Corso # 31 # Evoluzione della demodossalogia
Con riferimento anche agli atti del seminario, curato da Antonella Liberati ed Elisabetta D'Eramo, Leggere la qualità delle comunicazioni (11-12 settembre 2004, edizioni Laboratorio di demodossalogia dell'Associazione nazionale sociologi, Cecchina) riepiloghiamo i capisaldi di quella che successivamente si è configurata come una neodisciplina, sfociata nella metodologia di rilevazione dell'opinione pubblica denominata "inde": analisi demodossalogica.
L'opinione si forma recependo informazioni: parlate, scritte, visive, acustiche, sensoriali ed emozionali. L'assunzione di un'opinione configura atteggiamenti, ruoli ed aspettative consone all'ambiente in cui si forma o viene esplicitata. Pertanto l'ambiente assume un'importanza fondamentale per la formazione dell'opinione pubblica, superiore - in molti casi - all'educazione scolastica e familiare.
I pubblici si aggregano e si presentano secondo un'infinità di modi, ma si riconoscono in:
- oggettivi (termine che è subentrato all'antiquato e fuorviante "obiettivi"), quando le circostanze modali (le caratteristiche che li accomunano) non dipendono dalla volontà dei singoli soggetti appartenenti a quella determinata collettività in esame; come, ad esempio, un gruppo di persone portate alla fucilazione (ovviamente contro la loro volontà), o delle casalinghe che, pur cercandola, non hanno trovato un'occupazione lavorativa confacente alle loro aspettative;
- soggettivi, quando i singoli appartenenti al gruppo in esame aderiscono di loro volontà alle situazioni modali che caratterizzano il gruppo; come, ad esempio, dei marinai che si immolano con il loro comandante nella nave che affonda, o dei giovani o meno giovani fruitori di una discoteca;
- virtuali, quando la pluralità umana considerata non è consapevole di essere sottoposta ad indagine o sondaggio; come, ad esempio, nel caso di un questionario sottoposto ad una scolaresca, o nelle informazioni assunte (presso il soggetto) o rilevate (in un luogo pubblico) da un apposito incaricato; così come i turisti di una data località;
- oggettivi-soggettivi, quando i pubblici hanno circostanze modali di ambedue le categorie; come, ad esempio, gli scolari che si recano a scuola di buon grado ma che il loro atto è stato predisposto da leggi dello stato e decisioni familiari, o da un postino che svolge regolarmente il suo lavoro ma che avrebbe preferito lavorare con altre mansioni o altra azienda;
- oggettivi-virtuali, quando un pubblico appartenente ad una categoria per nascita, titolo di studio, collocazione politica, ecc. viene analizzato o sottoposto a sondaggi dei quali non conosce la finalità; come, ad esempio, una ricerca di mercato per individuare il grado di percezione della qualità della vita, o le tendenze della moda in fatto di borse da donna;
- soggettivi-virtuali, quando una pluralità umana sceglie un'ideologia, una marca, particolari beni o servizi ed è, per questo motivo, considerata ai fini del marketing politico o commerciale; come, ad esempio, gli elettori di un partito, o i consumatori di uno specifico alimento; oppure gli artisti o scienziati in quanto alla capacità e volontà si aggiungono le considerazioni esterne sui soggetti;
- oggettivi-soggettivi-virtuali, quando la popolazione, sottoposta ad esame da terzi, ha una identità in comune (non importa se oggettiva o soggettiva) e la volontà di appartenenza o accettazione; come, ad esempio, i sordomuti considerati tali dall'Inps ai fini dell'erogazione della pensione di invalidità, o le giovani donne in cerca dell'assorbente più adatto.
L'efficacia di una qualsiasi presa di contatto informativo o di azione formativa su di un pubblico è proporzionale al suo valore. Le seguenti categorie di pubblici presentano valori in ordine sensibilmente decrescente:
- a) soggettivo-oggettivo-virtuali
- soggettivo-oggettivo.
- b) soggettivo-virtuali
- soggettivi.
- c) oggettivi-virtuali
- oggettivi.
- d) virtuali.
Cioè, sia per rilevare le informazioni da un pubblico (sondaggi, indagini, ecc.) che per informarlo o formarlo (ai fini della creazione di un'opinione pubblica) le difese (l'attendibilità o l'efficacia del messaggio) dei singoli soggetti appartenenti a quel gruppo (pubblico) aumentano ad ogni passaggio da a) sino a d). Pertanto le risposte di un lavoratore-studente saranno più veritiere di un frequentatore di discoteche così come un messaggio pubblicitario sarà più efficace [se fatto secondo i canoni demodossalogici] sui pubblici in a) che nei successivi. Inoltre nell'impatto con i pubblici occorre ricordare le costanti demodossalogiche fondamentali, tratte dalla succitata tabella di Perini-Bembo:
- Ognuno partecipa, di regola e contemporaneamente, a differenti numerosi pubblici.
- Gli appartenenti ad un pubblico non sono fra loro necessariamente vincolati da circostanze temporali e spaziali, ma necessariamente da circostanze modali.
- Il valore (peso sociale e compattezza) di un pubblico è proporzionale alla coscienza, al grado di consenso ed all'interesse di appartenervi insiti negli individui che ne fanno parte.
Il pubblico è composto da una pluralità di individui legati fra loro da una o più circostanze ma non sempre anche da circostanze di tempo e luogo: il pubblico di uno spettacolo a quell'ora e in quel luogo è uguale - come pubblico soggettivo - ai lettori de I miserabili che leggono il libro in ore e luoghi diversi l'uno dall'altro. Il pubblico differisce dalla folla per formazione, comportamenti e consenso di appartenenza; specificava la suddetta tabella:
- Ognuno partecipa, di regola e contemporaneamente, ad una sola folla.
- Quando e mentre una pluralità umana costituisce una folla, questa sovrasta, per coesione ed energia, attiva e passiva, i vari pubblici cui appartengono i singoli individui che la costituiscono.
Cioè la formazione di uno specifico pubblico avviene per gradualità e può trasformarsi per un breve periodo di tempo in folla (pubblico di un partito politico o di una star).
Ai cardini storici della demodossalogia, nel tempo, si sono aggiunte, in seguito alle riflessioni intraprese nell'ambito della Sidd, ulteriori valutazioni:
L'ambiente
[...] Jean Duvignaud, che non è un critico d'arte ma un sociologo, nel suo libretto intitolato Sociologie de l'art, ha rilevato in primo luogo la tendenza a giudicare l'opera d'arte come se fosse nata da un puro spirito, in una sorta di mondo di idee platonico, e quindi complessivamente staccata dalla realtà della società in cui e per cui è nata. In secondo luogo l'abitudine a classificare le opere d'arte secondo schemi di sviluppo delle tecniche, degli stili, dei movimenti, con un procedimento che fa della creazione artistica una strana attività dell'uomo, staccata dalla concreta esistenza dell'artista, dall'esperienza collettiva dell'epoca. Solo ignoranza e malafede possono far trascurare questi fattori reali e concreti nella considerazione dell'opera d'arte.
E' evidente a tutti, argomenta Duvignaud, che fra un quadro non figurativo del 1930 e uno di oggi non ci sono solo quelle differenze stilistiche e formali che scopriamo vedendoli appesi alla stessa parete. Nel 1930 il non figurativo era ancora una manifestazione di estrema avanguardia, mentre oggi è accettato da tutti: esiste perciò nel quadro del 1930 una forza polemica, una novità che l'altro quadro certamente non possiede, e questo è un elemento di giudizio che non possiamo trascurare.
Così se vogliamo interpretare le opere di El Greco non basta che le esaminiamo paragonandole a quelle degli altri grandi del '500, ma dobbiamo individuare i rapporti che legano l'opera del pittore alle particolari caratteristiche della società in cui visse, dominata dalla paura e dall'Inquisizione.
Analogamente, se il nudo in pittura compare quasi contemporaneamente in Cranach, Dürer e poi negli italiani e nei francesi, questo avviene in nome di una stessa ribellione (cosciente o no) contro il peccato originale che condannava la carne, di una protesta erotica che vuole affermare l'esistenza del corpo.
Attraverso questi concetti l'arte non è più soltanto pretesto di eleganti discussioni stilistiche, ma un fattore ben più concreto di storia e civiltà. E per capirla occorrerà avvicinarsi a tecniche di indagini e di studio proprie dell'etnologia, abbandonando ogni posizione estetizzante. [...]
(da Movimenti e rapporti tra opinione pubblica e valori spirituali e sociali del patrimonio artistico, storico e culturale, in atti XLIX Riunione della Sips, Siena settembre 1967)
[...] Modelli di vita difformi dal passato fanno sorgere la necessità di norme giuridiche ed istituzionali diverse, anche nei confronti della violenza che è succeduta alla delinquenza come sfogo delle tensioni psicologiche e sociali. Un fenomeno antico che ha origine con l'uomo e l'ambiente in cui vive, con il rapporto popolazione-risorse e con la naturale soddisfazione dei bisogni biologici. [...]
Conosciuto il proprio ambiente c'è l'innato desiderio di vedere cosa c'è dietro l'angolo. Di fare confronti e paragoni. Di adottare le novità (tecniche, politiche, morali) che più si ritengono confacenti al proprio caso.
Un progresso che non finisce mai perché lo spazio-tempo si dilata sempre più ed il rapporto popolazione-risorse-ambiente è in continua migrazione [...]
(dalla relazione al convegno Storia, economia, emigrazione: spunti per una sociologia dell'emigrazione, Berna (Svizzera) 15 gennaio 1982)
[...] Un corretto equilibrio tra territorio, popolazione e risorse è invece nella natura stessa delle cose; lo è stato sottolineato nel convegno svoltosi ad Albano Laziale il 23 settembre del 1989 sul tema, appunto, "Ambiente, popolazione, risorse: per essere protagonisti della nuova politica degli anni '90 [...]
(da L'acqua: un bene fondamentale nel rapporto territorio-popolazione-risorse, in atti LXI Riunione della Sips, Catania ottobre 1991)
Successivamente, il 19 febbraio del 1995, al convegno "I sociologi e la nuova politica ambientale", organizzato dall'associazione dei sociologi Ans, con il patrocinio del sociologo Vairo Canterani, ex sindaco di Nemi (Roma), e gli interventi dei docenti di sociologia Michele Marotta, Paolo De Nardis e Franco Martinelli dell'università La Sapienza, la Sidd (con la partecipazione, oltre al relatore, dei demodossaloghi: Roberto Canali, Elisabetta D'Eramo, Antonella Liberati, Lara Lucentini e Bruno Zarzaca) fece il punto e completò le sue riflessioni in materia di ambiente presentando la relazione Popolazione, Territorio, Risorse: i nuovi parametri per una vera politica ambientale. Si veda la puntata n.17 del corso. Si suggerisce anche la rilettura delle puntate n.18 sull'ambiente demodossalogico e n.19 sul frattale.La ciclicità
[...] Viviamo in un mondo in continuo movimento ove l'evoluzione, ha lasciato scritto Beltrand Russell, segue una spirale [Ndr: il logo della Sidd]: cambiano le forme e le motivazioni ma restano immutate le pulsazioni e le finalità.
René Thom e Christopher Zeeman, in un seminario svoltosi lo scorso anno [Ndr: 1985] all'università di Venezia, hanno dimostrato - attraverso la teoria dei "Sette modelli" applicata sia alle scienze naturali che alle scienze sociali - l'esigenza di strumenti matematici e computerizzati per elaborare previsioni attendibili sui principali mutamenti che avverranno.
Nel 1967 Daniel Bell, presidente della Commissione per il duemila dell'Hudson institute, anticipò gli scenari sociali (e quindi economici, politici e culturali) del mondo, con particolare riguardo alle tendenze dei paesi post-industriali. Fra le altre cose evidenziò la giustezza della teoria di Carroll Quigley sull'area periferica che diviene più aggressiva e dinamica della zona centrale riuscendo a conquistarla in gran parte fino a che un'altra zona periferica la invade e conquista a sua volta. Teoria che ha permesso a Bell di affermare che "gli eventi storici cruciali non sono accidentali", dopo aver confrontato le istituzioni della Grecia classica con quelle moderne e i principali atteggiamenti individuali: ai fondamentali otto cicli politici corrispondono altrettante ideologie culturali che li sostengono e che susseguono nel cammino dell'umanità.
E' una interpretazione ciclica della storia che si accompagna agli studi di Simiand, Kondratieff e Schumpeter sulle fluttuazioni economiche di lungo periodo.
Per José Ortega Gasset le leggi dell'opinione pubblica corrispondono alla storia della legge di gravitazione universale della fisica di Newton: questa produce il movimento, quelle la storia umana che altrimenti sarebbe impossibile [...]
(da "Le costanti del cammino dell'umanità" sulla rassegna mensile di novità librarie La ricerca bibliografica, Istituto bibliografico Napoleone editore, Roma anno II n.1-2, gennaio-febbraio 1986)

Il pensiero collettivo, rappresentato dall'opinione pubblica, evolve all'interno di una società tracciando il grado di civiltà della stessa - nello spazio e nel tempo - ma sempre intorno a identiche pulsazioni sospinte da bisogni fungibili ed aspirazioni riposte in valori sociali e metafisici. Raggiunta l'aspirazione agognata, la rappresentazione ideologica sente l'esigenza di passare a nuove forme politiche e sociali contribuendo così ad entrare nella nuova fase. Nello schema "la ciclicità delle correnti di pensiero" (sopra, adattato dallo studio di Daniel Bell a partire da Aristotele sino al 1900), per esempio, l'enfasi verso il Deismo, l'empirismo e la scienza è connaturata ad una società ove vige l'oligarchia, destinata a trasformarsi in relativismo e scetticismo ideologico connesso alla democrazia; e così via. Per non menzionare Giovan Battista Vico, nato a Napoli nel 1668 ed ivi deceduto nel 1744, e la sua "scienza nuova", secondo la quale vi è una costante universale che regge la storia di tutti i popoli, i quali passerebbero attraverso tre stadi: il primo barbarico, il secondo eroico ed il terzo civile.
[...] I fenomeni ciclici non riguardano solo le stagioni o il clima, le variazioni d'energia dei fasci di particelle di elettroni e positroni accelerati collegate alle fasi lunari e alle maree, ma sono l'essenza stessa della storia, delle mode, dell'elettricità con i suoi poli positivi e negativi, della statistica con le sue medie ponderate, della medicina con le pulsazioni cardiache, i battiti del cuore e le fasi respiratorie (emissione-immissione d'aria). In sostanza il significato stesso di bios.
Se il ciclo della vita è un percorso che dopo aver raggiunto sull'ascissa "x" un punto-vertice di massima efficienza ed esperienza poi scende per porsi in corrispondenza dell'iniziale punto di partenza situato sull'ordinata "y", anche le vicende storiche ripercorrono un diagramma simile. [...]
(da Le costanti nei fenomeni biologici collettivi: problematiche per una teoria unificante delle scienze, in atti LXII Riunione della Sips, Viterbo 1993)
L'universalità
[...] L'evidenza di una interconnessione tra il rapporto dell'uomo con l'ambiente, del modo di utilizzo di quest'ultimo e delle risorse (fra cui il bene acqua), nonché l'interconnessione fra i vari mondi dell'Universo, ci portano sempre più a credere nella esistenza di un equilibrio generale ove il totale finale sia una perfetta parità tra le forze positive (+) e le forze negative (-).
Se l'universo è formato da atomi questi sistemano gli elementi del regno animale, vegetale o minerale, a seconda delle necessità del periodo cosmico e secondo un fine - regolato da costanti - in cui l'influenza della ragione umana decide sulle alternative che regolano la contrapposizione delle forze ma non sul risultato finale. Per John Dewey "in tutte le scienze fisiche [...] si prende ora per sicuro che tutti gli effetti sono anche cause o, detto in modo più rigoroso, non accade nulla che sia finale nel senso che non sia parte di una corrente continua di eventi" [...]
(da L'acqua: un bene fondamentale nel rapporto territorio-popolazione-risorse, atti LXI Riunione Sips, Catania ottobre 1991)
[...] Se noi postuliamo per vera la proposizione che l'universo è basato su un apparente caos che tende all'equilibrio, passando per fasi alterne di avanzamento e contrazione paragonabili ai battiti del cuore, e che questo schema si ripercuote nel macrocosmo come nel microcosmo, non ci sarà difficile assumere a modello della ricerca - aiutati dal supporto del computer - le fasi alterne (i cicli) che governano qualsiasi fenomeno di carattere naturale o sociale, prevedendone gli sbocchi sia a breve che a lungo termine.
Un tale metodo è seguito da tempo dai cultori della demodossalogia che sostengono, oltre alla basilare importanza del tempo-spazio e dell'interdisciplinarietà delle scienze, l'accostamento di ogni fatto collettivo umano a regole mutuate dalla fisica e dalla biologia, affermando - in sostanza - che alla base dell'universo e del mondo animale, vegetale e minerale vi sono delle leggi fondamentali comuni per cui il comportamento sociale altro non è che un aspetto obbligato di regole generali ed universali ove l'influenza della ragione umana decide sulle alternative (i cicli) che regolano la contrapposizione delle forze ma non sul risultato finale. [...]
Storia, fisica, astronomia, biologia, sociologia, ecc. vanno abbattendo gli steccati della separazione alla ricerca di una formula accomunante basata su una teoria filosofica in grado di riassumere in se tutti i principi dell'universo. [...]
(da Le costanti nei fenomeni biologici collettivi: problematiche per una teoria unificante delle scienze, in atti LXII Riunione della Sips, Viterbo 1993)
[...] il non conosciuto lo stiamo già vivendo in quanto il nostro quotidiano altro non è che la sensazione ingannevole di un presente complesso e contraddittorio, a cavallo di un passato e di un futuro, quindi non conosciuto, ma - secondo i demodossaloghi - pur sempre nella fascia del cono rovesciato generato dal punto di origine "a".
Un cono rovesciato contenente la memoria di tutti gli avvenimenti succedutesi nel tempo, attraverso la dilatazione nello spazio; "memoria" che condiziona (in quanto inestricabilmente biologica e culturale) gli eventi ed i comportamenti sociali e quindi le interpretazioni dei fatti, le sensazioni e le aspettative. Una memoria inconscia e collettiva, che si protende verso il futuro, verso nuovi percorsi in un continuum inscindibile di spazio-tempo [...]
(da "Il Tempo dall'età medioevale all'età contemporanea: interpretazioni demodossalogiche" in Il Tempo nel Medioevo, rappresentazioni storiche e concezioni filosofiche, atti convegno del 26-28 novembre 1998)
Il geometrico riportato raffigura, secondo le concezioni esoteriche proprie della Massoneria, le forze plasmatrici sferiche del cosmo in rapporto alla terra e all'uomo. Un processo collegato all'irradiazione del sole, alla metamorfosi dell'ossigeno e dell'idrogeno ed alla rotazione della terra. Il disegno è tratto dal libro di Guenther Wachsmuth Le forze plasmatrici esoteriche, nel cosmo, nella terra, nell'uomo, editrice Atanòr Roma (la casa editrice del Grande Oriente d'Italia), prima edizione nel 1924, seconda edizione nel 1926. Un libro oggi introvabile ed un autore che ebbe un grandioso successo per aver divulgato i principi informatori che divennero, poi, con qualche aggiustamento, le argomentazioni più consone tra i vertici massonici.Per un inquadramento generale sull'elaborazione demodossalogica rimandiamo agli atti del seminario Leggere la qualità delle comunicazioni, con gli interventi di: Mario Patrono "Aspetti del manifestarsi dell'opinione pubblica nel campo del diritto", Guglielmo Lucentini "Cicli produttivi e sistema di gestione per la qualità, certificazione di sistema e prodotto", Ugo Ferrero "Emotional Assets, brevi note sul cervello emotivo", Maurizio Bartolucci "Ambiente urbano e opinione pubblica", Godwin Chukwu "Africa ed opinione pubblica", Enrico Castelli "Miti, propaganda ed informazione in cento anni di produzione iconografica coloniale italiana", Roberto Canali "Informazione, propaganda, pubblicità, condizionamenti dichiarati e non", Antonella Liberati "Natura dei messaggi fra esseri viventi", Francesco Bergamo "Leggere i messaggi destinati all'opinione pubblica" e Giulio D'Orazio "Introduzione alla demodossalogia applicata". Per informazioni: sidd-a@libero.it (Antonella Liberati)
Nella prossima puntata inizieremo a dare uno sguardo alla inde (indagine demodossalogica).




E' impossibile sintetizzare in poche pagine gli ammaestramenti di Toddi e del suo pensiero, forse ancora non l'abbiamo compresi noi stessi. Riportiamo da Il benessere integrale edito da De Carlo, Roma 1946, degli spunti utili ai demodossaloghi per accostarsi ad una visione filosofica diversa.
La vita è attività di scambio con l'ambiente: lo è nell'ameba, animaletto unicellulare [...] Man mano che saliamo nella scala zoologica, gli organismi diventano più complessi [...]
Oggettive misurazioni
Il grafico è la forma moderna e sintetica di cui si serve la scienza per esporre in forma metrica evidente l'andamento di un fenomeno: ed un grafico si ottiene automaticamente quando una punta scrivente su una superficie mobile [Ndr: elettrocardiogramma, sismogramma, ecc.] sia disposta in modo da avere i suoi movimenti connessi e proporzionali con le variazioni dei fenomeni da registrare [...] La nostra mano, scrivendo, traccia un grafico il quale non esprime soltanto ciò che le parole scritte significano linguisticamente: esso è influenzato dalla personalità dello scrivente [...] Per diventare alfabetica la scrittura geroglifica originaria ha subito una lunga evoluzione [...] Soltanto nell'alfabeto di Grecia e di Roma le lettere assumono prevalentemente una forma tale che, costruite in materia solida [Ndr: si pensi alle monumentali costruzioni], potrebbero reggersi in piedi [...] Non solo ma la gran maggioranza di esse risponde ad una norma di simmetria:
Armonia universale
Passiamo, ora, a sintetizzare e commentare qualche pagina di un altro libro: Geometria della realtà ed inesistenza della morte, De Carlo editore, Roma 1947:
L'attivismo di Daniele Capezzone 