per il solo valore attinente ad un appartamento a Mestre, uno a Roma e somme liquide e titoli in custodia presso due istituti di credito e le Poste Italiane) nel 1986 Perini-Bembo cercò di costituirla a Roma in seno alla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza. In data 26 novembre 1986 secondo il pro-memoria consegnato al Preside della Facoltà M. D'Addio, facendo seguito ad un precedente colloquio in vista dell'illustrazione al Consiglio di Facoltà, tra l'altro Perini-Bembo specificava:
[...] di non conferire al patrimonio della Fondazione l'immobile di Roma, ma del corrispettivo netto ricavabile dalla sua vendita. La Fondazione tra i suoi vari compiti avrà un'azione documentativa e di valorizzazione in favore dei docenti e dei laureati della Facoltà [...] il materiale bibliografico, emerografico e di qualsiasi altra natura [...] sarà posto completamente a disposizione della scuola di specializzazione che sarà istituita.
L'11 luglio del 1989 Perini-Bembo costituì notarilmente la Fondazione e il 28 gennaio 1994 vi apportò delle modifiche statutarie. Un mese dopo la sua morte, la studentessa Luis Gilberto Palencia Pineda, nata a Città del Guatemala e residente a Venezia, presentò al notaio in Venezia Maria Luisa Semi un testamento olografo datato 28 gennaio 1994, nel quale la Fondazione, per volontà testamentaria di Perini-Bembo, era assegnata in gestione ad una ex allieva romana.

tomba di perini-bemboSino ad oggi la fondazione non ha svolto alcuna attività e la sede è permanentemente chiusa sia al pubblico che agli studiosi così come la tomba, con la lapide senza foto e dopo 11 anni e sei mesi dal decesso ancora non collocata. Attualmente il testamento, impugnato dalla vedova di Perini-Bembo, è oggetto di una vertenza giudiziaria presso il tribunale di Venezia.

Federico Augusto Perini nacque a Venezia il 31 marzo 1909, successivamente al 1939 ottenne di aggiungere il cognome di Bembo. Ritiratosi negli ultimi anni nella casa di riposo SS. Giovanni e Paolo di Venezia, assistito unicamente dal demodossalogo comm. Giorgio F. Vecchiato, qualche mese prima del decesso decise di andare ad abitare nella sede della sua Fondazione a Mestre, per riordinare la documentazione, ove il 26 aprile 1995 vi esalò l'ultimo respiro. In data 11 luglio 1995 (tre mesi dopo il decesso) un decreto ministeriale concedeva alla Fondazione l'ambito riconoscimento giuridico.

L'11 dicembre 1966 si era sposato a Roma con l'insegnante Caterina Lettis (Laudana), un'esule dalla Dalmazia residente al villaggio Giuliano della Cecchignola (Roma), nata a Laurana (Croazia) il 4 febbraio 1923. Ma il matrimonio durò pochi mesi e si separarono consensualmente senza mai chiedere il divorzio.

Non basterebbe un libro per parlare della vita avventurosa dell'eclettico Maestro della Demodossalogia, ne diamo solo qualche tratto di pennellata, con riferimento alle geniali menti divergenti trattate nella puntata n.26, per addentrare i nostri lettori nel clima degli innovatori del '900 e delle figure di riferimento per la nostra disciplina.

La nobiltà veneziana nacque e si sviluppò con la città stessa, con un processo spontaneo per cui, all'inizio, furono considerate come patrizie le famiglie che per prime si impegnarono nella fondazione e nel governo del nuovo Stato. Tradizionalmente vengono chiamate evangeliste le quattro famiglie che nel 725 sottoscrissero l'atto di fondazione del monastero di san Giorgio Maggiore: Bembo, Bragadin, Corner e Giustiniani. Altre 12 si aggregarono nel sec. IX (le cosiddette apostoliche) e otto successivamente.

FEDERICO AUGUSTO PERINI-BEMBO
  • Titoli onorifici ed accademici
    Cavaliere ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica, premio nazionale Savoia-Barbante per la storia (1939); laureato in scienze politiche (1931), economia e commercio, giurisprudenza, lettere e filosofia, medicina legale (negli anni '80).
  • Attività militare
    Decorato cinque volte sul campo operò preminentemente in Africa Orientale (coadiuvato dall'attendente Luigi Cattapan) ed ebbe incarichi dal controspionaggio e come conferenziere.
  • Attività politica
    Ispettore regionale dell'ispettorato Belluno, Friuli, Venezia Giulia e Dalmazia del nascente Msi, compilò lo statuto del partito che fu approvato (con qualche emendamento) dal precongresso regionale che si svolse il 20 giugno 1948 a Gorizia. Il primo congresso nazionale del Msi si svolse a Napoli dal 27 al 29 giugno 1948; più volte disse che la sigla Msi - da lui coniata - in realtà voleva dire Mussolini Sei Immortale. Negli anni '80 aderì al partito repubblicano stante l'amicizia con Giovanni Spadolini.
  • Attività universitaria
    Nel 1936, mentre era assistente volontario alla cattedra di Paolo Orano, ebbe l'incarico ufficiale dell'insegnamento quale sostituto del Maestro. Nel 1939, in regime di numerus clausus, conseguì la libera docenza in Storia del Giornalismo che mantenne sino al 1989, quando si ritirò in quiescenza dopo aver svolto per un anno la docenza ordinaria anche in geoturistica, presso un'altra facoltà. Nel 1958 l'Università degli studi di Milano istituì un corso di Demodossalogia e relazioni sociali aperto anche agli ufficiali delle Forze Armate, in realtà per approfondire quella che demodossalogicamente veniva a configurarsi come inde ma altro non era che l'odierna Open Sources Intelligence, al suo fianco aveva chiamato l'ufficiale Adriano Giulio Cesare Magi-Braschi che ebbe nuovamente come "assistente incaricato", nell'anno accademico 1966-67, alla cattedra di Storia del Giornalismo rimessa in auge (quale prima cattedra storica, già di Orano) dall'Università degli studi di Perugia. L'ultimo insegnamento della demodossalogia lo svolse nell'anno accademico 1988-89 a La Sapienza di Roma.
  • Attività giornalistica
    Addetto all'ufficio stampa delle Acli nazionali, redattore viaggiante del settimanale L'Europeo, direttore responsabile (sia pure per pochi mesi) di un quotidiano in lingua italiana in Canada, ha collaborato ad una ventina di quotidiani e altrettanti periodici, spesso firmando con lo pseudonimo di Feder.
  • Attività didattica
    Nel 1968 (quando scoppiò la contestazione giovanile in Francia e Germania) era considerato il più veterano dei presidenti di esami di Stato per la maturità e le abilitazioni. In tale veste aveva adottato un sistema innovativo di prove che le rendevano più veritiere, senza incorrere in alcun atto giuridicamente illeggittimo, che lo portarono alla ribalta dei mass-media. Da allora ha fatto parte di commissioni per la riforma della scuola e fu chiamato dal ministero della Pubblica Istruzione a organizzare e dirigere i cicli annuali dei corsi nazionali per presidi e professori intorno all'insegnamento ed apprendimento nella scuola di domani e alla didattica interdisciplinare, risultati racchiusi in 4 volumi editi dalla Fiaarrips dal '75 al '77.
  • Attività convegnistica
    Per la rilevanza delle sue osservazioni, riflessioni e deduzioni, accompagnate da un sostanzioso aspetto stilistico, fu ripetutamente e da più parti chiamato a tenere conferenze, seminari e lezioni anche all'estero. Del centinaio di interventi svolti esistono pochi stampati, perlopiù a ciclostile o atti tirati in limitate copie, essendo gli originali (di suo pugno o per riassunti elaborati da allievi o assistenti) giacenti nell'abitazione romana in attesa del riordino e della stampa. Ci limitiamo a ricordare l'entusiasmante incontro svolto il 31 gennaio e 1 febbraio 1974 con gli studenti della Sorbonne (università di Parigi) chiamato dal ministro della pubblica istruzione francese on. Edgard Faure e l'assidua ultratrentennale presenza alle Riunioni della Sips, in seno alle quali si svolgevano i convegni di demodossalogia.
  • Attività professionale
    Avvocato del foro di Trieste, patrocinante in Cassazione e alla Corte internazionale. Sul sito dell'Unione Europea si può consultare la sentenza della causa vinta in favore della traduttrice Miranda Mirossevich, contro l'Alta autorità della Comunità europea del carbone e dell'acciaio.
  • Pubblicazioni
    Oltre agli articoli nei giornali possiamo citare più di cinquanta fra libri, opuscoli e dispense universitarie. Le sei pubblicazioni di quando era ancora studente danno l'idea di una mente che spazia in tutto lo scibile: "La riforma Gentile vista da uno studente (Venezia 1924)", "Vittorio Locchi: poeta, soldato, eroe (Zara 1928)", "Appunti sul volo a vela (Roma 1929)", "Aspetti d'azione dalmatica (Roma 1929)", "La sostituibilità del mandato parlamentare (Roma 1930)", "Azione cattolica; politica demografica; libertà di stampa (Perugia 1930)". La sua tesi del '31 Giornalismo ed opinione pubblica nella rivoluzione di Venezia (in due volumi: uno di testo e l'altro di fonti, bibliografia, iconografia) fu pubblicata nel 1938 dalla Società cooperativa tipografica di Padova e rimessa in commercio, rifascicolata, nel 1952 dalla Cya di Firenze. L'ultima tesi, per la laurea conseguita a Firenze in medicina legale, fu utilizzata per dare alle stampe Terza età e pensionamento flessibile, nel quadro della sicurezza sociale e della medicina legale (Edizioni Trelingue, Lugano), una pubblicazione non datata ma degli anni '80 tuttora valida per le argomentazioni e le proposte in materia di pensionamento ed avviamento al lavoro, oggetto della conferenza di Vienna del 26 luglio/6 agosto 1982.
  • Attività ludica
    I suoi viaggi nel mondo non hanno risparmiato alcun continente. Tra gli sport preferiti: il volo (a vela e a motore), l'ippica (che in gioventù gli fece ottenere alcuni riconoscimenti) e l'alpinismo (in tutte le sue versioni).
Non possiamo chiudere codeste brevi note senza menzionare la sua detenzione a Varese, nell'immediato dopoguerra, ad opera del Comitato di liberazione nazionale che lo accusava di essere stato dell'Ovra.

19 ottobre 2006

Documenti # Cinema e opinione pubblica

Dalla relazione di Giovanni Mammucari, allora docente ai corsi universitari di demodossalogia, presentata al 2° Convegno nazionale di demodossalogia (Napoli, ottobre 1954), stralciamo alcune considerazioni ancora d'attualità su "Il cinema in rapporto alla demodossalogia".

Ricordiamo che Mammucari, dopo essersi laureato presso l'Università degli studi di Roma, nel 1949 si specializzò nell'opinione pubblica cinematografica all'Università internazionale per gli studi sociali Pro Deo (Luiss) con una tesi su "Le inquadrature soggettive". Ricoprì, sino al prematuro decesso, l'incarico di direttore generale del Dipartimento informazione ed editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
[...] Il cinema è indubbiamente un formidabile strumento per l'informazione e la formazione dell'opinione pubblica, capace pertanto di incidere anche sul costume e sul gusto della società. In questo senso esso si è rivelato più efficace della stessa stampa tutte le volte che se ne è compresa l'importanza, tanto è vero che spesso i più delicati momenti dela vita politica interna ed estera di questi ultimi anni possono dirsi contrapuntati dal cinema.
Ma non basta. Il cinema è oggi in possesso del più attrezzato arsenale che l'industria possa vantare. I suoi prodotti penetrano in ogni paese; dalla metropoli al più piccolo villaggio. Una colossale pubblicità precede ed accompagna il prodotto nel suo lungo tragitto.
Che cosa, demodossalogicamente, si deve intendere in tutto ciò? Quali forze controllano e regolano questo importantissimo fenomeno di massa? A quali esigenze e a quali interessi corrispondono le formule che danno luogo ai vari generi correnti? Tutta una serie di argomentazioni che del resto allo stato attuale della dottrina implicherebbero anzitutto la soluzione di un'altrettanto vasta problematica di carattere psicologico, economico, giuridico, oltre che socio-demodossalogico che sembra proprio trovare il suo naturale luogo di incontro in questo peculiare fenomeno di sintesi che è costituito appunto dal cinema [...] la fenomenologia cinematografica verrebbe ad assurgere a fattore interpretativo della materia narrata, in rapporto ad una sua originarietà soggettiva di interpretazione storico-ambientale, dell'ideologia e del costume medio di una determinata società.
D'altra parte giova osservare che lo strumento cinematografico può essere assunto ad una tale base interpretativa dell'opinione pubblica media di una determinata società solo nei paesi ad economia di mercato. In questi paesi infatti la produzione industriale e quindi in particolare la produzione cinematografica tenderà a rappresentare fatti, idee, atteggiamenti, più possibilmente in aderenza all'opinione media del pubblico nazionale, onde assolvere ad un bisogno spettacolare di massa il più possibile. Pertanto eroi, eroine, aspetti, plasticizzazioni visive di stati d'animo, di atteggiamenti ideali, di tutto un mondo ideale cioè, non risulteranno che un'interpretazione di uno stato d'animo collettivo.
In tal senso infatti il cinema è stato assunto a strumento di ricerca per le così dette "immagini collettive" la cui esistenza sembra pacificamente riconosciuta al presente da autorevole dottrina psicologica (Camillo Pellizzi, Mario Ponzo, Faette Ward Allport, Harold D. Lasswell, B. Lannes Smith ed altri) [...]

Nel 1954 si era agli inizi del cammino televisivo in Italia ma quanto detto per il cinema può, in buona parte, essere adattato alla produzione industriale televisiva aggiungendoci un impatto più efficace tra lo strumento ed il pubblico in quanto la tv, entrando in casa, coglie l'utente nel suo ambiente, rilassato e pronto a recepire i "messaggi" senza aver predisposto la naturale decodificazione sublimale che esiste tra emittente e ricevente.

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18 ottobre 2006

Effemeridi # Privatizzare la Rai

In concomitanza con la riforma dell'emittenza radiotelevisiva, presentata dal governo Prodi per smussare la precedente riforma del governo Berlusconi, si è aperta la discussione sulla possibile per alcuni, assurda per altri, privatizzazione della Rai.

E' la controprova della validità dei cicli del pensiero collettivo umano, perorata dalla demodossalogia: raggiunto un punto poi lo si abbandona per ritornarci - dopo decenni - presentandolo come la scoperta del momento storico, senza sapere gli antefatti storici o economici o sociali, a seconda dei casi che sono all'odg (vedasi il grafico della puntata 26 del nostro corso).

Sino alla fine degli anni Sessanta nel pacchetto azionario della Rai ancora resisteva un azionista privato con un capitale complessivamente inferiore al 5%. Alla fine anche quell'azionista vendette all'Iri le sue quote, così come avevano fatto tutti gli altri nei precedenti decenni. Se ne può trovare traccia negli annuali bilanci dell'allora Iri, l'ente liquidato da Romano Prodi prima del suo passaggio in politica. L'ultimo privato possessore di azioni della Rai fu un dirigente romano nel consiglio nazionale dell'ex Partito liberale di Giovanni Malagodi.

Da allora non sono neanche passati quarant'anni e già si ventila il ritorno in Rai dei privati: è la ruota della giostra che gira!

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Documenti # La Sidd

La Sidd (Società Italiana Di Demodossalogia) è un'associazione senza scopo di lucro, fondata con atto notarile nel 1995, sorta per dare continuità agli studi di demodossalogia svolti per cinquant'anni in seno alla libera cattedra di Storia del Giornalismo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma (artt. 1 e 2 dello statuto). L'associazione, rappresentata dai suoi componenti, partecipa a convegni e corsi di studio finalizzati a promuovere, approfondire ed aggiornare le ricerche teoretiche ed applicative sulle varie manifestazioni dell'opinione pubblica: dai sondaggi al marketing, dall'ufficio stampa alle public relations, dalla pubblicità agli studi di tendenza (art. 3). Su richiesta la Sidd fornisce ad aziende pubbliche e private i nominativi degli allievi e dei docenti specializzati nei vari campi (ambiente demodossalogico, giornalismo, inde, ecc.) garantendone la preparazione e la serietà. Il sito internet www.opinionepubblica.com è l'organo ufficiale dell'associazione: tramite l'email segreteria@opinionepubblica.com chiunque può rivolgere quesiti e chiedere informazioni sulla disciplina. I proff. decani Dora Drago Lopez Jordan e Giulio D’Orazio, che furono allievi dei maestri della demodossalogia, la presidente della Sidd Laura Simbula, unitamente a vecchi e nuovi studiosi sono disponibili per incontri e valutazioni.

17 ottobre 2006

Effemeridi # I dopati

Nel mondo dello sport non ci si meraviglia se, ogni tanto, a campione, gli sportivi vengono sottoposti ad analisi per vedere se hanno usato sostanze atte a migliorare illegalmente le prestazioni agonistiche.

Lo sport è - e deve essere - una competizione sana ove i giocatori agiscono con lealtà verso i concorrenti ed il pubblico, in quanto lo sport è simbolo di amicizia, rettitudine, educazione corporale e psicologica. Con l'avvento dell'industrializzazione il denaro è entrato anche negli sport più popolari ed ha alterato alcuni ambienti corrompendo l'etica sportiva; per contrastare una tale corruttela le federazioni, di tanto in tanto, effettuano dei prelievi di sangue su calciatori, ciclisti, pugili, ecc. per controllare se hanno ingerito sostanze che alterano le normali funzioni fisiologiche.

E' un atto di trasparenza non solo all'interno degli ambienti sportivi ma anche verso il pubblico che sorregge le squadre e che guarda alle competizioni con atavico interesse.

I politici, invece, hanno fatto muro per bloccare l'inchiesta televisiva che evidenziava l'assunzione di droghe da parte di alcuni di essi.

Comprendiamo la contrarietà dei parlamentari che si drogano abitualmente e anche di quelli che vi ricorrono saltuariamente, ma gli altri, perchè si oppongono ad eventuali controlli? Dobbiamo pensare che tutti, proprio tutti, fatte salve quelle sparute eccezioni che statisticamente confermano la regola, si sono qualche volta tirati su dallo stress psicologico ricorrendo all'uso delle droghe che, essi stessi, hanno dichiarato illegali con apposita legge sanzionatoria?

Molto di più dell'ambiente sportivo, i parlamentari sono al centro dell'attenzione sociale di un Paese, sono personaggi pubblici che dovrebbero guidare - con l'esempio della loro vita e delle loro azioni - il Paese che rappresentano; e proprio per questo ne devono render conto ai cittadini.

Eludere i controlli li pone sullo stesso piano degli evasori fiscali, dei delinquenti, dei furbetti del quartierino e degli amici dei compagni di merenda. Non certamente degli italiani che lavorano, pagano le tasse e fanno sacrifici. La maggioranza degli italiani non è da loro rappresentata: loro sono degli impostori che non meritano fiducia.

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16 ottobre 2006

Documenti # Festa del cinema

La città di Roma ha inaugurato la sua rassegna cinematografica. Una manifestazione che, col tempo, se a Venezia non porranno rimedio, farà passare in secondo e terzo piano la tradizionale Mostra internazionale d'arte cinematografica della città lagunare.

Di dar vita ad un festival del cinema nella capitale se ne parlava fin dai primi anni del 1940, ma il potere del conte Volpi e la concomitanza della guerra rinviarono la discussione, che riesplose nel 1955 quando a Roma si respirava "l'aria californiana" dei colossal del tipo Ben Hur.

Dagli atti dello VIII Convegno di Demodossalogia "Scienza, società ed opinione pubblica" (13 maggio 2000) riportiamo dei passi della demodossaloga Maria Giovanna Simbula:
La relazione tenuta da Maria Castorina [Ndr: al III Convegno di demodossalogia svoltosi a Messina nel 1956] mise in risalto anzitutto il carattere specifico della manifestazione, un carattere tipicamente artistico della manifestazione veneziana, in confronto ad altre rassegne, come potevano essere i festival: mise in risalto la necessità di salvaguardare la funzione e la dignità della mostra d'arte, da quelle che erano le pressioni e gli interessi produttivi, le ingerenze politiche e ideologiche di qualsiasi natura.
Ricordiamo appunto che sono anni di grande crisi cinematografica che fu ben evidenziata dal questionario [Ndr: sondaggio inde dal '53 al '56]. Non solo, ma di riflesso a questa crisi si pensò, e la stampa dell'epoca ne diede grande risonanza, di spostare la Mostra del cinema da Venezia a Roma. Non so se qualcuno di voi ricorderà, ma all'epoca questo fatto suscitò grande scalpore: se ne occupò il Parlamento e la stampa. Io conservo ancora gli articoli dell'epoca che diedero ampio rilievo a questo fatto, forse perchè a Roma pensavano di risollevare così le sorti del cinema italiano [...] Infatti basti pensare che negli anni precedenti, dal '50 in poi, il cinema italiano cominciava a competere, per quanto riguarda la produzione: era però una grande produzione quantitativa, ma fragile, che necessitava degli incentivi del sostegno statale. Con questa escalation produttiva nel '53 siamo arrivati a produrre 161 films italiani, nel '54 ben 201; nel '55 si dimezzano, sono 133 e nel '56 sono 105. Io sottolineo questi dati statistici [...]
In contemporanea sono gli anni in cui l'Italia è forse tra i primi paesi ad avere il primato di maggior numero di sale cinematografiche, di posti e di biglietti venduti. E' interessante perchè si rileva questa crisi cinematografica proprio dalle parole degli intervistati, crisi cinematografica che doveva sfociare così ad intaccare sia il mercato interno di produzione, sia anche quel regime di coproduzione parallelo, ricordiamo in quegli anni la coproduzione Italia-Spagna.
Le conclusioni dal punto di vista demodossalogico. Se ne concluse che "l'opinione pubblica, costituita in questo caso dagli operatori economici interessati, da giornalisti ed addetti vari degli uffici stampa e produzione, ecc., registra assai prima del mercato, i fenomeni congiunturali connessi ad ogni sistema produttivo che, come quello cinematografico, si fondano più sugli apporti delle singole individualità che sulle cosiddette situazioni obiettive di mercato". Questo fu l'interessante nodo a cui giunse [...]
L'esito dell'inchiesta sondaggio aveva delineato in modo veritiero e tempestivo i sintomi di crisi di quegli anni e confermato la bontà del metodo in-de. [...]

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14 ottobre 2006

Effemeridi # Il migliore

Ai tempi del dittatore dell'ex Urss, Giuseppe Stalin, si diceva che era "il migliore"; cioè, se è possibile il paragone, che come in un cesto di fichi si era scelto il più maturo e saporito.

Anche il segretario generale dell'ex Pci, Palmiro Togliatti, era appellato il migliore tra i compagni di partito: per intelligenza, rettitudine, entusiasmo, capacità politiche ed organizzative, ecc.

Il migliore presume che ce ne siano pochi alla stessa altezza e nello stesso partito; nelle altre formazioni politiche anche se non appellati con lo stesso aggettivo erano considerati tali De Gasperi, Almirante, Martino (Gaetano, per non confonderci).

Per essere migliori bisognava possedere delle qualità.

Un recente libro ha elencato una lunga serie di parlamentari nostrani (quasi un terzo) coinvolti in prima persona in casi giudiziari anche di rilevante gravità. Un'inchiesta televisiva (preventivamente censurata su pressioni politiche) ha indicato - statisticamente - un terzo circa di rappresentanti del popolo facenti uso di droghe. Un'altra inchiesta televisiva ha drammaticamente evidenziato l'ignoranza dei parlamentari a domande sulla storia, la geografia, ecc.

Un terzo, più un terzo, più... Ma allora il migliore dei nostri tempi è il risultato di una scelta tra poco più di una dozzina di politici scampati dalla sommatoria dei vari casi sopra elencati. C'è ben poco da scegliere nel residuo di un mazzo e molto da pensare: chi ci governa? chi vara le leggi?

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13 ottobre 2006

Effemeridi # Piatto ricco

Un adagio popolare dice "piatto ricco mi ci ficco", nel senso che vado di corsa dove c'è da mangiare. E' quanto sta avvenendo con la presunta nascita del Partito Democratico (ma il discorso è valido per la nascita di qualsiasi partito o formazione politica): dei burocrati e politicanti, che sono da sempre vissuti grazie al fatto di rappresentare delle formazioni politiche (e non delle idee), hanno deciso di "riformare" la politica e la società elaborando - a tavolino e tra quattro mura - la carta costituzionale o dei valori del nuovo soggetto politico.

Peccato che i novelli riformatori siano personaggi che da decenni hanno occupato cariche politiche e sindacali e che solo ora, dopo aver contribuito a portare il Paese allo sfascio, si atteggiano a Robin Hood della democrazia...

Che il nuovo progetto politico lo facciano nascere dalla testa di Giove e non dalle istanze della gente, attraverso assemblee aperte (non pilotate e limitate), votazioni e discussioni.

Nelle file dei cittadini che andarono a confermare Romano Prodi candidato premier c'erano liberali, cattolici, comunisti, ecc. che, in attesa di votare, parlavano tra loro e concordavano le loro aspettative, pur essendo di schieramenti diversi, perché basate su reali bisogni e problematiche della società.

Che i cosiddetti politici italiani non si siano accorti che, nell'era della globalizzazione, i programmi sono pressapoco uguali nell'uno come nell'altro schieramento e che le campagne elettorali si basano su "aggregazioni momentanee" finalizzate a risolvere due o tre problemi urgenti o importanti.

Che poi tra i costituenti della nuova formazione ci siano filosofi e idealisti che, a cose fatte, verranno accantonati è la prassi della politica.

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12 ottobre 2006

Incontri # Pluralismo religioso

La sezione Sociologia della religione dell'Ais e il Programma Alfa dell'Unione Europea hanno organizzato il convegno internazionale "Religioni in Europa occidentale e America latina": appuntamento a Roma il 26, 27 e 28 ottobre 2006 (ore 10-19.30 i primi due giorni, ore 9-13 l'ultimo) presso l'Università Roma Tre, Dipartimento di Scienze dell'educazione, viale Castro Pretorio 20, Aula Volpi. All'incontro partecipano sociologi delle università di Buenos Aires, Montevideo, Lima, Paris, Bilbao e Roma. Per informazioni: roldan@uniroma3.it (Veronica Roldan).

10 ottobre 2006

Corso # 26 # Prospettive diverse

A proposito di ambiente, composto - come i nostri lettori ben sanno - dal territorio, dalla popolazione e dalle risorse umane e naturali, in un convegno svolto ad Albano laziale il 23 settembre del 1989, terminammo l'intervento sostenendo:
Coloro che non sono in grado di affrontare i problemi del nostro tempo si giustificano con la complessità delle situazioni. Nulla è di più falso. La società industriale non aveva gli strumenti per prevedere le conseguenze delle scelte; la società post-industriale invece ha strumenti e metodi per conoscere in anticipo cosa accadrà se si adotta questa o quella soluzione, sia sul piano internazionale che locale.

Nelle dispense di F. A. Perini-Bembo sulla demodossalogia c'è sempre stato un accenno sull'importanza dell'influsso ambientale e dei nessi temporali e spaziali sul comportamento umano. Oggi gli ecologisti più avvertiti ammettono che l'ambiente crea la coscienza, al IX Convegno nazionale di demodossalogia, svoltosi a Roccasecca dei Volsci il 14 giugno 2003, Antonella Liberati specificò:
L'ambiente è nella nostra mente. La percezione dell'ambiente, i suoi componenti e le sue condizioni dipendono dalla nostra mente, indipendentemente dalla realtà della cosa percepita. Come ogni cosa molto complessa e tendente all'infinito della probabilità di combinazioni e forme, la nostra mente tende a ridurlo in confini concettuali, semantici e lessicali che spesso non sono altro che la proiezione delle nostre debolezze, fobie, pulsioni. Così, l'ambiente viene ripensato, concepito nuovamente ogni volta che la nostra mente cambia punto di vista in base alle interazioni avvenute, tra la mente, la capacità percettiva dell'uomo, e l'ambiente, di cui raramente si sente parte, mentre piuttosto tende a considerarlo senz'altro "altro da sè" da sfruttare, ostile da sottomettere, domato e addomesticato e quindi servile. [...]
L'ambiente è globale, se riferito al globo terracqueo. Ogni azione di ognuna delle maggiori componenti (territori, popolazioni, risorse, oltre alla superficie e al velo di atmosfera che la ingloba) interagisce anche seriamente a favore e contro le altre. Un terremoto modificherà profondamente la vita delle popolazioni che sfruttano, edificano e usano il territorio interessato, le sue risorse naturali, tecnologiche e terziarie.
Orbene, essendo il globo tale, ogni possibile interazione fra i suoi componenti, finirà prima o poi con manifestare gli effetti della globalizzazione, qualora e laddove un fenomeno (naturale, tecnologico, sociale, economico, sanitario, derivato o combinato da e con uno o più di questi fattori) superi il limite dell'habitat del suo nascere.
Ambiente, ambienti, moduli di un tutto o tessere di un puzzle? [...]
E' chiaro che tutte le creature agiscono in funzione di un business.
Il paguro bernardo e l'attinia, le formiche e gli afidi, il vischio sulle essenze erboree, l'edera e il soggetto su cui e da cui trarre nutrimento per le radici, il pesce pilota e lo squalo e via elencando.
L'uomo non è diverso, in questo senso. Lo è nello spreco. Spreco, il terribile mostro giapponese muda, è una creatura tutta umana. Lo spreco è l'antidoto alla buona qualità. Qualità, come ambiente significa ciò che la nostra mente ama credere, ma oggettivamente, oltre i nostri condizionamenti mentali, oltre i businesses apparenti, ambiente e qualità dell'ambiente rimangono valori oggettivi. L'oggettività della loro realtà sarà il futuro di questo mondo e mostrerà impietosamente gli effetti della globalizzazione dei tempi dell'uomo, positiva o negativa che sia.

La Liberati ha, pertanto, portato ulteriori argomentazioni in favore della visione dell'ambiente e dell'interazione dello stesso al suo interno ed esterno, allargando il campo d'indagine e di riflessioni non solo sull'ecosistema, dal punto di vista naturalistico, ma anche sul concetto di qualità (come tecnologia e tutela del consumatore) come specificato in altre sedi.
Dal punto di vista demodossalogico ci interessa sottolineare il contributo dato per una interpretazione diversa degli oggetti e degli eventi, una interpretazione a tutto campo ma al tempo stesso specifica, come è nell'impostazione filosofica della demodossalogia: alternativa, futuribile, tesa a cogliere l'understatement (l'attenuazione del vero) che si cela in tutte le dichiarazioni pubbliche o sotto le righe dei comunicati. La migliore forma mentale per ogni tipo di indagine (scientifica o giudiziaria), compresa la Open Sources Intelligence.
Alla LXVI Riunione della Sips (12-14 ottobre 2001) la Liberati esordì affermando che:
In ogni cultura ci sono menti divergenti, più o meno geniali, più o meno intuitive, più o meno coraggiose. Non sempre sono apprezzate dai più, specialmente durante il manifestarsi della divergenza: successivamente, magari, otterranno imperituri riconoscimenti, quando la competizione non avrà più ragione d'essere. Qualora la divergenza sia accompagnata da genialità, quella mente si farà spazio comunque, magari cambiando ambiente culturale (si vedano Enrico Fermi, Guglielmo Marconi, Cristoforo Colombo, Eleonora d'Aquitania, altri). Nessuna mente divergente, però, potrà fare a meno di confrontarsi con le altre, sia per verificare quanto la sua personale genialità, intuizione e capacità le suggeriranno, sia per contrasto.
Nel primo caso, l'incontro di menti affini, un pubblico demodossalogicamente parlando, collocato in un ambiente rassicurante perchè dichiaratamente diverso (la società scientifica) e sicuramente stimolante per confronto diretto, certamente rinvierà a nuove speculazioni, ricerche, campi di indagine. [...]

Le menti divergenti furono, ad esempio i futuristi, così come specificato - in altra occasione - dalla Liberati:
Il futurista è colui che consapevolmente percepisce gli elementi di modernità del tempo presente nel momento del loro divenire. Ha una qualche affinità con la figura del profeta biblico, che apparentemente "pre-dice" il futuro, invece sta descrivendo il presente non ancora percepito dai più, dall'opinione pubblica. Quando l'opinione pubblica ne sarà stata informata, i detti del profeta o del futurista verranno percepiti come "pre-veggenze", ma l'inganno è determinato dallo sfasamento fra la percezione coeva al fenomeno da parte del profeta, del futurista (percezione attiva, contemporanea, di avanguardia) e quella dilazionata da parte dell'opinione pubblica (percezione a posteriori, passiva, storicizzata). D'altra parte, l'osservazione e percezione passive dell'opinione pubblica, attraverso le fonti aperte (messaggi all'opinione pubblica/manifestazioni spontanee della stessa; v. Paolo Orano e seguaci, Lazarsfeld, K. Lewin) o l'esperienza popolare (codificata nei proverbi et similia), possono portare a varie forme di "pre-visione", basate sul presupposto che il comportamento dell'uomo sia sempre uguale a se stesso in situazioni analoghe e che tutto il mondo è abitato da uomini (percorso storico-economico-ambientale).

Così come avviene nel pubblico dei demodossaloghi che si riconoscono nella Sidd: la capacità di confrontarsi, ciascuno con se stesso, poi con gli altri demodossaloghi e infine con il resto della società, attraverso l'incontro di menti affini che hanno fatto tesoro dei concetti tramandati dalla demodossalogia. Concetti tratti da divergenti come Pitigrilli, Toddi, Voltaire, Nordau, Perini-Bembo, Le Bon, Lewin, Lòpez Jordàn, e pochi altri.
Il 2 marzo 2005 su codesto sito la Liberati ha efficaciamente descritto il ragionamento demodossalogico; ne riportiamo degli stralci:
La moneta a tre facce, più una.
La quarta - demodossalogicamente ragionando - è alla base e motivo delle altre tre.
Si tratta della lega che compone il corpo della moneta, quello che in elettrotecnica è il rho, che condiziona tanto la resistività quanto la conducibilità di un materiale.
Il rho è assimilabile alla composizione dell'umanità, sociologicamente valutabile e quindi condizionata dalle altre facce o dimensioni, se si vuole. Una (verso o recto) non importa, è il modo in cui quella umanià forma opinione pubblica attraverso i locali mezzi di comunicazione. L'altra è costituita dalla qualità dell'opinione pubblica, tanto nel suo formarsi che nell'essere formata. La terza faccia o spessore della moneta è determinata dal rapporto virtuoso o vizioso fra le altre componenti. [...]
Qualora la moneta risultasse adulterata anche in uno solo dei suoi componenti o parametri, diventerebbe falsa [...]
La moneta rappresenta precise e misurabili caratteristiche di riferimento, che ne rendono decifrabile l'età, l'ambiente ove ebbe od ha un determinato valore, il grado di deterioramento fisico, il corso legale o il suo prevalere come documento ove il corso legale non fosse più attuale.[...]
Demodossalogia, qualità comunicazione ambientale e tipo di vita sociale: una moneta a tre facce, più una.

schema di antonella liberati

Nel grafico (sopra) della demodossaloga Liberati si dà conto dell'andamento delle innovazioni nell'ambito socio-economico, ove il nuovo ciclo moderno comincia a manifestarsi senza essere riconosciuto (vedasi i riferimenti a Franco Rizzo nella puntata n.20) da tutte le fasce dell'opinione pubblica fin all'apogeo del moderno:
  • humus = elementi in obsolescenza tangibile o intangibile del ciclo precedente;
  • innovatori/innovazioni = persone e tecnologie che tendono a rimuovere lo stato d'inerzia d'uso del ciclo precedente;
  • futuristi = percettori dello stato dell'ambiente, dei non ancora visibili elementi di modernità, futuri per l'opinione pubblica;
  • moderno = quando da innovativo e per pochi tende a diventare di massa;
  • post-moderno = quando l'innovazione ha raggiunto ogni fascia e tipo di opinione pubblica con relativi comportamenti economico-sociali;
  • post-post-moderno = quando il bene, il servizio o il comportamento non costituiscono più motivo di ambizione o prestigio e vengono considerati patrimonio acquisito da conservare o porre in obsolescenza;
  • obsoleto = ritenuto da abbandonare. Spesso è rivisitato in un ciclo successivo distante.


09 ottobre 2006

Inde # Prodi perde consensi

Avendo domandato a dieci persone leaders nel loro campo (che nel Lazio si recarono ai seggi popolari per confermare Romano Prodi quale candidato della sinistra in alternativa al candidato della destra Silvio Berlusconi, e che poi votarono effettivamente una lista di sinistra alle elezioni politiche):
  • se oggi doveste muovamente recarvi ad esprimere un voto di preferenza confermereste la fiducia al premier?
    - solo sei hanno risposto affermativamente, tre decisamente contrari ed un incerto;
  • ritenete Prodi in grado di superare le difficoltà politiche ed economiche che stiamo attraversando?
    - gli stessi sei hanno risposto affermativamente, due incerti e due hanno espresso sfiducia;
  • ritenete Prodi o la coalizione gli autori della vostra insoddisfazione di come guidano il Paese?
    - sette hanno indicato la coalizione e tre Prodi;
  • oggi, ritornereste a votare la coalizione di centrosinistra?
    - otto hanno risposto decisamente di si, un non so e uno ci devo pensare;
  • qual è la causa più importante della vostra insoddisfazione?
    - cinque hanno indicato le tasse, uno la politica economica, uno le gaffes, uno la mancanza di decisionismo e due una generica insofferenza.
Dieci risposte, tutte provenienti dalla stessa regione (triangolo Roma-Latina-Frosinone). Quindi un sondaggio senza alcun valore di tendenza, per ubicazione e numero di campioni, ma da non sottovalutare.

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07 ottobre 2006

Effemeridi # La finanziaria

La cosiddetta Finanziaria, il decreto preparato dal governo e presentato in Parlamento per assestare il bilancio dello Stato, ha scontentato tutti: opposizione, maggioranza, industriali, sindaci, categorie sociali, ricchi e poveri. Non c'è che dire un bel pasticcio!

Ma è quello che succede quando non si ha coraggio e si vuole mediare, nella mediazione ognuno perde qualcosa mentre nel taglio della scure c'è chi protesterà ferocemente ma ci saranno anche coloro che approveranno le decisioni prese.

E' stata una Finanziaria di tatticismi: non toccare i ricchi per non incentivare l'evasione, dare qualcosina alle aziende e togliere qua e là. Una finanziaria che ha avuto il beneplacito (l'incontro di concertazione) con i sindacati che hanno badato soprattutto a non far togliere i privilegi economici e fiscali ai vari patronati, comitati degli enti pubblici, case editrici, cogestioni varie, ecc.
Lo sbandierato taglio delle spese ministeriali sanno tutti che non sarà possibile, per varie ragioni: gli adeguamenti dei costi di mantenimento e degli stipendi, la mentalità tuttora operante dei dipendenti pubblici nello spendere a piene mani denari non loro, ricarichi negli acquisti, ecc.

La compagine bassotti del governo Prodi, per dare prestigio ed autorevolezza alle decisioni economiche, aveva coinvolto Padoa Schioppa (non avendo al suo interno altri personaggi di spicco internazionale), ma la Finanziaria proposta rischia di danneggiare la reputazione del ministro che se la potrebbe cavare, di fronte a ulteriori pasticci (così come si annunciano in Parlamento) dando le dimissioni.

Ma, cosa poi non troppo strana, in soccorso della fine del governo Prodi potrebbe proprio venire il voto-stampella di Berlusconi.

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06 ottobre 2006

Incontri # La ricerca qualitativa

Il 19 ottobre 2006 presso l'aula del Consiglio della Facoltà di Scienze della Formazione della Terza università di Roma, in viale Castro Pretorio n. 20, Andrea Fontana della University of Nevada (Las Vegas) alle ore 10.00 relazionerà su "L’interazionismo simbolico e la ricerca qualitativa", nel quadro del seminario internazionale La ricerca qualitativa: teorie, metodi ed applicazioni. Il dibattito avrà inizio alle ore 15.00. Informazioni ed iscrizioni entro il 15 ottobre: ricercaqualit@hotmail.it (Claudio Tognonato).

05 ottobre 2006

Bacheca # Rendiconto

Nel mese di settembre il nostro sito ha avuto 4.462 visite e 7.859 pagine viste per 23.230 hits: è stato il nostro terzo miglior risultato (dopo marzo e giugno 2006).

A fine mese festeggeremo il secondo anno di vita. Per il momento vi anticipiamo il calendario del breve corso di lineamenti di demodossalogia:
  • 10 ottobre: Prospettive diverse,
  • 20 ottobre: Federico Augusto Perini-Bembo,
  • 30 ottobre: Pitigrilli,
  • 10 novembre: Toddi,
  • 20 novembre: Altri autori.


03 ottobre 2006

Effemeridi # Arresti domiciliari

Ogni tanto apprendiamo che qualche assassino, o bancarottiere o addirittura mafioso (personaggi pericolosi per la società), invece di scontare in carcere la pena inflittagli da un tribunale, come il tossicodipendente o il ladruncolo (con un grado inferiore di pericolosità), sono agli arresti domiciliari.

Le pene inflitte a chi viola la legge rispondono allo scopo di: 1) isolare dal resto della società il soggetto ritenuto pericoloso, 2) corrispondergli una pena adeguata alla violazione, 3) rieducarlo al vivere civile.

Immaginiamo la sofferenza del coatto in casa che, lontano dal carcere e privato dei contatti con gli altri amici detenuti, è costretto a vedere dalla finestra l'altra società (quella che lavora, studia, si diverte, ecc.); che vede dal suo domicilio quel mondo che va al ristorante, al cinema, in piscina, ecc. mentre lui, rinchiuso in casa, divide il desco con pochi amici o familiari, vede i film solo attraverso la tv o i dvd, ha contatti virtuali (non fisici) con i vecchi compagni di merenda, mediante i telefonini, per mezzo dei quali intesse la sua rete di collaborazioni, affari e quanto altro.

Viene da chiedersi: chi amministra la giustizia? Dei burocrati che applicano leggi stabilite dal Parlamento. Quindi da istituzioni facenti parte dello Stato. Ma statisticamente lo Stato riflette la composizione della società, una società non perfetta e quindi uno Stato che ne è l'immagine.

02 ottobre 2006

Effemeridi # La giustizia ingiusta

Molte volte, specie dopo episodi di cronaca che vedono un imputato condannato per aver rubato delle mele ed un altro assolto per aver frodato dei risparmiatori, si suole dire che la legge è ingiusta.

Non ci si chiede mai come è sorta l'istituzione "giustizia" che sino a poco tempo fa, in Italia, si chiamava ministero di Grazia e Giustizia. Un nome che già dice tutto: la giustizia, che è un concetto di risarcimento del danno, era abbinata alla grazia: un atto di benevolenza del potente di turno. Ma non è tutto, la giustizia è amministrata da un organo che è l'emanazione del potere ed è sorta per legittimare i soprusi, le spoliazioni, le condanne a morte che i poteri medioevali (re, principi, vassalli, chiesa) compivano a danno della popolazione. Sentenze eseguite in nome di un principio dettato dal potente o dal giudice nominato da questi.

La grazia è tuttora rimasta la gentile concessione del sovrano o chi per lui ed a suo piacimento. Tant'è che si è assistito alla diatriba tra il presidente Ciampi ed il ministro Castelli a proposito della concessione in un noto caso.

Nell'epoca moderna oltre alla grazia si sono affiancati, condoni, amministie e arresti domiciliari. Visto che il medioevo è lontano la giustizia è stata regolata da leggi, per garantire tutti i cittadini in modo equanime. Ma le leggi le fanno i rappresentanti del popolo e non è detto che siano sempre perfette, anzi! Ecco allora molti delinquenti in libertà in nome di uno spirito "di grazia" umanitario e dell'affollamento carcerario.

Ad un malfunzionamento dell'istituzione si risponde con l'abolizione delle decisioni prese, come a dire che se ufficio pubblico non è in grado di fornirmi una certificazione (per esempio il certificato penale o di nascita) si aboliscono le certificazioni.