Pitigrilli è lo pseudonimo di
Dino Segre, nato il 9 maggio 1893 a Torino, figlio dell'ebreo David, ex ufficiale dell'esercito, e di Lucia Ellena, proveniente da una famiglia di farmacisti, che lo battezzò all'insaputa del padre nel 1897. Pitigrilli è la traslazione di
petit gris (piccolo scoiattolo), il cappotto di pelliccia portato dalla madre; in alcuni casi firmò con lo pseudonimo Mathesis e in altri con Flamel.
Morì nella sua città natale dopo aver pranzato e alla vigilia del suo ottantaduesimo compleanno l'8 maggio del 1975, nell'attico del palazzo marmoreo in stile vittoriano (fascista), progettato dall'architetto Piacentini in via principe Amedeo, in procinto di ritornare nel suo domicilio di Parigi.
Nel 1931 sposò a Parigi con rito civile Deborah Sinigaglia, figlia di un noto industriale torinese, la separazione legale avvenne nel 1954 ed il divorzio nel 1973, ma già nel 1934 Pitigrilli scrisse alla moglie di rifarsi una vita perchè lui non era fatto per il matrimonio; nel frattempo aveva avuto nel '32 il figlio Gianni. Nel 1943 sposò in una chiesa di Bellinzona (Svizzera) ove si era rifugiato la veneziana avvocato Lina Furlan da cui ebbe Pym (Pier Maria); l'aveva conosciuta nel 1936 quale suo legale in una causa automobilistica.
Pitigrilli con la moglie LinaSi laureò in giurisprudenza nel 1916 con 77 su 110, in famiglia avrebbero voluto farne un farmacista ma quando andò ad iscriversi vedendo che davanti allo sportello della facoltà di giurisprudenza non c'era nessuno optò per questa. Nel frattempo (1915) aveva pubblicato il suo primo libro in versi
Le vicende guerresche di Purillo Purilli bocciato in storia e grazie all'appoggio di Amalia Guglielminetti, che corrisponderà al suo amore solo alla fine della prima guerra mondiale, iniziò la carriera giornalistica pur detestando il giornalismo.
Nel 1918 inviato a Fiume, sostenne che la città liberata da Gabriele d'Annunzio era asiatica; l'articolo creò scandalo, irritazione e la sfida a duello (che rifiutò) da parte dell'immaginifico autore della beffa di Buccari. Nell'autunno del '19 fu inviato a Napoli nel corso di una campagna elettorale e in un mese scrisse trenta articoli che fecero passare le vendite del giornale da poche decine di copie a centomila. A Roma, il direttore del giornale gli disse di prendere per far presto una carrozzella e recarsi alla conferenza del sen. Morello sulle bellezze della città; Pitigrilli invece per un'ora si fece portare a spasso per la città e inventò una dotta conferenza, citando frasi e persone presenti ("tanto erano sempre le stesse nobildonne"); l'articolo fu apprezzato ed incontrò il favore dei lettori ma, a causa di un malore, la riunione non si era tenuta.
Edizione greca di Cocaina
Nel '20, corrispondente estero a Parigi, uscì la raccolta di undici novelle
Mammiferi di lusso che gli causò la messa all'indice ed una serie di processi per oltraggio al pudore. Ben altri quattro libri ebbero l'onore di essere messi all'indice e, successivamente, ritirati dal commercio:
La cintura di castità del 1920,
Cocaina del1921,
Oltraggio al pudore del 1921 e
La vergine a 18 carati del 1930.
Con la categoria dei giornalisti fu molto polemico e dal '21 intraprese la carriera di romanziere e conferenziere alle università di Napoli e alla Sorbona di Parigi; disse che per entrare in un giornale quotidiano raccontò di conoscere la stenografia e per questo motivo fu messo al telefono a raccogliere gli articoli di un inviato speciale, ovviamente ricostruì gli articoli (basandosi su degli appunti) che ebbero un gran successo sino a quando il firmatario ed il direttore non si accorsero dell'inganno. Raccontò anche come fu assunto un giornalista: il postulante, con un cognome omonimo di quello di un noto ed apprezzato giornalista di altra testata, prese alloggio nel migliore albergo e si spacciò per nipote di costui. Per illustrare il suo pensiero in proposito si riportano alcune frasi prese da altrettanti libri:
Ci sono tre categorie di falsari: gli antiquari, i giornalisti ed i sociologi. I primi falsificano il passato, i secondi il presente e i terzi il futuro [...]
Per essere sicuri di pubblicare una notizia inedita basta inventarla [...]
La servitù del giornalismo consiste nell'arrivare alle nove del mattino in un paese sconosciuto e a mezzogiorno spedire il primo articolo, dopo aver scambiato quattro chiacchiere col primo venuto e aver visto della città quel tratto di strada che va dalla stazione all'albergo [...]
I giornalisti devono avere l'opinione del direttore del giornale: ma nemmeno il direttore del massimo giornale ha diritto di pensare con il suo cervello, perchè quando è chiamato dal consiglio d'amministrazione deve soffocare la sua opinione, quando ce l'ha, e sostenere quella degli azionisti [...]

Romanziere più letto d'Italia e noto alle cronache come donnaiolo, diede vita al quindicinale
Le grandi firme (1924), su cui scrissero i massimi scrittori del tempo, ed altre pubblicazioni innovative per grafica ed argomenti. In pieno fervore futurista, pur essendo un anticonformista, si scagliò contro Filippo T. Marinetti bollando il manifesto del 1909 (apparso sul
Figaro) come il risultato di una notte passata nello champagne di un cabaret di Parigi, pur ammettendo che qualcuno abbia sicuramente creduto al futurismo "come lotta contro il vecchiume, l'oleografia e il chiaro di luna".
Alla ripetuta accusa di immoralità rispose:
Io non sono mai stato uno scrittore immorale. Lo ha precisato, assolvendomi, una sentenza del tribunale di Torino e l'ha riconfermato la Corte d'appello. In una antologia per le scuole c'è un mio racconto. Nell'Enciclopedia Treccani [...] si parla di me come di uno scrittore i cui primi libri, quelli che oggi ripudio, rispecchiarono la bassezza morale dei tempi [...]
Pitigrilli è uno scrittore unico, non può essere accostato a nessuna corrente letteraria. Se proprio vogliamo trovare dei punti di contatto, questi sono con Toddi: con la fatalità che guida il caso e che tutto alla fine aggiusta se l'umana caparbietà non pone ostacoli al destino. Il concetto demodossalogico della contrapposizione (+) (-) tendente ad un equilibrio regolato dall'ambiente. Potremmo estrapolare centinaia di brani in proposito, ci limitiamo a ricordare la storiella dei due pesci nell'acquario (in conclusione alla
puntata n.19) e la seguente testimonianza:
Volli conoscere il sig. Nossant. Abitava a Milano. Era un olandese simpaticissimo [...] Gli domandai in che modo gli avevo salvato la vita.
Una sera - mi rispose - dovevo andare a teatro. Avevo prenotato un posto di poltrona in seconda fila. Tornando a casa sul tramonto, vidi nella vetrina il vostro ultimo romanzo e lo comperai. Aspettando l'ora dello spettacolo cominciai a leggerlo e lo trovai così interessante, che quando giunsi alla fine mi accorsi che erano le dieci, cioè che la rappresentazione era cominciata da un'ora. Per non perdere il secondo e terzo atto presi un tassì, ma la circolazione era interrotta per un raggio di duecento metri. Sirene dei pompieri e della Croce Rossa, autopompe e lettighe. Una bomba era scoppiata nel teatro, il teatro Diana, e ci furono ventiquattro morti. La poltrona che io avevo prenotata e che non occupai era nella seconda fila, dove la bomba era caduta.
O ancora:
[...] noi crediamo che abbiano grande importanza i nostri atti, i nostri meriti, la nostra volontà, e invece noi siamo vittime o beneficiari del caso (1936)
Più di quaranta i libri pubblicati, tra romanzi, novelle, raccolte di articoli, ecc. Tra i più noti editi dalla Sonzogno di Milano successivamente ai primi cinque, messi all'indice dal Vaticano, citiamo:
- L'esperimento di Pott del 1930;
- I vegetariani dell'amore del 1931;
- Dolicocefala bionda del 1936;
- Mosè e il cavalier Levi del 1947;
- La meravigliosa avventura del 1948;
- La piscina di Siloe del 1948;
- Il farmacista a cavallo del 1948;
- Pitigrilli parla di Pitigrilli del 1949;
- Dizionario antiballistico del 1953.

L'ultimo libro è
Nostra signora miss tiff (1974) pubblicato dall'editore Marotta di Napoli. I diritti di
Cocaina e
Dolicocefala bionda sono stati rilevati da Arnoldo Mondadori dalla fallita Sonzogno e ripubblicati nel 1982 per l'edizione Club del libro;
Mammiferi di lusso è riapparso nel 2000 nei Tascabili di Bompiani.
I libri dal '48 al '57 sono stati scritti in Argentina ove si rifugiò, dopo circa cinque anni trascorsi in Svizzera ove si trasferì dopo l'8 settembre 1943, perché dopo esser stato accusato di aver fatto parte dell'Ovra (la polizia fascista), cosa che smentì sempre pur in presenza di testimonianze, capitanò una sommossa di piazza antifascista e per questo (oltre che ebreo) fu ricercato dai nazisti. Tra coloro che si espressero in favore della sua riabilitazione ci fu l'allora sottosegretario Giulio Andreotti che giudicò gli ultimi suoi scritti come quelli di un buon cattolico. Infatti nel 1948 Pitigrilli (
La piscina di Siloe) fece una clamorosa conversione al cattolicesimo, tanto da guadagnarsi gli elogi di
Civiltà Cattolica e persino dall'
Osservatore Romano. Ma già in due precedenti libri, sopra citati, vi erano tracce della conversione in corso. Incontrò anche padre Pio da Pietrelcina. Da scettico si avvicinò al mondo dei medium e ne rimase scosso, in
Gusto per il mistero del 1954 raccontò le sue esperienze.
Nell'Argentina del dittatore Juan Domingo Peron fu accolto con tutti gli onori, la sua rubrica settimanale sul quotidiano
La Razon ebbe migliaia di fedeli lettori ed il giornale raddoppiò la tiratura delle copie; le sue trasmissioni radiofoniche e le conferenze ebbero un successo mai visto. Nel 1957, dopo la caduta di Peron in seguito ad un
golpe militare, si trasferì a Parigi che sin da giovane aveva eletto a riferimento culturale ma ormai la sua stella era tramontata.
Negli ultimi vent'anni trovò molte porte chiuse, persino Guareschi e Giorgio Almirante gli voltarono le spalle; perse il sarcasmo che lo aveva contraddistinto e limitò le relazioni sociali.

Ripubblicò sul settimanale
La Tribuna Illustrata novelle e corrispondenza con i lettori ed iniziò una collaborazione con
Il Messaggero di S. Antonio, scarse le altre collaborazioni: la rivoluzione giovanile degli studenti sessantottini di Parigi aveva segnato la fine di un'epoca irriverente per imboccare la strada della contrapposizione.
Pitigrilli era noto per le sue battute ("l'uomo normale parla, il saggio tace, il fesso discute", ed ancora, per esempio, "capisco il bacio al lebbroso ma non ammetto la stretta di mano al cretino") ed aveva il senso dell'opinione pubblica dei suoi tempi; amava la corrispondenza coi lettori, in proposito scrisse:
[...] io penso di sapere che cosa la gente del popolo si aspetta da queste rubriche. Ho una tecnica per andare diritto al cuore di chi legge
La demodossalogia? Pitigrilli non l'ha forse conosciuta ma i demodossaloghi hanno assorbito il suo modo di interpretare l'opinione pubblica capovolgendo le situazioni. A caso, riportiamo dei brani, tra i tanti, che più fanno parte del nostro repertorio di esempi:
[...] Anche l'uomo più scettico ha una disposizione innata a credere [...] Se si va in due da una chiromante e questa legge il destino a uno dei due, le stesse cose che dice all'uno andrebbero benissimo anche per l'altro; per la tendenza innata a mentire a noi stessi; quando ho detto al Procuratore "Voi siete credente, voi siete musicista", egli si è sentito musicista allo stato potenziale, si è sentito credente nel suo intimo; se poi va a messa per accompagnare la moglie o fischietta l'aria del suo reggimento, è sicuro che io abbia detto il vero; se invece fosse credente e musicista e io avessi detto il contrario, mi avrebbe ugualmente dato ragione, pensando: in fondo fra la mia fede e la grande fede c'è della differenza, e la musica come la intendo io ha delle esigenze e delle possibilità molto più elevate di quella che io eseguo.
[...] Percorrendo le vie del mondo si vedono i soliti gesti, si odono le stesse frasi, si osservano le stesse furberie, si incontrano le solite idee. Macché idee! Schegge di idee, tozzi muffiti di idee. Prova a dire in un gruppo di cinque persone che tu bevi acqua di selz: l'immancabile stupido ti avvertirà che l'acqua di selz dilata lo stomaco. Racconta in un gruppo di cinque persone che un russo ha imparato il tedesco in poche settimane: l'immancabile stupido ti dirà che gli slavi hanno una disposizione innata allo studio delle lingue [...] Provate a dire che una vedette spende dalla sarta tutto ciò che guadagna nel music-hall dove si esibisce seminuda. Fa la donna nuda per avere di che vestirsi, commenterà immancabilmente uno dei presenti.
[...] Un giornalista francese alcuni anni fa si mise all'angolo di una strada a offrire in vendita luigi d'oro a cinquanta centesimi. Non riuscì a venderne uno. A Hollywood fu bandito un concorso fra gli imitatori di Charlot. Fra i concorrenti si presentarono alcuni attori cinematografici; un grande attore, uno dei più grandi comici del mondo, fu classificato ottavo dalla giuria composta di tecnici; in un secondo giudizio, pronunciato per votazione da dodicimila spettatori, fu classificato diciannovesimo. Secondo voi, aveva ragione la commissione di tecnici o avevano ragione i dodicimila spettatori? La minoranza o la maggioranza? L'élite o la folla?
[...] Gli uomini sono poliedri di sentimenti bassi [...] Il povero bifolco che lavora al di là delle sue forze e si nutre al di sotto delle sue necessità mi fa pena. A seguirlo per pochi chilometri, a controllarlo per qualche ora, verrà il momento in cui schiaccerà per malvagità il rospo o inchioderà sulla porta di casa una civetta viva [...] L'uomo sfrutta nel suo simile tutto lo sfruttabile: la calvizie, la piorrea, la pinguedine, la stupidità, l'illusione, la speranza, la vanità: specula sul delitto, sulla malattia, sull'immoralità e sulla morale, inventa nuovi vizi per vendere nuove droghe, inventa nuove inquietudini per vendere nuove consolazioni.
[...] Gli uomini si agglomerano sulla stupidità come la limatura di ferro sulla calamita [...] non amano l'esattezza: guai a chi corregge il loro errore; la smentita li indispone; la correzione di un errore dev'essere opera di secoli; le figlie raccontano alle madri le identiche bugie che le madri raccontavano alle loro madri; sono medesimi anche gli atti, che si ricalcano di generazione in generazione [...] Io vivo in un paese lento ad evolversi; è buona norma di governo non precipitare il processo evolutivo del proprio popolo.
[...] L'educazione, l'istruzione, la guida producono sulla personalità dell'individuo, modificazioni minime. Ben poco potrete operare su vostro figlio [...] Educarlo, che cosa difficile! Di balle non mi sento di raccontargliene e la verità non ho il coraggio di dirgliela. In questa formula è riassunto, per quei pochissimi che se lo pongono, il problema dell'educazione.

Non finiremmo mai di citarlo, come autore è stato un super-intelligente ma come tutte le persone di grande ingegno ha creduto di poter manovrare a piacimento la storia, cercando di cavalcarla, comportandosi quindi come i suoi controversi personaggi. Chiudiamo con la sintesi di una novella che, al contempo, è una pillola di filosofica saggezza:
Per pagarmi le tasse universitarie avevo accettato un posto in un collegio maschile. Mi chiamavano prefetto, professore, censore, assistente. Che cosa fossi non so. Li accompagnavo a passeggio, insegnavo l'italiano, distribuivo le lettere, li sorvegliavo durante il pasto [...] Colui che aveva ricevuto il collegio in eredità era nato per dirigerlo come io sono nato per maneggiare un astrolabio. La sua inesperienza valse un posto a me, il più disadatto ad occuparlo. E poiché ero l'individuo più disadatto, gli studenti mi volevano bene [...] Dettai sei temi a scelta [...] Quello che descrisse le sofferenze morali della povera mosca, mettendosi così bene nella pelle del suo sfortunato personaggio, è divenuto un grande scrittore di romanzi psicologici. Ogni sua creatura è vera come se lui, l'autore, fosse al tempo stesso uomo e donna, vittima e carnefice, reprobo e santo. Quello che ha spiegato perché similia similibus curantur è divenuto un eccelso giurista, in perfetta armonia con tutti i partiti che vanno al potere. Commentò e lodò certe leggi, con la stessa convinzione con cui doveva illustrare ed esaltare qualche hanno dopo il decreto che le abrogò. Un altro, di nazionalità incerta, tornò in uno dei suoi paesi d'origine, dove fece una brillante carriera militare e divenne celebre per aver lanciato con formidabili argomenti le sue divisioni in un'impresa che sapeva destinata al più vergognoso insuccesso. Uno fu bocciato in matematica, ma il banchiere lo prese nella sua banca, in qualche anno ne fece il suo procuratore, e non è pentito della scelta. Pare che nessuno sia più abile di lui, lapis alla mano, nel convincere i clienti a sottoscrivere azioni in miniere inesistenti e a prestiti di nazioni sull'orlo della bancarotta. Tutti gli altri se l'erano cavata, nello svolgimento, su per giù come quei cinque. Ora sono sparsi decentemente per il mondo. Uno fabbrica medicinali, un altro li vende, un terzo li prescrive e tutti e tre senza crederci. Questo propone maglie e flanelle, che a lavarle si allargano o si restringono, secondo che il cliente le trova troppo strette o troppo larghe. Questo fa l'agente di pubblicità, quello l'agente di assicurazioni. Ce n'è uno che non fa nulla di determinato, ma vive in armonia col suo prossimo, pensando che tutto può essere vero, e che nessuno ha interamente torto e che nessuno ha interamente ragione. Il figlio del banchiere è l'unico che dalla scuola non abbia saputo trarre alcun utile insegnamento. Fa il professore.
(dal libro Lezioni d'amore del 1948, una novella ["Pomeriggio"] che ha il sapore, dopo cinquantotto anni [!] di palpitante attualità)
Tutte le immagini sono tratte dal sito www.pitigrilli.com