dEMODOSSALOGIA E oPINIONE pUBBLICA

30 giugno 2007

Eventi # Storia, natura e cultura

L'intreccio tra storia, natura e cultura è stato, ed è tuttora, un architrave della demodoxalogia.

Ricordiamo gli interventi di Carlo Curcio e Nando Mazzei, fin dalla metà dello scorso secolo, e quelli svolti dal 1991 in poi in seno alla Sips (elencati nella nostra bibliografia), proprio con specifici richiami sin dai titoli alla natura e alla cultura. Oltre ai vari scritti ed interventi di Antonella Liberati, l'ultimo citato in un recente post.

E' quindi con piacere che segnaliamo l'iniziativa del Teatro del Dharma che, domani 1 luglio presso l'acquedotto romano Anio Vetus, situato nel comune di San Gregorio da Sassola (Roma), coniugherà arte, gastronomia, archeologia e partecipazione del pubblico con uno spettacolo itinerante nella campagna romana per risvegliare antiche reminiscenze.
locandina evento
Appuntamento presso la Valle della Mola di San Gregorio da Sassola a partire dalle ore 15.00 e fino all'offerta enogastronomica serale di prodotti tipici. Teatro, danza, musica, poesia, visite guidate, narrazioni, in una rappresentazione più unica che rara denominata "Frammenti dell'Etimo Ritrovato tra storia, natura e cultura". Ingresso libero. Per informazioni: Nicola Genga (ufficio stampa) tel. 3498441901.

29 giugno 2007

Effemeridi # Le caste sociali in Italia

Viviamo in un sistema di caste? Temo di sì e mi spiego.

Nel 1974 esce il Saggio sulle classi sociali di Paolo Sylos Labini: un contributo alla conoscenza della società italiana del Novecento pubblicato in un momento di profonda crisi del Paese. Dopo trent'anni, mutatis mutandis, ci arrovelliamo sugli stessi problemi strutturali (torna il tema demodoxalogico della spirale della storia): Mezzogiorno, oligarchie, burocrazia, clientele, corruzione minano ancora oggi le fondamenta del sistema Italia. E torna il rischio di un conflitto civile poiché una discutibile distribuzione della ricchezza produce ancora differenti cittadinanze. All'epoca Sylos Labini individua tre grandi gruppi di classi sociali distinguendo le modalità del loro reddito: borghesia (redditieri, professionisti, imprenditori), piccola borghesia (impiegati, commercianti, agricoltori, militari, religiosi), classe operaia e sottoproletariato. Siamo più nella tradizione di Karl Marx, che guarda solo al rapporto con i mezzi di produzione, piuttosto che di Max Weber, che propone un concetto multidimensionale di classe sociale basato sulla ricchezza, il prestigio e il potere.

foto di ian berry- Le corse di Ascot, foto di Ian Berry (1975)

Quello della stratificazione sarebbe un aspetto comune a tutte le società umane, anche se qualcuno sostiene possano esistere comunità egualitarie: così nel corso della storia, tra l'altro, l'umanità ha conosciuto la schiavitù (nelle civiltà antiche e poi in America), i ceti (nobiltà, clero, terzo stato in Europa), le caste (in India). Si tratta di raggruppamenti di fatto e di diritto dove la mobilità sociale è quasi nulla. Le classi sociali moderne, invece, in quanto raggruppamenti de facto ma non de iure, dovrebbero garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini indipendentemente dalla loro appartenenza sociale.

Guardando oggi alla situazione italiana, dunque, bisognerebbe parlare di caste piuttosto che di classi sociali. E l'uso del concetto di "casta" non sarebbe improprio come in altri tempi e contesti.

Lo hanno utilizzato recentemente anche Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella pubblicando La casta, una documentata inchiesta sui misfatti della nostra classe politica. Solo per il marketing della Rizzoli che attribuisce (sic) l'intoccabilità dei paria ai nostri "insaziabili bramini" ricorderò che le tradizionali caste indù sono quattro: bramini (sacerdoti), ksatriya (aristocratici e militari), vaisya (agricoltori e imprenditori), sudra (servitori e operai). All'esterno di questo sistema stanno i paria, i fuoricasta (addetti ai lavori considerati impuri): sono loro gli "intoccabili". Naturalmente nell'India moderna le discriminazioni legate alle caste sono illegali, ma la stratificazione non è scomparsa e si è articolata in innumerevoli nuove caste e sottocaste.

Possiamo dunque parlare di caste anche in Italia. Quella politica infatti è la più importante ma non l'unica: è quella che regola ex lege l'intero sistema e spartisce ricchezza e privilegi inverecondi tra poteri che l'ordine democratico vorrebbe separati. Così che gli interessi di politici, magistrati e giornalisti risultano scandalosamente intrecciati: sono loro la "casta dirigente" di borghesissima origine, figlia del familismo amorale studiato da Edward C. Banfield, che infesta anche imprenditoria e finanza. Poi ci sarebbero le caste intermedie, quelle delle altre corporazioni, dai notai fino ai tassisti... Qui il discorso si farebbe lungo e non esaurirebbe l'analisi del sistema delle caste che in Italia è tanto articolato quanto pernicioso: lo dimostrano le recenti tentate "liberalizzazioni" del ministro Bersani. Concludiamo allora con i fuoricasta, precari e sottoprecari le cui inumane condizioni di vita e di lavoro sono allo stesso tempo voraci germi del conflitto e impalpabile strumento di controllo.

Lo scrivevo qualche anno fa in forma di blog:
Sono insopportabili i danni provocati dai terribili eventi prodotti dalla disperazione dei più contro l'incapacità dei pochi. Quei pochi arroccati a difendere inutili privilegi, giacché sotto le mentite spoglie di una democrazia formale (e irrealizzata) si consumano ignobili delitti contro l'ambiente umano, orribili misfatti a vantaggio delle stesse élite favorite dagli imperi e dalle dittature. Così il mai fluido sistema delle classi sociali si è incancrenito in caste: i confini tra le comunità umane diventano solchi, rughe di un sodalizio spinto al declino dai conflitti d'interesse, trincee sanguinose per conquistare quel che resta di un capitale che non si riproduce più in abbondanza. E la distribuzione della ricchezza è vieppiù furto perpetrato con destrezza dalle lobby affaristiche del teatrino politico. La giustizia è messa all'asta nel libero mercato: gli affari inumani richiedono leggine avverse a qualsiasi etica. Del resto, la dignità è concessa per via dinastica: chi non ha padrini è condannato all'ergastolo della precarietà. Perfino i sentimenti sono un lusso per chi non può permettersi un rifugio per l'intimità e un reddito per il futuro. La mafia del familismo liquida ogni altra speranza: sul ponte sventola bandiera ipocrita la cooptazione... Ma che bel regime democratico!
(www.tvtanic.com)

Zygmunt Bauman sostiene che la nostra è una postmodernità liquida: dissolve vecchie "solidità" come quelle religiose, specialmente con gli strumenti della comunicazione, ma mantiene saldi i rapporti di classe sostenuti dal primato dell'economia. Insomma, la stratificazione sociale resisterebbe perfino al cambio di paradigma e ancora una volta sarebbero le leggi di mercato a regolare le sporche faccende. E allora, mentre la giustizia (per chi se la può permettere) è ormai solo un punto di vista, bisognerebbe chiedersi che ruolo giochino i media - specialmente quelli mainstream - in questa strenua difesa di uno status quo indifendibile... La disinformazione sculetta e adesca in televisione come su internet: credo sarebbe utile un onesto interesse "critico" su questi temi.

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28 giugno 2007

Bacheca # Notizie di giugno

Coloro che sono interessati a partecipare alle riunioni informali dei demodoxaloghi o a maggiori informazioni sulla disciplina possono inviarci nominativo e recapito via mail: faremo conoscere tempestivamente il giorno e luogo delle riunioni.

  • L'Istituto Carlo Cattaneo ha diramato un call for papers sul tema "Stranieri in Italia". I contributi, che appariranno in un volume nel 2008, dovranno pervenire entro il prossimo 15 settembre e non dovranno superare i 65 mila caratteri.
  • Sempre interessanti le "ultime notizie dal mondo" pubblicate online da Indipendenza (1-15 giugno): le strategie geopolitiche per il dominio globale nel XXI secolo, il Libano come base militare Usa, ecc.
  • Sull'Informatore Economico Sociale di giugno: intervista al sociologo Gianfranco Bettin, considerazioni su Sarkozy e i retroscena dell'impero editoriale Lagardere, la pianificazione comunicativa dell'imperatore Traiano.
In questi giorni alcuni inconvenienti tecnici, non dipendenti dalla nostra volontà, hanno causato ritardi nella pubblicazione dei post: ce ne scusiamo con i lettori. Domani un'effemeride sulle caste sociali in Italia.

27 giugno 2007

Effemeridi # Mondo capovolto

Secondo quanto abbiamo appreso dai giornali, i boss della malavita si sono ribellati all'imperversare della delinquenza minuta e alle scarcerazioni facili!

Il recente indulto - approvato dalla quasi totalità dei parlamentari per mettere in libertà oltre ventimila detenuti e consentire a pochi eccellenti di mischiarsi tra il mucchio degli usciti - ha alterato gli equilibri delle cosche mafiose. Gli scarcerati, non potendo tutti inserirsi in politica stante l'affollamento dei candidati, hanno onestamente ripreso l'antico lavoro per soddisfare i naturali bisogni della vita quotidiana; sono quindi aumentati i furti e le richieste di pizzo ai commercianti.

Il risultato è che i tartassati commercianti, gravati dal prelevamento forzoso imposto dal viceministro Vincenzo Visco, dal comune e dalla locale cosca mafiosa, hanno visto aggiungersi anche la quota reclamata dagli scarcerati. A quel punto si sono lamentati con il boss locale che ha sentenziato contro l'indulto e in favore di provvedimenti per il ristabilimento del precedente ordine di equa spartizione.

In conclusione, a difesa dell'ordine e della sicurezza dei cittadini si sono mossi degli abituali incalliti delinquenti. I demodoxaloghi non si meravigliano per questo, seguendo le indicazioni di Max Nordau sanno che nell'uomo è insito il contrasto tra il modo di pensare e il modo di agire, come se si vivessero contemporaneamente due vite: una esterna e l'altra interna in perenne contesa.

Giudicare capovolgendo i termini della questione o interpretare il pensiero nel modo contrario a quello espresso dalle enunciazioni è divenuta un'abitudine normale, che fa parte degli attrezzi da lavoro, come direbbe Paolo De Nardis. Fateci caso, chi è che inveisce di più se per caso trova la porta dell'ascensore bloccata? Il condomino che spesso la lascia aperta. In una discussione, anche televisiva, chi è colui che interrompe l'altro e alza la voce? Chi non ha argomenti logici. Chi minaccia querele a giornali e giornalisti per frasi o fatti che dichiara irriguardosi nei confronti della sua persona? Chi ha più scheletri nell'armadio.

Provate a rovesciare addosso a coloro che aggrediscono o accusano violentemente gli altri le frasi da loro dette, vedrete che, il più delle volte, calzano a pennello. E' un utile modo per distinguere il furbetto del quartierino o il compagno di merenda dall'onesto o il derubato. Così va il mondo, spesso capovolto!

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26 giugno 2007

Effemeridi # Svolta vicina

Secondo il metodo demodoxalogico si può osservare la serie degli accadimenti sociali su un diagramma per capire come sarà il futuro della collettività. Con maggiore frequenza saranno i picchi che si allontanano dalla media, modificandola, e con altrettanta probabilità si avvicinerà un mutamento di tendenza (si vedano i grafici della lezione 34 del nostro corso di demodoxalogia).

Un milione di cittadini è sufficiente per traghettare dall'una o dall'altra parte un Paese spaccato a metà dai risultati elettorali. Mentre Silvio Berlusconi non ha smesso la sua campagna elettorale e ogni giorno attacca la sinistra tenendo il suo popolo sempre sul piede di guerra, i compagni di merenda che sostengono il governo di Romano Prodi si litigano le briciole annunciando in televisione buoni propositi che sanno di non poter rispettare. Il governo è immobile, non avendo una sicura maggioranza in Parlamento non è in grado di far approvare i decreti legge predisposti.

Occorre prenderne atto: la democrazia parlamentare è finita, almeno con questa legislatura e con la stessa seconda repubblica. E' inutile inventarsi nuovi partiti per prendere le distanze dai vecchi e poter rimanere a galla col nuovo che verrà. Con l'avvento del nuovo tutto ciò che galleggia, prima o poi, finirà in mare. Non sono sufficienti cene, minacce e lusinghe per rimanere al potere, il terreno si sta sfaldando intorno ai quattro vecchi che credevano di poter controllare il Paese.

disegno sulla ciclicitàGrandi cambiamenti si avvicinano, lo dice la statistica; rimane da vedere dove ci porteranno. Secondo il grafico qui riprodotto (tratto da Demodossalogia ed opinione pubblica, gli atti di una giornata di studio in ricordo dei maestri della disciplina), la ciclicità delle correnti di pensiero teorizzata da Daniel Bell ruota sempre verso il periodo storico successivo (completiamo così quanto affermato la scorsa settimana a proposito di Toddi, Rizzo e Liberati). Stiamo quindi uscendo (nel senso che la fase è matura e all'apice, motivo per cui l'aspetta una strada in discesa) dall'oligarchia sociale per imboccare la fase del relativismo, cioè della provvisorietà delle idee, delle istituzioni, della vita.

Domani un'effemeride sul mondo capovolto.

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25 giugno 2007

Effemeridi # Fateci sognare

Mai, come in questo periodo storico, il popolo ha la necessità di sognare. Lo ha capito anche quel politico che al telefono con il compagno di merenda lo spronava ad andare avanti dicendo: facci sognare!

Il fatto è che, dopo la caduta dei valori tradizionali (Dio, Patria, famiglia) ed il mancato consolidamento dei nuovi (denaro, successo), in mancanza di valori non rimane che rifugiarsi nei sogni; mentre una volta in presenza di valori certi si sperava nel loro raggiungimento. Quindi in passato il popolo aveva aspettative ed aspirazioni in attesa di tramutarsi in realtà, ora solo sogni che, in quanto tali, già sa che sono irraggiungibili.

Il giovane sogna di trovare un buon lavoro, la ragazzetta di andare in tv a sgambettare, la coppia (più o meno legalizzata) confida in un mutuo bancario non troppo oneroso, il capitano d'industria in un bell'appalto pubblico col minor costo di intermediazione, il venerabile banchiere in un'altra concentrazione di sportelli bancari, l'uomo politico nell'amicizia con direttori di giornali e testate radiotelevisive. Solo i ministri non si affidano ai sogni ma sperano nei miracoli per risanare questo nostro sgangherato Paese.

Chi non ha bisogno di sogni e miracoli è il premier Romano Prodi: lui si appoggia al tavolino con tre gambe per affidarsi al responso della seduta spiritica.

Domani un'effemeride sulla politica.

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Bacheca # Problemi tecnici

Non abbiamo potuto pubblicare nulla ieri e oggi postiamo in ritardo a causa di un intervento tecnico per la sicurezza del sito.

Riprendiamo a pubblicare ora, dunque, scusandoci per l'inconveniente.

22 giugno 2007

Effemeridi # Laboratori di sociologia

Stamane, a Roma, a palazzo Baldassini, storica sede dell'Istituto Luigi Sturzo, si svolge la terza giornata nazionale dei laboratori di sociologia promossi dall'Associazione nazionale sociologi (Ans).

Un incontro tenacemente voluto, come i due precedenti, da Anna Maria Coramusi, presidente del dipartimento Lazio dei sociologi e della cooperativa sociale Maggio '82. La delegazione della Società Italiana Di Demodoxalogia (Sidd), presente ai lavori, è composta da Roberto Canali, Giulio D'Orazio, Antonella Liberati e Bruno Zarzaca.

L'ex vicepresidente nazionale dell'Ans, D'Orazio, interviene sul quando, come e perché nacque il primo laboratorio di sociologia.

Antonella Liberati presenta uno studio sull'utilità della Archeodemodossalogia, prendendo ad esempio la Colonna Traiana come sintesi di pianificazione comunicativa. Ne riportiamo qualche stralcio:
[...]Osservando il nastro narratore, si viene a conoscenza di ambienti trasformati da innovazioni scientifiche, nuove tecnologie, operatività applicative di innovativi criteri gestionali e del loro impatto ambientale. Nel pathos narrativo, Traiano utilizza la propria figura come icona comunicativa di serena certezza (con la stessa finalità la Repubblica di Venezia si dirà Serenissima).

La forma più conveniente per i messaggi che Traiano volle presentare all'opinione pubblica di tutti i tempi è costituita tanto dall'intera narrazione riportata sul nastro marmoreo, nel suo insieme, quanto da ognuno dei micro ambienti rappresentativi nella loro specifica dinamica evolutiva.

Dovunque, sebbene con cadenza e variabilità geometrica, l'icona di Traiano gestisce gli eventi legati alle campagne di conquista della Dacia. L'icona si ammanta di forme diverse legate alla funzione, collocata in un certo frangente, che egli, ottimo principe, vuole impersonare e vuole che venga recepita dall'opinione pubblica. La narrazione descrive dettagliatamente ambienti naturali, tecniche e strumenti distruttivi spesso trasformati in costruttivi; vegetazione, orografia, fauna, situazioni climatiche, logistica di approvvigionamento, spostamento ed insediamento; mezzi di trasporto, armi ed armamenti; un florilegio di mimica espressiva di stati emotivi; armature e panneggi, acque, cieli e divinità.

[...]la archeodemodossalogia può offrire sintesi di itinera già implementati. Nel caso considerato, lo studio dell'algoritmo comportamentale voluto da Traiano offre un manualetto iconografico sintetico di cause, scopi, innovazioni tecnologiche applicate in ambienti diversi, effetti e comportamenti ambientali di tali applicazioni, che offrono a priori la possibilità di valutare le costanti sottese nel progetto in fieri. L'iconografia scolpita sulla colonna descrive un processo completo articolato per sinusoidi descrittive di tutti i comportamenti e le modalità adottate per l'attuazione del progetto, il loro impatto ambientale e vari feeds back.

Lunedì un'effemeride sui sogni degli italiani.

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21 giugno 2007

Documenti # Percorsi storici

Con riferimento ai recenti post su Franco Rizzo e Toddi, completiamo l'argomento sulla visione storico-filosofica degli avvenimenti con le considerazioni espresse alla LXVIII riunione della Società italiana per il progresso delle scienze (Sips), nell'aprile del 2006, dalla demodoxaloga Antonella Liberati:
[...]Demodossalogicamente, la storia non avanza in modo rettilineo, bensì a spirale. Non è composta da una successione di eventi, ma da una successione di modifiche ambientali (ambiente = interazione socio-economica fra territorio-popolazione-risorse tangibili e intangibili).
Le spire, sempre più ampie ed ognuna frutto della combinazione delle sommatorie di sviluppo tecnologico di ogni segmento considerato, ripetono se stesse. Ad ogni evoluzione, corrisponde una situazione di nuovo stato nascente, destinato ad una parabola di spazio-vita. In ogni spira si perseguono nuovi obiettivi, che appaiono tali per l'avvenuto aumento di ricerche e conoscenze scientifiche applicate alla tecnologia ambientale. Motore dell'avanzamento della spirale è la speranza di profitti sia tangibili che intangibili. L'ambizione umana al perseguimento settoriale di immagine, convenienza, potere sono limitati soltanto dal margine di sopportabilità e convenienza economica di sfruttamento, in senso lato, dell'ambiente considerato nel breve, medio, lungo e lunghissimo termine, ma anche in rapporto alle dinamiche globali.[...]

schema della spiraleDa pagina 84 di Demodossalogia ed opinione pubblica, gli atti - pubblicati dalla Sidd nel 1998 -del convegno svolto il 4 dicembre del 1995 per ricordare i maestri della demodossalogia, stralciamo lo schema della spirale della storia, richiamato anche nel nostro simbolo associativo, così come proposto dai cultori della disciplina.

Domani un'effemeride sui laboratori di sociologia.

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20 giugno 2007

Effemeridi # Dagli all'untore

Il coro dei garantisti del Parlamento italiano, all'unisono, a destra come a manca, si è indignato e ha chiesto misure protettive contro la diffamazione che viene aizzata contro di loro, attraverso la pubblicazione di intercettazioni telefoniche che, prese isolatamente, distorcono il pensiero e l'intenzione dei comunicatori.

E' ora che magistrati e giornalisti smettano di gettar fango sulle istituzioni, gli uni attivando indagini pretestuose che ledono l'onorabilità, appunto, degli onorevoli, gli altri pubblicando i testi di conversazioni telefoniche che, in quanto tali, sono scherzose e non attinenti alla realtà. Trattasi semplicemente di conversazioni telefoniche in preparazione della recita di beneficenza che annualmente si svolge in parrocchia.

La privacy deve essere salvaguardata. I coristi del Parlamento hanno fatto sentire alta e forte la loro voce in difesa di un principio che attiene alla sfera personale; la loro amarezza è al colmo e questa volta l'hanno espressa a chiare lettere. Già in passato, in occasione di analoghe vicissitudini patite da personaggi del mondo dello spettacolo come della finanza, i parlamentari si indignarono e soffrirono molto, ma intimamente, molto intimamente. Questa volta sono usciti allo scoperto per difendere le istituzioni poiché quando si attacca un rappresentante di tali consessi è l'istituzione che ne soffre.

Gettare discredito sulle istituzioni parlamentari fa salire il malcontento del popolo verso la politica, mina alle basi la costituzione repubblicana, recide il rapporto di fiducia che permea l'eletto con l'elettore. Certe sedi, come ad esempio la Banca d'Italia o il Parlamento, avvolgono con la loro sacralità anche coloro i quali vi lavorano o calpestano, semplicemente, l'immagine. Infatti certi luoghi vanno visti in base alla funzione che svolgono, quindi globalmente.

Dire che, poco onorevolmente, un parlamentare ha la consuetudine di consumare la pasta alla puttanesca con un furbetto del quartierino non significa nulla, poiché il fatto non è reato, ma illumina l'istituzione di una luce diversa. Quindi non danneggiamo le istituzioni poiché è dall'interno di esse che si mettono in moto i meccanismi di reprimenda se, per caso, ci fossero comportamenti da biasimare o personaggi da espellere. I giudici sono all'interno delle istituzioni, nello sport come in politica e persino in magistratura: quale migliore garanzia per il cittadino?

Se qualcuno di loro ha sbagliato pagherà; a babbo morto, cioè dopo la sentenza della Cassazione.

Una vera giustizia deve avere tempi lunghi, anzi lunghissimi; per vagliare le prove, analizzare, dedurre, riflettere, onde dare al tempo la possibilità di giungere alla verità e quindi alla vera giustizia. Così come avvenuto per piazza Fontana, la stazione di Bologna, Ustica e migliaia di altri casi.

La bilancia della giustizia deve essere perfettamente orizzontale, da una parte il presunto colpevole, dall'altra colui che sostiene di aver patito il danno. Infatti, siamo proprio sicuri che quest'ultimo non abbia provocato, con insinuazioni o sberleffi, il presunto colpevole costringendolo ad una reazione emotiva?

Il grido di dolore che percorre valli e colli dell'italico paese reclama privacy, garantismo, assenso alla pubblicazione da parte di chi è oggetto di attenzione. Per ora c'è un coro di parlamentari, ma potrebbe tramutarsi in banda poiché tra gli scanni più di uno ha il bastone che, come il pennellone della nota pubblicità, arriva a dirigere una grande orchestra (coro e banda) di oltre mille componenti. E, allora, con una particolare sinfonia sarebbero dolori per magistrati e giornalisti.

Domani riprenderemo le considerazioni demodoxalogiche. Venerdì un'effemeride sui laboratori di sociologia.

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19 giugno 2007

Documenti # Deja vecu

L'ex docente di Sociologia politica Franco Rizzo nell'introduzione ad un suo libro ha completato, nel 1981, dal nostro punto di vista di demodoxaloghi, un discorso aperto nel 1946 da Toddi (si veda il post di ieri).

Di seguito riportiamo un brano:
Gravi e numerosi quesiti costellano e complicano le scelte dei nostri comportamenti che premono con sempre maggiore urgenza. Eccone qualche esempio:

Quali sono le caratteristiche della transizione verso quella che viene ormai definita comunemente come società post-industriale? In quel tipo di società vi sarà maggiore o minore egualitarismo? Quale peso avranno soprattutto nella lunga fase di transizione quelle correnti che si possono definire socialiste? E come sarà la politica propria di tale società? In che misura e fino a quando l'antico conviverà con il nuovo? Quale sarà la resistenza della tradizione, dopo gli avvenimenti dello scorso decennio? Ed infine, quale significato stanno assumendo, nel corso attuale del movimento sociale, aggettivi come vecchio e nuovo, tradizionale e moderno? Non esprimono, forse, questi aggettivi, giudizi di valore fondati su un senso della storia che ha subito molte smentite? E - ciononostante - non restano pur sempre, questi giudizi, in quanto tali, potenze del fare e quindi non pesa molto, forse, un loro ancoramento al passato?

Qualunque tipo di risposta a tali quesiti può essere soltanto approssimativa, perché essi stessi sono approssimativi. E tuttavia, abbiamo, comunque, innanzi un problema, sia pure di più modeste dimensioni, che dobbiamo risolvere; dobbiamo in qualche modo avvicinarci al mondo di domani, che avanza tanto rapidamente da consentirci di riconoscerlo già in molte delle cose che fanno parte del nostro quotidiano: tanto che, osservandole, soffriamo già una sensazione di malessere connessa al non conosciuto. E c'è da aggiungere che questo non conosciuto, che, appunto, stiamo già vivendo, ci appare, a volte, come un déjà vécu; però, al tempo stesso, ci rendiamo conto che, in realtà, si tratta soltanto di un'apparenza. Spesso, il riflusso è proprio questa sensazione ingannevole, vera Fata Morgana del processo storico nel suo farsi.

Dopo venticinque anni dallo scritto di Rizzo e sessanta da quello di Toddi possiamo attribuire agli autori il valore profetico, nel tempo e nello spazio, delle loro intuizioni. Sembrerebbero commenti all'attuale stato dei fatti, a dimostrazione di un divenire sempre in continuo mutamento.

Giovedì torneremo sull'argomento con un ulteriore autore. Domani un'effemeride su parlamentari, magistratura e giornalisti.

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18 giugno 2007

Documenti # Mutabilità della realtà

Il 30 settembre del 1946 Toddi iniziò la prefazione ad uno dei suoi libri con un concetto che è parte fondante per chi vuole conoscere o applicare lo studio dell'opinione pubblica.

Uno scritto che può essere collocato nel tempo e nello spazio senza perdere il suo valore di "regola" nell'approccio ai fatti sociali. Di seguito riportiamo il brano.
"Diverso ci appariva il mondo, men che un decennio fa, e forse anche appena cinque o quattro anni or sono.

Neppure pensavamo come oggi pensiamo.

Non ce ne rendiamo conto, ma siamo passati in un'altra fase mentale, poi che la realtà stessa è diversa.

O, più esattamente, stiamo passando ad una nuova fase mentale. Non sappiamo ancora come penseremo fra un decennio, e forse appena tra quattro anni o tre: certo diversamente che ora, comunque, diversamente da come consideravamo il mondo e gli eventi prima della grande tragedia che ha squassato l'universo.

L'interpretazione della realtà si va modificando, poi che la realtà stessa è diversa.

La grande tragedia ha spostato i valori: e constatiamo che quelli che noi ritenevamo valori assoluti erano valori relativi, se è bastato ben poco per farli crollare.

Però rimaniamo ostinatamente abbarbicati a vecchie concezioni e soprattutto a vecchi pregiudizi, pur dovendo riconoscere il fallimento di tutta la struttura morale, sociale e delle norme di vita individuale. Sarà più facile renderci conto di ciò che è essenziale e di ciò che, invece, è secondario, se sapremo esaminare cose ed eventi da un punto di vista diverso da quello che ci era abituale e che non può più soddisfarci."

Basta guardarsi intorno e soffermarsi su: i nuovi concetti di famiglia, il riconoscimento dell'omosessualità, le storiche teorie politiche, il diverso modo di fare politica, ecc., per renderci conto della mutata realtà e mentalità, tuttora in corso di modificazioni percepite ma non bene definite o accettate.

Domani torneremo sul tema con un diverso documento e un diverso autore.

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17 giugno 2007

Documenti # Facite ammuina!

regolamento della real marina
Del facite ammuina! abbiamo già scritto, ad esempio nel post di Giulio D'Orazio su ambiente e comportamento: nel riprodurre tale "regola" della marina borbonica, aggiungiamo che il documento viene considerato da alcuni un falso storico.

Nella relativa voce di Wikipedia, ad esempio, si evidenzia che tutti gli atti ufficiali venivano redatti in italiano e non in napoletano e, dunque, "si ipotizza che sia uno dei tanti aneddoti denigratori sul governo borbonico confezionati dai piemontesi per screditare il Regno delle Due Sicilie".

Vero o falso? Plausibile. E comunque godibile...

16 giugno 2007

Effemeridi # Linciaggio mediatico

I bambini quando fanno cadere il barattolo di vetro della marmellata, che si apprestavano ad assaporare di nascosto dai genitori, dicono che non sono stati loro a farlo cadere e che non ne sanno nulla. I soliti bambini, divenuti adulti, se si portano via, per ricordo, una penna (o due, giacché ci sono) di valore nel corso di una solenne cerimonia giurano, con l'espressione facciale più candida, che non sono stati loro.

E' normale e rientra nel comportamento degli esseri umani, è raro trovare chi si assume le proprie responsabilità; perlopiù la colpa viene quasi sempre scaricata su un altro. Allo stesso modo tutti i malfattori si dichiarano innocenti. E lo fanno in perfetta buona fede, convinti di avere ragione, perché sorretti da mille scusanti alle quali si sono appigliati. Mi ricordano la storia di quel balordo che passava più giorni in carcere che fuori; era solito dire che lui faceva "onestamente il mestiere di ladro" e quindi si meravigliava quando i carabinieri lo arrestavano.

E' la stessa meraviglia di cui fa ogni volta mostra qualche vip (o aspirante tale) della finanza, dello spettacolo o della politica quando si ritrova sui giornali "senza che abbia avuto alcun avviso di comparizione" per dei fatterelli che rientrano nella propria attività quotidiana.

E' il cosiddetto linciaggio mediatico. Specie in politica, ma anche nelle altre professioni tra colleghi non ci vanno leggeri, c'è sempre qualcuno che trama per la caduta di un altro, per cui dietro le notizie si intravedono (spesso a ragione) manovre, nemici e giornalisti d'assalto desiderosi di mettersi in mostra.

Per porre riparo alla gogna mediatica i due ex sindacalisti ora presidenti di Camera e Senato hanno invitato a non divulgare le intercettazioni telefoniche riguardanti i parlamentari. Ma è come se avessero parlato in una piazza vuota. Il fango sulle istituzioni non si è fermato.

Una sparuta manciata di parlamentari, di destra come di sinistra, ha legittimamente dichiarato, nei giorni scorsi, di essere vittima di disdicevoli insinuazioni sul loro conto da parte dei mass media. Li si accusa di aver più volte telefonato a disinvolti finanzieri e bricconcelli del quartierino per compiacersi di una loro attività alquanto oscura. Nulla di più falso!

I verbali delle telefonate sono stati "segretati" dal magistrato inquirente, essendo segreti non possono essere stati letti dai giornalisti. Essendo segreti è come se non esistessero e se non esistono i verbali non esistono neppure i fatti addebitati; quello che viene raccontato è pura invenzione.

In passato, per anni, abbiamo avuto la politica delle parallele convergenti; ora ci stiamo avviando alla quadratura del cerchio: sostenere che l'evidenza di alcune interconnessioni non ha ricadute sull'onorabilità di quei personaggi che sinora hanno impartito, a destra e a manca, regole di moralità e di buona condotta di governo.

La parola del moralista vale più di cento verbali segretati. Poi ci si meraviglia per la disaffezione verso la politica.

Lunedì un documento sulla mutabilità della realtà.

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14 giugno 2007

Bacheca # Rocco Capasso

Lunedì scorso, 11 giugno, è deceduto nella sua casa di Roma, in seguito ad un male repentino, Rocco Capasso segretario generale in carica della Società italiana per il progresso delle scienze. Era nato a Frattamaggiore (Napoli) nel settembre del 1934.

Questo sito non ha la consuetudine di divulgare necrologi ma Rocco è stato uno di quei pochi demodossaloghi ancora viventi che aveva conosciuto, nei primi anni del 1950, tutti i maestri della demodossalogia, prima come allievo, poi come docente nei seminari ed infine come amico. Una disciplina che ha sempre praticato, partecipando ai vari convegni e rimanendo in contatto con i vecchi compagni di corso.

La passione per lo studio dell'opinione pubblica non lo ha mai abbandonato e può essere considerato fra quel ristretto gruppo che hanno divulgato la disciplina anche dopo la dipartita dei maestri.

Giornalista ha diretto agenzie di stampa e periodici; sindacalista della Cisl ha fatto parte del coordinamento nazionale funzione pubblica quale funzionario del ministero delle finanze; negli anni 1960 quale addetto stampa della Sips, in un momento di travaglio della centenaria società, ha saputo darle vigore ed una risistemazione venendo, per questo, successivamente acclamato segretario generale. In questo ruolo ha intensificato l'attività e fatto rifiorire l'antico prestigio della Sips.

Gli amici della Società italiana di demodossalogia (Sidd) intendono ricordarlo come amico e collega, esprimendo la più sentita vicinanza alla moglie Elena, che conobbe sui banchi dei corsi di demodossalogia, e a tutta la famiglia.

E' sepolto a Montopoli Sabina (Rieti).

13 giugno 2007

Effemeridi # Casta politica

I presidenti dei due rami del Parlamento, che una volta, dopo il Colle, erano indicati - a ragione - come le istituzioni più prestigiose, hanno invitato i magistrati (ma sentano bene anche i giornalisti!) a non divulgare intercettazioni sui parlamentari.

Certamente i presidenti della Camera e del Senato non potevano fare altrimenti, a chi compete se non a loro tutelare i rappresentanti del popolo e il prestigio del Palazzo? E' come se un preside invitasse i bidelli ed i professori a non divulgare all'esterno dell'istituto che in quella scuola gli allievi defecano nei corridoi.

Ma sappiamo che il Parlamento si trova a Roma e che i parlamentari risiedono in altre città. Che c'è di male far conoscere al popolo che i loro rappresentanti quando sono nella capitale telefonano ai figli per invitarli a stare attenti alle cattive compagnie, a non assumere droga e denunciare alla maestra gli spacciatori, ad ubbidire alla mamma e così via? Che c'è di male a far sapere che telefonano alla consorte (con la c minuscola per non confonderla col finanziere di Unipol) per informarla che la pensano e chiedere notizie sui figli e sull'andamento della casa? Anzi sarebbe un'opera di educazione civica far conoscere al popolo tali telefonate, verrebbe spronato alla retta via; perché se è vero che il pesce puzza dalla testa è altrettanto vero che l'esempio alla rettitudine viene dall'alto.

Ma, dato che i rappresentanti del popolo non sono stati eletti ma nominati da una decina di gerarchi (i grandi vecchi della politica) e che fra loro ci sono parecchi pregiudicati (forse inseriti dai gerarchi per gratitudine, non vogliamo pensare in seguito a ricatti), dobbiamo purtroppo pensare che vogliono coprire telefonate ai vari furbetti di turno, mafiosi, banchieri internazionali, industriali, venerabili massoni; telefonate fatte per aprire conti bancari all'estero, fissare il prezzo delle intermediazioni, segnalare o coprire amici, progettare scalate o depistaggi, ecc.

In tale caso, a maggior ragione il popolo dovrebbe conoscere le telefonate dei suoi rappresentanti:
  • per verificare se si comportano secondo i suoi desiderata;
  • per regolarsi nel caso che in una tornata elettorale qualcuno degli "onorevoli" gli solleciti il voto;
  • per cautelarsi se dovesse imbattersi in qualche affare con qualcuno di costoro, in modo non solo da salvare il portafoglio ma anche per non patire le traversie con la giustizia italiana che, come noto, studiata ed emanata dai parlamentari, spesso salva i pregiudicati e punisce gli innocenti.
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12 giugno 2007

Effemeridi # Visco, Di Pietro, Bertinotti

Il demodoxalogo è solito analizzare la comunicazione prescindendo da chi la emette per evidenziare dove e quando è stata emessa e, soprattutto, il ruolo (presente e passato) coperto da colui che è oggetto del fatto.

Alcuni esempi:
  • Vincenzo Visco ha detto che non si è dimesso da viceministro in quanto non ha compiuto nulla di disdicevole per favorire l'Unipol. Ed è vero, Visco non avendo interessi diretti o indiretti con la società d'assicurazione indagata dalla finanza, non ha avuto alcun motivo per intromettersi presso il gen. Speciale. Tuttalpiù è stato un relata refero per conto di qualche collega ministro. Pertanto non si doveva dimettere il viceministro Visco ma il ministro interessato, direttamente o indirettamente, all'Unipol.
  • Il ministro Antonio Di Pietro, l'ex magistrato più importante di "mani pulite", ha detto che pur essendo solidale con il governo esprime tutta la sua fiducia al generale Roberto Speciale, alla Guardia di Finanza, all'Arma dei Carabinieri e a tutti i finanzieri e carabinieri che giornalmente incontra. Non poteva essere altrimenti, il bacino di utenza degli elettori del partito fondato da Di Pietro è formato da ex colleghi e collaboratori, quindi magistrati, carabinieri e guardie di finanza. Non schierarsi con il gen. Speciale significherebbe perdere consensi e voti.
  • In una lunga ed articolata intervista andata in onda lo scorso 6 maggio su Rai Educational Fausto Bertinotti ha ipotizzato un'alleanza politica tra la sinistra e la Confindustria, in quanto concordi su molte analisi sociali. Uno stimolo in più per l'eventuale nascita del partito che dovrebbe sorreggere Luca Cordero di Montezemolo.
Domani un agrodolce sulla casta politica.

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11 giugno 2007

Inde # Percorso comune

Scorrendo velocemente un qualsiasi libro di storia noteremo che, in Europa, l'idea nazionalistica si è sviluppata in tutti i Paesi nello stesso scorcio di secolo e che l'espansione dell'industrializzazione si è accompagnata a regimi forti in conseguenza dell'avvento dello stato nazionale.

L'una è stata ripercussione dell'altra, sia all'interno degli stati che per travalicamento culturale geografico, secondo lo schema di David Hume e del frattale (puntata 18 e puntata 19 del nostro corso di demodoxalogia); tuttalpiù ci sono stati decenni di differenza tra un paese e l'altro. Prima di tentare una spiegazione sul perché di tale concatenazione concludiamo la pubblicazione di brani tratti dall'Inchiesta demodossalogica sul post industriale (1986):
L'economia (il prodotto lordo nazionale) non può subire battute d'arresto, deve pertanto inventare occupazione e prodotti di consumo, anche se effimeri. Deve suscitare desideri e bisogni: la cura del corpo attraverso palestre e prodotti per la pelle; le vacanze in posti sempre più lontani e diversi; maggiori conforts nella casa e fuori; ricercatezza nel cibo anche attraverso le diete; esigenze particolari nel vestiario, nello spettacolo e nella cultura. [...]
I conflitti del futuro potrebbero essere economici, per la supremazia del mercato come ai tempi delle flotte inglesi e spagnole, o razziali per respingere l'infiltrazione nei paesi del benessere di popolazioni affamate provenienti dal Terzo mondo. [...]
Ma ci sono altre possibilità di rischio: la prima è una catastrofe ecologica, l'altra è uno scontro fra generazioni anziane che hanno il potere e generazioni giovani che cercheranno di affermarsi, sorrette dalla conoscenza delle nuove tecnologie. [...]
Lo scenario potrebbe essere globalmente positivo e localmente negativo. [...]
Le istituzioni, e le relative modifiche, sono la conseguenza di ideologie divenute dominanti, che a loro volta traggono sostentamento da un diverso modo di lavorare e di avere rapporti. Caduto il mito della proprietà [Ndr: di beni non effimeri] (ereditato dalla società agricola) e quello della produzione di massa (creato dalla società industriale) ci si avvia verso il terziario ove predomina la moltiplicazione delle idee. Quindi è un futuro di cultura che, finalmente, arricchirà l'uomo facendo decadere la sua dipendenza dalla religione e dalla politica, che gli hanno espropriato la conoscenza diretta e personale [Ndr: tramite la delega] dei problemi sociali ed ultraterreni.
Le idee stimoleranno l'umanità a gestirsi in proprio la vita ed i rapporti con gli altri e il non conosciuto."

Dopo vent'anni molte cose annunciate dalle conclusioni dell'inchiesta si sono verificate ed altre sono in fase di consolidamento mentre stiamo entrando in una ulteriore svolta economica-sociale. Quello che è importante per la ricerca demodoxalogica è il rendersi conto delle conseguenze dei fatti nel tempo e nello spazio secondo lo schema riportato in conclusione della puntata 26 del corso di demodoxalogia.

Domani un'effemeride sul caso Visco.

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09 giugno 2007

Bacheca # Statistiche web di maggio

Consueto appuntamento con le statistiche: nel mese di maggio il nostro sito ha avuto oltre 11.000 visitatori e più di 13.000 pagine viste. E di nuovo il nostro miglior risultato di sempre. Nel ringraziare tutti, ricordiamo che chi volesse scriverci, anche per commentare i nostri articoli, può continuare a farlo via mail: garantiamo una risposta, pubblica o privata, entro una settimana.

08 giugno 2007

Effemeridi # Considerazioni

Coloro che seguono il nostro sito o i vecchi allievi delle nostre lezioni universitarie sanno che abbiamo insistito varie volte nell'invitare a non credere nell'apparenza (in quello che si legge, si ascolta e addirittura si vede o si sente nei mass media) e ancor di più nella "conclamata" indipendenza dei giornali e dei giornalisti.

L'informazione, anche scientifica, non può essere onnisciente, pertanto mostrerà e commenterà quanto a sua volta appreso da altri e secondo l'ottica della cultura o dell'interesse del momento. Le informazioni che ci giungono vanno valutate inquadrandole nell'ambiente nel quale si svolgono, in riferimento alla posizione di chi le emana e nel luogo e momento dell'evento. Vi sottoponiamo degli esempi scelti a caso, traendoli da recenti trasmissioni televisive.
  • E' stato abbondantemente diffuso il pericolo di un innalzamento delle acque del mare in conseguenza dello scioglimento dei ghiacci del polo nord, ma il meteorologo di La7, Paolo Sottocorona, ha dimostrato che in presenza di ghiaccio disciolto il livello dell'acqua rimane costante.
  • Al tempo del governo di Bettino Craxi fu salutato con favore l'arrivo in Italia delle prime migliaia di albanesi liberati dalle carceri in seguito alla caduta del comunismo, ma molti di questi non erano in stato di detenzione per motivi politici (attività contraria al regime comunista) ma per reati comuni. Furono i primi immigrati che impiantando una rete criminosa spianarono la strada agli altri.
  • Interessante la trasmissione Omnibus del canale televisivo citato (notoriamente di proprietà Telecom Italia) che il 14 maggio scorso, a proposito di terrorismo, ha sventagliato una serie di dichiarazioni che ci potrebbero portare a conclusioni diverse da quelle tuttora in circolazione. Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica ed ex ministro degli interni, notoriamente è a conoscenza di fatti che riguardano la morte di Giorgiana Masi. L'ex ministro degli interni Paolo Emilio Taviani ha scritto in un libro che dei terroristi furono assunti nel suo ministero dal precedente ministro. L'ex magistrato Rosario Priore ha sostenuto che le istituzioni e i terroristi sanno la verità su quel periodo buio ma non la dicono (non vogliono o non possono?). Secondo Renato Curcio le istituzioni nascondono la verità sulla strage di piazza Fontana.
  • Sempre su Omnibus (il 28 maggio) l'ex magistrato ed attuale deputato Giuseppe Ayala si è chiesto se sia possibile credere che gli attentati alla chiesa del Velabro a Roma e all'Accademia dei Georgofili di Firenze siano stati concepiti da mafiosi ignoranti che non potevano conoscere i due emblemi culturali, sconosciuti alla grande cittadinanza anche di una certa cultura; chi furono i mandanti allora?
  • Nella trasmissione di Giovanni Minoli La Storia siamo noi (RaiTre) è stata mandata in onda, qualche settimana fa, l'intervista ad un ex sottufficiale del nucleo antiterroristico, conosciuto in codice come "Ciondolo", che ha confermato di aver inviato un'informativa ai suoi superiori dettagliando la preannunciata esecuzione del giornalista Walter Tobagi.
Basterebbe quanto fin qui citato per rivedere il ruolo dei servizi segreti italiani nelle torbide vicende che hanno insanguinato il Paese. Evidentemente i fatti allora furono presentati in modo diverso, anche per la colpevole negligenza dei giornalisti (chi emanò le veline sui fatti di terrorismo?). Non per nulla Enrico Mentana lo scorso 30 maggio ha detto (sempre ad Omnibus) che è in grado di sfidare quei giornalisti che si dichiarano indipendenti, poiché è raro trovarli.

Quei pochi che lo sono, aggiungiamo noi, prima o poi finiranno eliminati fisicamente o professionalmente.

Lunedì ulteriori stralci tratti dall'inchiesta sul post industriale.

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07 giugno 2007

Inde # Conseguenze di un percorso

Proseguiamo la pubblicazione di brani tratti dall'Inchiesta demodossalogica sul post industriale (1986) per capire la direzione degli eventi, come ci si è arrivati e quali saranno le ricadute sulla società.
L'idea di una società pianificata è pressoché caduta per far posto ad una società dominata dai sensi (la vista abituata alle visioni colorate degli spettacoli e dello schermo del computer, il corpo sollecitato dallo sport e da una maggiore attenzione) e dalla soddisfazione personale.
Nell'evasione nel misticismo, vero o falso che sia, ed al limite nella droga.[...]
La logica della società consumistica è inventare, decidere, produrre, vendere. Ove l'aumento della produttività è esponenziale e i bisogni della gente sono stimolati dalla pubblicità.[...]
Di fronte a questa situazione già sono affiorati fermenti intesi a rivedere la concezione della scienza e dello sviluppo come processi che si autogenerano e si autogiustificano.
La società agricola presupponeva la proprietà della terra da coltivare che poi, col tempo, si è trasformata nel possesso del bene (proprietà) senza più alcun legame diretto con l'uso dello stesso ai fini della sopravvivenza. La società industriale ha dato maggiore enfasi alla produzione dei beni piuttosto che alla proprietà fine a se stessa, è infatti con l'avvento delle società industriali che sono nate le società commerciali in nome collettivo e l'azionariato. Ricavare il sostentamento dalla vendita dei beni prodotti dalla macchina (far lavorare i macchinari) è stato un salto anche di mentalità rispetto al ricavato della terra che segue le sue leggi di stagionalità contrassegnate da un movimento unilineare diacronico. La mentalità agricola, più intima, lenta e legata alla natura, ha potuto sviluppare un pensiero proteso verso le grandi teorie universali e metafisiche. La società industriale, col suo vissuto più ricco del pensato, ha favorito la sincronizzazione dei tempi di lavoro e di vita, la concentrazione (finanziaria, della popolazione e dei luoghi di lavoro e ludici), la massimizzazione (dei profitti e dei benefici) e la centralizzazione (del potere e delle attività).
Il post industriale è contrassegnato dallo sviluppo del terziario ed è sorretto da quattro pilastri: il personal computer, il sistema telefonico ed audiomatico, la telematica e la videomatica.[...]
Nella lotta per la supremazia politica, economica o culturale, vince chi si accorge prima della direzione del mutamento.[...]

Lunedì 11 proseguiremo nello stralcio di brani significativi dell'Inchiesta. Domani un'effemeride d'attualità sui servizi segreti.

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06 giugno 2007

Inde # Applicare la filosofia

Ogni azione umana è giustificata da spiegazioni culturali, ma come si forma l'alibi culturale? Attraverso i comportamenti degli altri (società, famiglia, amici), l'informazione (libri, giornali, radio, televisione, passaparola) e l'educazione scolastica e civica.

Esaminando le tendenze della società, sin dagli anni 1980 si prevedeva una tendenza del linguaggio visivo improntato alla rapida espressione dei concetti, quale conseguenza dell'uso del computer (precisa domanda per definire o classificare l'argomento), ed un "riflusso nella quotidianità, imperniata sui sensi e sulla qualità della vita".

In conseguenza di quanto sopra abbiamo potuto verificare:
  • Un linguaggio che da didascalico è divenuto più veloce e sfrontato, nelle trasmissioni radiotelevisive come nei telegiornali o nella conduzione degli spettacoli o dei quiz;
  • Un ragguardevole uso delle immagini e dei titoli vistosi in alternativa alle codificate pagine dei passati settimanali cosiddetti seri (ricordate come erano Oggi, Annabella, Gente, tanto per citare esempi a caso?) e negli stessi quotidiani (vedasi Libero, il Giornale, Il Tempo, Liberazione, il Manifesto, per citare i più vistosi);
  • Un sempre più disinvolto comportamento scolastico che sfocia nel bullismo e in atti criminosi a fronte dell'abbandono, da parte degli insegnanti, delle passate regole;
  • Un'aumentata tendenza all'edonismo e all'appagamento dei sensi, anche tra le generazioni anziane, attraverso viaggi, palestre, centri di bellezza o benessere, uso di droghe, ecc.;
  • Una maggiore attenzione e partecipazione alle tematiche collegate all'ecosistema (dall'effetto serra ai vari tipi di inquinamento, ecc.) quale diritto alla qualità della vita.
Ancor prima di scendere nell'analisi particolare del fatto o del testo da esaminare i demodossaloghi, in alternativa all'open source intelligence, collocano anzitutto l'effemeride da indagare nel quadro più vasto della direzione degli eventi, come emerso nell'Indagine demodossalogica sul post industriale, per poi procedere all'effettiva analisi delle informazioni. Torneremo comunque sull'argomento con ulteriori e dettagliate applicazioni e brani tratti dall'indagine del 1986, sopra citata.

Domani le "Conseguenze di un percorso"

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05 giugno 2007

Effemeridi # Bruto non assassinò Cesare

Le opinioni sono come il bicchiere riempito a metà. C'è chi lo vede semipieno e chi semivuoto, è solo questione di come sono argomentate le proprie convinzioni.

Il diritto, infatti, è sorto per mettere dei paletti alle considerazioni giuridiche che, esulando da alcuni principi generali o particolari, sviano da principi in grado di cogliere la sintesi della maggioranza dei casi.

Dalla storia sappiamo che Bruto, nelle idi di agosto, assassinò lo zio Giulio Cesare mentre usciva dal Senato; fu la conseguenza di una congiura ordita dai nemici di Cesare.

Bruto, essendo un giovane privo di carattere, fu plagiato dai congiurati che se ne servirono per raggiungere il loro scopo: quello dell'eliminazione fisica dell'imperatore. Quindi Bruto merita delle attenuanti perché non ordì e non trasse vantaggi dal complotto, fu vittima inconsapevole di un gruppo di politici volponi.

Se un viceministro delle Finanze, nel corso di un amichevole colloquio con il comandante generale della Guardia di Finanza, magari tra una tartina di caviale e un bicchierino di vino passito, suggerisce di trasferire quattro ufficiali ad altre mansioni o sedi, non può certo essere accusato di aver interferito con l'Arma o svolto indebite pressioni. Era solo un suggerimento, non un ordine. Se, poi, i quattro ufficiali non furono rimossi perché così ritenne di fare il comandante generale, il ministro ed i suoi compagni di merenda possono ben a ragione dimostrare che non ci furono intromissioni di alcun genere e che il colloquio svolto rientrava in un semplice incontro informativo.

Dal punto di vista giuridico o amministrativo il viceministro Visco è al di sopra di qualsiasi sospetto, anche se i quattro ufficiali stavano indagando su un'azienda amica del governo. Un consiglio non accettato non può costituire argomento d'indagine. E' come la linea del livello dell'acqua nel bicchiere: un esile filo che divide due punti di vista.

Quello invece che è grave è la "promozione" del generale Speciale ad un diverso incarico dopo le discussioni sui giornali e in Parlamento. Non per il fatto in se, ma come avvertimento all'Arma dei Carabinieri se, per malaugurato caso, la Benemerita avesse intenzione d'indagare in una direzione non gradita dal potere politico.

Alle ultime due istituzioni ancora non infettate dalla politica è stato inviato un chiaro messaggio: non interferite!

Domani raffronti demodoxalogici.

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04 giugno 2007

Inde # La direzione degli eventi

I sociologi della comunicazione nella loro analisi dell'informazione, metodo codificato negli anni del 1940, verificano aggettivi, ripetizione dei testi, riscontri tra più testi, ecc.

I demodossaloghi nella loro effemerocritica (analisi critica delle attestazioni dei documenti che risale ai primi anni del 1930) prendono in considerazione principalmente il ruolo di chi emana l'informazione, cioè quando e dove, tralasciando chi dice e cosa ha detto, per risalire al perché di quella comunicazione.

Inoltre il demodossalogo ha sempre presente la direzione dei grandi cicli storico-filosofici. A questo proposito riportiamo alcuni brani tratti dall'Inchiesta demodossalogica sul post industriale, (terzo capitolo "Considerazioni sociologiche", sub capitolo "Il superamento della memoria storica", novembre 1986):
[...]ogni azione umana è giustificata da spiegazioni culturali. I progetti politici danno sostanza ai partiti, ai sindacati, ai governi e agli stessi stati. L'illuminismo è sfociato nella Rivoluzione francese, il marxismo in quella russa: i nazionalismi hanno creato gli stati nazionali ed il welfare state ha sanzionato l'intervento sociale. Le crociate, l'Inquisizione, le lotte in Irlanda o Libano avvengono in nome di principi ideologici.
L'ideologia legittima governi e situazioni di potere, ma muta secondo i vari cicli storici che, a loro volta, racchiudono le lotte per l'esistenza (la cosiddetta lotta di classe) e l'evoluzione della scienza e della tecnica, completando così l'incastro storico-sociale-culturale.
La società industriale si è basata sulla sincronizzazione del tempo e delle azioni (con l'ora del lavoro, del riposo, dell'inizio e fine dei turni, ecc.) per esigenze connesse alla produzione di massa. [...] Con l'avvento dei calcolatori e della telematica si destruttura non solo l'attuale modo di lavorare ma anche il sistema di vita e il processo mentale. Perdono importanza anche le conoscenze culturali con sbocco multiplo rispetto alla vita umana (le ideologie) per un sapere più immediato e vicino al soddisfacimento dei bisogni quotidiani.
La cultura che avanza è quella tecnologica portata dai computer. Un linguaggio (visivo) che esige prontezza nelle risposte e capacità analitica nell'impostare le domande. Col cervello elettronico conta solo l'essenziale: una precisa domanda per definire o classificare con esattezza l'argomento.
Non c'è posto per le ideologie e la coscienza. E' un superamento delle teorie a lungo raggio, quindi un riflusso nella quotidianità, imperniata sui sensi e sulla qualità della vita[...].

Nel post di domani un esempio di ragionamento demodoxalogico.

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01 giugno 2007

Effemeridi # Poteri forti e politica

La recente relazione del presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha allarmato le gerarchie della politica, nel senso che l'hanno interpretata come l'annuncio di una scesa in campo nell'agone politico, in nome dell'antipolitica e dei malumori dell'opinione pubblica.

Se fosse così non sarebbe altro che un andare al passo con i tempi che viviamo e che vivremo. Il ritiro delle deleghe agli altri per gestire in proprio gli affari, gli interessi corporativi e le rappresentanze; lo evidenziammo nelle conclusioni dell'Inchiesta demodossalogia sul post industriale nel 1986 (si vedano le puntate 20-23 del nostro corso).

Aver abolito il voto di preferenza per eleggere i parlamentari, concentrando tutto il potere nelle mani degli oligarchi dei partiti, i soli in grado di decidere sulla scelta degli eletti, non ha rappresentato altro che conferire maggior potere di negoziazione ai vertici politici. La scesa in piazza per il Family Day e le varie prese di posizione della Chiesa cattolica non sono altro che pressioni direttamente sui partiti ed il governo, tramite i mass media ed il peso dell'opinione pubblica, per far passare i desiderata del Vaticano. Un partito, messo in piedi in modo diretto o indiretto dalla Confindustria, eliminerebbe il passaggio delle carte dagli uffici studi confederali a quelli dei singoli parlamentari cosiddetti amici, dei gruppi parlamentari, dei partiti e del governo; troppi costosi interlocutori che generano lentezza di decisioni e provvedimenti tardivi.

Oltretutto con il partito che decide quali saranno gli eletti, i finanziamenti extra o in nero andranno direttamente all'apparato e non ai singoli; con la Chiesa che dialoga attraverso i suoi parlamentari, eletti nelle varie liste o negoziati con le oligarchie politiche, il colloquio avverrà tra poteri forti; con un partito messo in piedi con l'appoggio degli industriali le varie sovvenzioni illecite non saranno più a pioggia sulla pletora dei vari rappresentanti del popolo ma inscritte a bilancio, con maggiore efficacia di rappresentanza.

Lunedì inizieremo ad affrontare il metodo demodossalogico.

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