dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

30 marzo 2007

Segnalazioni # Ritornare ad Auguste Comte

Di Michele Marotta, emerito di sociologia alla Sapienza, riportiamo uno stralcio dell'intervento svolto al convegno "Un percorso per i laureati in sociologia", organizzato dall'Associazione nazionale sociologi e dalla Cooperativa sociale Maggio 82:
In una fondamentale opera giovanile di Emile Durkheim, intitolata Le regole del metodo sociologico, lo studioso, da inserire tra i padri della sociologia contemporanea, poneva a base del lavoro del sociologo, come regola prima, quella di considerare i fatti sociali come delle cose; ciò significava, e significa, l'adozione per quanto possibile, nell'approfondimento dei comportamenti sociali di metodi analoghi a quelli in uso per le scienze fisiche e naturali, evitando di avanzare illazioni al di là di ciò che cadesse nei limiti delle osservazioni o dell'esperimento. L'idea durkheimiana si innestava nella tradizione del suo fondatore Auguste Comte [...]
Del resto Baruch Spinoza, nella sua famosa opera Ethica ordine geometrico demostrata, inserendo il concetto di ordo geometrico asseriva la priorità da dare alle procedure geometrico-matematiche per garantire una presa di conoscenza obiettiva dei fatti sociali nonché di quelli morali [...]
Mi sia concesso di ricordare come il ben noto Popper abbia posto in evidenza come la spiegazione di un problema "P", anche se possibile, non fa altro che produrre una serie di altri problemi che, a loro volta, avrebbero bisogno di una esplicazione

Argomenti che la Sidd porta avanti da vent'anni con scritti apparsi, in passato, anche sul Notiziario dell'Ans e negli atti dell'associazione. Del resto il prof. Marotta ha partecipato come relatore sin dalla prima riunione della Sidd (Sala dei Papi, Convento della Minerva, 4 dicembre 1995) e agli altri successivi convegni, portando il suo prezioso e amichevole apporto nel confronto tra opinioni.

29 marzo 2007

Segnalazioni # L'Informatore di marzo

Dall'agenzia stampa Informatore Economico-Sociale n.2, anno 45, del 25 marzo, segnaliamo:
  • intervista in tema di opinione pubblica allo scrittore, giornalista e conduttore televisivo russo Viktor Erofeev, nato nel 1945;
  • go home public opinion, come leggere la manifestazione di Vicenza al di là delle solite cifre: una montatura depistante;
  • Mastrogiacomo, una realtà necessaria tra montature e putiferio politico-giornalistico che dà ragione a Evans, ex direttore del Times: il giornalista quando è competitivo supera i servizi di intelligence;
  • Auschwitz: dagli archivi si accende una speranza per conoscere la sorte di Ida Serafino e Giovanna Faè, scomparse nel 1944.
L'agenzia IES, diretta da Francesco Bergamo, è il notiziario dei demodossaloghi della Sidd.

28 marzo 2007

Effemeridi # Affari loro

Che una graziosa valletta la dia al potente di turno per poter emergere fra le tante concorrenti o che l'anziana diva del palcoscenico, memore dei focosi ardori giovanili, ricerchi attimi di passate voluttà tra le braccia di un giovane desideroso di mettersi in mostra, sono affari loro che all'opinione pubblica non dovrebbero interessare. A meno che, per pubblicità o vanità, non ci sia il loro consenso.

La stessa cosa dovrebbe valere per l'industriale o vieppiù per l'artista che, si sa, per sua natura, è uno sregolato; ma non per il politico.

Il politico è - o dovrebbe essere - il rappresentante del popolo elettore, che lo sceglie fra tanti altri concorrenti. Dovendo scegliere, sceglie il migliore. Per intelligenza, onestà, senso dello stato, predisposizione verso la categoria da cui proviene l'elettore e altre valutazioni. Per un cittadino che volesse fosse approvata la proposta denominata "dico", vedere che il suo rappresentante va con un travestito non dovrebbe mutare la fiducia nel parlamentare. La stessa cosa dovrebbe avvenire se un elettore cattolico di destra o sinistra vedesse il suo rappresentante in intimità con una persona dello stesso sesso. Sono questioni che implicano la sfera personale ed intima. Ma il politico e il grand commis sono scelti in base a varie considerazioni, compresa quella etica, proprio perché come "rappresentanza" devono essere i migliori. E, quindi, tutto si deve sapere: come si comportano in famiglia, se hanno accumulato beni all'estero, chi frequentano, ecc., in quanto a loro sono affidate le nostre speranze e il denaro raccolto dal fisco.

Avere cariche pubbliche comporta onori e benefici, che la collettività non ha, ma anche qualche regola da osservare. Al primo posto la trasparenza!

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27 marzo 2007

Inde # Dossa, dosso o doxa?

Per indicare lo studio dell'opinione pubblica molti luminari della Scienza delle Comunicazioni, non conoscendo la demodossalogia (con la a), usano il termine demodossologia (con la o) che, invece, ha tutto un altro significato.

Dossologia, dal greco antico doxa (gloria) e logos (discorso), è usato in liturgia negli inni sacri e attiene alla glorificazione come nel "Gloria in excelsis Deo" e "Gloria Patri". Fu introdotto verso il 350 dalla Chiesa di Antiochia come ultima strofa rivolta alla Trinità.

Demodossalogia, per indicare lo studio dell'opinione pubblica, risale agli anni Trenta e fu ufficialmente accettato al termine di un convegno nazionale di due giorni che vide la presenza di vari rettori e docenti universitari (vedasi il capitolo 1 del corso di demodossalogia).

La radice doxa che in liturgia è accettata come "gloria", per i greci ed i romani significava "verità" e si riferiva alle opinioni; essendo la demodossalogia sorta nel periodo fascista, doxa fu italianizzato in dossa (come tutti gli altri vocaboli stranieri). Superato ormai il periodo delle italianizzazioni ed entrati nella globalizzazione tanto varrebbe - per eliminare le incertezze linguistiche - passare alla demodoxalogia, così come era nei prima anni di insegnamento all'università internazionale Pro Deo, ora Luiss (vedasi la puntata 5 del citato corso).

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26 marzo 2007

Effemeridi # Sircana a pretesto

Articoli, interviste, dibattiti, rivelazioni, smentite, controsmentite, ecc. ecc.: più l'informazione si allarga e maggiormente aumenta la confusione; il cittadino rimane disorientato e senza indicazioni probabili per formarsi un'opinione, il più possibile aderente all'essenzialità dei fatti.

E' la società dell'informazione: se nell'800 e primo '900 si sapeva poco perché le notizie erano scarse, oggi se ne sa di meno e male perché abbondano le versioni più diverse e dispersive.

Dalla liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo al caso del portavoce di palazzo Chigi, Sircana, dalla vicenda del rampollo della Fiat, Elkann, a quella dell'ex portavoce di Fini, affiorano dubbi:
  • Gli Usa avevano o non avevano dato il beneplacito per la liberazione dei cinque prigionieri talebani? Ai rapitori era stato offerto o no un milione di dollari? I servizi segreti italiano ed americano erano o no all'oscuro della trattativa?
  • L'editrice Rcs aveva o non aveva autorizzato l'acquisto delle foto per centomila euro? Come mai un giornale ha pagato una cifra così alta sapendo che non avrebbe pubblicato le foto? Perché le foto cedute in esclusiva al settimanale Oggi sono state vendute anche ad altri giornali? Come mai l'Autorità per la privacy ha immediatamente bloccato la pubblicazione nel caso di Silvio Sircana e non lo ha fatto per Salvatore Sottile, ex portavoce di Gianfranco Fini e in altri casi di politici, limitandosi - a posteriori - a segnalare il caso?
  • Intorno al malore di Lapo Elkann c'era o no una congiura di paparazzi, ricatti, precedenti vendite di foto, intercettazioni e così via?
Nel nostro corso di demodossalogia abbiamo più volte evidenziato l'intreccio perverso tra stampa e poteri (politici, economici, ideologici) suggerendo il metodo di interpretazione denominato "inde": guardare al come e quando per capire il perché, invertire ipoteticamente i ruoli, cercare nel passato e in altri luoghi avvenimenti similari da confrontare con gli attuali.

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23 marzo 2007

Segnalazioni # Rappresentazioni del rischio

Nella rivista quadrimestrale Sociologia anno XI n.2 del 2006, edita dall'Istituto Luigi Sturzo, segnaliamo l'articolo di Lorenzo Migliorati sulle "Rappresentazioni sociali del rischio. Frammenti di un'ipotesi":
[...] Nelle pagine precedenti ho cercato di mettere in luce alcuni nodi problematici che il concetto di rischio nasconde sotto l'apparente linearità che le troppe sedimentazioni culturali e le interpretazioni troppo razionalistiche o troppo moralistiche ne hanno proposto.
Vi sono fenomeni troppo paradossali e ambivalenti perché possano essere tirati per la giacchetta e utilizzati a giustificazione di interpretazioni del reale che, alla prova del ragionamento, risultano irrimediabilmente parziali. Il rischio è uno di questi: non appena si cerca di leggere la trama dei fenomeni muovendosi nel rassicurante fascio di luce che una possibile costruzione logica ha consentito, quella stessa luce nasconde un cono d'ombra inesplorato che dischiude addentellati semantici ed analitici enormi [...]
Quasi sicuramente l'osservazione dei fenomeni reali non potrà mostrare questi caratteri nella maniera cristallina che caratterizza il ragionamento a priori ma, certamente, può fornire indicazioni utili allo studio dei contesti e agli indicatori che in essi cerchiamo [...] Queste pagine certamente non esauriscono nessun problema e non rispondono a nessuna delle domande che ci siamo posti. In esse ho soltanto spillato le carte e ora le trovo tutte sparse sul tavolo in piccoli mazzi che spero aver offerto al lettore in maniera quanto più possibile ordinata.
La vera ricerca comincia da qui.


22 marzo 2007

Segnalazioni # Società del rischio

Dall'intervento di Michele Marotta, atti della Prima giornata nazionale dei laboratori di sociologia, ed. Cooperativa sociale Maggio 82:
[...] La previsione dei fatti sociali non ci dà indicazione sugli eventi singolari se non attraverso enumerazioni per grandi cifre quelle appunto che ci offrono le rilevazioni statistiche. Discettando di società del rischio [...] ne scaturisce che il rischio di un disastro aereo è inferiore a quello che corre chi va in motorino per le vie di Roma [...] Il trasporto terrestre è visto come meno rischioso di quello navale che, a sua volta, richiede un esborso minore rispetto ai trasporti aerei.
Dal punto di vista, però, delle conoscenze storiografiche non pare che i rischi si siano accresciuti dalla preistoria ai tempi storici. Il discorso vale non solo per i problemi connessi gli eventi naturali ma anche per quelli concernenti le attività umane. Quando i re assiri [...] assediavano una città, ove si fossero arresi lasciavano tutti in vita; nel caso contrario decapitavano tutti gli abitanti, salvo quelli utili come schiavi. Perire per un colpo di spada non era meno doloroso che perire colpito da un ordigno nucleare o, più semplicemente, con un missile lanciato in Iraq o Afghanistan, o per l'esplosione di un veicolo a ciò preparato, o per l'autosacrificio di un hezbollah. Però, tutto sommato, in proporzione alla massa e alla densità della popolazione, le perdite per ragioni belliche erano assai maggiori nella preistoria, nel mondo antico, medioevale che nel moderno. Un altro dato che potrebbe delinearsi significativo di una minore rischiosità è quello della speranza di vita alla nascita che, al presente, è di circa 82 anni per il gentil sesso e di poco meno 80 per il genere così detto forte [...]
In sintesi, siamo sì in una società del rischio, ma, per quanto attiene alle vicende belliche o alle epidemie et similia, in una condizione notevolmente migliore di quella di un centinaio di anni fa. Se poi si va ai rischi più strettamente attinenti alla vita sociale, anche qui i miglioramenti sono del tutto evidenti [...] Venendo poi alla corruzione della cosa pubblica anche qui si ha un deciso miglioramento. In altri tempi non sarebbero state possibili le vicende di mani pulite [...] la corruzione dei governatori di Roma nelle varie province era un fatto noto e, ove gli abitanti delle province avessero fatto ricorso al potere centrale di Roma, come nelle accuse dei Sardi [...] l'argomento difensivo era che la parola di un discendente da aristocratici dell'Urbe valeva più delle accuse dei Sardi pelliti.


21 marzo 2007

Effemeridi # Parlamento bloccato

I lavori parlamentari dei prossimi mesi saranno solo di facciata: rappresentazioni teatrali dei parlamentari in vista delle elezioni amministrative di fine maggio.

Il cavaliere Silvio Berlusconi ha già annunciato che farà un giro elettorale per l'Italia alla conquista di quel 57% che i suoi sondaggisti danno al polo del centrodestra. Con tale clima preelettorale è assai difficile che, nonostante gli appelli del capo dello stato Giorgio Napolitano, i due poli possano trovare intese ed accordi su i vari temi in discussione, primo fra tutti la riforma elettorale. Ogni atto politico sarà finalizzato a portare la maggioranza dell'opinione pubblica verso il proprio partito.

Il fatto è che dopo le elezioni amministrative del maggio-giugno 2007 nell'anno successivo ci saranno le ancora più impegnative elezioni per il parlamento europeo che i due poli non vorranno perdere. E così, di voto in voto, i problemi del Paese verranno rinviati a data da destinarsi poiché il consenso elettorale viene prima di tutto.

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20 marzo 2007

Segnalazioni # Ricadute sulla società

  • I diktat dei mercati finanziari dominati dalla finanza statunitense sono prioritari e responsabili dello smantellamento europeo dello stato sociale. I capitalisti lo sanno bene e si regolano di conseguenza. L'attuale presidente dell'Unione Europea ha confermato che l'obiettivo principale dell'UE è la formazione di un mercato unico transatlantico con gli Stati Uniti. Intanto un esposto dell'associazione dei consumatori segnala la truffa allo Stato italiano congegnata dalla banca d'affari Usa con i titoli del debito pubblico italiano, quella stessa banca super lobby con Goldman Sachs, Prodi, Draghi, Monti, Tononi e Costamagna (finanziatore della campagna elettorale di Prodi).
    (da "Italia. Ragioni dell'in/dipendenza", gennaio-febbraio 2007,
    Rivista Indipendenza)
  • Esiste un deprecabile comportamento ricorrente nella storia che assume i contorni di una vera e propria sindrome collettiva. Consiste nell'occupare un ruolo nella società traendone poteri, onori e benefici senza andare a soddisfare le esigenze per le quali quello stesso ruolo è stato istituito.
    (da La sindrome del prete, Laboratorio Eudemonia)


19 marzo 2007

Effemeridi # Incoerenza

Più volte, riprendendo un concetto di Max Nordau secondo cui nell'uomo c'è un contrasto tra il modo di pensare e il modo di agire (Le menzogne convenzionali della nostra civiltà, editrice Curcio, Milano, 1950), abbiamo evidenziato l'irrazionalità del comportamento umano che ipocritamente si comporta in modo difforme da quanto proclama. Su Omnibus (La7) di venerdì scorso è emerso che:
  • un assessore regionale noto per la sua campagna politica contro i transessuali fu colto in fragranza con uno di questi, come ampiamente documentato dai giornali locali;
  • un parlamentare attivo nel perorare una dura legge contro la droga se la faceva consegnare al ministero, essendo un usuale consumatore di cocaina.
Due concreti esempi tra i tanti a suffragio delle tesi di Nordau.

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16 marzo 2007

Incontri # Tendenze della moda

Gli scienziati sociali hanno sempre studiato la moda in relazione alla stratificazione sociale e, nella seconda metà del XX secolo, in funzione degli stili di vita e della identità dei gruppi. Negli ultimi anni una serie di accessori, la qualità dei tessuti, un design innovativo, accanto alla globalizzazione dei prodotti di massa rivolti a vari gruppi sociali ha fatto ritornare le tematiche su nuove forme di stratificazione date da combinazioni che si rapportano alla moda in modi specifici.

Venerdì 11 maggio 2007 il Centro per lo studio della moda e della produzione culturale ha organizzato all'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano un convegno internazionale sul tema Moda e stratificazione sociale. Dopo l'introduzione di Laura Bovone del Centro Modacult del Sacro Cuore i lavori seguiranno con interventi programmati sui quattro temi che saranno presentati da esperti internazionali: Changing fashion, changing theory: an overview, Elisabeth Wilson (University of the Arts London); Culture and inequalities. Changing perspectives on the social differentiation of cultural practices in contemporary societies, Philippe Coulangeon (Institut d'Etudes Politiques de Paris); Made in Italy in China: producing and consuming the commodity aesthetics, Sylvia Yanagisako (Stanford University California); Technology, dress and the body, Gabriele Mentges (Universitat Dortmund). Nel pomeriggio si svolgeranno le seguenti sessioni di studio: Cool, Nuovo lusso, Fast fashion e Moda etica.

Quanti intendano partecipare con un proprio contributo dovranno inviare entro il 5 aprile un abstract in italiano e inglese di non più di 500 parole. Entro il 12 aprile il comitato scientifico darà comunicazione dei lavori accettati. Per informazioni: gabriella.salvini@unicatt.it oppure ambrogia.cereda@unicatt.it (call for papers).

15 marzo 2007

Effemeridi # Evoluzione della famiglia

Una volta la famiglia era individuata dalla presenza di nonni, zii, cugini, fratelli e sorelle; tanto che il codice civile prevedeva precise norme in fatto di eredità (collaterali, discendenti, ascendenti). Oggi con le unioni di fatto (convivenze), con coppie formate da persone dello stesso sesso, con l'affidamento dei figli ad un solo genitore, ha ancora un significato semantico e giuridico la famiglia?
Il concetto di famiglia presupponeva un'unione tra individui fondata sui legami di sangue, vincolo reciproco di matrimonio o di parentela o di affinità - recita il Devoto nel suo dizionario - oltre al generico appellativo di famiglia in presenza di clan artistici o ideologici.
Quale tipo di famiglia avremo fra venti o trent'anni? Come saranno regolati i rapporti tra i membri di questi nuclei con il resto della società?
Ogni rapporto sociale evolve in funzione del periodo storico in cui si colloca: è una conseguenza della civiltà ed il riflesso di un'era. Mentre in passato l'evoluzione è stata lenta e ha dato tempo all'umanità di adeguarsi a nuove tecnologie, ideologie e costumi, ora partecipiamo ad uno sviluppo sempre più veloce e globalizzato che supera la capacità di risposta al vulnus giuridico e sociale.
[...] Quindi avremo una società vieppiù edonistica, dove le leggi, i valori religiosi e sociali, e di conseguenza i rapporti tra "persone momentaneamente unite tra loro", saranno espressione del singolo essere monade in un mondo di monadi conviventi nello stesso spazio e tempo.
(da I sociologi e la famiglia, 2006, Coop. sociale Maggio 82, p.65)

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14 marzo 2007

Segnalazioni # Complici della mafia

In questi giorni è in distribuzione nelle librerie I complici, una documentata inchiesta di Peter Gomez e Lirio Abbate con il sottotitolo "Tutti gli uomini di Provenzano da Corleone al Parlamento".

Dalla lettura si evince che l'ex capo della mafia il settantatreenne Provenzano ha per 42 anni goduto della protezione e dell'amicizia di noti politici: solo quando è rimasto isolato hanno deciso di farlo catturare in quanto ormai non più utile al sistema. Grazie alla rete messa in piedi da Provenzano oggi la mafia ha aziende che concorrono ad appalti pubblici e in particolare nel settore sanitario, relazioni d'affari con esponenti politici di tutti i partiti e può contare su aggregati laureati e insospettabili professionisti. I rappresentanti eletti in Parlamento sono dieci, ma numerosi i parlamentari che vanno a pranzo con mafiosi e che hanno relazioni stabili di affari.

C'è da aggiungere che tali parlamentari non sono stati scelti dagli elettori in quanto nelle ultime elezioni politiche si è votato solo per il simbolo e non per i candidati. Tali "onorevoli" sono stati scelti e messi in lista dalle oligarchie partitiche che non potevano non sapere. Quindi, tutti consapevoli e corrotti?

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13 marzo 2007

Effemeridi # Non credere

"Non credere alle fonti ufficiali dell'informazione" ha affermato il giornalista di sinistra Giulietto Chiesa nel corso della trasmissione mattutina di sabato scorso su La7.

E' quello che ha sempre sostenuto la demodossalogia: comparare criticamente le varie informazioni in possesso, rovesciando i ragionamenti e collocandoli ipoteticamente in altri tempi e luoghi per verificarne la consistenza con l'attualità.

Ormai è ammesso da tutti: quello che ci raccontano i mass media non corrisponde alla realtà ma agli interessi di parte dei proprietari degli strumenti dell'informazione. Le notizie sono o alterate o distorte o minimizzate o taciute, mai collocate nel giusto alveo dell'ambiente nel quale si sono svolti i fatti raccontati, specie se coinvolgono interessi economici, politici o militari.

Una manciata di esempi:
  • il ritiro dei centomila soldati russi che avevano occupato l'Afghanistan avvenne perché si erano accorti che non potevano controllare il territorio, considerato un pantano, e dopo il pagamento di una tangente/pedaggio ed un lungo negoziato svolto anche con l'intermediazione di altri paesi musulmani;
  • oggi in Afghanistan vi sono 7500 americani, duemila inglesi, altrettanti italiani, mille francesi, cinquecento spagnoli e pochi altri rappresentanti di vari paesi. Possono riuscire ventimila soldati, inviati non per operazioni belliche ma in missione di pacificazione del territorio, dove hanno fallito centomila combattenti?
  • i feroci talebani che combattono l'occidente e terrorizzano l'Iraq, l'Afghanistan ed altri paesi sono armati ed appoggiati dall'esercito della madre patria: il Pakistan, cioè da un paese alleato ed amico dell'occidente. Non è un controsenso essere alleati dei talebani quando sono nella loro patria di origine (il Pakistan) e combatterli negli altri paesi?

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12 marzo 2007

Effemeridi # Parlamentari sfiduciati

Come possono gli italiani aver fiducia nei loro rappresentanti in Parlamento quando apprendono che:
  • la pensione e l'assistenza malattia dei parlamentari prevede l'estensione ai conviventi (sia omosessuali sia eterosessuali) di fatto negata ai cittadini ma assegnata come privilegio ai cosiddetti rappresentanti del popolo;
  • fatto salvo qualche segretario proveniente e pagato dai ministeri o dal sindacato quasi tutti i parlamentari hanno nelle loro segreterie personale senza contratto, pensione, assicurazione malattie e tutte le altre forme di tutela che sono fatte obbligo a qualsiasi azienda pubblica o privata, pur ricevendo un contributo pubblico per le spese di segreteria.
Ed hanno poi il coraggio di parlare di pari opportunità, dignità dei lavoratori, diritti, sensibilità sociale e onestà morale ed intellettuale? Tutti d'accordo, zitti zitti ad erigersi in classe privilegiata ed arrogante.

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10 marzo 2007

Segnalazioni # Archivi del Novecento

Archivi del Novecento è un progetto promosso da BAICR, consorzio non profit costituito nel 1991 tra cinque istituti culturali (Enciclopedia italiana, Sturzo, Basso, Società geografica, Gramsci). Gli archivi storici di 58 istituzioni italiane sono online all'indirizzo www.archividelnovecento.it.

09 marzo 2007

Effemeridi # Pizzini politici

Anche nel Parlamento esistono i pizzini: sono quei consigli, suggerimenti, messaggi che i parlamentari si scambiano fra loro o che ricevono da poteri esterni all'aula parlamentare.

Infatti ogni associazione industriale, grande azienda, categoria sindacale, assicurazione o banca ha i suoi parlamentari di riferimento a cui inviare testi di proposte, preparate dai suoi uffici studi, da presentare in Parlamento o emendamenti a proposte in corso d'esame. C'è un primo girone di parlamentari che, essendo in Parlamento grazie all'associazione di appartenenza, presenta le proposte; un secondo girone è invitato a votare tali proposte in virtù dell'appoggio ricevuto prima, durante e dopo la campagna elettorale; infine gli altri parlamentari ricevono argomentati appelli, fascicoli di studi e dotte segnalazioni intese a convincere il rappresentante del popolo della bontà della proposta di legge all'ordine del giorno, in aula o in commissione.

Dato che la maggioranza dei parlamentari si adegua a tali indicazioni, fungendo da cinghia di trasmissione dei poteri cosiddetti forti, tanto varrebbe abolire una delle due camere destinandola a incontro permanente e programmato con le forze industriali, sindacali, artistiche, regionali, associative, ecc. Le richieste di parte emergerebbero alla luce del sole nell'incontro tra le varie forze a confronto (o concertazione) eliminando (o diminuendo) le intese nascoste e spesso anche i finanziamenti non dovuti.

In una parola per dare più trasparenza e potere alla politica, e pari opportunità a tutte le componenti della nazione.

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08 marzo 2007

Incontri # Percorsi

  • Sabato 10 marzo presso l'istituto superiore Majorana di Grottaminarda (Avellino), alle ore 10.30, si svolgerà un dibattito su "Tv pubblica e formazione: dalla tv dei professori alla tv deficiente". Introdurrà il tema Catia Capasso, dirigente scolastico; il sindaco Giovanni Jannelli darà il saluto ai presenti. Interverranno: l'esperto Giampiero Antonioli, il portavoce nazionale dei piccoli comuni Virgilio Caivano, la scrittrice e giornalista Roberta Gisotti. Concluderà il sen. Roberto Napoli, commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Moderatore Pino Tordiglione della Columbus Citizens Foundation Usa.
  • Mercoledì 14 marzo, alle ore 18.00, presso l'Oratorio del Gonfalone a Roma in via del Gonfalone, si discuterà su "Il futuro delle banche italiane". Moderatore Antonio Patuelli vicepresidente dell'Abi. Interventi di Enrico Cisnetto di Società Aperta e Giovanni Magnifico docente di economia monetaria. Presiede Domenico da Empoli della Fondazione Einaudi.


07 marzo 2007

Effemeridi # Disciplina o coscienza?

I parlamentari in carica non sono stati scelti dagli elettori ma dalle segreterie dei partiti che li hanno messi, secondo una certa graduatoria di merito, nella lista votata dai cittadini. Essendo, quindi, scelti dai vertici e non dal popolo devono esser ciechi, muti e sordi, e votare secondo le indicazioni del proprio partito. Anche se non sono d'accordo.

L'alibi dell'identificarsi con gli elettori del collegio elettorale non sussiste, il legame è con la segreteria del partito. Ora, come prima, i candidati che riescono ad essere inseriti nelle liste sono espressione di associazioni, unioni industriali, aziende, banche, circoli cattolici, sindacati, ecc. e, in quanto tali, rispondono ai gruppi che li hanno designati a rappresentarli in seno al partito. Però la mediazione tra i candidati ed i loro supporter è stata svolta dal partito che assume la funzione dell'unico decisore. Il parlamentare, a questo punto, deve fedeltà ed obbedienza alle decisioni di chi lo ha messo in lista: la segreteria del partito.

Come comportarsi di fronte a casi di coscienza? Secondo le oligarchie politiche i rigurgiti di coscienza non devono esistere poiché la coscienza impone di seguire le direttive di chi ha messo in lista il parlamentare. Questo potrebbe andar bene per la prassi che vede l'approvazione di programmi, limiti di spesa, modifiche del welfare e qualsiasi altra decisione attinente ad una normale o straordinaria amministrazione dello Stato, ma in casi di aborto, clonazione, eutanasia - che non sono solo atti politici ma investono la coscienza e la propria religione - che centrano le direttive di partito? Ci sono tematiche sulle quali la fedeltà al partito non regge.

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06 marzo 2007

Effemeridi # Due civiltà

La cultura araba e quella statunitense sono agli antipodi. E' questo il motivo di fondo che fa fallire qualsiasi tentativo di accordo o rompere le alleanze.

Gli statunitensi sono pragmatici, se pensano una cosa devono raggiungere lo scopo in poco tempo e con il massimo profitto. Ecco quindi prima l'offerta di alleanze e ripartizioni, poi di bustarelle ed infine di pressioni economiche o militari.

Gli arabi non occidentali sono, per antica tradizione, portati ad una negoziazione lunga ed estenuante che non rifiuta la bustarella o la ripartizione, ma deve essere frutto di una trattativa che si protrae nel tempo. Al contrario degli Usa che vogliono tutto e subito.

Sono due modi di concertazione o negoziazione inconciliabili che approfondiscono il solco fra le due civiltà.

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05 marzo 2007

Effemeridi # Alibi

Con il governo di Silvio Berlusconi si era soliti dare la colpa alle conseguenze dell'11 settembre se qualcosa non andava nei programmi del governo o nell'economia nazionale.

Con il governo di Romano Prodi le colpe si imputano alla pessima legge elettorale che non consente di governare.

L'umanità, sia se presa singolarmente che collettivamente, scarica sempre la colpa sugli altri. C'è sempre un nemico fuori di noi che è l'artefice delle nostre disgrazie.

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02 marzo 2007

Effemeridi # Opinioni fuorvianti

Non è detto che l'opinione pubblica abbia sempre ragione, anzi molto spesso le ragioni che invoca sono quelle che le sono state suggerite da altri, per loro evidenti interessi. Ma, tant'è, una volta che un'opinione ha preso piede è difficile riportarla sui giusti binari. La ripetizione dell'astrusità diventa verità e legge.

Autorevoli scienziati e i mass media ci hanno abbondantemente informato che con lo scioglimento dei ghiacciai, in conseguenza dell'effetto serra, il livello dei mari salirà di vari metri. In Italia sarebbero a rischio Venezia ed alcune cittadine sulle coste romagnole e laziali.

Paolo Sottocorona, meteorologo di La7, ha dimostrato con un semplice esperimento che tali voci sono infondate: del ghiaccio, messo in una bacinella d'acqua, si è sciolto senza far aumentare il livello dell'acqua.

Tutti ripetono un'opinione catastrofista ma nessuno ha pensato di verificarla in laboratorio. E' quello che abbiamo sempre sostenuto, nel corso di demodossalogia svolto su questo sito e nei venticinque anni di seminari trascorsi: non credere alle apparenze, capovolgere e verificare ogni informazione che ci viene propinata, anche se da illustri scienziati.

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01 marzo 2007

Effemeridi # Speranze deluse

Durante i cinque anni del governo Berlusconi e nel corso della campagna elettorale che ha portato Romano Prodi al governo, sia la sinistra sia qualche centrista erano soliti partecipare a marce per la pace, invocare il ritiro dall'Iraq, chiedere la riforma del welfare, e così via. In sostanza hanno alimentato per anni un'opinione pubblica facendole credere che, una volta al governo, le cose sarebbero cambiate.

Dopo nove mesi di governo Prodi abbiamo visto le stesse manifestazioni, con gli stessi slogan, di quando c'era il governo Berlusconi. E, in testa ai manifestanti, anche le stesse persone che, però, ora sono sostenitori del governo, qualcuno addirittura con incarichi ministeriali.

Creare un'opinione pubblica, alimentare le speranze, lasciar credere che le cose sarebbero cambiate e poi - salvo un discorso di facciata - imputare alla situazione politica internazionale la difficoltà di poter essere dei veri pacifisti; con il ritiro dei nostri militari dall'Afghanistan e una consistente riduzione del bilancio del ministero della difesa che, invece, è aumentato alla faccia del pacifismo del centrosinistra.

Promettere e non mantenere alla fine costerà molto caro. Il malessere dei voti contrari al Senato non è che l'avvisaglia di un certa opinione pubblica di sinistra indispettita dalla realizzazione di quanto per anni alimentato come possibile e non raggiunto.

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